E' evidente che la clamorosa bocciatura della trasfigurazione da Nazione a regione della nostra bella Italia, egoistica e localista provocazione dei "padani" leghisti con l' avallo di pseudo "tricolori", non è per noi repubblicani mazziniani, nazionaleuropei e sociali un punto di arrivo, ma un punto di partenza, in due fasi.
La prima è evitare che dopo il referendum vittorioso tutte le forze internazionaliste (liberali, cattoliche, marxiste, massoniche) si mettano a tavolino per riscrivere insieme un testo che comunque comporti la "balcanizzazione" della nostra Terra degli avi, del sacro suolo della Patria. Arriveremo a promuovere, se necessario, forme di mobiltazione e contestazione al "Palazzo" atte ad evitare ogni "inciucio".
La seconda è la prospettiva di una Federazione delle Nazioni d' Europa da Lisbona a Vladivostok, che abbia a principio ineluttabile l' indipendenza, la sovranità politica, militare, monetaria ed economica dei Popoli che la compongono.
Viva l' Italia!
Viva l' Europa-Nazione!




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