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  1. #21
    Vivo all'estro
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    La Sinistretta massimalista del nostro sfortunato paese ha per tutti e cinque anni del "governo delle destre", ossia del governo giudato dal Satana Berlusconi, battuto e ribattuto sul concetto che la spesa sanitaria italiana era al di sotto della media europea, che non poteva essere oggetto di tagli o riduzioni, al massimo di qualche razionalizzazione, e che soprattutto la "centralità della sanità pubblica" era fuori discussione. Così la sinistretta ha continuato a predicare sul "diritto alla salute" come diritto costituzionalmente garantito e come "interesse della collettivià" da perseguire tramite il Servizio Sanitario Nazionale. Giunta al potere la sinistretta si è accorta che le risorse, anche per la "tutela della salute" e "l'organizzazione del servizio sanitario nazionale" non sono infinite e, a parte la solita storia del "buco" lasciato dal "precedente governo", sta ri-scoprendo concetti molto vecchi (informatori della riforma del 1978 nei suoi aspetti più ideologici) come la "prevenzione" (ovviamente sacrosanta, non si discute, ma ovviamente non alternativa alla cura e riabilitazione) e come la "appropriatezza" delle prestazioni sanitarie.
    Con l'appropriatezza in effetti si possono razionalizzare, e non di poco, gli utilizzi delle risorse. Il problema è capire se l'appropriatezza deve essere intesa in ragione delle effettive necessità dei pazienti in relazione alle prestazioni sanitarie offerte, o deve essere stabilita in subordine alle suddette risorse scarse. E' evidente che, mediamente, un ricovero di venti giorni per un'appendicectomia non complicata rappresenta un evidento spreco di denaro pubblico, oltre che un trattamento del paziente al limite.......del sequestro di persona......ma è altrettanto evidente che stabilire che una patologia può essere risolta in due giorni non in rapporto ai protocolli terapeutici comprovati e documentati ma all'esigenza di "mandar fuori" il paziente il più presto possibile per liberare il letto e per.........minimizzare i costi, è esattemente l'opposto di un trattamento appropriato. Eppure il rischio della riduzione economicistica del concetto di appropriatezza (e di quello di prevenzione) c'è e se ne fa promotrice la sinistretta "risanatrice dei conti pubblici". Oggi il signor ministro della sanità, accompagnato dall'assessore regionale Valpreda (di rifondazione comunista) era in visita al Alessandria, e ha messo in evidenza il suo sforzo di conciliare la difesa del "servizio sanitario nazionale pubblico" con le esigenze di "rigore" e "controllo della spesa". Nella stessa giornata il signor ministro si è resa protagonista di dichiarazioni che ne rivelano le preoccupazioni più profonde.........
    "MINISTRO TURCO: ELEVERO' IL LIMITE DI DETENZIONE PER LA CANNABIS

    ROMA - Saranno subito ridefiniti i quantitativi massimi di cannabis detenibili senza incorrere nello spaccio. Lo ha annunciato il ministro della salute

    " [dal sito dell'ANSA].
    la vedremo comunque all'opera. Nel frattempo la Regione Piemonte Rossa sta pensando di cedere ai privati una .........parte della gestione ospedaliera pubblica, ripescando un progetto dell'ex Direttore Generale dell'ASL di Asti [nominato dalla giunta di centrodestra ed epurato della corsa alla conquista totalitaria delle poltrone dalla Giunta Bresso] che aveva fatto gridare allo scandalo l'ex opposizione di sinistra al governo regionale del signor Ghigo. Il nuovo Commissario dell'ASL astigiana ha in effetti riesumato il progetto, e questa volta sembra che i suoi compagnuzzi ai vertici dell'Ente Regione anzichè urlare allo scandalo si siano lasciati andare a segni di vivo interessamento. E' lo stile del "buon governo" della sinistra "post-ideologica". Anche il privato è il benvenuto se porta denaro e non ha pretese eccessive e rimane ai margini non pretendendo di gestire. Intanto con la prevenzione e l'appropriatezza ci spiegheranno che non sarà più necessario che ci curiamo perchè sarà impossibile ammalarsi. Nella nuova Italia "progressista" chi denuncera di avere dei sintomi, come il buon soldato Sveik (si scrive così?) sarà presto accusato di simulazione, e comunque se proprio avrà bisogno di cure ospedaliere [l'eccezione che conferma la regola] sarà buttato fuori dalla corsia non appena riprenderà coscienza dopo il risveglio post-operatorio.
    La salute è un diritto che sarà garantito a tutti con risorse scarse e la preservazione della centralità del servizio sanitario pubblico. A tal fine se ci facciamo tutti delle CANNE[bis], secondo la dottrina di Livia Turco, avremo meno difficoltà a laudare le grandi conquiste della Sanità targata Sinistretta di Governo.

    Saluti liberali
    A parte i rancorosi,stancanti, infiniti giochini bi-partitici,bi-politici,dicotomici fra giornalisti di organetti di partito,quale sarebbe il punto?
    Che la sinistra,incoerentemente ,dopo aver criticato Berlusconi,sta tagliando la sanita'?
    Bene,incoerente,certo.
    L'incoerenza in politica partitica e' sempre certa e scontatissima..ma
    SE davvero lo stesse facendo(difficile crederlo fino in fondo..)
    allora complimentissimi alla sinistra.
    Qualsiasi taglio alla sanita' di stato dovrebbe essere sempre benvenuto,
    la cancellazione del concetto "sanita' " o "ministero della sanita' ",il fine.

  2. #22
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    Lo scandalo della malasanità/Oltre le iniziative sporadiche servono interventi radicali
    Quella equazione fra servizio pubblico e inefficienza

    di Chiara Capotondi

    La decisione del ministro Livia Turco di inviare i Nas per verificare le condizioni gli ospedali italiani arriva come una saggia decisione, anche se in contrasto con l'iniziativa sui ticket (ma su questo torneremo prossimamente), dopo i fatti legati alla sanità di questi giorni. Dagli ultimi episodi di cronaca che hanno visto morire una donna per infarto dopo cinque ore di attesa, passando per il "regalo" della Finanziaria - i già ricordati ticket - fino all'inchiesta de "L'Espresso" sull'Umberto I di Roma. Sono partiti ieri controlli a tappeto in tutto il Lazio per verificare la situazione dei nosocomi, in seguito alle gravissime condizioni registrate giorni fa dai carabinieri al Policlinico, considerato sulla carta uno dei migliori d'Italia.

    Il nucleo ha rilevato un alto pericolo di infezioni, sudiciume, sporcizia e degrado nei sotterranei, carenze strutturali e totale mancanza di sicurezza, come il sistema antincendio fuori norma.

    Alte le probabilità di contagio in corsia, che salgono notevolmente nelle sale operatorie, reparto più a rischio in assoluto, scendono al 28% nei reparti di degenza, segnati comunque da un'igiene particolarmente precaria. Dati che hanno messo in guardia le amministrazioni. L'assessore della Sanità del Lazio, Augusto Battaglia, ha annunciato un piano di intervento per ridurre le infezioni ospedaliere del 20% ed ha citato il resoconto dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, da cui è emerso che il 5 - 8% dei ricoverati contrae un'infezione in ospedale che, tradotto in cifre, equivale a 4.500 - 7.500 decessi.

    Eppure sembrerebbe che una volta su tre per evitare contagi bastino le norme igieniche di base. Paolo Cornaglia Ferraris, il pediatra genovese che dalla sua esperienza ha tratto diversi libri, ha parlato di "camici sporchi e mani trascurate", ad eccezione dei reparti di terapia intensiva dove, pare, ci sia più attenzione. Secondo Ferraris, quando una struttura è troppo vecchia, come il Policlinico Umberto I, l'unica via è quella di cambiare sede. Dello stesso avviso Veronesi che ricorda come, pochi giorni dopo essere stato nominato ministro della Salute, con un governo di centrosinistra, avesse detto che quel policlinico doveva essere chiuso. In realtà, secondo l'oncologo, bisognerebbe eliminarne uno su quattro per poter "concentrare le risorse" ed avere a disposizione macchinari indispensabili, come la Tac, in grado di analizzare l'intero corpo in pochi minuti. Chiudere le vecchie e fatiscenti strutture e crearne di nuove. Questo il suggerimento dell'ex ministro della Salute che ha dato vita a Milano ad un ospedale modello, l'Ieo, Istituto oncologico europeo, realizzato grazie a finanziamenti pubblici e privati. Differenza fondamentale: gli esami vengono fatti tutti prima del ricovero, in modo che il paziente stia il meno possibile nella struttura, progettata comunque – come ha specificato l'oncologo – a misura di uomo e per un'assistenza al malato pensata in maniera diversa. Ogni medico ha la responsabilità di alcuni pazienti. Un modello da seguire o una realtà isolata?. L'alternativa al degrado delle strutture pubbliche sono le cliniche più all'avanguardia, dove non esistono liste d'attesa interminabili, né vi sono orari rigidi per le visite. Ma questa è un'altra storia, totalmente differente, che pone limiti oggettivi e ripropone differenze tra le persone.

    I risultati delle ispezioni verranno presentati al ministro della Salute che li valuterà insieme al presidente del Consiglio e a quello delle Regioni, Vasco Errani. Domani intanto la Turco incontrerà il ministro dell'Università e della ricerca, Mussi, per definire un'ipotesi complessiva di riforma da discutere poi con le Regioni e le Università. Marrazzo dal canto suo si è detto pronto a chiudere la struttura del Policlinico per realizzarne uno di concezione più moderna e – vorremmo aggiungere – più pulita.

    La sorpresa è che qualcuno si sorprenda. La situazione di tanto degrado non è imputabile a questo governo, né a quelli precedenti, ma ad una visione del pubblico che contrasta con un servizio sanitario efficiente. Il rimbalzare delle responsabilità non interessa gli ammalati, che vorrebbero solo essere curati decentemente.

    tratto da http://www.pri.it

  3. #23
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    La solita pantomima ... che lasciera' le cose come prima


  4. #24
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    Il problema è complesso, non ideologico. Negli Stati Uniti e In Svizzzera la diffusione delle infezioni ospedaliere ecceera, non sono affatto fenomeni sconosciuti o minimali o meno ancora ....debellati. Le grandi produttrici di apparecchiature elettromedicali producono modelli per gli Stati Uniti con standard di sicurezza inferiori.....perchè costano meno.....è un fatto noto.
    Le politiche di risparmio della sinistruzza portano a tagliare fondi per investimenti (sostituzione delle tecnologie oblsolete), ma anche per manutenzioni e servizi di pulizia (generalmente esternalizzati agli efficienti privati), con annessi e connessi.
    La gestione aziendale è stata restituita alla gestione burocratica di "manager" di partito con obiettivi di taglio dei costi secondo linee di intervento prive di analisi preliminari e infarcite di ideologia (fra cui l'inversione della tendenza verso gli strumenti di outsoursing e facility managment..).
    La sanità italiana resta, nonostante lorsignori, tra le migliori del mondo. Si tratta però della famosa media del pollo, in cui accanto a prestazioni eccellenti diffuse, si registrano intollerabili fatti come quelli denunciati, con incidenze assolutamente inaccettabili.
    Mandare i Nas in questo contesto è come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Fra qualche settimana sarà quasi tutto dimenticato, dietro a interventi di mera facciata.

    Saluti liberali

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    ... Le politiche di risparmio della sinistruzza portano a tagliare fondi per investimenti ...
    Purtroppo la sinistruzza non è capace di attuare la "finanza creativa", altrimenti l'Italia non avrebbe più problemi, come non ne ha avuti negli splendidi ultimi 5 anni.
    Mandare i Nas in questo contesto è come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.
    Peccato che sono scappati senza che il mandriano se ne sia accorto. Oppure sono fuggiti negli ultimi 4-5 mesi?

  6. #26
    SENATORE di POL
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    la finanza creativa ha permesso agli ospedali di funzionare, di rinnovare discretamente il loro parco tecnologico, di finanziare la manutenzione e i servizi di pulizia. E' un vero peccato che la sinistruzza non sappia attuare una propria finanza creativa, che distibuisca risorse in conto capitale ridicole. Anche se la sinistruzza non lo sa, un sistema sanitario moderno ad alta tecnologia è molto costoso, tendenzialmente sempre più costoso (sia nei sistemi a controllo pubblico sia in quelli completamente privatizzati e senza controllo di Stato, anzi qui la sanità costa addirittura di più) e necessita di una continuità negli investimenti. In Piemonte questa continuità era garantita dal cosiddetto autofinanziamento, che responsabilizzava le direzioni generali nel destinare agli investimenti una quota annua pari a quella degli "ammortamenti sterilizzati". Da quando ha preso piede il disastro Bresso-Valpreda, e peggio da quando e sopraggiunta la piemontese Turco, al di là dei paroloni su accorpamenti, razionalizzazioni, incentivazione della prevenzione,....di fatto non sono stati distribuiti fondi in conto capitale, se non acconti ridicoli, ed E' STATO VIETATO L'AUTOFINANZIAMENTO.
    Per non dire dell'appesantimento burocratico di tutte le procedure, con un peggioramento netto della qualità gestionale. La nostra azienda aveva certificato ISO di qualità per quasi tutti i processi. Oggi la visita di parte terza, con scuse varie, è stata sospesa. Di fatto non siamo più allineati alla norma. Grazie ai manager rossi, spocchiosi, maleducati, autoritari e incapaci.
    Piaccia o non piaccia, questa è la realtà. Nel nostro ospedale proprio negli ultimi 5 o 6 mesi sono accaduti fatti che non erano mai accaduti nei precedenti 25 anni (la mia memoria non arriva a prima). Piaccia o NON piaccia. Fatti non parole.

    Saluti liberali

  7. #27
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    non capisco : da dove proveniva l'autofinanziamento ? (al tempo beato della finanza creativa di Tremonti ?)

    Dall'attività intra moenia dei medici ? da dove ?

    Perchè è stato proibito ? Forse perchè andava verso una larvata privatizzazione della sanità ? Forse perchè ai cittadini paganti veniva riservata un'altra sanità miglior di quella di routine ?

    Si è forse cercato di preservare il concetto dell'uguaglianza dei diritti ?

  8. #28
    SENATORE di POL
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    la contabilità delle aziende sanitarie è una contabilità economico-patrimoniale, non finanziaria (come quella degli altri enti pubblici). Ora nella contabilità economico patrimoniale gli investimenti sono capitalizzati e nel conto economico ci finiscono solo le quote di ammortamento. Le quote di ammortamento pertanto costituiscono costi che non rappresentano nuove uscite di danaro (gli investimenti sono già stati pagati, finanziati in conto capitale). Dunque se la Regione finanzia tutti i costi, compresi gli ammortamenti, nella quota indistinta per la spesa corrente, consente la creazione di un "fondo" non legato ai costi di esercizio ordinari. Queste quote rappresentano di fatto una sorta di fonto di reintegro o ricostituzione del patrimonio, e quindi la vecchia GIunta ne aveva autorizzato l'utilizzo per investimenti destinati alla manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare, e alla sostituzione delle tecnologie obsolete e senescenti o fuori uso (irriparabili, o per le quali il costo di riparazione fosse antieconomico con conseguente spreco di danaro, spreco inevitabile se si mantengono in vita dei "rottami" perchè non si hanno alternative).
    Il divieto dell'utilizzo dell'autofinanziamento, a fronte di continue carenze di attribuzioni in conto capitale, è un risparmio fittizio. Proprio perchè da un lato i livelli dei servizi scemano, dall'altro si costringe le aziende a sopportare costi crescenti per mantenere in vita apparecchiature sempre più vecchie e obsolete.

    Saluti liberali

  9. #29
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    E' da aggiungere che a fronte di insufficienti, anzi sostanzialmente insussistenti finanziamenti in conto capitale per il rinnovamento costante delle tecnologie sanitarie e la conservazione del patrimonio immobiliare, l'alternativa delle forme di acquisizione attraverso formule diverse: leasing operativo, leasing finanziario, è di fatto scarsamente percorribile, in quanto le rate da pagarsi per detti investimenti rateizzati, allo stato dell'arte, andrebbero a gravare sul conto economico delle aziende, peggiorando il risultato di esercizio (aggravando le perdite). Gli indirizzi sulla capitalizzazione delle rate di noleggio paiono confliggenti con la natura giuridica dei contratti, che non vede la proprietà dei cespiti passare affatto alle aziende sanitarie, che ne hanno solo il godimento. Circa gli acquisti con pagamenti rateizzati, per gli enti pubblici sussistono ancora ostacoli......e comunque si deve tenere conto degli oneri finanziari della rateizzazione, che rappresentano comunque costi che gravano sul risultato d'esercizio. Pertanto si apre un circolo vizioso di difficile soluzione.

    Saluti liberali

  10. #30
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    dal quotidiano LIBERO di oggi

    I pazienti promuovono gli ospedali del Nord


    di NICOLA PIEPOLI

    Siamo alla seconda settimana di un anno che supporrei essere più interessante del normale, e già i problemi pratici si affollano nella mente degli italiani. In particolare c'è il "Caso Sanità": un'occasionale articolo comparso su un settimanale non certo sospetto di essere antigovernativo, l'Espresso, e riguardante il maggior ospedale d'Italia, l'Umberto I di Roma, ha suscitato un vespaio. Tutti ne hanno parlato e quasi 3 italiani su 10 lo considerano l'"argomento della settimana". E visto che il Caso Sanità è l'argomento della settimana, gli ho dedicato il mio settimanale sondaggio. Dunque: a seguito delle denunce giornalistiche dell'Espresso, il ministro della Salute si è mosso con tempestività e ha annunciato una serie di controlli in tutti gli ospedali italiani per verificarne le condizioni di igiene e di sicurezza. La mossa del ministro Livia Turco ha trovato l'adesione pressoché totalitaria degli italiani (un grado di accordo del 94% è piuttosto eccezionale) come è eccezionale l'approvazione che gli italiani dànno di due frasi del ministro. Una prima frase «dobbiamo isolare e debellare gli episodi negativi per evidenziare e far conoscere la tanta buona sanità che esiste in Italia» ha un grado d'accordo dell'88%, e un'ulteriore frase «dobbiamo creare un sistema nazionale per le cure sicure», cioè un sistema di interventi che dovrebbe permettere di cancellare una buona parte delle infezioni causate dalle cattive condizioni igieniche, ha generato un accordo di 3 italiani su 4. A questo punto, in mezzo al marasma suscitato dalla provocazione dell'Espresso, ci si domanda: ma è proprio vero che gli italiani pensano che il Servizio sanitario nazionale è uno schifo? Ebbene, le informazioni riguardanti i singoli nuclei familiari non sono poi così negative. L'anno scorso, come del resto tutti gli anni, poco meno di metà delle famiglie ha avuto la necessità di ricorrere ai servizi ospedalieri. Ovviamente si è trattato di servizi assai diversificati, dal Pronto soccorso a difficili operazioni. Cosa dicono queste famiglie dei servizi offerti dagli Ospedali? Ne dicono bene! Nel Nord Italia 8 famiglie su 10 se ne reputano soddisfatte, nel Centro si scende a 6 su 10 e solo nel Sud e nelle Isole la soddisfazione dei consumatori scende percettibilmente, ma non in maniera catastrofica. Quindi si parla tanto di "malasanità", ma in fondo in fondo il Servizio sanitario nazionale si dimostra, entro determinati limiti, efficiente. Quanto al "caso Espresso", a chi ha veramente reso? Ovviamente ha reso ai cittadini che sono costretti a frequentare gli Ospedali, perché i controlli sono diventati immediatamente più rigorosi, e in ogni caso ha reso al Ministro, la cui immagine di "efficientista" ha prodotto un percettibile aumento della "fiducia" nei suoi confronti.

    Saluti liberali

 

 
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