
Originariamente Scritto da
iproscritti
NO alla devoluzione
Il Presidente Comitato Centrale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Leonardo Rocco Tauro, in un comunicato diffuso agli organi di stampa, invita i sostenitori e simpatizzanti del Movimento a votare un forte e deciso NO al referendum sulla Costituzione. "Ma, lo diciamo subito, il nostro è un forte No, molto diverso dal No del centrosinistra. La contrarietà nostra, alle modifiche apportate e votate in parlamento dal centrodestra, scaturisce dal fatto che non si ha ancora, da parte di molti, la dimensione del danno che le variazioni inevitabilmente produrrebbero. Ad iniziare proprio dalle materie assegnate alle 20 regioni italiane in ordine alla Sanità, Scuola e Polizia regionale, col creare Regioni di serie A e Regioni di serie B. Ciò costituisce un grimaldello letale per l´unità nazionale; quella unità nazionale che propria tutta la destra dovrebbe avere a cuore, più del centro sinistra, la quale di fatto, più che difendere la nazione, difende una costituzione del 1946, che risentiva e risente, del clima di una guerra civile appena conclusasi. Dicendo No i missini italiani auspicano l´azzeramento delle modifiche; perché si possa poi procedere in tempi brevi alla elezione di una Assemblea Costituente. Che deve avvenire su base proporzionale, perché tutti i filoni del pensiero politico italiano possano essere rappresentati (laico, cattolico, socialista, massimalista, radicale, liberista, liberale e naziolpopolare e sociale). Perché a distanza di 60 anni è giusto che la Costituzione venga rivisitata, dall´inizio alla fine, ovviamente non è detto che tutto debba essere per forza cambiato. Ma deve invece poter rispondere ai problemi, alle esigenze, al nuovo senso di appartenenza di una società profondamente cambiata rispetto all´immediato dopoguerra.
La difesa ad oltranza, quanto interessata, per una sorte di conventio ad excludendum, dell'attuale Costituzione, non fa giustizia, ripeto, dei cambiamenti del comune sentire di un popolo. Una nuova carta costituzionale, prodotta dalla nuova Assemblea Costituente, eletta come sopra suggerito, e fatta, poi, votare a tutti gli italiani per la sua conferma o meno, sancirebbe definitivamente la fine del dopoguerra e della lotta fratricida, dove tutti, nessuno escluso, si sentirebbero rappresentati e motivati a difenderla. Cambiare solamente una parte di essa, come propone il centrodestra con il suo Sì, o difenderla nei secoli, a spada tratta, come sta facendo il centrosinistra, significa solamente prolungare la competizione politica del 10 aprile scorso, in cerca di conferma o rivincita del suo risultato. Solamente dopo aver soddisfatto il requisito di cui sopra, vale a dire
elezione di una Assemblea ad hoc, potremo parlare di un nuovo ruolo delle Camere, del ruolo delle Regioni che, con il danno combinato in questi 36 anni e il costo per il loro famelico mantenimento, sarebbe proprio il caso di abolire, altro che dare loro più potere, della elezione del Capo dello Stato, del Presidente del Consiglio, del Consulta, del Consiglio Superiore della Magistratura, del numero dei parlamentari, ove concordiamo per la sua diminuzione, dei lavori dello stesso Parlamento e di altro ancora. Se invece, al di là del risultato del 26 giugno, non ci sarà questo necessario passaggio, ci troveremo a fare i conti con uno stucchevole quanto inutile palleggio di accuse tra vincitori e vinti, immemori del fatto chi il popolo italiano, non crede alle alchimie costituzionali, ma vuole una Carta che abbia soprattutto un´anima, senza la quale anche il Documento più importante finisce per essere avvertito come una cosa astratta e lontana o dalle proprie passioni.
( da
www.fiammatricolore.net )