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Discussione: Marx

  1. #31
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    Predefinito Rif: Marx

    Che la cultura politica consegua dalle esigenze dei rapporti di produzione non spiega da dove salterebbero fuori i "diritti dei migranti", per tornare all'esempio evocato da qualcuno. Però la stessa decostruzione marxiana potrebbe essere un'occasione per rendere più efficiente e razionale il reale, dissolvendo le finzioni degli sciocchi.
    Ultima modifica di Lord Kitchener; 23-01-10 alle 11:44

  2. #32
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Marx non dice che la cultura è condizionato dall'economia. Dice che la vita dell'uomo si esaurisce nell'economia e che in virtù di questo la sovrastruttura è determinata dalla struttura.
    Il fatto che la sovrastruttura dipenda dalla struttura implica necessariamente che un cambiamento dei rapporti di produzioni porti ad un cambiamento della mentalità dell'essere umano.
    La storia ci dimostra come non sta scritto da nessuna parte che tutto sia regolato da leggi meccaniche, determinate e necessarie.
    Marx non spiega, tanto per fare un esempio, il perchè possa esistere un capitalismo che dà una giusta paga perchè per lui il capitalista 'virtuoso' non è un vero capitalista, anzi, è un perdente destinato al fallimento perchè non pensa solo ed esclusivamente al profitto.
    Marx non tiene conto dei sentimenti, delle emozioni e delle inclinazioni umane. Per lui l'essere umano va considerato come homo oeconomicus e basta.
    Peccato però che non tenga conto della particolarità delle contingenze e che i mutamenti storici non si spiegano solamente con la dialettica hegeliana applicata in senso materialista: infatti, come può Marx spiegare l'avvento di personalità eccezionali, direi quasi geniali o geniali tout court, come Hitler, Mussolini e Stalin che hanno saputo, in forza della loro autorità, sottomettere avversari, governare masse di varia ed ampia estrazione sociale, reggere il 'principato'?
    Non può, semplicemente perchè lui concepisce la storia come mero scontro fra classi, fra moltitudini e masse, senza spazio alcuno per l'individualità o la personalità.
    Fondamentalmente sei passato dal marxismo al marxismo-leninismo :giagia: infatti definirsi marxisti e basta è un controsenso da almeno centodieci anni.

    Problemi simili li hanno posti anche alla scuola teoretica del Partito dei Lavoratori di Corea. Lo Juche nasce sul segmento che separa l'applicazione del materialismo dialettico alla natura dall'applicazione del materialismo alla storia della società, dunque nasce dalle esigenze che hai posto tu.
    Ultima modifica di Stalinator; 23-01-10 alle 13:05

  3. #33
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    - criminalizzazione-denigrazione dell'avversario politico che trasuda da tutte le sue opere (deridere gli avversari, storpiare i nomi, trattarli come idioti)
    - descrizione piuttosto veritiera del funzionamento della società capitalista Occidentale nel suo periodo storico, ma errore nel considerare la sua analisi applicabile a qualunque tipo di economia capitalista
    - nessuna idea giusta sul come migliorare/sostituire il sistema capitalista (la statalizzazione dell'economia è fallimentare e anche l'idea di una futura auto-estinzione della struttura Statale)
    - pensiero sballato su tematiche filosofiche-religiose (ateismo materialista)
    - pensiero scorretto sull'interpretazione del procedere storico dell'umanità (lo sviluppo storico non è dato solo o in modo determinante dalla lotta tra le classi ma da un insieme di fattori economici, sociali, ideologici, religiosi, politici di importanza singola variabile)

    mi pare tutto...
    Marx fu una figura molto controversa, con una bassissima coerenza tra pensiero e comportamento, che visse in parte in un isolamento "filosofico-esistenziale (non ha mai lavorato), e con un carattere irascibile e polemico.

    Era allo stesso tempo un genio.
    Conosceva 3 lingue, la filosofia, l'economia politica, storia.......poteva stare 2-3 giorni senza dormire per leggere libri.
    Trascorse migliaia e migliaia di ore nella libreria del piu importante museo di Londra (british museum), studiando i testi antichi, il pensiero dei principali economisti (Adams, Ricardo....).

    Se si legge il CAPITALE si rimane in parte affascinati dalle tesi esposte, benche molte di esse siano valide a livello "filosofiche".

    Marx è stato tirato per la giacca.

    A mio parere marxismo e comunismo non sono affatto la stessa cosa.

    Marx voleva abolire lo stato, mentre il cominismo rappresenta esattamente il suo contrario.

  4. #34
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Marx è stato tirato per la giacca.

    A mio parere marxismo e comunismo non sono affatto la stessa cosa.

    Marx voleva abolire lo stato, mentre il cominismo rappresenta esattamente il suo contrario.
    Allora è un trascurabile pirla, dal momento che lo Stato (o qualsiasi formazione equivalente di potere) serve tanto a sancire l'intangibilità della proprietà quanto a impedire coercitivamente l'emergere delle disuguaglianze.

  5. #35
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Marx fu una figura molto controversa, con una bassissima coerenza tra pensiero e comportamento, che visse in parte in un isolamento "filosofico-esistenziale (non ha mai lavorato), e con un carattere irascibile e polemico.
    Cosa lo spinga all'indignazione fuori da ogni interesse di classe determinato dal contesto sociale è e resterà sempre un mistero.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kitchener Visualizza Messaggio
    Cosa lo spinga all'indignazione fuori da ogni interesse di classe determinato dal contesto sociale è e resterà sempre un mistero.
    Il borghese può elevarsi anche a operaio qual'ora si cosciente dello status dell'operaio

  7. #37
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Marx fu una figura molto controversa, con una bassissima coerenza tra pensiero e comportamento, che visse in parte in un isolamento "filosofico-esistenziale (non ha mai lavorato), e con un carattere irascibile e polemico.

    Era allo stesso tempo un genio.
    Conosceva 3 lingue, la filosofia, l'economia politica, storia.......poteva stare 2-3 giorni senza dormire per leggere libri.
    Trascorse migliaia e migliaia di ore nella libreria del piu importante museo di Londra (british museum), studiando i testi antichi, il pensiero dei principali economisti (Adams, Ricardo....).

    Se si legge il CAPITALE si rimane in parte affascinati dalle tesi esposte, benche molte di esse siano valide a livello "filosofiche".

    Marx è stato tirato per la giacca.

    A mio parere marxismo e comunismo non sono affatto la stessa cosa.

    Marx voleva abolire lo stato, mentre il cominismo rappresenta esattamente il suo contrario.
    per me un genio è uno che comprende la verità profonda delle cose e fornisce giuste soluzioni. Quando ho letto il capitale e altre opere di marx-engels sono rimasto anche io impressionato da Marx ma non lo ritengo un genio.
    Di Marx penso che fosse una persona intelligente, molto colta, con molti problemi di adattamento al suo contesto sociale; penso che abbia avuto qualche intuizione geniale, nel collegare e spiegare alcuni concetti filosofici e politici ma non oltre questo.
    un genio non avrebbe scritto un'opera (il capitale) in modo cosi disordinato, confuso, con svariati capitoli che in fondo ridicono le stesse cose e senza fornire una soluzione dettagliata ai problemi analizzati. lo ricordo: ne nel capitale ne in altre opere Marx fornisce soluzioni dettagliate ma piuttosto in nome del "comunismo scientifico" devolve la soluzione di tutti i problemi del capitalismo all'abolizione della logica del profitto e del mercato ad opera dei proletari e poi sarebbe stato lo sviluppo pratico di queste teorie a dare le soluzioni concrete. tutto qua.
    Marx si limito a fare delle profezie nelle sue opere: disse che il capitalismo si sarebbe evoluto spostando grande parte della produzione in mano allo Stato (socialismo marxista) e poi, dopo un indefinito periodo, lo Stato stesso si sarebbe dissolto per lasciare il posto ad un'economia associata e popolare anarchica (comunismo marxista).
    il pensiero di Marx si oppone infatti a altri pensieri anarchici (Proudhon, Kropotkin, Malatesta, eccetera) proprio per via di questa fase intermedia chiamata socialismo di Stato.
    per questo in tutti i paesi marxisti i comunisti hanno seguito questa strada ma ovviamente lo Stato non si è affatto dissolto ma anzi è stabilmente diventato totalitario e non si vede proprio la minima possibilità che possa dissolversi.
    io aggiungo che lo Stato non deve assolutamente dissolversi perché uno dei suoi compiti fondamentali è promuovere il cristianesimo e la virilità spirituale ma di certo di questo a Marx non interessava nulla.
    Ultima modifica di Odissea; 23-01-10 alle 14:15

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    per me un genio è uno che comprende la verità profonda delle cose e fornisce giuste soluzioni. Quando ho letto il capitale e altre opere di marx-engels sono rimasto anche io impressionato da Marx ma non lo ritengo un genio.
    Di Marx penso che fosse una persona intelligente, molto colta, con molti problemi di adattamento al suo contesto sociale; penso che abbia avuto qualche intuizione geniale, nel collegare e spiegare alcuni concetti filosofici e politici ma non oltre questo.
    un genio non avrebbe scritto un'opera (il capitale) in modo cosi disordinato, confuso, con svariati capitoli che in fondo ridicono le stesse cose e senza fornire una soluzione dettagliata ai problemi analizzati. lo ricordo: ne nel capitale ne in altre opere Marx fornisce soluzioni dettagliate ma piuttosto in nome del "comunismo scientifico" devolve la soluzione di tutti i problemi del capitalismo all'abolizione della logica del profitto e del mercato ad opera dei proletari e poi sarebbe stato lo sviluppo pratico di queste teorie a dare le soluzioni concrete. tutto qua.
    Marx si limito a fare delle profezie nelle sue opere: disse che il capitalismo si sarebbe evoluto spostando grande parte della produzione in mano allo Stato (socialismo marxista) e poi, dopo un indefinito periodo, lo Stato stesso si sarebbe dissolto per lasciare il posto ad un'economia associata e popolare anarchica (comunismo marxista).
    il pensiero di Marx si oppone infatti a altri pensieri anarchici (Proudhon, Kropotkin, Malatesta, eccetera) proprio per via di questa fase intermedia chiamata socialismo di Stato.
    per questo in tutti i paesi marxisti i comunisti hanno seguito questa strada ma ovviamente lo Stato non si è affatto dissolto ma anzi è stabilmente diventato totalitario e non si vede proprio la minima possibilità che possa dissolversi.
    io aggiungo che lo Stato non deve assolutamente dissolversi perché uno dei suoi compiti fondamentali è promuovere il cristianesimo e la virilità spirituale ma di certo di questo a Marx non interessava nulla.
    Io continuo a preferirgli Proudhon...hefico:
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  9. #39
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    Exclamation Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Marx non dice che la cultura è condizionato dall'economia. Dice che la vita dell'uomo si esaurisce nell'economia e che in virtù di questo la sovrastruttura è determinata dalla struttura.
    Il fatto che la sovrastruttura dipenda dalla struttura implica necessariamente che un cambiamento dei rapporti di produzioni porti ad un cambiamento della mentalità dell'essere umano.
    La storia ci dimostra come non sta scritto da nessuna parte che tutto sia regolato da leggi meccaniche, determinate e necessarie.
    Marx non spiega, tanto per fare un esempio, il perchè possa esistere un capitalismo che dà una giusta paga perchè per lui il capitalista 'virtuoso' non è un vero capitalista, anzi, è un perdente destinato al fallimento perchè non pensa solo ed esclusivamente al profitto.
    Marx non tiene conto dei sentimenti, delle emozioni e delle inclinazioni umane. Per lui l'essere umano va considerato come homo oeconomicus e basta.
    Peccato però che non tenga conto della particolarità delle contingenze e che i mutamenti storici non si spiegano solamente con la dialettica hegeliana applicata in senso materialista: infatti, come può Marx spiegare l'avvento di personalità eccezionali, direi quasi geniali o geniali tout court, come Hitler, Mussolini e Stalin che hanno saputo, in forza della loro autorità, sottomettere avversari, governare masse di varia ed ampia estrazione sociale, reggere il 'principato'?
    Non può, semplicemente perchè lui concepisce la storia come mero scontro fra classi, fra moltitudini e masse, senza spazio alcuno per l'individualità o la personalità.

    Il marxismo puo' anche essere spiegato con il progressivo svuotamento spirituale dell'umanita' in coincidenza con il Kali Yuga. Nonostante cio' liquidarlo come una bufala o una semplice invenzione ebraica base per vari complotti, come fanno i "reazionari" poco avveduti e' una colossale idiozia portatrice di conseguenza nefaste. Il marx-pensiero va studiato e compreso se si vuole comprendere come oggi funziona il mondo, perche' il marxismo nella sua pars destruens (il funzionamento del capitalismo e la psicologia dell'uomo occidentale) e' una profezia che si e' autorealizzata.

    Marx aveva ragione quando diceva che « lo spirito pratico ebraico è divenuto lo spirito pratico dei popoli cristiani » e che « gli ebrei si sono in tanto emancipati in quanto i cristiani sono divenuti ebrei », oppure che « la vera essenza degli ebrei si è realizzata nella società borghese ».

    Marx aveva capito che il mondo si stava ebraizzando, quindi non essendoci piu' alcun kathecon all'avanzata dell'individualismo, dell'egoismo e dell'arrivismo che avrebbero certamente portato l'uomo all'estinzione, propone l'abolizione della proprieta' privata e con essa dello Stato (o meglio estinzione dello Stato), per eliminare ogni possibile fonte di discordie tra gli uomini. Peccato che tale idea sia rimasta allo stato di sogno o di utopia, nei fatti non ha fatto altro che usare l'invidia e il risentimento delle classi piu' umili per scagliarle contro le classi dominanti e sostituirsi ad esse come sfruttatori e sanguisughe, peggio di quelli appena scalzati.

    Ammesso che Marx fosse in «buona fede» (e qui i dubbi sono moltissimi) non fece altro che proporre una soluzione «sintomatica» alla malattia invece che andare a sradicare il cancro all'origine ovvero il materialismo ovvero lo «spirito ebraico» che lo ha generato. E' ovvio che non potesse farlo, perchè Marx era un ebreo, per giunta un rabbino figlio di un rabbino, quindi neanche un ebreo qualunque, non poteva neanche volendo proporre l'unica soluzione sensata al problema perche' il problema era lui stesso (ed i suoi simili).
    Basta andarsi a rileggere la «questione ebraica» di Marx e la polemica con Bauer, secondo Marx, che apparentemente sembra criticare l'ebraismo, la soluzione della questione ebraica si avra' soltanto quando l'intero mondo sara' materialista, ovvero quando tutti saranno «ebrei», e' ovvio infatti che in quel caso non esistera' piu' nessuna «questione ebraica» perche' non esistera' piu' nessuno che li «escludera'».

    E' lo stesso motivo per cui, traslando il concetto sul piano della geopolitica, non esiste nessun americano che critichi veramente alla radice gli USA, perche' nessuno puo' avere il quadro della situazione vivendo all'interno del «problema», tutto' cio' lo aveva intuito, ad esempio, Kleeves. Quindi solo chi rifiuta in toto i valori dell'Occidente puo' essere veramente immune dall'ideologia dell'americanismo.

    Questo non lo hanno intuito invece i marxisti e tutta quella massa di individui che si pone «a sinistra» che infatti per criticare gli USA vanno ad abbeverarsi alle fonti dei «pacifinti americani» e per criticare il sionismo (figurarsi l'ebraismo, problema che non sono in grado di vedere) vanno a leggere gli autori ebrei «pacifisti». Non e' possibile rifiutare il sionismo se non si escludono totalmente anche le basi culturali/ideologiche da cui nasce il sionismo.

    Leggete infine questa recensione alla questione ebraica scritta da un marxista:
    Bauer, Bruno ? Marx, Karl, La questione ebraica, a cura di Massimiliano Tomba.

    Come puoi notare li' c'e' per filo e per segno l'ideologia della SIONistra e dei «no global» (che parlano di «esclusioni» e di «abbattere le frontiere»): quindi sono TUTTI EBREI.

  10. #40
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    per me un genio è uno che comprende la verità profonda delle cose e fornisce giuste soluzioni. Quando ho letto il capitale e altre opere di marx-engels sono rimasto anche io impressionato da Marx ma non lo ritengo un genio.
    Di Marx penso che fosse una persona intelligente, molto colta, con molti problemi di adattamento al suo contesto sociale; penso che abbia avuto qualche intuizione geniale, nel collegare e spiegare alcuni concetti filosofici e politici ma non oltre questo.
    un genio non avrebbe scritto un'opera (il capitale) in modo cosi disordinato, confuso, con svariati capitoli che in fondo ridicono le stesse cose e senza fornire una soluzione dettagliata ai problemi analizzati. lo ricordo: ne nel capitale ne in altre opere Marx fornisce soluzioni dettagliate ma piuttosto in nome del "comunismo scientifico" devolve la soluzione di tutti i problemi del capitalismo all'abolizione della logica del profitto e del mercato ad opera dei proletari e poi sarebbe stato lo sviluppo pratico di queste teorie a dare le soluzioni concrete. tutto qua.
    Marx si limito a fare delle profezie nelle sue opere: disse che il capitalismo si sarebbe evoluto spostando grande parte della produzione in mano allo Stato (socialismo marxista) e poi, dopo un indefinito periodo, lo Stato stesso si sarebbe dissolto per lasciare il posto ad un'economia associata e popolare anarchica (comunismo marxista).
    il pensiero di Marx si oppone infatti a altri pensieri anarchici (Proudhon, Kropotkin, Malatesta, eccetera) proprio per via di questa fase intermedia chiamata socialismo di Stato.
    per questo in tutti i paesi marxisti i comunisti hanno seguito questa strada ma ovviamente lo Stato non si è affatto dissolto ma anzi è stabilmente diventato totalitario e non si vede proprio la minima possibilità che possa dissolversi.
    io aggiungo che lo Stato non deve assolutamente dissolversi perché uno dei suoi compiti fondamentali è promuovere il cristianesimo e la virilità spirituale ma di certo di questo a Marx non interessava nulla.
    Chi scambia Marx per un profeta evidentemente non ci ha capito molto. Lo Stato non si è estinto? Pace. Evidentemente nessuno ha contestualizzato il concetto di Stato in Marx (Stato come garante della divisione della società in classi sociali) da concetto di Stato in generale. La storia ha dimostrato che in realtà lo Stato capitalista e imperialista è l'anti Stato, cioè un organo che nasce per erodere sè stesso per dismettere ed eliminare progressivamente il suo controllo sull'economia, creando una fitta rete di legami sovrastrutturali tra realtà geo-etniche diversissime col solo scopo di muovere ingenti somme di denaro e di investimento attraverso il mezzo finanziario del mercato della moneta come merce a propria volta. Tra l'altro Marx ed Engels avevano previsto le basi per un fenomeno del genere, ma per ovvi motivi non poterono andare oltre il XIX secolo. Mi pare chiaro.

 

 
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