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Discussione: Marx

  1. #41
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Anton Hanga Visualizza Messaggio
    Il marxismo puo' anche essere spiegato con il progressivo svuotamento spirituale dell'umanita' in coincidenza con il Kali Yuga. Nonostante cio' liquidarlo come una bufala o una semplice invenzione ebraica base per vari complotti, come fanno i "reazionari" poco avveduti e' una colossale idiozia portatrice di conseguenza nefaste. Il marx-pensiero va studiato e compreso se si vuole comprendere come oggi funziona il mondo, perche' il marxismo nella sua pars destruens (il funzionamento del capitalismo e la psicologia dell'uomo occidentale) e' una profezia che si e' autorealizzata.

    Marx aveva ragione quando diceva che « lo spirito pratico ebraico è divenuto lo spirito pratico dei popoli cristiani » e che « gli ebrei si sono in tanto emancipati in quanto i cristiani sono divenuti ebrei », oppure che « la vera essenza degli ebrei si è realizzata nella società borghese ».

    Marx aveva capito che il mondo si stava ebraizzando, quindi non essendoci piu' alcun kathecon all'avanzata dell'individualismo, dell'egoismo e dell'arrivismo che avrebbero certamente portato l'uomo all'estinzione, propone l'abolizione della proprieta' privata e con essa dello Stato (o meglio estinzione dello Stato), per eliminare ogni possibile fonte di discordie tra gli uomini. Peccato che tale idea sia rimasta allo stato di sogno o di utopia, nei fatti non ha fatto altro che usare l'invidia e il risentimento delle classi piu' umili per scagliarle contro le classi dominanti e sostituirsi ad esse come sfruttatori e sanguisughe, peggio di quelli appena scalzati.

    Ammesso che Marx fosse in «buona fede» (e qui i dubbi sono moltissimi) non fece altro che proporre una soluzione «sintomatica» alla malattia invece che andare a sradicare il cancro all'origine ovvero il materialismo ovvero lo «spirito ebraico» che lo ha generato. E' ovvio che non potesse farlo, perchè Marx era un ebreo, per giunta un rabbino figlio di un rabbino, quindi neanche un ebreo qualunque, non poteva neanche volendo proporre l'unica soluzione sensata al problema perche' il problema era lui stesso (ed i suoi simili).
    Basta andarsi a rileggere la «questione ebraica» di Marx e la polemica con Bauer, secondo Marx, che apparentemente sembra criticare l'ebraismo, la soluzione della questione ebraica si avra' soltanto quando l'intero mondo sara' materialista, ovvero quando tutti saranno «ebrei», e' ovvio infatti che in quel caso non esistera' piu' nessuna «questione ebraica» perche' non esistera' piu' nessuno che li «escludera'».

    E' lo stesso motivo per cui, traslando il concetto sul piano della geopolitica, non esiste nessun americano che critichi veramente alla radice gli USA, perche' nessuno puo' avere il quadro della situazione vivendo all'interno del «problema», tutto' cio' lo aveva intuito, ad esempio, Kleeves. Quindi solo chi rifiuta in toto i valori dell'Occidente puo' essere veramente immune dall'ideologia dell'americanismo.

    Questo non lo hanno intuito invece i marxisti e tutta quella massa di individui che si pone «a sinistra» che infatti per criticare gli USA vanno ad abbeverarsi alle fonti dei «pacifinti americani» e per criticare il sionismo (figurarsi l'ebraismo, problema che non sono in grado di vedere) vanno a leggere gli autori ebrei «pacifisti». Non e' possibile rifiutare il sionismo se non si escludono totalmente anche le basi culturali/ideologiche da cui nasce il sionismo.

    Leggete infine questa recensione alla questione ebraica scritta da un marxista:
    Bauer, Bruno ? Marx, Karl, La questione ebraica, a cura di Massimiliano Tomba.

    Come puoi notare li' c'e' per filo e per segno l'ideologia della SIONistra e dei «no global» (che parlano di «esclusioni» e di «abbattere le frontiere»): quindi sono TUTTI EBREI.
    Il nonno di Marx era ebreo. Suo padre aveva già sposato la religione protestante, mentre Marx inizialmente cristiano abbracciò l'ateismo ben presto. Poi se vogliamo credere che l'ebraismo moderno e post-moderno sia una razza facciamo pure, ma non è vero. L'ateismo ed in questo caso il materialismo dialettico non escludeva la spiritualità. In Engels si nota ad esempio una tendenza a recuperare Eraclito e la filosofia arcaica come risolutrice del conflitto tra uomo e Natura.
    Come sempre, si confonde il materialismo dialettico con lo "spirito ebraico", che è una religione profondamente dualista, monoteistica e trascendentale. Cosa avrebbe di materialista una religione del genere ancora devo saperlo.
    Ultima modifica di Stalinator; 23-01-10 alle 15:19

  2. #42
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Stalinator Visualizza Messaggio
    Fondamentalmente sei passato dal marxismo al marxismo-leninismo :giagia: infatti definirsi marxisti e basta è un controsenso da almeno centodieci anni.

    Problemi simili li hanno posti anche alla scuola teoretica del Partito dei Lavoratori di Corea. Lo Juche nasce sul segmento che separa l'applicazione del materialismo dialettico alla natura dall'applicazione del materialismo alla storia della società, dunque nasce dalle esigenze che hai posto tu.
    Sì, ma si tratta pur sempre di interpretazioni del marxismo.
    Il marxismo-leninismo, ad esempio, contempla la figura del 'partito' come avanguardia del popolo. O, detto in termini meno retorici, come l'élite comunista che deve guidare il popolo alla rivoluzione. Senza questa élite - organizzata in maniera rigorosa e severa - il popolo da solo non può arrivare alla rivoluzione.
    Lenin, inoltre, dice che è possibile arrivare alla dittatura del proletariato "bruciando le tappe" e anche 'saltando' la fase borghese della rivoluzione.
    Il che però non è del tutto esatto. La rivoluzione russa, comunque, conosce la sua fase borghese con L'vov prima e Kerensky poi.
    E' una fase breve, ma che comunque c'è. Lenin questo lo riconosce ed è anche per questo che i leninisti sostengono la compatibilità e la coerenza delle tesi leniniste con quelle di Marx. Lenin ha un approccio e un'interpretazione di Marx in senso volontaristico e toglie quella 'passività' tipica dell'atteggiamento marxiano.
    Se l'essere comunisti per Marx si esaurisce nell'assecondare un processo deterministico e necessario, per Lenin ciò non basta ed è necessaria una posizione 'attiva' rispetto alle intemperie della storia.
    In questa sua concezione Lenin però salva pur sempre la concezione dell'uomo come uomo economico e il materialismo storico-dialettico.
    L'élite leninista, infatti, non è l'élite aristocratica o l'élite virtuosa ma è semplicemente un insieme di tecnici della rivoluzione (si potrebbe dire dei tecnocrati, volendo esagerare) senza nessuna istanza che si elevi dal piano materiale.
    Ed inoltre, sempre in Lenin, così come in Mao ed in altri grandi comunisti, il concetto secondo cui la sovrastruttura è mero 'prodotto' - necessario - della struttura non viene messo in discussione.
    Peccato che, a mio avviso, sia spesso il contrario, ossia la sovrastruttura a creare la struttura. Se in effetti oggi c'è quella che Evola chiamava 'demonia dell'economia' e l'economia influisce in maniera rilevante sul piano politico, condizionandolo fortemente, è un differente cambio di mentalità ad aver prodotto questa subordinazione: la mentalità borghese ha prodotto la moderna società. L'avvento della borghesia è dovuto al suo successo economico ma anche allo spazio che le è stato dato a causa della disgregazione di ordini sociali, politici e religiosi che ne bloccavano o comunque ne limitavano l'ascesa come classe dirigente.

  3. #43
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Sì, ma si tratta pur sempre di interpretazioni del marxismo.
    Il marxismo-leninismo, ad esempio, contempla la figura del 'partito' come avanguardia del popolo. O, detto in termini meno retorici, come l'élite comunista che deve guidare il popolo alla rivoluzione. Senza questa élite - organizzata in maniera rigorosa e severa - il popolo da solo non può arrivare alla rivoluzione.
    Lenin, inoltre, dice che è possibile arrivare alla dittatura del proletariato "bruciando le tappe" e anche 'saltando' la fase borghese della rivoluzione.
    Il che però non è del tutto esatto. La rivoluzione russa, comunque, conosce la sua fase borghese con L'vov prima e Kerensky poi.
    E' una fase breve, ma che comunque c'è. Lenin questo lo riconosce ed è anche per questo che i leninisti sostengono la compatibilità e la coerenza delle tesi leniniste con quelle di Marx. Lenin ha un approccio e un'interpretazione di Marx in senso volontaristico e toglie quella 'passività' tipica dell'atteggiamento marxiano.
    Se l'essere comunisti per Marx si esaurisce nell'assecondare un processo deterministico e necessario, per Lenin ciò non basta ed è necessaria una posizione 'attiva' rispetto alle intemperie della storia.
    In questa sua concezione Lenin però salva pur sempre la concezione dell'uomo come uomo economico e il materialismo storico-dialettico.
    L'élite leninista, infatti, non è l'élite aristocratica o l'élite virtuosa ma è semplicemente un insieme di tecnici della rivoluzione (si potrebbe dire dei tecnocrati, volendo esagerare) senza nessuna istanza che si elevi dal piano materiale.
    Ed inoltre, sempre in Lenin, così come in Mao ed in altri grandi comunisti, il concetto secondo cui la sovrastruttura è mero 'prodotto' - necessario - della struttura non viene messo in discussione.
    Peccato che, a mio avviso, sia spesso il contrario, ossia la sovrastruttura a creare la struttura. Se in effetti oggi c'è quella che Evola chiamava 'demonia dell'economia' e l'economia influisce in maniera rilevante sul piano politico, condizionandolo fortemente, è un differente cambio di mentalità ad aver prodotto questa subordinazione: la mentalità borghese ha prodotto la moderna società. L'avvento della borghesia è dovuto al suo successo economico ma anche allo spazio che le è stato dato a causa della disgregazione di ordini sociali, politici e religiosi che ne bloccavano o comunque ne limitavano l'ascesa come classe dirigente.
    Questa ultima frase che hai scritto però sarebbe contestata come forma di pseudo-socialismo reazionario o piccolo-borghese da Marx. Fondamentalmente quelli che per te sono vecchi ordini sociali o politici per Marx erano forme di sfruttamento sovrastrutturale. La borghesia ha avuto solo il "merito" (e comunque l'enfasi è ambigua nel Manifesto, non essendoci una vera e propria lode alla classe borghese, che viene attaccata spesso anche sul piano etico, pur implicitamente) di eliminare la sovrastruttura dallo sfruttamento: di mostrare nudo e crudo lo sfruttamento del lavoro così come è sempre stato sin dalla prima società fondata sulla divisione di classe.
    La borghesia in questo senso ha eliminato progressivamente la religione, l'ideologia, la monarchia, la nazionalità, dopo essersene temporaneamente servita: ora resta da vedere quale di quelle caratteristiche sovrastrutturali erano comunque legate ad elementi necessari e strutturali. Ad esempio la nazionalità (come poi dimostrerà Stalin) è un elemento strutturale in quanto nasce sulla base geografica, linguistica, storica ed economica (sempre secondo Stalin), mentre non poteva esserlo la religione che comunque fu ricondotta probabilmente dal Koba a un carattere psichico (lui parlava proprio di peculiarità psicologica nazionale) del popolo. E forse qui troviamo la spiegazione del reicontro con la Chiesa di Mosca del 1941.
    Ultima modifica di Stalinator; 23-01-10 alle 22:37

  4. #44
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Stalinator Visualizza Messaggio
    Questa ultima frase che hai scritto però sarebbe contestata come forma di pseudo-socialismo reazionario o piccolo-borghese da Marx. Fondamentalmente quelli che per te sono vecchi ordini sociali o politici per Marx erano forme di sfruttamento sovrastrutturale. La borghesia ha avuto solo il "merito" (e comunque l'enfasi è ambigua nel Manifesto, non essendoci una vera e propria lode alla classe borghese, che viene attaccata spesso anche sul piano etico, pur implicitamente) di eliminare la sovrastruttura dallo sfruttamento: di mostrare nudo e crudo lo sfruttamento del lavoro così come è sempre stato sin dalla prima società fondata sulla divisione di classe.
    La borghesia in questo senso ha eliminato progressivamente la religione, l'ideologia, la monarchia, la nazionalità, dopo essersene temporaneamente servita: ora resta da vedere quale di quelle caratteristiche sovrastrutturali erano comunque legate ad elementi necessari e strutturali. Ad esempio la nazionalità (come poi dimostrerà Stalin) è un elemento strutturale in quanto nasce sulla base geografica, linguistica, storica ed economica (sempre secondo Stalin), mentre non poteva esserlo la religione che comunque fu ricondotta probabilmente dal Koba a un carattere psichico (lui parlava proprio di peculiarità psicologica nazionale) del popolo. E forse qui troviamo la spiegazione del reicontro con la Chiesa di Mosca del 1941.
    Per Marx sarei un socialista reazionario in piena regola
    Ma io non sono marxiano nè ho la pretesa di rappresentare alcun socialismo.
    Anzi, il socialismo mi fa assai schifo :sofico:
    Il problema è che la posizione di Marx e di Engels è talmente deterministica che finisce per appoggiare l'avanzata sociale della borghesia.
    Per Marx ed Engels la Rivoluzione Francese del 1789 è una grande cosa, la successiva fase del terrore pure - per quanto critichi l'eccessivo idealismo fanatico giacobino - e i moti liberali del 1848 vengono visti come un ulteriore passo verso l'esplosione delle contraddizioni insite nel capitalismo e quindi si pensa che il passaggio ad una fase di scontro fra la classe borghese capitalista e la classe operaia sfruttata ed oppressa sia se non imminente poco ci manca.

    Stalin secondo me con la religione ortodossa s'è comportato - paradossalmente - da marxista-leninista coerente.
    La considerava una sovrastruttura e ne fece, in quel momento storico, una sovrastruttura per il suo regime perchè in quel momento gli serviva.
    Quando non fu più necessaria e potè consolidare ulteriormente, grazie alla vittoria, il suo potere, la gettò via.

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Per Marx sarei un socialista reazionario in piena regola
    Grande socialismo reazionario o/////

  6. #46
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    Predefinito Rif: Marx

    Tutto questo determinismo e poi... il capitalismo è ancora vivo, e il comunismo dov'è?

  7. #47
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Stalin secondo me con la religione ortodossa s'è comportato - paradossalmente - da marxista-leninista coerente.
    La considerava una sovrastruttura e ne fece, in quel momento storico, una sovrastruttura per il suo regime perchè in quel momento gli serviva.
    Quando non fu più necessaria e potè consolidare ulteriormente, grazie alla vittoria, il suo potere, la gettò via.
    Sul determinismo chiaramente il dibattito ha parlato molto: la differenza storica sta tutta nel passaggio dal marxismo, al marxismo-leninismo, fino al maoismo che può quasi considerarsi per certi aspetti un approdo a quella che tu chiami "avanguardia d'elite" in senso guerriero-aristocratico, elemento comune a un pò tutte le realtà asiatiche.

    Veramente io la religione ortodossa non l'ho mai visto gettarla via.. Che se ne possa essere servito, lo credo, ma che l'abbia gettata al vento no. Fino all'ultimo (primi anni Cinquanta) ci sono telegrammi che testimoniano l'affetto del patriarcato per Stalin.

  8. #48
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da Stalinator Visualizza Messaggio
    he se ne possa essere servito, lo credo, ma che l'abbia gettata al vento no. Fino all'ultimo (primi anni Cinquanta) ci sono telegrammi che testimoniano l'affetto del patriarcato per Stalin.
    Grazie al cavolo....la paura fa 90
    Non ti curar di lor, ma passa e sputa

  9. #49
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da globulonero Visualizza Messaggio
    Grazie al cavolo....la paura fa 90
    di cosa dei patriarchi?

  10. #50
    Bello e dannato
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    Predefinito Rif: Marx

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    di cosa dei patriarchi?
    Credo si riferisse allo zio Giuseppe.
    L'arte di essere P.A.

 

 
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