
Originariamente Scritto da
Anton Hanga
Il marxismo puo' anche essere spiegato con il progressivo svuotamento spirituale dell'umanita' in coincidenza con il Kali Yuga. Nonostante cio' liquidarlo come una bufala o una semplice invenzione ebraica base per vari complotti, come fanno i "reazionari" poco avveduti e' una colossale idiozia portatrice di conseguenza nefaste. Il marx-pensiero va studiato e compreso se si vuole comprendere come oggi funziona il mondo, perche' il marxismo nella sua pars destruens (il funzionamento del capitalismo e la psicologia dell'uomo occidentale) e' una profezia che si e' autorealizzata.
Marx aveva ragione quando diceva che « lo spirito pratico ebraico è divenuto lo spirito pratico dei popoli cristiani » e che « gli ebrei si sono in tanto emancipati in quanto i cristiani sono divenuti ebrei », oppure che « la vera essenza degli ebrei si è realizzata nella società borghese ».
Marx aveva capito che il mondo si stava ebraizzando, quindi non essendoci piu' alcun kathecon all'avanzata dell'individualismo, dell'egoismo e dell'arrivismo che avrebbero certamente portato l'uomo all'estinzione, propone l'abolizione della proprieta' privata e con essa dello Stato (o meglio estinzione dello Stato), per eliminare ogni possibile fonte di discordie tra gli uomini. Peccato che tale idea sia rimasta allo stato di sogno o di utopia, nei fatti non ha fatto altro che usare l'invidia e il risentimento delle classi piu' umili per scagliarle contro le classi dominanti e sostituirsi ad esse come sfruttatori e sanguisughe, peggio di quelli appena scalzati.
Ammesso che Marx fosse in «buona fede» (e qui i dubbi sono moltissimi) non fece altro che proporre una soluzione «sintomatica» alla malattia invece che andare a sradicare il cancro all'origine ovvero il materialismo ovvero lo «spirito ebraico» che lo ha generato. E' ovvio che non potesse farlo, perchè Marx era un ebreo, per giunta un rabbino figlio di un rabbino, quindi neanche un ebreo qualunque, non poteva neanche volendo proporre l'unica soluzione sensata al problema perche' il problema era lui stesso (ed i suoi simili).
Basta andarsi a rileggere la «questione ebraica» di Marx e la polemica con Bauer, secondo Marx, che apparentemente sembra criticare l'ebraismo, la soluzione della questione ebraica si avra' soltanto quando l'intero mondo sara' materialista, ovvero quando tutti saranno «ebrei», e' ovvio infatti che in quel caso non esistera' piu' nessuna «questione ebraica» perche' non esistera' piu' nessuno che li «escludera'».
E' lo stesso motivo per cui, traslando il concetto sul piano della geopolitica, non esiste nessun americano che critichi veramente alla radice gli USA, perche' nessuno puo' avere il quadro della situazione vivendo all'interno del «problema», tutto' cio' lo aveva intuito, ad esempio, Kleeves. Quindi solo chi rifiuta in toto i valori dell'Occidente puo' essere veramente immune dall'ideologia dell'americanismo.
Questo non lo hanno intuito invece i marxisti e tutta quella massa di individui che si pone «a sinistra» che infatti per criticare gli USA vanno ad abbeverarsi alle fonti dei «pacifinti americani» e per criticare il sionismo (figurarsi l'ebraismo, problema che non sono in grado di vedere) vanno a leggere gli autori ebrei «pacifisti». Non e' possibile rifiutare il sionismo se non si escludono totalmente anche le basi culturali/ideologiche da cui nasce il sionismo.
Leggete infine questa recensione alla questione ebraica scritta da un marxista:
Bauer, Bruno ? Marx, Karl, La questione ebraica, a cura di Massimiliano Tomba.
Come puoi notare li' c'e' per filo e per segno l'ideologia della SIONistra e dei «no global» (che parlano di «esclusioni» e di «abbattere le frontiere»): quindi sono TUTTI EBREI.