
Originariamente Scritto da
celtik
Sai, gli ho detto chiaramente quello che penso, l'ho messo di fronte alle sue ambiguità (per sua stessa ammissione è accusato di stare da una parte e dall'altra a seconda di chi gli sta di fronte) c'è forse segno più eloquente del proprio stare eternamente nel mezzo? Non voglio diventare noioso, ma ribadisco un concetto elementare ed essenziale, si chiama coerenza.
Fai una cosa semplicissima, esamina tutti gli accadimenti degli ultimi dieci anni e ad ogni accadimento chiediti se è coerente o meno. E' un giochino elementare ma ti apre la mente. Coerenza non è ottusità, non è fondamentalismo, è linearità di pensiero, è chiarezza di idee e di intenti. Se vuoi salire su un monte non puoi scegliere una strada in discesa, potrai essere un grande stratega ma non c'è logica, non c'è matematica...non c'è coerenza...appunto! Potrai darmi dell'imbecille perchè non capisco, del traditore perchè non ti seguo, ma se poi su quella montagna non ci arrivi allora hai due possibilità: o ammetti di esserti sbagliato e te ne vai o ammetti di essere tu l'idiota e il traditore e, se non te ne vai ti caccio io. Dato che sono un non violento non ti caccio a calci in culo, ma ti abbandono a te stesso e torno a salire la montagna, con un unico cruccio: se non ti avessi dato retta, se non fossi stato un militonto ma coerente con me stesso forse, su quella montagna ci sarei già arrivato. Scrissi sulla Padania molti anni fa che l'errore più grosso che si poteva commettere era quello di andare a Roma. Ma un imbecillotto di provincia cosa ne vuol capire della politica dei Palazzi? Fidati, lui sà, lui può..Lui può un par de ciucci! Se entri nel palazzo e ci resti più di un giorno fai la fine della mela sana in mezzo alle marce. Non è banalità, è storia! Il sistema è strutturato in modo che o ti allinei o ne vieni espulso, o con le buone o con le cattive. Non è banalità, è storia. Allora abbiamo una sola strada, quella delle liste locali, liste civiche, al massimo regionali. E' su quel terreno che dobbiamo combattere è su quel terreno che possiamo vincere. Ma non basta, occorre strutturarsi in modo che nessuna leadership possa mai superare in potere quelli che glielo hanno dato. Questa è la democrazia, quella vera, quella sana, quella pulita. Se gli Oneto, i Pagliarini domani mattina ammettessero di stare sbagliando, ammettessero che la via da intrapprendere è quella della ricostruzione di un nuovo movimento fuori e lontano dai Palazzi, io sarò il primo a rallegrarmene e a dar loro manforte (per quel che posso e quel che valgo). Non è più il tempo della poesia, abbiamo da dato! Scusa lo sfogone, non pretendo di avere ragione ma credo fermamente che questa sia la soluzione e le altre mi preoccupano non poco. Ho le idee chiarissime su ciò che occorre fare, sono così semplici, così banali eppure mortalmente rivoluzionarie per il sistema, ma occorre violentare se stessi per farle proprie e, mi rendo conto, non è facile per nessuno di noi. Azz...l'ho fatta lunga, scusatemi :-)))