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  1. #1
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    Predefinito Qualche dubbio sui taxi...

    Lo ammetto, qualche dubbio sui taxi mi viene. Sarà che sono un inguaribile estremista e non riesco a non simpatizzare per chi sciopera, anche se grida al duce.

    Però informandomi più a fondo sulla normativa trovo che uno dei motivi per cui ero favorevole (libera concorrenza e abbattimento dei prezzi), in realtà è un non motivo.

    Cito dalla legge n.21 del 15 gennaio 1992, quella che regola i taxi:

    Art. 13, comma 1:

    Il servizio di taxi si effettua a richiesta diretta del trasportato o dei trasportati dietro pagamento di un corrispettivo calcolato con tassametro omologato sulla base di tariffe determinate dalle competenti autorità amministrative
    Ora, visto che le tariffe sono determinate dallo stato e non dal mercato (magari entro limiti stabiliti dallo stato..), succede che de facto questa liberalizzazione difficilmente andrà ad incidere sui prezzi. Già di per sè l'abbattimento dei prezzi dei taxi è difficile essendo il trasporto un bene anelastico, in tali condizioni credo che sia praticamente impossibile.

    Questo è un punto a sfavore di bersani, ma pure un punto a sfavore dei taxisti che a questo punto, vien da pensare, protestano solo per mantenere vivo il mercato nero dei trasferimenti di licenze..

    Bof Bof, che ne pensate?

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    È un compromesso. Il fatto è che il comune si assume la responsabilità di mantenere il sistema precedente rilasciando una sola licenza a persona (piccoli comuni, realtà particolari) o quello con concorrenza (stile new york, però i taxi li trovi solo a manhattan, fuori molto meno), rilasciando più licenze.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    È un compromesso. Il fatto è che il comune si assume la responsabilità di mantenere il sistema precedente rilasciando una sola licenza a persona (piccoli comuni, realtà particolari) o quello con concorrenza (stile new york, però i taxi li trovi solo a manhattan, fuori molto meno), rilasciando più licenze.
    Il problema non è questo. E' che per la legislazione vigente i prezzi li sceglie il comune. Ora,questo ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi. Applicato alla riforma rende però del tutto inutile parlare di un prossimo abbattimento dei prezzi, perchè tanto le tariffe le gestiste l'autorità pubblica competente.

    Allo stesso tempo questo ha come fatto positivo che si impedisce la creazione di grossi trust del taxì, per l'effetto combinato della redistribuzione dei guadagni dalle licenze cumulate e dell'impossibilità di creare economie di scala (essendo il prezzo fisso, le grandi imprese non possono fare "concorrenza" a prezzi più bassi fino a far sparire il concorrente).

  4. #4
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    Secondo me la faccenda dei taxi e... complessa, e credo, a ragion veduta e non per faziosità, di dare ragione ai taxisti...

    E mi spiego il perchè..

    Oggi i taxisti sono dei songoli e il guadagno del taxi corrisponde al loro stipendio, sarà forse alto, ma credo sia comunque meritato considerando la vita che fanno... credo che se si mettesse in concorrenza un colosso con (ad esempio) 20000 licenze x taxi li distruggerebbe... per i seguenti motivi credo che la liberalizzazzione sia negativa

    1. la mega azienda farebbe eccssiva concorrenza ai taxi singoli (si potrebbero creare dei monopoli, e una delle cose di cui l'italia non ha bisogno sono i monopoli)

    2. assumerebbe 20000 immigrati sfruttandoli con una paga da fame (doppio svantaggio... lo sfruttamento di persone bisognose e la rovina per persone che campano col taxi)

    3. i 20000 immigrati sfruttati conoscendo male la città renderebbero un servizio pessimo ( e più caro considarato che si perderebbero per la città)



    MI SEMBRANO 3 OTTIMI MOTIVI PER NON LIBERALIZZARE...

  5. #5
    più unico che raro
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    secondo il corriere questi + che Tassisti sono Fassisti



    ROMA — Lo spettacolo, a lungo, è stato angoscioso. Le piazze più belle del centro storico erano nelle mani di una milizia mai vista: migliaia di tassisti che avevano davvero, come promesso, marciato su Roma, l'aria implacabile e in qualche modo festosa, orgogliosi di indossare curiosi pantaloni corti sotto le ginocchia che chiamavano «pinocchietti» e calzando sandali infradito con piedoni lerci, le teste spesso rasate e le gambe e le braccia tatuate con il profilo di Benito Mussolini o il fascio littorio, sciamavano e circondavano chiunque, per giudizio sommario, potesse non condividere la loro protesta.

    Un ministro della Repubblica, Fabio Mussi, estratto dalla sua automobile blu e poi minacciato e colpito con una manata che solo il dovuto rispetto ci impedisce di chiamare ceffone. Claudio Guaitoli, un fotografo che stava lavorando per il Corriere, colpito da calci e sputi e quindi inseguito. E poi cronisti accerchiati e minacciati, e poi ancora altri tassisti che avevano deciso di non aderire allo sciopero rincorsi e insultati. Plotoni di agenti e carabinieri schierati innanzi ai portoni d'ingresso del Parlamento e di Palazzo Chigi. Fin lì sotto, queste squadre di tassisti in sciopero non autorizzato erano giunte dopo essere partite dal Circo Massimo, dove fanno ritorno al tramonto, seguendo lo stesso percorso dell'andata: via dei Cerchi, via del Teatro Marcello, piazza Venezia, via del Corso. Con le comitive di turisti che scattano foto, che non capiscono. Con il traffico impazzito, deviato, con gli autobus fermi. Con la gente che chiama dagli ospedali. Con i disabili bloccati in casa. Con centinaia di cittadini, in attesa, alle fermate, torturati dal sole a picco.

    Alle otto della sera, lo sguardo scorre sui ranghi dei manifestanti e ciò che maggiormente colpisce è la quasi totale assenza di ragionamenti di natura politica o sindacale. Nessuno in grado di pesare le dure parole di Romano Prodi. Nessuno che avverta un senso di isolamento. Certi capetti parlottano fitto e poi chiedono, urlando nel megafono, «all'assemblea dei tassisti italiani, di votare un documento che porteremo al ministro Bersani e con il quale ci siederemo, eh eh!, a un tavolo che...». Ma questi non sono nemmeno i tassisti italiani. I tassisti miti e perbene e del tutto efficienti che ci aiutano nell'attraversamento delle nostre caotiche città, qui non ci sono. Qui — a sentirli parlare — ci sono i tassisti che ti fanno salire solo se devi andare all'aeroporto e perciò gli sganci 50 euro, che per risparmiare non ti accendono l'aria condizionata, che arrotondano il prezzo della corsa sempre per eccesso, i tassisti che dicono di venirti a prendere in sei minuti e si presentano dopo venti. Li guardi e s'alza il coro: «Siamo tutti/ terroristi...». Poi mettono su un cartello: «Taxi e moschetto, tassista perfetto». Accanto alle bandiere della cooperativa «3570» di Roma, ne sventola una nera, con un teschio. Avvistati, nella folla di manifestanti, anche alcuni capi degli «Irriducibili», il gruppo di tifosi ultrà della Lazio che la Digos, periodicamente, mette sotto inchiesta. Avvistato pure un tipo piuttosto noto nella leggendaria — per caos e intimidazioni d'ogni genere — stazione taxi dell'aeroporto di Fiumicino, un tipo con il simbolo della «X Mas» sull'avambraccio e che i suoi colleghi perbene hanno sinistramente soprannominato «P38».

    C'era lui, stamane, accanto a Gianni Alemanno, l'esponente di An che da quel piccolo palco ha arringato il popolo dei rivoltosi e che adesso, però, non è venuto. Lo cercano al telefonino, e dopo di lui cercano anche Francesco Storace, e poi chiamano Maurizio Gasparri e Teodoro Buontempo, l'adorato «er pecora», pronto ad adoperarsi per far avere qualche bottiglia d'acqua ai manifestanti che assediavano Palazzo Chigi. Ma, niente: i leader di Alleanza nazionale non si fanno trovare al tramonto e c'è il solo ex candidato alla poltrona di sindaco di Roma, Alemanno, appunto, che deve aver cambiato idea e toni se, davvero, sta addirittura conducendo una mediazione riservata tra il ministro Bersani e i manifestanti. Che, così, decidono di arretrare. Certo, i loro capetti fingono di cantare vittoria. Loreno Bittarelli, presidente dell'Uri, l'Unione radiotaxi italiana (quello, per capirci, che ammette orgoglioso: « So' de destra e ho organizzato la seconda marcia su Roma, embè? »), ecco Bittarelli adesso dice: «Blocchi sospesi, ma il decreto deve cambiare». Più o meno la frase che ripetono il vecchio capo dell'Ait, Carlo Bologna, e i leader napoletani e milanesi. Colonne di taxi abbandonano il presidio del Circo Massimo, ma nessuno è in grado di immaginare ciò che potrà accadere nei prossimi giorni. La maggior parte dei manifestanti appare infatti stordita e incerta. Anche se gli resta vivo il celebre senso degli affari: « Ahò! Ma che ora è? Se volemo anda' a prende du' giapponesi a Fiumicino? ».

    Fabrizio Roncone
    06 luglio 2006 - corriere.it

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Helmut_Zemo
    Secondo me la faccenda dei taxi e... complessa, e credo, a ragion veduta e non per faziosità, di dare ragione ai taxisti...

    E mi spiego il perchè..

    Oggi i taxisti sono dei songoli e il guadagno del taxi corrisponde al loro stipendio, sarà forse alto, ma credo sia comunque meritato considerando la vita che fanno... credo che se si mettesse in concorrenza un colosso con (ad esempio) 20000 licenze x taxi li distruggerebbe... per i seguenti motivi credo che la liberalizzazzione sia negativa

    1. la mega azienda farebbe eccssiva concorrenza ai taxi singoli (si potrebbero creare dei monopoli, e una delle cose di cui l'italia non ha bisogno sono i monopoli)

    2. assumerebbe 20000 immigrati sfruttandoli con una paga da fame (doppio svantaggio... lo sfruttamento di persone bisognose e la rovina per persone che campano col taxi)

    3. i 20000 immigrati sfruttati conoscendo male la città renderebbero un servizio pessimo ( e più caro considarato che si perderebbero per la città)



    MI SEMBRANO 3 OTTIMI MOTIVI PER NON LIBERALIZZARE...
    Vedi, i taxisti NON sono dei singoli da un bel po'. Sono riuniti in cooperative, solitamente due o tre in una grande città, una in città medie, e taxisti sparuti nei piccoli centri.

    L'attuale legge in realtà non liberalizza, almeno non nel vero senso della parola.
    Il mercato rimane regolato e pianificato dal comune che è l'unico ad avere la possibilità, se lo ritiene, di emanare licenze. Il cambiamento rispetto a prima è la possibilità per un singolo titolare di licenza, di accumularne altre. Però (e questa è stata un'ottima scelta di Bersani), se tu accumuli lo fai pagando (le licenze pubbliche ottenute tramite concorso sono invece gratuite) e i soldi che paghi finiscono per venire spartiti tra gli altri taxisti.

    Prendi il tuo esempio di una grande azienda che gestisce 2000 immigrati. Vuol dire comprare 2000 licenze "extra". Metti un prezzo intorno ai 10 mila euro (sono licenze pubbliche, non mi aspetto che raggiungano i livelli del mercato nero). Sono 20 mln di euro di investimento iniziale + il costo delle auto. In più quei 20 mln almeno al 60% (60-80% dice la legge) sono da redistribuire tra i possessori di una sola licenza.
    Prendi il caso di una città come Torino dove ci sono, se non vado errato, due cooperative di tassisti, che si spartiscono la città metà e metà, e basta: vorrebbe dire che l'ingresso di un "concorrente" porterebbe loro, d'amblè, 6 mln di euro a testa (non testa di taxista veh, per ogni cooperativa).

    Ora, il bene in analisi è, credo di poterlo definire così giustamente, anelastico. In più il prezzo è fissato dal comune e non c'è modo di uscirne. La grande azienda quindi, entrando nel mercato, non avrebbe possibilità di battere i clienti sui prezzi, sfruttando i suoi rendimenti di scala che permetterebbero di fare concorrenza al ribasso.
    Risparmiare sul servizio, non potendo però offrire un prezzo più basso, è la morte. Come insegnano le multinazionali, McDonalds offre un servizio di merda, a prezzi irrisori però.
    Una grande compagnia si troverebbe in una condizione di notevole svantaggio: meno conosciuta rispetto alle altre compagnie che operano già da tempo nel settore, con un sistema ancora da rodare, con autisti inesperti (e se il taxi non arriva entro 5 minuti dalla chiamata, la prossima volta col cazzo che richiamo quella compagnia). E in più entrando in un mercato così rigido e pianificato, avrebbe pure favorito i suoi avversari donando loro una buona parte del suo investimento iniziale.

  7. #7
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    Ora mi aspetto una bella presa di posizione di Mat Kava a favore degli avvocati. Anche loro scioperano, no?

    Comunque, come ha detto Bersani, il provvedimento sui taxisti è il più moderato di tutti quelli presi. Non si tenta nemmeno di liberalizzare le tariffe (male, si doveva fare!), si cerca solo di mettere in strada qualche auto in più. Ma pare che anche questo sia uno sfregio intollerabile...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Ora mi aspetto una bella presa di posizione di Mat Kava a favore degli avvocati. Anche loro scioperano, no?

    Comunque, come ha detto Bersani, il provvedimento sui taxisti è il più moderato di tutti quelli presi. Non si tenta nemmeno di liberalizzare le tariffe (male, si doveva fare!), si cerca solo di mettere in strada qualche auto in più. Ma pare che anche questo sia uno sfregio intollerabile...
    Esattamente dove ho preso posizione a favore dei taxisti?
    Il fatto che scioperassero m'ha fatto venire qualche dubbio, ma questi dubbi vanno in direzione totalmente opposta alle loro richieste.

  9. #9
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    Secondo me, infatti, il provvedimento più che incidere sui prezzi, inciderà su due fattori

    a) più licenze in circolo, si abbassa il prezzo delle licenze (il che non è male per uno che vuole cominciare a fare quel lavoro)

    b) ci saranno più taxi in circolazione (e anche questo non è male perchè il numero dei taxi per abitante è molto basso in Italia e i tempi di attesa sono troppo lunghi)

    L' unico modo che si avrebbe per fare abbassare i prezzi sarebbe consentire una qualche forma di taxi collettivo, tipo, per esempio, un taxista sta su un certo itinerario con un cliente e a metà strada ce n'è un altro che va in quella direzione: al tassista è permesso di caricare anche l' altro insieme al primo e il costo del tratto in comune viene diviso fra i due (o più) clienti (calcolato dal tassametro oportunamente modificato)..

  10. #10
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    credo che il punto chiae di tutta la faccenda e' il valore della licenza che diminuirebbe nel momento in cui ci sono meno tassisti (ergo meno clienti procapite) E' una rendita di posizione e quindi i tassisti se la tengono ben stretta...

    Per gli utenti (sic stantibus rebus) il vantaggio sarebbe "solo" quello di avere piu' tassi a ogni ora del giorno con attese inferiori...

    Fossi un tassista io chiederei di abbassare le tariffe per aumentare la platea o liberalizzarle del tutto.

    Comprendo in parte le loro posizioni, pero' in quanto detentori di rendite ed evasori fiscali non e' che mi siano molto simpatici...

 

 
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