



Pd, sindaco di Bologna Delbono ha deciso di dimettersi - Politica - ANSA.it
"Per senso di responsabilità - ha chiarito - sceglierò modi e tempi che dovranno tener presente i temi prioritari della città a partire dal fatto che nei prossimi giorni inizierà in aula l'esame per la discussione del bilancio 2010". Un bilancio di cui Delbono ha precisato: "Rivendico la bontà nell'interesse della città, così come sono orgoglioso delle cose fatte in questi mesi".
E quali sarebbero, di grazia, le cose fatte in questi mesi?onf:
Ultima modifica di Alessandro; 25-01-10 alle 17:17




Delbono si dimette il ballo continua
Dal "non mi dimetto neppure se rinviato a giudizio", al "mi dimetto nell’interesse della città" sono passate neppure 48 ore...
DAL «NON MI dimetto neppure se rinviato a giudizio», al «mi dimetto nell’interesse della città» sono passate neppure 48 ore. In mezzo il pressing (tanto più negato quanto più verosimile) di Bersani, di Prodi, di Errani, certamente per non danneggiare, per tentare di salvare capra e cavoli delle elezioni regionali di fine marzo in Emilia Romagna. Dove il governatore corre per la quarta volta e si avvia a un governo della durata di quello di Benito Mussolini, romagnolo come lui. «Dopo il Cinzia-gate, Errani è impresentabile e non ho più la certezza che sarà il mio avversario», provoca il competitor Pdl-Lega, Giancarlo Mazzuca. Scontro al calor bianco in quella che è la regione rossa per antonomasia.
Anzi il simbolo del buongoverno, della diversità morale, del modello di sviluppo. Che ora vacillano agli occhi degli stessi militanti di una sinistra che non capisce, non riesce a farsi una ragione, a darsi pace. C’è voluto poco, troppo poco, insomma, ad archiviare questo professore democristiano prodiano, Flavio Delbono, con una brillante carriera politica e amministrativa alle spalle: assessore al bilancio nella giunta comunale di Vitali, poi assessore regionale e vicepresidente di Errani, infine sindaco da sette mesi. E nell’uscire di scena (formalmente fra qualche giorno, dopo l’approvazione del bilancio) salva partito, Prodi e Errani: nessun pressing. Che poi ringraziano col classico linguaggio delle «chiese» politiche d’altri tempi: «Un gesto nobile, un grande senso della responsabilità nell’interesse della città». Amen.
E se non fosse bastato il Pd, contemporaneamente scioccato dallo schiaffo pugliese di Vendola e dal naufragio dell’operazione D’Alema-Casini, ecco pronto Tonino Di Pietro. Che prima manda avanti la fedele Silvana Mura («Non si dimette neanche se rinviato a giudizio? Dev’essere stato un lapsus»), poi annuncia una conferenza stampa a Bologna. Sarà anticipato dalla decisione (spontanea o spintanea?) del sindaco, cui farà i complimenti. Dimissioni che irritano l’opposizione di centrodestra per i tempi, che non consentono elezioni immediate, ma consegnano la città a una gestione commissariale che potrebbe durare anche fino ad aprile del prossimo anno, quindici lunghissimi mesi che con la paralisi amministrativa e una gestione prefettizia più che ordinaria, faranno anche dimenticare il pasticcio di Delbono. Non solo.
La fretta con cui si chiude appare come un tentativo di chiudere una vicenda che invece andrebbe indagata ancora a lungo e in profondità. E in molti continuano a sussurrare di «pista bulgara», dove Delbono, con l’amico del bancomat, aveva intrapreso piccole operazioni immobiliari. E cominciano a circolare lettere anonime che raccontano di assunzioni, affari, feste e festini. Ne vedremo ancora delle belle e la sinistra continuerà a ballare a lungo.
di Pierluigi Visci, direttore di Qn e de Il Resto del Carlino
Il Resto Del Carlino - Delbono si dimette il ballo continua




Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.






Delbono adesso su La7 a Otto e mezzo.

