da: http://federicodepetris.blogspot.com/
Razzismo Identitario
RAZZISMO IDENTITARIO.
L’invasione allogena prodotta dall’immigrazione ci deve portare a riflettere e a ragionare su nuovi aspetti dottrinari che riguardano il nostro agire politico.
Nella fattispecie non voglio trattare il problema immigratorio (ancor oggi troppo sottovalutato dalla nostra miope area politica), ma la domanda che sorge spontanea….dobbiamo essere razzisti?
Oggi questo termine, “razzismo”, il sistema lo ha ridotto ad un termine catalogabile come negativo, degno di disprezzo, che dai più politicamente corretti può essere giudicato con superbia ed ironia.
Nel pensare comune(il pensare comune è proprio delle pecore!) il “razzista” medio è un “ignorante rozzo” quindi il razzismo stesso non viene mai analizzato e lo stesso è avvolto da luoghi comuni e pregiudizi.
E’ bene chiarire perché oggi si debba essere razzisti e quale razzismo dobbiamo fare nostro.
Esistono innumerevoli tipologie di razzismo, quello suprematista (“white power”, KKK) di matrice anglosassone, quello evoliano, quello spirituale ed infine quello identitario; su quest’ultimo vorrei focalizzare l’attenzione.
Sinceramente non so se il termine “razzismo identitario” sia mai stato usato prima d’ora ed in un certo senso è un termine ed una elaborazione razzista che ho io coniato e formulato.
Oggi il sistema ci impone la società multirazziale con effetti deleteri per la nostra IDENTITA’ NAZIONALE!
La nostra identità è infatti attaccata su due livelli separati ma complementari: l’aspetto culturale e quello biologico.
Ovviamente un’immigrazione controllata che riguardasse solo popolazioni europee non provocherebbe alcun danno all’identità culturale italiana e nemmeno a quella biologica (la razza è unica ed è quella caucasica bianca), ma un immigrazione come fenomeno di spostamenti di popolazioni extra-europei risulta essere una vera e propria piaga, un attacco mirato all’identità con l’unico scopo di omologarci, appianare le diversità culturali che da millenni differenziano i nostri modi di vivere e pensare, il danno anche a livello biologico è insanabile: la razza scompare.
Il Razzismo identitario non ricalca posizioni suprematiste, non vuole quindi sostenere la superiorità della nostra razza su altre, ma a come unico scopo la difesa della propria razza solo nelle terre in cui questa si è legittimamente installata; ad esempio i bianchi presenti in africa non rientrano nel contesto del razzismo identitario, anzi essi sono allogeni pericolosi per l’identità culturale e biologica africana.
Perché è necessario difendere la nostra Identità?
Il mondialismo ci impone il pensiero unico, il mondialismo vuole menti omologate, vuole popoli snaturalizzati pronti per essere soggiogati. Senza Identità siamo il nulla, la logica perversa e diabolica del sistema che vuole toglierci tutto, toglierci la possibilità di alzare la testa, testa che deve essere china a contemplare il nulla, lo sfrenato nichilismo vuole distruggerci ed il cinismo del politicamente corretto finisce con il fare il gioco del grande burattinaio che muove i fili della nostra vita.
Inoltre deve essere inscindibile quel legame di sangue che lega un popolo ad una terra, la sua terra.
Un legame che non può solo essere culturale, ma è appunto un legame di sangue che non può essere contaminato.
La difesa identitaria deve essere tout court, solo così possiamo pensare ad un futuro per la nostra Nazione, difendendo la nostra identità difenderemo o meglio ci riprendermo la libertà che oggi i banchieri, gli imprenditori e i politicamente corretti ci hanno sottratto!
Ad un piccolo assunto teorico che mi propongo di riproporre in altre pubblicazioni sempre per Giovinezza, magari approfondendo ancor di più l’argomento, passerei ad enunciare alcuni casi “pratici” e pericolosi.
L’immigrazione è certamente un fattore che compromette l’integrità biologica e culturale italiana ed europea, ma paradossalmente più gravi sono le adozioni di bambini extra-europei
Un bambino non europeo e di razza non caucasica, adottato ed allevato in Italia sarà un fattore che sicuramente minerà l’integrità nazionale.
Esso infatti crescerà con una cultura ed un modo di pensare tipicamente ed assolutamente italico e questo gli permetterà di integrarsi nella società al pari di un autoctono ed è evidente che da adulto egli sposerà una italiana autoctona andando a minare l’integrità biologica nazionale.
Infatti la cultura italica con la quale egli si forma lo trasforma in un italiano a tutti gli effetti, ma ovviamente sfugge il dato biologico che è complementare a quello culturale.
Non possiamo dunque che contrastare questa forma di immissione di soggetti estranei al nostro tessuto razziale, ma ovviamente mi sento di sostenere ogni forma di aiuto come adozioni a distanza che possono rappresentare una soluzione (ovviamente temporanea, di ben altro tipo e spessore dovrebbero essere gli interventi di aiuto) per le nazioni del terzo mondo, in modo da formare una classe dirigente nuova per queste regioni, classe dirigente autoctona.
Infine, dopo questo breve excursus pragmatico, a tutti coloro che sostengono che il razzismo sia un fattore estraneo al Fascismo (citando l’esperienza Etiope e quant’altro!) direi che necessariamente il tutto deve essere contestualizzato all’epoca l’Italia non aveva un problema immigratorio, la sua identità nazionale era ben difesa e lo fu anche con la II Guerra Mondiale.
La nostra lotta deve essere autenticamente rivoluzionaria ed antagonista, l’opposizione alla società multirazziale deve essere forte e decisa.
Federico Depetris




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