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Discussione: Ue

  1. #11
    come_fly_wth_me
    Ospite

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    ^ Mi fa piacere tu mi abbia dedicato quasi 50 righe, peraltro a notte inoltrata; forse però sei stato sin troppo generoso.
    Nel breve post che ho firmato non ho infatti "volato con la fantasia", ma ho semplicemente introdotto qualche elemento di possibilità (possibilità) alla lapidarietà di affermazioni come

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    L'Europa Federale, così come sognata dai Padri fondatori e tuttora da molti cittadini non si realizzerà mai.
    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Mettendo assieme tutti questi fattori si può ben capire come l'Europa sia destinata all'implosione ed al tramonto di qui a una decina d'anni al massimo.

    L'idea di una "core Europe" non già federale, ma che possa evolvere in tal senso, non l'ho inventata certo io. Peraltro non mi pare di aver detto che la cosa è altamente probabile, o di prossima concretizzazione; ho solo cercato di asserire pacatamente e senza alcun furore idoelogico che una crisi dell'UE non esclude in maniera assoluta altri processi, magari nell'ambito di una crisi internazionale. E l'ho scritto sempre pensando alle tue scientifiche previsioni:

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    L'Europa Federale, così come sognata dai Padri fondatori e tuttora da molti cittadini non si realizzerà mai.
    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Mettendo assieme tutti questi fattori si può ben capire come l'Europa sia destinata all'implosione ed al tramonto di qui a una decina d'anni al massimo.

    Stenterai a crederci, ma conosco bene gli episodi di crisi che hai citato. Soltanto che, alla luce dell'evoluzione dei trattati, la progressione dell'integrazione è lenta ma lineare, l'incremento delle competenze concorrenti è tangibile. Intendevo solo questo.
    E non mi sbagliavo.

    Non ho citato la difesa, nè la politica estera: non mi faccio certo illusioni, e credo che per questi temi i tempi non saranno maturi ancora per molto. La carenza di integrazione in politica estera e difesa comune non inficia però i risultati delle altre materie di cui si occupa l'Unione. Tutto qua.


    Infine la questione delle radici. Ho anticipato che la mia era una opinone del tutto personale, e per questo avresti potuto quantomeno rispettarla.
    Ancora meglio, avresti potuto cercare di comprenderla un po' di più, anichè passare ad arbitrarie conclusioni come

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Evidentemente i rapporti di causa-effetto, logici e cronologici, che hano generato la nostra civiltà e il nostro modo di pensare e di vivere non ti sono molto chiari. Me ne dispiaccio per te.
    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    ti schifi al solo pensiero di riconoscere le radici cristiane e poi ti dimostri nei fatti molto più bigotto dei cristiani
    Ho cercato di dirti che non vedo la necessità di inserire le radici profonde degli Europei, qualunque esse siano, in un semplice Trattato Costituzionale dell'Unione (che NON E' una costituzione).
    L'Unione rimane infatti un semplice progetto politico di integrazione, che trova le sue basi nella storia del secolo scorso (la sua ragion d'essere).
    Non parliamo di uno stato, nè di un popolo, ma di tanti Stati sovrani e Nazioni, che mettono nero su bianco le regole del gioco; per questo il discorso sulle radici cristiane mi pare, ad oggi, superfluo.

    Permettimi di invitarti, infine, a mettere da parte ogni accenno di arroganza o poca educazione. Avrei impiegato poco io pure a ridicolizzare certe tue posizioni stereotipate e ad inserirti in talune categorie ideologiche parecchio alla moda, ma ho accuratamente evitato di farlo.

    Buona giornata

  2. #12
    gronk
    Ospite

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    In Uk si sussurra che un referendum per l'euro avverra' nel 2199ma,not to worry, in danimarca, svezia e altri nuovi entry della fantomatica EC restringono i tempi, e si sussura che da loro i tempi saranno brevi, referendum nel 2120,
    PS. recentemente UK e USA hanno firmato un'alleanza militare che li lega, compatti e uniti, fino al 2019!!!! alla faccia degli spaghettari europeisti Italiani!!!!!!!

  3. #13
    analista militare
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    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino

    4) La BCE ha inglobato la potestà di bilancio e gran parte degli strumenti di governo dell'economia che precedentemente spettavano ai governi democraticamente eletti dei Paesi Membri. fino a ieri i cittadini europei giudicavano col loro voto chi indirizzava la loro economia, oggi non possono più farlo. Mi sembra ci sia poco da stare allegri

    amen
    Negli altri punti hai espresso opinioni sensate benchè non necessariamente condivisibili... qui invece hai esagerato non poco, dimostrando che le tue opinioni sono un po' "inquinate" da certa retorica antieuropeista.

    La BCE non è una specie di super-ministero europeo dell'economia, è l'istituto che si occupa della politica monetaria (e non economica) in Europa. Pensare addirittura che la BCE gestisca gli "strumenti di governo dell'economia" mi pare un'affermazione piuttosto azzardata, dato che ad indirizzare l'economia e i bilanci degli stati sono ancora gli stati stessi tramite i rispettivi ministri dell'Economia. Se noi adesso ci troviamo ad affrontare una manovra economica non l'ha certo deciso la BCE e se il governo ha deciso ad esempio d'introdurre molti elementi di liberalismo nell'economia non l'ha deciso la BCE. L'unica cosa che la BCE decide sono i tassi d'interesse dell'area euro, che è ben diverso che indirizzare nientemeno che l'intera economia di uno o più stati. E' ovvio che le decisioni della BCE sui tassi influiscono molto sullo stato dell'economia dei membri UE, ma da qui a che la BCE sia il centro decisionale dell'intera politica economica europea ce ne passa parecchio. Senza contare che anche quando le banche centrali nazionali erano autonome erano comunque indipendenti dal potere politico come lo è oggi la BCE... quindi direi che questa considerazione di cui al punto 4) è assolutamente fuori luogo.

    Anche sul punto 2) ci sarebbe molto da dire:

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    2) che la burocrazia brussellese non sia migliore di quella nazionale e regionale non è motivo di consolazione. I danni fatti a livello comunitario si moltiplicano per 25.
    Non è che la "burocrazia brussellese" non è migliore di quella nazionale e regionale: non è peggiore. Tolte tutte le varie scemenze ed esagerazioni a cui si aggrappano gli eurofobi per ingigantire la "mostruosità burocratica" di Bruxelles (classici lo starnazzare dei giornali di Murdoch in UK o il pensare che la Commissione europea abbia volontà e libertà d'azione autonoma) alla fine i danni a livello comunitario non sono certo peggiori dei danni che viviamo sulla nostra pelle a causa dell'inefficienza di stati e regioni.

  4. #14
    analista militare
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    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Basta guardare le figure pietose che noi europei, divisi su tutto e incapaci di agire, stiamo rimediando all'alba del nuovo conflitto israelo-palestinese.
    anche qui stesso discorso: nessun rafforzamento, ma al contrario un disastro senza rimedio nel cammino dell'integrazione europea, un nuovo drammatico passo indietro che stiamo pagando carissimo.
    Passo indietro su cosa? L'Europa ha mai avuto fin'ora una politica estera unitaria o anche solo un accenno serio alla stessa (che non sia il "Mr. Pesc" che sapevamo benissimo non sarebbe servito a nulla fin dall'inizio)?
    Non si possono fare passi indietro se non ne sono mai stati fatti avanti: si resta semplicemente fermi al punto di partenza.


    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    4- quanto al buon Schuman, non è che anche lui si sia svegliato la mattina e abbia detto "facciamo la CECA". Schuman è stato uno dei protagonisti di un movimento ideale e politico che affonda le sue radici nel pensiero liberale di Kant e Tocqueville ed ancor prima nel pensiero umanistico rinascimentale, che a sua volta è figlio dela cultura cristiana (guarda un po'). E' chiaro che poi le condizioni storiche hanno permesso Schuman, De Gasperi e Adenauer di realizzare qualcosa che fino allora era impensabile, ma il pensiero politico di questi uomini non è spuntato fuori dal nulla! Non puoi guardare le cose in maniera così sconnessa o a compartimenti stagni, altrimenti perdi ancora una volta il senso della realtà.
    Peccato che non sia stato il "buon Schuman" a fondare il processo d'integrazione europea, e che il movimento "ideale e politico" (io direi più ideale, comunque) di cui faceva parte non sia stato fondato da semplici considerazioni filosofico-intellettuali ma da eventi realissimi della storia.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    dato che politicamente parlando rimani prigioniero di una serie di dogmi privi di fondamento, come quello secondo cui "l'Unione è riemersa rinvigorita da qualsiasi periodo di crisi, e sinora ha mosso solo passi in avanti". Ma quando mai?????
    Sarà anche esagerato dire che l'Unione si è mossa solo in avanti rinvigorita da ogni crisi, su questo hai ragione, ma guardiamo il complesso delle cose. L'Unione cos'era negli anni '50 e cos'è oggi? All'epoca era un "MEC", semplice mercato europeo comune dove ognuno faceva i suoi comodi in fatto di politica estera e difesa, come oggi, ma non esistevano libera circolazione, mercato comune, coordinamento economico, valuta unica. Oggi invece economicamente l'Europa forma un'entità compatta, in cui dal 60 al 70% dei commercio degli stati avviene con altri stati dell'Unione, e tutti quasi tutti usano o useranno a breve una valuta unica (diciamo poco?). L'UE ha certamente i suoi alti e bassi e non progredisce ancora in senso politico e militare, ma di progressi verso l'unità ne ha fatti, e molti. Siamo noi che per pigrizia forse trascuriamo spesso il fatto che creare un mercato integrato di 450 milioni di abitanti non è decisamente uno scherzetto.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Liberati da questi dogmi e studiati un po' più attentamente la storia dell'integrazione europea, ne trarrai sicuramente giovamento.
    Caro pietro, bisogna dire che anche tu hai bisogno di liberarti da certi dogmi. Anche tu approfondisci la storia dell'integrazione europea, a cominciare dai thread che ho stickato in alto.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    L' europa degli Stati (ovvero dei Governi) non ha alcun interesse ad evolvere in senso federale né confederale (che sarebbe già un risultato) ed utilizza il potere di veto per bloccare ogni significativo passo avanti. e intanto il mondo corre alla faccia di noi europei che ci parliamo addosso.
    Hai ragione, maledettamente ragione.
    Sta però di fatto che come l'organizzazione stessa dell'UE attuale dimostra in modo preoccupante l'Europa dei Governi è un po' diversa da quella dei popoli. Ad esempio classico: il 70% degli europei (me compreso, che sono un federalista europeo) non vuole la Turchia in UE, mentre i nostri governanti degli stati la vogliono.
    Tu sei assolutamente certo che un'Unione federale non si realizzerà mai: come fai? Hai mai fatto ad esempio un sondaggio o un referendum consultivo per vedere se l'ipotesi in prospettiva futura all'opinione pubblica piace?
    Non ha senso dire che l'Europa non sarà mai federale perchè ai governi non piace che sia federale: i governi europei, che tramite il Consiglio manovrano l'UE e la tengono volutamente in forma di "mostro burocratico di Bruxelles" di cui tanto ci lamentiamo, sono eletti da noi, non spuntano fuori dal nulla.
    L'UE diventerà federale quando noi la pianteremo di farci prendere per il culo dai nostri governanti (che sono molto peggio dei "burocrati di Bruxelles" e della Commissione europea di cui loro eleggono il presidente) e decideremo che l'idea ci piace e la cosa si può e deve fare. Ma dobbiamo cominciare a volerlo sul serio e nonostante le difficoltà che presenta il progetto, non barricarci dietro scuse simili.

  6. #16
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    Rieccomi qua.
    Noto con piacere che i miei interventi hanno generato una serie di risposte interessanti ed argomentate.
    Riprendo il discorso, evitando accenti non graditi:

    1- La nascita della CECA e della CEE sono avvenute in un momento storico in cui i nostri leader (Schuman, Adenauer, De Gasperi, Spaak):
    - avevano ben chiare le cause dei conflitti che avevano distrutto l’europa fisicamente e politicamente per ben 2 volte nel giro di 30 anni ed erano decisi ad eliminare tali cause
    - chiamavano le cose per nome e perciò riscuotevano grande consenso fra i popoli d’Europa. (In politica, infatti, la chiarezza ed il coraggio nel medio e lungo periodo pagano molto di più degli inciucetti, dei ribaltoni, dei cartelli elettorali contro natura e dei mezzucci con cui al massimo si tira a campare nell’immediato ma non si costruisce niente di solido).
    - sapevano trarre lezioni dal passato e proporre progetti e visioni a lungo termine, diventando essi stessi il traino politico ed il riferimento di quel movimento federalista oggi ridotto, ahimé, a mera icona di sé stesso.

    Oggi, al contrario, i grandi leader continentali:
    - evitano accuratamente di affrontare i grandi nodi che abbiamo di fronte. In nome del politicamente corretto, filosofia auto-distruttiva e vigliacca, i nostri soloni non vanno mai al sodo. Dire la verità è proibito, purtroppo.
    Quando Blair un anno fa si è azzardato a dire che un’Europa che destina tuttora il 50% del bilancio alla PAC è destinata a non andare da nessuna parte (ed ha ragione da vendere), è stato coperto di insulti dalle vestali del politicamente corretto, nonché da quel grandissimo mafioso di nome Chirac, che dei fondi agricoli è il principale beneficiario e che ha minacciato di far saltare il tavolo delle prospettive finanziarie 2007-2013 se solo si fosse messo davvero mano alla riforma del bilancio auspicata da Blair. Risultato: si è trovato un compromesso di bassissima lega che non scalfisce i principi (marci e maleodoranti) del bilancio UE, e che condanna quindi l’Europa a finanziare interventi anacronistici e settori decotti, mentre le sfide globali imporrebbero di concentrare energie sulla competitività, sulla ricerca, sull’indipendenza energetica, sulla difesa, sulla sicurezza.
    Questo giusto per fare un esempio, ma se ne potrebbero fare molti altri.
    - non hanno uno straccio di progetto da proporre per uscire dall’impasse, ma in compenso si arrogano il diritto di dare di euroscettici e di fascisti a coloro che osano dire, molto semplicemente, che “il re è nudo”. Una classe di leader spocchiosi e autoreferenti non può portarci che alla catastrofe, a cominciare da quell’immondo soggetto di nome Prodi, che come Presidente della Commissione sarà ricordato solo per aver pilotato in maniera a dir poco catastrofica l’entrata in vigore dell’euro e l’allargamento ad est (due processi dalle conseguenze enormi che andavano conclusi con più calma e più cervello, proprio perché di dimensioni storiche), nonché per aver piazzato gli scagnozzi del suo entourage (una trentina di persone ignoranti come le capre) in qualche gabinetto dei nuovi commissari o ai piani alti di palazzo Berlaymont. Quel Prodi che nella recente campagna elettorale ha parlato di Europa in termini puramente propagandistici, dato che lui stesso non ha la più pallida idea di come uscire dall’impasse. Quel Prodi che da presidente della Commissione ebbe a dire che il Patto di Stabilità è una cretinata (verissimo), salvo poi impegnarsi a riportare il rapporto deficit/pil al 3% già entro la fine del 2006, cosa che di cui si poteva tranquillamente fare a meno, dato che il governo uscente aveva concordato con la Commissione un piano di rientro da spalmare nel corso di 3 anni, il che avrebbe evitato le stangate fiscali che invece adesso si preannunciano. Bravo Prodi, un bel capolavoro di vigliaccheria, ancora una volta il nostro mortadella si dimostra un tappetino, uno zerbino sempre pronto ad obbedire ai ricatti dei francesi, dei tedeschi, degli inglesi, degli olandesi, di quella cricca cioè di squali della finanza europea che già stanno pregustando un’abbuffata nel momento in cui Prodi metterà in vendita i gioielli di casa Italia con una nuova ondata di privatizzazioni, unico strumento possibile per riportare il rapporto deficit/pil al 3% di qui alla fine dell’anno. Complimenti vivissimi. Questi sono i meccanismi reali che muovono l’Europa, altro che “motore franco-tedesco” e spinte ideali.


    2- Torno a ripetere che l’Europa non è affatto risorta più forte dalle crisi che l’hanno attraversata. I nodi venuti al pettine nelle crisi già citate (affossamento della CED e quindi mancata creazione di una difesa europea, crisi della sedia vuota e quindi mancato superamento del principio di unanimità nelle materie chiave, crisi irachena e cancellazione di fatto delle norme del Trattato UE in materia di Politica Estera, norme ancora embrionali, ma comunque fino al 2003 prese sul serio e adesso invece cadute nel ridicolo), quei nodi sono ancora lì e nessuno è ingrado di dirci come scioglierli. Il fatto che nel frattempo si siano realizzati il mercato interno e l’€uro non aiuta a bilanciare le cose, anzi semmai aggiunge un elemento di instabilità al quadro generale. Se gli USA avessero il dollaro ma non avessero un esercito unico, né un ministro dell’economia unico, né un segretario di Stato unico, pensate che essi sarebbero il Paese più potente del mondo? E pensate che un Paese del genere avrebbe resistito più di 200 anni? Non per niente, quando determinati nodi vennero al pettine gli USA patirono la Guerra di Secessione. Ora, io non mi auguro che l’Europa patisca la stessa cosa, ma il rischio c’è ed è grosso; forse non sarà un conflitto armato, ma probabilmente uno sfaldamento di ciò che finora si è costruito sull’argilla aziché sulla roccia.
    Evitiamo quindi l’errore del “post hoc”: “visto che finora ci siamo sempre ripresi dalle crisi (affermazione fra l’altro falsa), ci riprenderemo anche stavolta”. No, ragazzi, questa è un discorso che non sta in piedi, mi dispiace ma non condivido affatto il vostro facile ottimismo.

    3- riguardo al problema delle radici crsitiane non posso che ripetere il concetto di base. Chi dimentica o si vergogna delle proprie radici non può che soccombere. Di fronte all’islamizzazione dell’Europa, di cui l’entrata della falsamente laica Turchia rischia di essere il sigillo finale, noi non abbiamo nessun’arma di difesa, dato che ci vergognamo delle nostre radici e quindi rinunciamo e difendere noi stessi da chi vuole imporci la sua visione e la sua cultura 1.000 volte più fanatica di quella dei cattolici che tanto schifiamo. Oggi ci scandalizziamo se i cattolici si oppongono ai matrimoni gay? Domani saremo costretti ad accettare la sharia, cioè la legge islamica, le lapidazioni e le esecuzioni pubbliche nel cuore della nostra europa: rimpiangeremo la nostra cecità.
    Non è un caso del resto che il veto alla citazione delle radici cristiane sia venuto dai governi francese e belga, cioè di quei Paesi in cui l’immigrazione selvaggia dal maghreb ha già mutato la struttura demografica e che nell’arco di una generazione saranno in maggioranza musulmani. Già oggi i leader politici di quei Paesi non hanno il coraggio di fare niente che non sia gradito ai musulmani, con l’eccezione di Sarkozy, non per niente additato come razzista e islamofobo dai mass-media di tutta l’euro-sinsitra filo-araba.
    Andiamo bene...

    4- BCE e governo dell’economia.
    Fino a qualche anno fa i governi nazionali, democraticamente eletti e responsabili di fornte ai cittadini, avevano mano libera nel manovrare la finanza pubblica, utilizzando il debito pubblico (cioè l’emissione di titoli di stato) nella misura ritenuta di volta in volta necessaria e desiderabile per far quadrarei conti e/o per rastrellare capitali e quindi promuovere gli investimenti. Il governo dell’economia era in mano a soggetti identificabili e democraticamente eletti.
    Oggi tutto questo non è più possibile. Il Patto di Stabilità obbliga i governi a rispettare determinati parametri (rapporto deficit/pil, debito/pil ed altri ancora) pena l’emissione di cartellini gialli e cartellini rossi a chi sfonda i suddetti limiti a testate (le provocazioni non contano.... :-))
    Domanda: chi controlla i conti dei 25 paesi, chi commina i cartellini gialli e quelli rossi? Organismi elettivi e democraticamente responsabili? Nossignori, purtroppo no.
    Sono invece i funzionari della Commissione Europea, oscuri signori nessuno della direzione ECFIN, anonimi signori Rossi, Leblanc, Schmidt, Smith, Gonzales, che la mattina vanno in ufficio alle 9, mettono in pentola un po’ di dati e di indicatori macroeconomici pescati a piacimento nei prospetti inviati loro dai ministri economici dei 25, ma anche (e questo è grave) in questo o quel “paper” ultra-riservato fornito loro da ancora più oscure società di revisione e di rating (se non dalle segreterie di qalche ONG o partito politico a loro simpatico) ed ecco che i nostri signori nessuno formaulano raccomandazioni e decisioni per il loro commissario (lo spagnolo Almunia), che poi li presenta ai colleghi ed infine li trasmette al Consiglio dei Ministri ECFIN, che decide, sulla base di quei paper e di quei dati usciti da non si sa dove, che un governo nazionale può essere chiamato a fare una manovra correttiva da 80.000 miliardi di vecchie lire e che qualche milione di famiglie dovrà quindi togliersi il pane di bocca. Ganzo, eh?
    MA STIAMO SCHERZANDO? Questa è la democrazia, la trasparenza, la governance europea? Queste sono le realizzazioni con cui l’Europa ha superato le sue crisi? Questo è il governo dell’economia europeo che abbiamo vagheggiato per decenni? QUESTO E’ UN INCUBO, SIGNORI MIEI! Questa non è l’Unione Europea, è l’Unione Sovietica!
    Ed è ora che da queso incubo ci svegliamo, prima che sia troppo tardi!
    Quano poi alla BCE: ma secondo voi è giusto che il govenatore della BCE, altro organo su cui non esiste alcun reale meccanismo di controllo diretto da parte del cittadino, si svegli la mattina e assieme al suo CdA decida che i tassi d’interesse vanno alzati “per evitare fiammate inflazionistiche” in un momento di stagnazione economica a llivello continentale??? Ma chi glielo va a dire a una famiglia che vuol fare un mutuo e che si vede alzare i tassi per 3 volte nel giro di un anno? Ma a voi queste cose non vi fanno rabrividire? A me sì e anche tanto.
    In Italia ci sono voluti gli scandali Parmalat e Antonveneta per costringere AnDonio Fazio a lasciare la carica a vita di governatore e per riformare il sistema; in Europa abbiamo una BCE che tiene in mano i destini di 400 milioni di persone e che a questi stessi 400 milioni non risponde in alcun modo, al massimo con qualche comunicato stampa. Ma scherziamo?
    Se non è inquietante tutto ciò, allora mi domando a che punto dobbiamo arrivare per cominciare a preoccuparci. Boh...

    5- I padri fondatori seppero far tesoro dell’esperienze tragiche che avevano sconvolto l’Europa. I leader di oggi invece rifiutano persino di riconoscere i pericoli che abbiam di fronte. Di fronte alla guerra globale scatenata ormai da anni dagli integralisti islamici (attentati di New York, Madrid, Londra, attentati in India, in Indonesia, imposizione della sharia e del terrore in Nigeria, in Afghanistan, in Pakistan, in Indonesia, in Somalia, occupazione militare del Libano da parte degli hezbollah etc etc, ) coa fa la UE? Scrive un dizionarietto politicamente corretto in cui invita a non usare locuzioni come “terrorismo islamico” o “guerra santa”. Si confondono le vittime coi carnefici. Stiamo freschi.

    Buona notte a tutti

  7. #17
    analista militare
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    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Oggi, al contrario, i grandi leader continentali:
    - evitano accuratamente di affrontare i grandi nodi che abbiamo di fronte. In nome del politicamente corretto, filosofia auto-distruttiva e vigliacca, i nostri soloni non vanno mai al sodo. Dire la verità è proibito, purtroppo.

    - non hanno uno straccio di progetto da proporre per uscire dall’impasse, ma in compenso si arrogano il diritto di dare di euroscettici e di fascisti a coloro che osano dire, molto semplicemente, che “il re è nudo”. Una classe di leader spocchiosi e autoreferenti non può portarci che alla catastrofe,
    Questo è ovvio a chiunque guardi le cose da un'ottica europea... è uno dei motivi principali per cui disprezzo la maggioranza dei leaders di qualsiasi stato e partito. Tieni presente che siamo noi a votarli, non saltano fuori dall'uovo di Pasqua.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    a cominciare da quell’immondo soggetto di nome Prodi, che come Presidente della Commissione sarà ricordato solo per aver pilotato in maniera a dir poco catastrofica l’entrata in vigore dell’euro e l’allargamento ad est (due processi dalle conseguenze enormi che andavano conclusi con più calma e più cervello, proprio perché di dimensioni storiche),
    Non voglio fare l'avvocato difensore di Prodi, personaggio che non mi sta per niente simpatico, ma qui ci sarebbero da specificare un paio di cose. Il "pilotaggio catastrofico" è stato gestito dagli stati in collaborazione con le istituzioni europee, lo stesso per l'allargamento: saranno stati anche commessi degli errori ma la responsabilità non si può certo attribuire tutta a Prodi. Inoltre anche gli oppositori di Prodi hanno messo con grande impegno del loro per peggiorare le cose, vedasi ad esempio emblematico le idiozie di Berlusconi sul cambio euro-lira.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Quel Prodi che nella recente campagna elettorale ha parlato di Europa in termini puramente propagandistici,
    Questo lo fanno quasi tutti, anche i suoi oppositori.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Bravo Prodi, un bel capolavoro di vigliaccheria, ancora una volta il nostro mortadella si dimostra un tappetino, uno zerbino sempre pronto ad obbedire ai ricatti dei francesi, dei tedeschi, degli inglesi, degli olandesi, di quella cricca cioè di squali della finanza europea che già stanno pregustando un’abbuffata nel momento in cui Prodi metterà in vendita i gioielli di casa Italia con una nuova ondata di privatizzazioni, unico strumento possibile per riportare il rapporto deficit/pil al 3% di qui alla fine dell’anno. Complimenti vivissimi. Questi sono i meccanismi reali che muovono l’Europa, altro che “motore franco-tedesco” e spinte ideali.[/FONT][/SIZE]
    A parte che non mi risultano "ondate di privatizzazioni" in progetto non vedo proprio cosa ci sia di male a far entarare investitori di altri stati europei nelle nostre aziende, così come i nostri entrano nelle loro quando hanno le dimensioni e l'interesse per farlo. Questo si chiama "libero mercato", che in Europa è anche integrato. O si accetta questa regola elementare o è perfettamente inutile lamentarsi se le cose in Europa funzionano male.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    2- Torno a ripetere che l’Europa non è affatto risorta più forte dalle crisi che l’hanno attraversata.
    Io torno a ripetere che dai tempi di quelle crisi ad oggi di passi avanti ne abbiamo pur sempre fatti, anche se insufficienti. Evidentemente le crisi hanno rallentato il progresso dell'integrazione europea, che avanza lentamente ma avanza.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Il fatto che nel frattempo si siano realizzati il mercato interno e l’€uro non aiuta a bilanciare le cose, anzi semmai aggiunge un elemento di instabilità al quadro generale. Se gli USA avessero il dollaro ma non avessero un esercito unico, né un ministro dell’economia unico, né un segretario di Stato unico, pensate che essi sarebbero il Paese più potente del mondo? E pensate che un Paese del genere avrebbe resistito più di 200 anni? Non per niente, quando determinati nodi vennero al pettine gli USA patirono la Guerra di Secessione. Ora, io non mi auguro che l’Europa patisca la stessa cosa, ma il rischio c’è ed è grosso; forse non sarà un conflitto armato, ma probabilmente uno sfaldamento di ciò che finora si è costruito sull’argilla aziché sulla roccia.
    E' ovvio che non possiamo certo fermarci qua (che cosa diciamo noi federalisti europei da decenni?) ma il mercato europeo molto difficilmente rischia di sfaldarsi da solo: leggiti i dati della quota di commercio interstatale europeo sulle quote totali del commercio degli stati UE e vedrai quanto sia improbabile tale ipotesi. L'euro è un elemento che migliora le condizioni del mercato: è proprio per quello che è stato inventato, per evitare le disastrose conseguenze delle fluttuazioni e le svalutazioni incontrollate e rendere più omogeneo il mercato, dunque più unita l'Europa.
    Il mercato interno europeo anche se molti non se ne accorgono è troppo integrato per crollare su sè stesso: se mai avverrà uno sfaldamento (probabilità che neanch'io escludo, per intenderci) sarà dovuto a conseguenze di azioni politiche, ad esempio un ritorno "virulento" del nazionalismo economico oppure una gravissima frattura fra gli stati UE dovuta a qualche crisi politica seria. Disastri provocati dalla mentalità tipicamente irrazionale dei nazionalisti possono sempre capitare, è ovvio.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    dato che ci vergognamo delle nostre radici e quindi rinunciamo e difendere noi stessi da chi vuole imporci la sua visione e la sua cultura 1.000 volte più fanatica di quella dei cattolici che tanto schifiamo.
    Il discorso religione è lungo e non mi ci voglio addentrare perchè non è il mio campo. Dico solo che io non mi vergogno delle mie radici e non credo lo faccia neanche la maggior parte dei nostri concittadini: la "rinuncia alla difesa" mi sembra pura questione politica e non certo culturale. Credo che non sia questione di schifare i cattolici o vergognarsi delle radici, solo una questione di essere tendenzialmente più laici o meno laici, che è diverso.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    4- BCE e governo dell’economia.
    Fino a qualche anno fa i governi nazionali, democraticamente eletti e responsabili di fornte ai cittadini, avevano mano libera nel manovrare la finanza pubblica, utilizzando il debito pubblico (cioè l’emissione di titoli di stato) nella misura ritenuta di volta in volta necessaria e desiderabile per far quadrarei conti e/o per rastrellare capitali e quindi promuovere gli investimenti. Il governo dell’economia era in mano a soggetti identificabili e democraticamente eletti.Oggi tutto questo non è più possibile. Il Patto di Stabilità obbliga i governi a rispettare determinati parametri (rapporto deficit/pil, debito/pil ed altri ancora) pena l’emissione di cartellini gialli e cartellini rossi a chi sfonda i suddetti limiti a testate (le provocazioni non contano.... :-))
    Si, però avevano mano libera anche nel disastrare i conti pubblici. E poi non ricordi quando i "TG" continuavano a menarla con il debito pubblico esplosivo e i poveri bambini nati direttamente indebitati per 500 generazioni? Quando certi "TG" si scandalizzavano mostrando la cifra del debito con relativa trafila di zeri?
    Non voglio dire che i famosi parametri sono giusti senza ombra di dubbio e indispensabili, dico che non sono di certo la causa di ogni nostro male.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Domanda: chi controlla i conti dei 25 paesi, chi commina i cartellini gialli e quelli rossi? Organismi elettivi e democraticamente responsabili? Nossignori, purtroppo no.Sono invece i funzionari della Commissione Europea, oscuri signori nessuno della direzione ECFIN,
    Prima di porti questa domanda dovresti portene altre due non meno importanti:

    - Chi ha inventato il sistema che controlla i conti e "commina i cartellini gialli e quelli rossi"?
    - Chi sono i padroni dell'UE, quelli che decidono cosa la Commissione deve fare e non fare, eleggendo anche il suo presidente?

    Sono i capi di governo degli stati: se le cose non ti piacciono non è certo alla Commissione che devi urlare, è a loro:i capi di governo degli stati, coloro che controllano l'UE e prendono le decisioni fondamentali. Questo importantissimo concetto non l'hanno ancora afferrato in molti.
    Ti faccio notare a tal proposito un errore madornale che hai commesso e che purtroppo commettono ancora in molti quando pensano che a manovrare l'UE sia un suo stesso organismo: la direzione dell'ECOFIN (che fra l'altro è un organismo intergovernativo e non comunitario) è composta dai ministri dell'Economia e delle Finanze degli stati, non da memebri della Commissione. Non facciamo pericolosissima confusione: quando si parla di decisioni fondamentali, di linee generali e d'indirizzi strategici dell'UE chi comanda sono i capi di governo, la Commissione esegue e basta.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    MA STIAMO SCHERZANDO? Questa è la democrazia, la trasparenza, la governance europea? Queste sono le realizzazioni con cui l’Europa ha superato le sue crisi? Questo è il governo dell’economia europeo che abbiamo vagheggiato per decenni? QUESTO E’ UN INCUBO, SIGNORI MIEI! Questa non è l’Unione Europea, è l’Unione Sovietica!
    Noi federalisti queste lamentele le facciamo da decenni, ma dopo esserci lamentati lavoriamo nei limiti delle nostre possibilità perchè la situazione migliori... non ci limitiamo a dire "Ma tanto l'Europa non si potrà mai fare!" e buonanotte.
    Io comunque ci andrei piano prima di paragonare l'UE all'Unione Sovietica, che era un vero stato dittatoriale e non una specie di confederazione malfunzionante di stati democratici: slogan altamente esagerati come questi sono tipici degli eurofobi nazionalistoidi patologici in vena di retorica e non di chi si preoccupa seriamente per lo stato in cui versa l'integrazione europea, come credo sia il tuo caso data la foga con cui ti lamenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Ed è ora che da queso incubo ci svegliamo, prima che sia troppo tardi!
    A chi lo dici... fosse per me ci sveglieremmo anche domani ma come ben sai i leader non la pensano così. Però noi abbiamo un modo per reagire: li eleggiamo noi e così come li abbiamo "fatti" possiamo disfarli, se lo vogliamo davvero.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Quano poi alla BCE: ma secondo voi è giusto che il govenatore della BCE, altro organo su cui non esiste alcun reale meccanismo di controllo diretto da parte del cittadino, si svegli la mattina e assieme al suo CdA decida che i tassi d’interesse vanno alzati “per evitare fiammate inflazionistiche” in un momento di stagnazione economica a llivello continentale??? Ma chi glielo va a dire a una famiglia che vuol fare un mutuo e che si vede alzare i tassi per 3 volte nel giro di un anno? Ma a voi queste cose non vi fanno rabrividire? A me sì e anche tanto.
    E quando la BCE non esisteva i governatori delle banche centrali europee erano soggetti a "meccanismi di controllo diretto" da parte del cittadino? I vari Fazio si svegliavano la mattina e decidevano di variare i tassi (e d'intrallazzare): l'unica differenza è che adesso si varia un tasso unico al posto di tanti.
    La famiglia che si vede alzare per 3 volte i tassi è meglio che rispolveri la memoria sul livello a cui erano i tassi prima dell'avvento dell'euro.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    [In Italia ci sono voluti gli scandali Parmalat e Antonveneta per costringere AnDonio Fazio a lasciare la carica a vita di governatore e per riformare il sistema; in Europa abbiamo una BCE che tiene in mano i destini di 400 milioni di persone e che a questi stessi 400 milioni non risponde in alcun modo, al massimo con qualche comunicato stampa. Ma scherziamo?
    La BCE non "tiene in mano i destini di 400 milioni di persone" (nientemeno!) e non risponde formalmente ai cittadini come non ne rispondevano le banche centrali prima dell'euro. Da quando in qua nella variazione del tasso d'interesse sta la totalità della "governance" economica e finanziaria di un paese? Tutto il resto non conta più una ceppa come per magia? Tanto di ministeri e ministri dell'Economia e delle Finanze degli stati cosa ci stanno a fare?!
    Chiaramente per mezzo dei tassi la BCE condiziona la situazione degli europei, ma non stiamo certo parlando di un super-ministero che tutto progetta e tutto decide in ogni campo: non si può buttare addosso a un organismo solo la colpa delle storture dell'intero sistema economico e finanziario europeo... questa è un'assurdità totale e palese su cui non mi sembra il caso di continuare a perder tempo.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    5- I padri fondatori seppero far tesoro dell’esperienze tragiche che avevano sconvolto l’Europa. I leader di oggi invece rifiutano persino di riconoscere i pericoli che abbiam di fronte. Di fronte alla guerra globale scatenata ormai da anni dagli integralisti islamici (attentati di New York, Madrid, Londra, attentati in India, in Indonesia, imposizione della sharia e del terrore in Nigeria, in Afghanistan, in Pakistan, in Indonesia, in Somalia, occupazione militare del Libano da parte degli hezbollah etc etc, ) coa fa la UE? Scrive un dizionarietto politicamente corretto in cui invita a non usare locuzioni come “terrorismo islamico” o “guerra santa”. Si confondono le vittime coi carnefici. Stiamo freschi.
    E di cosa ti stupisci? Perchè ti scandalizzi così tanto per l'ovvio?
    Da quando in qua l'UE ha una politica estera autonoma, anzi, una politica estera di qualche tipo? Fosse per me diventerebbe domani mattina uno stato federale democratico e potente, con una linea politica ben definita nei confronti del mondo da attuare con qualsiasi mezzo si ritenga opportuno... ma i ciccibelli cacasotto che hanno in mano l'UE la pensano molto diversamente. I cazziatoni vocali ed elettorali vanno fatti a loro, non certo alla Commissione europea o alla BCE.

  8. #18
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    Predefinito Dunque...

    Bene, bene, ricominciamo:

    1- Contorno Isitituzionale:

    La Commissione Europea (CE), in quanto organo esecutivo, detiene il potere d’iniziativa legislativa ed il potere esecutivo, cioè quello di mettere in atto la legislazione comunitaria, emanando atti regolamentari, di gestione e di controllo. Inoltre seleziona progetti ed iniziative da co-finanziare a seguito di gare di appalto comunitarie nei vari settori, gestisce i finanziamenti in materia agricola e infine vigila sull’attuazione del diritto comunitario negli Stati Membri, comminando se del caso sanzioni di entità pesantissima.
    Di tutto ciò la CE è pienamente responsabile e non mi sembra poco.

    Il Consiglio dei Ministri (CdM) dell’Unione, formato dai rappresentanti dei 25 governi nazionali, detiene, assieme al Parlamento Europeo, il potere legislativo. Mentre però il PE agisce alla luce del sole, per cui tutti i suoi atti sono registrati e pubblicati nelle 20 lingue ufficiali, le sue riunioni aperte al pubblico e le opinioni espresse dai suoi membri sono di pubblico dominio, il CdM agisce nella più totale oscurità. Le riunioni del CdM ai vari livelli (gruppi di lavoro, Coreper e CdM) si svolgono a porte chiuse e non è dato sapere quali siano state le posizioni espresse dai 25 rapresentanti, né le negoziazioni tra loro intercorse per arrivare al risultato finale. La cosituzione europea non scioglie questo importantissimo nodo, che rappresenta probabilmente l’esempio più lampante di deficit democratico a livello comunitario (e il bello è qualcuno si straccia pure le vesti per la sua mancata ratifica). Il CdM è quindi l’istituzione più opaca ed irresponsabile fra quelle di Bruxelles ed è sempre pronta, come tu hai affermato giustamente, a scaricare le proprie responsabilità sulla CE.

    Il Consiglio Europeo (Conseur), ovvero la riunione dei Capi di Stato e di Governo dei 25, detiene il potere legislativo nelle materie chiave (difesa, esteri, sicurezza) e quello di indirizzo politico, ciò che nei sistemi parlamentari nazionali spetterebbe all’esecutivo, quindi in Europa spetterebbe alla CE. Ed infatti alla CE l’indirizzo politico spettava fino al 1967, crisi della sedia vuota, da cui si uscì spostando il potere d’iniziativa dalla CE ai “Vertici Europei”, embrione dell’attuale Conseur. Fu la fine dell’Europa “comunitaria” e l’inizio di quella “intergovernativa”, dove sono cioè i Governi nazionali a fare il bello e il cattivo tempo. Non tragga in inganno la “mistica” della Commissione Delors. Delors poté permettersi di lanciare e curare alcuni progetti storici (mercato interno ed euro), perché spinto dai maggiori leader del momento miracolosamente in accordo far loro (Mitterand, Kohl, Craxi, Thatcher). Finita la spinta di questi leader all’interno del Conseur, la CE è sprofondata nel ruolo anonimo ed umiliante di esecutrice di ordini, prima con Santer, poi con Brodi, ora con Barroso.
    Eppure si continua a dire che l’Europa è risorta più forte di prima dalle sue crisi. Mah! A me pare proprio il contrario.

    2- Mercato, Politica, radici.

    Che il mercato interno funzioni e contribuisca a spingere le economie dei Paesi Membri non lo mette in dubbio nessuno. Ritengo però che aver messo in piedi meccanismi tanto rilevanti (mercato unico e poi moneta unica) senza creare un vero governo dell’economia, unitario, effciente riconoscibile e democraticamente responsabile, è una mancanza enorme, che già fa sentire i suoi deleteri effetti a livello politico: la crescente sfiducia dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni è dovuta anche a questo deficit di chiarezza e di responsabilità per le decisioni che ci toccano da vicino. Il cittadino europeo non si rende conto del perché tonnellate di pomodori vadano al macero, del perché la Commissione abbia sottoscritto 6 anni fa il Trattato con cui si prevedeva l’entrata della Cina nel WTO, condannando di fatto a morte migliaia di nostre aziende che non possono competere con un’economia gigantesca basata sullo schiavismo, a meno che non decidano di diventare schiaviste pure loro delocalizzando la produzione e mettendo sul lastrico i lavoratori italiani. La lista potrebbe continuare a lungo. Chi risponde di tutto ciò? Nessuno, assolutamente nessuno, le responsabilità sono poco note e poco chiare, il dibattito politico evita questi argomenti, chi pone questi interrogativi viene etichettato come euroscettico o reazionario. Bella roba.
    Altro errore madornale è stato quello di creare un’Unione economica e monetaria senz’anima. La mancata inserzione delle radici cristiane nella costituzione è il suggello di questo errore.
    Come ho avuto modo di dire nel mio primo messaggio, la fusione fra i principi giuridici greco-romani e i principi morali giudaico-cristiani, uniti ai canoni artistici ed estetici classici e rinascimentali, hanno prodotto la nostra civiltà, la civiltà europea ed occidentale, i suoi valori, il nostro modo di vivere, di pensare, di relazionarci col prossimo. E’ sbagliato ignorare anche uno solo di questi elementi ed è vigliacco farlo nel momento in cui il nostro continente è invaso da gente che in questi principi non si riconosce affato ed al contrario vorrebbe imporne altri, talvolta diametralmente opposti, proprio qui a casa nostra e a tutti noi. Criminale è dunque predisporre l’entrata in europa della Turchia, un Paese la cui cultura dominante è lotanissima da quei valori e quei principi che fondano il nostro vivere civile. Ancor più criminale è che la questione non venga sottoposta a referendum e che chi osa sbattere sul piatto questi argomenti venga ancora una volta bollato come euroscettico, reazionario o razzista. Bella roba, e due.

    3- Governo dell’Economia e BCE.

    Ripeto il concetto: fino a qualche anno fa le leve finanziarie e monetarie con cui indirizzare l’economia dei vari Paesi appartenevano alle autorità nazionali (Governi e Banche Centrali), soggetti democraticamente eletti (governi) o comunque riconoscibili, identificabili, in qualche modo vicini al cittadino seppur indipendenti (Banche Centrali Nazionali).
    E’ vero che i governi che abbiamo avuto fra gli anni 70 e 80 hanno portato il debito fuori dalla via di Dio, ma quei governi li abbiamo scelti noi, quei partiti che portavano avanti politiche assistenzaili e clientelari, sia a livello nazionale, che regionale e locale, li abbiamo scelti noi. Non dimentichiamolo. E li abbiamo giudicati e pure spediti a casa, ad un certo punto, col nostro voto. Non dimentichiamolo.
    E’ vero che Bankitalia è un’autorità indipendente, ma è anche vero che Bankitalia non vive neppure sulle nuvole e che un rapporto informale col governo centrale c’è sempre stato ed anzi, politicamente parlando si è sempre cercato di favorire una “sintonia” fra i due organismi, pur nel rispetto dell’indipendenza reciproca.
    Con lo spostamento delle decisioni chiave a Bruxelles (patto di stabilità coi suoi parametri e creazione della BCE), questo rapporto diretto fra cittadino ed autorità economica è per buona parte saltato.
    Qui vedo fra l’altro che tu non hai afferrato affatto ciò che ti ho detto sul ruolo della Commissione e della DG ECFIN.
    La Commissione è articolata in Direzioni Generali (DG), così come il governo nazionale nei vari Ministeri. La DG ECFIN è responsabile del monitoraggio dei conti pubblici nazionali, funzione che essa esercita attraverso il suo personale (i funzionari europei di quella DG) incaricato di vagliare una serie di dati provenienti da varie fonti (ministeri nazionali, istituti di credito internazionali, società di revisione, ONG, lobbies, media, partiti politici) e di valutarli in base a criteri spesso non troppo obiettivi, anzi diciamo pure con un margine di errore o peggio di arbitrarietà non troppo tranquillizzante. Sull’operato di questi "signori nessuno" non abbiamo alcun mezzo di controllo e la cosa è gravissima perché le loro analisi vanno poi a formare la raccomandazione che il commissario competente (Almunia) passa poi al consiglio ECFIN, che valuta il tutto distribuendo cartellini gialli o rossi ai Paesi che sforano i parametri.
    La palla a questo punto torna alla Commissione e quindi alla DG ECFIN, con la quale i governi contrattano, se del caso, i famosi “piani di rientro” verso la soglia del 3%.
    In tutto questo bailamme, che può costare alle casse degli Stati Membri e quindi alle tasche dei signori Rossi parecchi quattrini, non esistono mezzi di controllo. Chi controlla i controllori? Nessuno. E se alla Commissione si prendono fischi per fiaschi (siamo umani, può accadere) che facciamo? Niente, perché la gente può scendere in piazza contro un governo che taglia la spesa sociale o le pensioni, può votargli contro, ma non scenderà mai in piazza contro la commissione o il consiglio dei ministri UE. Abbiamo quindi delle istituzioni lontane, contro il cui operato e le cui decisioni non abbiamo mezi di difesa. Se il Consiglio dei Ministri UE fosse un organo elettivo e se li membri della Commissione fossero espresione della maggioranza vincente nel Parlamento Europeo (talvolta popolare, talvolta socilaista), allora il discorso sarebbe diverso, ma così non è.
    Stesso dicasi dell’operato della BCE. Ironia della sorte, è di questi giorni l’ennesimo rialzo dei tassi di interesse. La BCE ha consultato qualcuno, ha sentito il vento che tira, che è un vento di guerra alle porte, di petrolio alle stelle, di inflazione e di recessione, oppure ha fatto di testa sua perché era figo così?
    A me certe cose non piacciono affatto e lo ripeto, poi ognuno la pensi come crede.


    4- Euro e privatizzazioni

    Che l’euro abbia provocato una fiammata inflazionistica (e non solo in italia) è sotto gli occhi di tutti. Se invece di passare dalla lira (e altre monete nazionali) all’euro in 3 mesi, si fosse prevista una doppia circolazione per un paio di anni, probabilmente non sarebbero stati possibili i giochetti al raddoppio (1.000 lire = 1 €uro) ben noti o comunque sarebbero stati assai più difficili. Peccato che a nessuno (commissione e governi nazinali) sia venuto in mente. La colpa non è del solo Brodi, vero, ma come presidente della commissiene forse aveva il dovere di pensarci più di qualcun altro. Stesso dicasi per l’ex presidente della BCE. E si ritorna al punto di prima.
    Quanto alla campagna elettorale, penso che anche qui il signor Brodi, di ritorno giusto giusto da Bruxelles, avrebbe avuto il dovere di esprimere almeno un paio di idee forti e concrete per rilanciare l’Europa, idee che avrebbero anche potuto essere un cavallo di battaglia elettorale contro Berlusconi. Se non l’ha fatto è perché Brodi, ahimé, di idee proprio non ne ha, né sull’Europa, né su niente. Questo non vuol dire, ovviamente, che gli altri ne abbiano necessariamente di migliori.
    Quanto alle privatizzazioni, o meglio ai saldi di fine stagine dell’azienda Italia, già sperimentati da Brodi a vantaggio delle cordate frenco-tedesche ed anglo-olandesi nel biennio 1996-98, molti fattori lasciano intendere che ci stiamo avviando ad un clamoroso bis. Chi vivrà vedrà.
    Da notare che nessun altro Stato Membro ha dismesso tanta parte delle proprie aziende a favore di investitori stranieri. Da notare anche che la direttiva UE sulle OPA è stata bocciata nella scorsa legislatura dal Pralamento Europeo. Da notare infine che quando la Francia, che a casa nostra ha fatto man bassa di SpA e privatizzate, si è vista arrivare un’OPA italiana su EdF, ha rispolverato il protezionismo più bieco; le liberalizzazioni vanno bene se sono in entrambi i sensi, non vanno bene se un solo Paese vende e poi si vede chiuder la porta in faccia quando vuol comprare. O no?

    5- Utopia Europa

    Chiudo con una riflessione provocaoria ma necesaria.

    Per 50 anni milioni di persone hanno creduto in un’utopia chiamata comunismo. In nome del comunismo ideale queste persone hanno ignorato o sorvolato sugli orrori del comunismo reale, affermando che l’idea di base era giusta, che il comunismo un giorno sarebbe comunque disceso dal cielo e tutti saremo stati felici. Chi si provava a criticare il comunismo, sia ideale che reale, veniva tacciato di essere un ignorante, un fascista un reazionario. Poi alla fine è crollato il muro di Berlino, anche se qualcuno pare non se ne sia ancora accorto.
    Oggi mi par di assistere alla stessa storia con l’idea, diciamo pure l’ideologia, se non l’utopia europeista.
    Milioni di persone credono, peraltro in buona fede, in una splendida idea chiamata Europa; l’idea in sé piace molto anche a me, non lo nascondo. Però, però... in cosa debba consistere concretamente quest’Europa mi sembra che nessuno sia in grado di dirlo. A livello politico, perlomeno, nessuno ha un progetto chiaro da sottoporre all’opinione pubblica. Già questo è preoccupante. Stiamo aspettando qualcosa che non sappiao cos’è.
    Se poi si scende ad esaminare cosa oggi è l’Europa “reale”, è facile constatare quanto essa sia distante da quella “ideale”. Ora, io non vorrei che in nome dell’europa ideale, che tanta gente sembra aspettare in maniera messianica, si finisca per sorvolare sui guasti, a mio avviso enormi e sempre più gravi, che l’europa reale sta producendo. Come se non bastasse, chi si prova a criticare l’europa, non solo ideale, ma reale, viene spesso tacciato di essere un ignorante, un fascista, un nazionalista, un reazionario. E se invece fosse imminente il crollo di qualche muro?
    In sostanza, io non so se l’idea di europa, per quanto affascinante possa essere, sia realizzabile, in quali tempi e modi. Mi auguro che il paragone che ho fatto col comunismo resti soprattutto una provocazione; ma allo stesso tempo penso che dobbiamo smettere di fornire alibi e giustificazioni a quell’europa “reale” che, ripeto, sta perdendo inesorabilmente consensi nell’opinione pubblica e li sta perdendo anche per colpa dell’arroganza e del vuoto d’idee di chi la governa, di chi la gestisce e di chi la difende a priori anch quando è indifendiile.

    Buona riflessione a tutti

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Bene, bene, ricominciamo:

    1- Contorno Isitituzionale:

    La Commissione Europea (CE), in quanto organo esecutivo, detiene il potere d’iniziativa legislativa ed il potere esecutivo, cioè quello di mettere in atto la legislazione comunitaria, emanando atti regolamentari, di gestione e di controllo. Inoltre seleziona progetti ed iniziative da co-finanziare a seguito di gare di appalto comunitarie nei vari settori, gestisce i finanziamenti in materia agricola e infine vigila sull’attuazione del diritto comunitario negli Stati Membri, comminando se del caso sanzioni di entità pesantissima.
    Di tutto ciò la CE è pienamente responsabile e non mi sembra poco.
    Si, ma chi ha stabilito alla radice che le cose devono stare così? Chi elegge il presidente della Commissione e dà gli indirizzi strategici alla Commissione?
    Chi è riunito nel prossimo organismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Il Consiglio dei Ministri (CdM) dell’Unione, formato dai rappresentanti dei 25 governi nazionali, detiene, assieme al Parlamento Europeo, il potere legislativo. Mentre però il PE agisce alla luce del sole, per cui tutti i suoi atti sono registrati e pubblicati nelle 20 lingue ufficiali, le sue riunioni aperte al pubblico e le opinioni espresse dai suoi membri sono di pubblico dominio, il CdM agisce nella più totale oscurità. Le riunioni del CdM ai vari livelli (gruppi di lavoro, Coreper e CdM) si svolgono a porte chiuse e non è dato sapere quali siano state le posizioni espresse dai 25 rapresentanti, né le negoziazioni tra loro intercorse per arrivare al risultato finale. La cosituzione europea non scioglie questo importantissimo nodo, che rappresenta probabilmente l’esempio più lampante di deficit democratico a livello comunitario (e il bello è qualcuno si straccia pure le vesti per la sua mancata ratifica). Il CdM è quindi l’istituzione più opaca ed irresponsabile fra quelle di Bruxelles ed è sempre pronta, come tu hai affermato giustamente, a scaricare le proprie responsabilità sulla CE.
    Non è che il CdM è solo "l'istituzione più opaca ed irresponsabile fra quelle di Bruxelles": il CdM è l'organismo che ha in mano l'UE e decide cosa l'UE deve essere o non essere. E' questo il vero problema: l'UE è in mano ai loro capricci invece che a noi, che a un governo ELETTO DA NOI!
    E grazie che la costituzione non scioglie questo importantissimo nodo... secondo te i governanti si svegliano un bel giorno e dicono: "E' arrivata l'ora di cambiare! Democratizziamo l'UE e mettiamola in mano ai cittadini europei!"... e già, troppo bello. Il "nodo" dobbiamo farglielo sciogliere noi!

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Eppure si continua a dire che l’Europa è risorta più forte di prima dalle sue crisi. Mah! A me pare proprio il contrario.
    E io continuo a ripetere che hai ragione ma devi anche tener presente che ci sono momenti in cui l'Europa progredisce e altri in cui regredisce: quando progredisce lo fa sempre in misura leggermente superiore di quella in cui regredisce. Se le cose stessero come dici tu a quest'ora l'UE sarebbe un accordo di messa in comune delle riserve di carbone e d'acciaio, mi sono spiegato meglio? E' come dici tu, ma con una parentesi che spiega perchè la Comunità è qualcosina in più di quello che era negli anni '50.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    2- Mercato, Politica, radici.

    Che il mercato interno funzioni e contribuisca a spingere le economie dei Paesi Membri non lo mette in dubbio nessuno.
    Non è che il mercato interno "contribuisca a spingere le economie": il mercato interno è uno dei pilastri fondamentali dell'economia degli stati europei. Adesso siamo nel 2006 non nel 1956.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Ritengo però che aver messo in piedi meccanismi tanto rilevanti (mercato unico e poi moneta unica) senza creare un vero governo dell’economia, unitario, effciente riconoscibile e democraticamente responsabile, è una mancanza enorme, che già fa sentire i suoi deleteri effetti a livello politico: la crescente sfiducia dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni è dovuta anche a questo deficit di chiarezza e di responsabilità per le decisioni che ci toccano da vicino. Il cittadino europeo non si rende conto del perché tonnellate di pomodori vadano al macero, del perché la Commissione abbia sottoscritto 6 anni fa il Trattato con cui si prevedeva l’entrata della Cina nel WTO, condannando di fatto a morte migliaia di nostre aziende che non possono competere con un’economia gigantesca basata sullo schiavismo, a meno che non decidano di diventare schiaviste pure loro delocalizzando la produzione e mettendo sul lastrico i lavoratori italiani. La lista potrebbe continuare a lungo.
    Eh... ma sai da quanto tempo noi federalisti andiamo lamentandoci di queste cose?

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Chi risponde di tutto ciò? Nessuno, assolutamente nessuno, le responsabilità sono poco note e poco chiare, il dibattito politico evita questi argomenti, chi pone questi interrogativi viene etichettato come euroscettico o reazionario. Bella roba.[/FONT][/SIZE]
    Assolutamente falso.
    Anche noi stessi federalisti europei diciamo queste cose, ma il problema è che gli anti-europeisti di concetto (quelli che protestano contro l'Europa perchè sono contrari per principio all'idea stessa di processo d'unificazione europea) si "infiltrano" nelle fila degli euroscettici veri e propri (quelli che non sono contrari al concetto di unificazione europea ma protestano giustamente per l'inefficienza e la scarsa democrazia dell'UE istituzione) e usano l'argomento dell'inefficienza dell'UE come pretesto per non ammettere apertamente che loro non vogliono nessuna forma di unione, neanche se fosse efficiente.


    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Altro errore madornale è stato quello di creare un’Unione economica e monetaria senz’anima. La mancata inserzione delle radici cristiane nella costituzione è il suggello di questo errore.
    Questa frase è una contraddizione in termini. Come può una semplice unione economica e monetaria avere un' "anima"? Ma questo è un falso problema: l'UEM non è stata creata dal nulla all'improvviso, è la conseguenza di un processo avviato molto prima, che un'anima ce l'ha.
    Quanto alla mancata inserzione delle radici cristiane quella è una faccenda soggettiva.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Ancor più criminale è che la questione non venga sottoposta a referendum e che chi osa sbattere sul piatto questi argomenti venga ancora una volta bollato come euroscettico, reazionario o razzista. Bella roba, e due.
    Non ho mai visto nessuno accusare qualcun'altro di "euroscetticismo" solo per la questione delle radici cristiane. Non vedo che nesso ci sia fra le due cose.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    3- Governo dell’Economia e BCE.

    Ripeto il concetto: fino a qualche anno fa le leve finanziarie e monetarie con cui indirizzare l’economia dei vari Paesi appartenevano alle autorità nazionali (Governi e Banche Centrali), soggetti democraticamente eletti (governi) o comunque riconoscibili, identificabili, in qualche modo vicini al cittadino seppur indipendenti (Banche Centrali Nazionali).
    E’ vero che i governi che abbiamo avuto fra gli anni 70 e 80 hanno portato il debito fuori dalla via di Dio, ma quei governi li abbiamo scelti noi, quei partiti che portavano avanti politiche assistenzaili e clientelari, sia a livello nazionale, che regionale e locale, li abbiamo scelti noi. Non dimentichiamolo. E li abbiamo giudicati e pure spediti a casa, ad un certo punto, col nostro voto. Non dimentichiamolo.
    Si, e allora? Il debito pubblico non lo decide mica la BCE. La BCE al massimo influenza gli interessi sul debito pubblico variando i tassi, ma non sono gli interessi sul debito il problema, è il debito.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    E’ vero che Bankitalia è un’autorità indipendente, ma è anche vero che Bankitalia non vive neppure sulle nuvole e che un rapporto informale col governo centrale c’è sempre stato ed anzi, politicamente parlando si è sempre cercato di favorire una “sintonia” fra i due organismi, pur nel rispetto dell’indipendenza reciproca.
    Con lo spostamento delle decisioni chiave a Bruxelles (patto di stabilità coi suoi parametri e creazione della BCE), questo rapporto diretto fra cittadino ed autorità economica è per buona parte saltato.
    L'abbiamo visto ad esempio con Fazio come Bankitalia era in "sintonia" col governo.
    In ogni caso il fatto che adesso le cose siano cambiate è rilevante fino a un certo punto. Le banche centrali le loro decisioni le prendevano in modo autonomo, come fa oggi la BCE: quella dei rapporti informali non è una buona motivazione per dire addirittura che l'intera economia europea era in mano alla BCE come facevi all'inizio...

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Qui vedo fra l’altro che tu non hai afferrato affatto ciò che ti ho detto sul ruolo della Commissione e della DG ECFIN.
    La Commissione è articolata in Direzioni Generali (DG), così come il governo nazionale nei vari Ministeri. La DG ECFIN è responsabile del monitoraggio dei conti pubblici nazionali, funzione che essa esercita attraverso il suo personale (i funzionari europei di quella DG) incaricato di vagliare una serie di dati provenienti da varie fonti (ministeri nazionali, istituti di credito internazionali, società di revisione, ONG, lobbies, media, partiti politici) e di valutarli in base a criteri spesso non troppo obiettivi, anzi diciamo pure con un margine di errore o peggio di arbitrarietà non troppo tranquillizzante. Sull’operato di questi "signori nessuno" non abbiamo alcun mezzo di controllo e la cosa è gravissima perché le loro analisi vanno poi a formare la raccomandazione che il commissario competente (Almunia) passa poi al consiglio ECFIN, che valuta il tutto distribuendo cartellini gialli o rossi ai Paesi che sforano i parametri.
    La palla a questo punto torna alla Commissione e quindi alla DG ECFIN, con la quale i governi contrattano, se del caso, i famosi “piani di rientro” verso la soglia del 3%.
    In tutto questo bailamme, che può costare alle casse degli Stati Membri e quindi alle tasche dei signori Rossi parecchi quattrini, non esistono mezzi di controllo. Chi controlla i controllori? Nessuno. E se alla Commissione si prendono fischi per fiaschi (siamo umani, può accadere) che facciamo? Niente, perché la gente può scendere in piazza contro un governo che taglia la spesa sociale o le pensioni, può votargli contro, ma non scenderà mai in piazza contro la commissione o il consiglio dei ministri UE. Abbiamo quindi delle istituzioni lontane, contro il cui operato e le cui decisioni non abbiamo mezi di difesa. Se il Consiglio dei Ministri UE fosse un organo elettivo e se li membri della Commissione fossero espresione della maggioranza vincente nel Parlamento Europeo (talvolta popolare, talvolta socilaista), allora il discorso sarebbe diverso, ma così non è.
    Ecco, hai centrato il problema!
    Tu dici che la gente non scenderà mai in piazza contro il Consiglio dei ministri (contro la Commissione sarebbe del tutto inutile dato che sono i capi dei nostri stati ad aver inventato e fatto applicare i parametri), io invece dico che in qualche modo deve scenderci, così come sente il bisogno di scendere sia negli stati che in Europa per altro.
    Noi federalisti in piazza (europea, a Bruxelles, o in altri posti) ci siamo scesi tante volte, ma da soli non possiamo farcela. Spesso i gruppi che si sentono danneggiati da qualche decisione europea scendono in piazza anche loro.
    L'ho già detto prima: non ha senso fare il ragionamento: "Non sbattiamoci, tanto non cambierà niente". Siamo noi che dobbiamo darci da fare perchè le cose cambino... nella vita nessuno regala niente.


    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Stesso dicasi dell’operato della BCE. Ironia della sorte, è di questi giorni l’ennesimo rialzo dei tassi di interesse. La BCE ha consultato qualcuno, ha sentito il vento che tira, che è un vento di guerra alle porte, di petrolio alle stelle, di inflazione e di recessione, oppure ha fatto di testa sua perché era figo così?
    A me certe cose non piacciono affatto e lo ripeto, poi ognuno la pensi come crede.
    Che senso ha questa osservazione? Perchè la BCE dovrebbe aumentare i tassi solo perchè "era figo"? E poi i tassi non aumentano soltanto, scendono anche, dipende dal periodo: fino al 2005 i tassi sono scesi... e non so se ti ricordi da che livello sono partiti.


    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    4- Euro e privatizzazioni
    Che l’euro abbia provocato una fiammata inflazionistica (e non solo in italia) è sotto gli occhi di tutti. Se invece di passare dalla lira (e altre monete nazionali) all’euro in 3 mesi, si fosse prevista una doppia circolazione per un paio di anni, probabilmente non sarebbero stati possibili i giochetti al raddoppio (1.000 lire = 1 €uro) ben noti o comunque sarebbero stati assai più difficili. Peccato che a nessuno (commissione e governi nazinali) sia venuto in mente. La colpa non è del solo Brodi, vero, ma come presidente della commissiene forse aveva il dovere di pensarci più di qualcun altro. Stesso dicasi per l’ex presidente della BCE. E si ritorna al punto di prima.
    Concordo: la colpa è di tutti gli organismi, sia europei che nazionali, ma anche un po' di noi consumatori che in maggioranza non abbiamo cominciato ad allenarci a calcolare in euro da prima del 2002. Pensa che io ho cominciato a convertire in euro da prima ancora del 1999, quando era comunque chiaro che il cambio euro-lira si sarebbe aggirato intorno alle 2000 lire per euro. Non lo dico per vantarmi, l'ho fatto perchè essendo un federalista europeo ero molto entusiasta all'idea dell'unione monetaria e volevo cominciare a pensare in euro da subito. Il risultato di questo mio "fanatismo" è che al momento dell'introduzione delle nuove monete e banconote per me i conti in euro erano già cosa abituale e normale, mente moltissimi cascavano ancora dalle nuvole.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Quanto alla campagna elettorale, penso che anche qui il signor Brodi, di ritorno giusto giusto da Bruxelles, avrebbe avuto il dovere di esprimere almeno un paio di idee forti e concrete per rilanciare l’Europa, idee che avrebbero anche potuto essere un cavallo di battaglia elettorale contro Berlusconi. Se non l’ha fatto è perché Brodi, ahimé, di idee proprio non ne ha, né sull’Europa, né su niente. Questo non vuol dire, ovviamente, che gli altri ne abbiano necessariamente di migliori.
    Concordo in pieno, infatti non ho mai considerato Prodi un vero europeista.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Da notare che nessun altro Stato Membro ha dismesso tanta parte delle proprie aziende a favore di investitori stranieri. Da notare anche che la direttiva UE sulle OPA è stata bocciata nella scorsa legislatura dal Pralamento Europeo. Da notare infine che quando la Francia, che a casa nostra ha fatto man bassa di SpA e privatizzate, si è vista arrivare un’OPA italiana su EdF, ha rispolverato il protezionismo più bieco; le liberalizzazioni vanno bene se sono in entrambi i sensi, non vanno bene se un solo Paese vende e poi si vede chiuder la porta in faccia quando vuol comprare. O no?
    E' ovvio che molti governi diretti da politici particolarmente mediocri come Chirac cercano di giocare sporco, ma non ci sono pericoli di vendere mezza Italia, questo mi pare una grossa esagerazione.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Milioni di persone credono, peraltro in buona fede, in una splendida idea chiamata Europa; l’idea in sé piace molto anche a me, non lo nascondo. Però, però... in cosa debba consistere concretamente quest’Europa mi sembra che nessuno sia in grado di dirlo. A livello politico, perlomeno, nessuno ha un progetto chiaro da sottoporre all’opinione pubblica. Già questo è preoccupante. Stiamo aspettando qualcosa che non sappiao cos’è.
    Lo spaesamento che provi quando pensi all'Europa è comune a molti, lo capisco.
    Ma non è vero che nessuno ha un progetto da sottoporre all'opinione pubblica, i progetti ci sono eccome, solo che pochi politici europei hanno il coraggio di parlarne apertamente in pubblico. Molti di questi politici sono anche membri di governi europei: ad esempio Verhofstadt, che propone da tempo un'Europa che si unisca seriamente a partire dagli stati dell'UEM; Padoa-Schioppa, che è un federalista europeo e sostiene il progetto del "nucleo duro" degli stati fondatori; poi Junker, tanto per fare degli esempi... ma noi da soli non possiamo farcela, abbiamo bisogno dell'appoggio della gente.
    Il nemico da combattere è la pavidità e la disonestà della maggior parte della classe dirigente degli stati, che invece di cominciare ad aprire un dibattito serio sull'argomento ci prende per il culo facendo finta di niente, buttando su un'indefinita "Europa" la colpa di tutto e parlando di faccende nazionali durante le campagne elettorali per le europee.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Se poi si scende ad esaminare cosa oggi è l’Europa “reale”, è facile constatare quanto essa sia distante da quella “ideale”. Ora, io non vorrei che in nome dell’europa ideale, che tanta gente sembra aspettare in maniera messianica, si finisca per sorvolare sui guasti, a mio avviso enormi e sempre più gravi, che l’europa reale sta producendo. Come se non bastasse, chi si prova a criticare l’europa, non solo ideale, ma reale, viene spesso tacciato di essere un ignorante, un fascista, un nazionalista, un reazionario. E se invece fosse imminente il crollo di qualche muro?
    Caro Pietro, noi (parlo per me, per i federalisti europei) non "sorvoliamo" su guasti sempre più gravi: li "sopportiamo" con immenso fastidio, che è diverso. Non lo facciamo in nome di una romantica Europa ideale - paradiso in Terra ma in nome del fatto che fra due mali si sceglie il minore: l'UE pur con tutte le sue storture non è neanche minimamente paragonabile al "comunismo" o all'URSS, ed è una base pur imperfetta di partenza per qualcosa di meglio, che ci serve per tenere in piedi un minimo di unità europea finche non riusciremo a migliorare la situazione.
    E' ovvio e giusto come tu dici che questa situazione non potrà durare per sempre e il sistema rischia di crollare, ma noi non potremmo neanche provare a costruire un'Europa veramente unita e democratica senza avere una qualche base da cui partire per compattarci. L'Europa che abbiamo adesso è un'unione prevalentemente economica e serve a rendere tecnicamente possibile quella politica, se vogliamo farla, in qualsiasi modo vogliamo farla. Non è indispensabile mantenere quello che c'è ora: appena saremo pronti a fare il passo avanti definitivo si può anche mandarla al diavolo e riformarla totalmente... e penso che lo faremmo tutti con gran gioia.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    In sostanza, io non so se l’idea di europa, per quanto affascinante possa essere, sia realizzabile, in quali tempi e modi.
    Questo dipende solo da te, da me, da tutti noi. Se noi vogliamo che l'Europa sia realizzabile potremo tantare di realizzarla, se staremo fermi a piangerci addosso l'Europa non si farà di certo.

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino
    Mi auguro che il paragone che ho fatto col comunismo resti soprattutto una provocazione; ma allo stesso tempo penso che dobbiamo smettere di fornire alibi e giustificazioni a quell’europa “reale” che, ripeto, sta perdendo inesorabilmente consensi nell’opinione pubblica e li sta perdendo anche per colpa dell’arroganza e del vuoto d’idee di chi la governa, di chi la gestisce e di chi la difende a priori anch quando è indifendiile.
    Come ho già spiegato molte altre volte all' "Europa reale" non si forniscono "alibi": la si sopporta come male minore in confronto all'altra possibilità, che finchè non avremo in mano un'unità seria è l'anarchia totale del sistema europeo.
    Come ho anche già detto, io l'Europa reale la sbatterei aff****lo anche domani mattina se riuscissi a scuotere gli arroganti e vuoti nostri governanti, che cercano d'impedirci di discuterne ad alto livello perchè sono dei disonesti cacasotto a cui interessa poco dei dubbi e le preoccupazioni della gente.

  10. #20
    Lo Zelota
    Ospite

    Predefinito

    Per farla breve, qui si vorrebbe liquidare l'influenza dei singoli Stati membri per consegnare tutto il potere ad un comitato ristretto. Di eletti dal popolo sovrano, certo: e come?

    Un parlamento eletto regolarmente c'è già. L'esecutivo deve (anzi, DOVREBBE) essere espressione di una maggioranza parlamentare, no? Invece l'attuale esecutivo Ue come si forma? Chi decide che un Almunia qualunque debba occupare il proprio scranno? E il presidente della Commissione medesima, chi lo sceglie?

    Forse andrebbe fatta un po' di chiarezza...

 

 
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