
Originariamente Scritto da
Pietro Aretino
Qui vedo fra l’altro che tu non hai afferrato affatto ciò che ti ho detto sul ruolo della Commissione e della DG ECFIN.
La Commissione è articolata in Direzioni Generali (DG), così come il governo nazionale nei vari Ministeri. La DG ECFIN è responsabile del monitoraggio dei conti pubblici nazionali, funzione che essa esercita attraverso il suo personale (i funzionari europei di quella DG) incaricato di vagliare una serie di dati provenienti da varie fonti (ministeri nazionali, istituti di credito internazionali, società di revisione, ONG, lobbies, media, partiti politici) e di valutarli in base a criteri spesso non troppo obiettivi, anzi diciamo pure con un margine di errore o peggio di arbitrarietà non troppo tranquillizzante. Sull’operato di questi "signori nessuno" non abbiamo alcun mezzo di controllo e la cosa è gravissima perché le loro analisi vanno poi a formare la raccomandazione che il commissario competente (Almunia) passa poi al consiglio ECFIN, che valuta il tutto distribuendo cartellini gialli o rossi ai Paesi che sforano i parametri.
La palla a questo punto torna alla Commissione e quindi alla DG ECFIN, con la quale i governi contrattano, se del caso, i famosi “piani di rientro” verso la soglia del 3%.
In tutto questo bailamme, che può costare alle casse degli Stati Membri e quindi alle tasche dei signori Rossi parecchi quattrini, non esistono mezzi di controllo. Chi controlla i controllori? Nessuno. E se alla Commissione si prendono fischi per fiaschi (siamo umani, può accadere) che facciamo? Niente, perché la gente può scendere in piazza contro un governo che taglia la spesa sociale o le pensioni, può votargli contro, ma non scenderà mai in piazza contro la commissione o il consiglio dei ministri UE. Abbiamo quindi delle istituzioni lontane, contro il cui operato e le cui decisioni non abbiamo mezi di difesa. Se il Consiglio dei Ministri UE fosse un organo elettivo e se li membri della Commissione fossero espresione della maggioranza vincente nel Parlamento Europeo (talvolta popolare, talvolta socilaista), allora il discorso sarebbe diverso, ma così non è.