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Discussione: Repressione a-Normale!

  1. #1
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    Predefinito Repressione a-Normale!

    Forza Nuova
    Segreteria Regionale Sicilia


    Catania, 28 Luglio 2006

    Oggetto: Catania: il Popolo protesta e blocca il gay-pride, la repressione poliziesco - giudiziaria si scatena e denunzia 30 Forzanovisti.

    I FATTI:
    A Catania il 28 giugno in via Etnea Militanti Forzanovisti e Cittadini in una PACIFICA MANIFESTAZIONE SPONTANEA DI PROTESTA E DI DISGUSTO hanno bloccato per due ore la vergognosa sfilata di pervertiti di ogni genere che come ogni anno ha oltraggiato Catania.
    - Chiedevamo che venisse sciolto il corteo e che i degenerati andassero ad esercitare ed esternare vizi e perversioni in altri luoghi lontano degli occhi di indifesi bambini che passeggiavano con le loro famiglie in via Etnea.
    - Chiedevamo che perversi e deviati sessuali si facessero curare nei luoghi opportuni e non propagandassero le loro deviazioni sessuali nel tentativo di farle passare per normali.
    - Affermavamo che la Famiglia è quella tradizionale formata da un Uomo, una Donna e dai legittimi Figli; altri tipi di famiglia o di unioni non dovessero essere riconosciute , legittimate o propagandate.
    - Dichiaravamo che Forza Nuova si sarebbe opposta con tutte le forze all’ondata di caos che si stava abbattendo sull’ Italia dove la sinistra al governo si stava premurando di propagandare il maggiore consumo di droga, la diffusione di omosessualità e pedofilia e l’incentivazione dell’immigrazione selvaggia, mentre i suoi ministri studiano nuove liberalizzazioni selvagge a danno delle categorie produttive , nuove tasse da imporre agli Italiani e nuove sanatorie per immigrati clandestini .
    LE CONSEGUENZE:
    A neanche un mese dalla PROTESTA SPONTANEA Con una insolita solerzia polizia e magistratura hanno fatto scattare una azione repressiva inaudita, ingiustificata e mai applicata a Catania in occasione di altre manifestazioni non autorizzate dell’estrema sinistra di cui siamo stati soggetti passivi e parte offesa. Sicuramente verrà fuori un grande processo manipolato dalle lobby omosessuali che chiedono vendetta ……
    E’ evidente che a Catania ed in Italia la situazione è questa: il povero zingaro che ruba, il povero negro (meglio se clandestino) che commette reati di ogni genere, il povero drogato che spaccia per necessità, il povero albanese che ruba e sfrutta la prostituzione, la povera puttana che esercita nella pubblica via in pieno centro, i poveri froci sinistroidi che possono permettersi qualsiasi atto illegale, i poveri delinquenti che scorazzano indisturbati nelle loro abituali attività mafiose. Tutti hanno la comprensione della società buona che tutto giustifica e tutto permette, per tutti la giustizia è lenta e farraginosa, tutti sono “poveretti” e bisogna comprendere i loro “piccoli reati” ma per i FASCISTI NO !! Quelli bisogna punirli perché non alzino la testa, perché non propagandino le loro “strampalate” ed “innaturali” idee su Famiglia, Patria, Giustizia, Difesa della Vita, Ordine, Solidarietà Sociale, Diritto alla proprietà della Casa; E no ! In questa Italia chi è NORMALE viene perseguitato e chi è più deviato, perverso, ladro, contronatura, delinquente, malvagio viene quasi coccolato e giustificato.
    SIAMO ORGOGLIOSAMENTE NORMALI ! La repressione ci sfiora solamente, le denunce e le eventuali condanne sono MEDAGLIE D’ONORE AL VALORE; LA NOSTRA RISPOSTA E’ OGGI COME LO E’ STATA IERI E COME SARA’ DOMANI UNA SOLA:
    IL NOSTRO ONORE SI CHIAMA FEDELTA’.
    ORGOGLIOSAMENTE NORMALE , invio Distinti saluti
    Giuseppe Bonanno Conti.
    ( Segr. Reg. Forza Nuova )


    Forza Nuova – Segreteria Regionale Sicilia - Via Luigi Sturzo n°235 – 95131 Catania
    Tel.: 095/530150 - 347/6357990 – 392/8306297
    e-mail: forzanuovasicilia@libero.it - www.forzanuovacatania.org
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    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  2. #2
    ardimentoso
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    Predefinito

    benvenuti signori nella dittatura alla vasellina

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da milite
    Forzanovisti NORMALI
    Qua c'è una parola di troppo...

    Volete reprimere una manifestazione regolare e pacifica e poi vi lamentate di altre repressioni... Siete solo dei poveri bamba...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem
    Qua c'è una parola di troppo...

    Volete reprimere una manifestazione regolare e pacifica e poi vi lamentate di altre repressioni... Siete solo dei poveri bamba...
    Ciò che VOI propagandate come normalità
    non è che DEPRAVAZIONE,TRASGRESSIONE,SOVVERSIONE!!
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  5. #5
    email non funzionante
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    Ciò che tu propagandi come difesa della normalità è discriminazione contraria all'articolo 3 della costituzione.

    "Chiedevamo che perversi e deviati sessuali si facessero curare nei luoghi opportuni"
    Per me sei tu quello da curare.

  6. #6
    MONTINI
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    Predefinito Catania, su gay pride: FN e denunce

    A Catania siamo stati ingiustamente denunziati per aver partecipato ad una manifestazione spontanea di popolo per protestare contro la disgustosa parata di deviati e degenerati che viene chiamata gay-pride. Ritengo che chi manifesti contro queste perversioni antinaturali e devianti lo faccia nell’interesse della Comunità Nazionale e che quindi questo atto non debba essere perseguitato ma preso come esempio per tutti gli Italiani come legittimo atto di protesta popolare.


    Orgogliosamente normale, invio Distinti saluti




    In alto i cuori!

  7. #7
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    Predefinito

    ATTACCO A FORZA NUOVA IN SICILIA

    Dopo i pretestuosi arresti di due giovani forzanovisti a Palermo,la procura catanese ha denunciato 27 forzanovisti per la manifestazione antigay pride tenutasi a Catania un mese fa.
    Quest' attacco si svolge parallelamente a quello perpetrato dalle sinistre che hanno organizzato per il 17 Settembre un corteo, appunto a Catania, contro Forza Nuova.
    La segreteria nazionale e la segreteria regionale siciliana hanno decetato la mobilitazione militante per quella giornata ed hanno chiesto ai propri uffici legali di intentare azione penale nei confronti.

    1) dei funzionari delle forze dell' ordine che in numerose occasioni hanno deciso di non denunziare esponenti dell' estrema sinistra che avevano dato vita a manifestazioni non autorizzate per le strade della citta´etnea.

    2) degli organizzatori del gay pride tenutosi a Catania, per reati contro la morale e la pubblica decenza.

    Forza Nuova ritiene infatti che sia dovere morale contrastare i gay-pride, creando quel clima nella societa´civile Italiana affinche',come avviene in alcuni paesi europei, queste manifestazioni siano definitivamente vietate.

    La segreteria nazionale
    www.forzanuova.org
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  8. #8
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da Forzanovista
    A Catania siamo stati ingiustamente denunziati per aver partecipato ad una manifestazione spontanea di popolo per protestare contro la disgustosa parata di deviati e degenerati che viene chiamata gay-pride. Ritengo che chi manifesti contro queste perversioni antinaturali e devianti lo faccia nell’interesse della Comunità Nazionale e che quindi questo atto non debba essere perseguitato ma preso come esempio per tutti gli Italiani come legittimo atto di protesta popolare.


    Orgogliosamente normale, invio Distinti saluti




    In alto i cuori!
    Ce l'avevate il permesso della questura per questa vostra manifestazione?

  9. #9
    MONTINI
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    Citazione Originariamente Scritto da Alex il Rosso
    Ce l'avevate il permesso della questura per questa vostra manifestazione?

    .
    A neanche un mese dalla PROTESTA SPONTANEA Con una insolita solerzia polizia e magistratura hanno fatto scattare una azione repressiva inaudita, ingiustificata e mai applicata a Catania in occasione di altre manifestazioni non autorizzate dell’estrema sinistra di cui siamo stati soggetti passivi e parte offesa.

  10. #10
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da Forzanovista
    .
    Quando hanno approvato questa normativa non c'era proprio un governo comunista al potere

    Tratto dal Regio Decreto n°773 del 18/06/1931

    TITOLO II

    DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ORDINE PUBBLICO E ALLA INCOLUMITÀ PUBBLICA

    CAPO I

    DELLE RIUNIONI PUBBLICHE E DEGLI ASSEMBRAMENTI IN LUOGHI PUBBLICI

    Art. 18.

    I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

    E’ considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l'oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

    I contravventori sono puniti con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da lire 200.000 a 800.000 (1).

    Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola (23).

    Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

    I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell'autorità sono puniti con l'arresto fino a un anno e con l'ammenda da lire 400.000 a 800.000 (1).

    Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

    Non è punibile chi, prima dell'ingiunzione dell'autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali (4).

    (1) L'ammenda è stata così elevata dall'art. 113, primo comma, l. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in base all'art. 32, secondo comma, della citata l. 689/1981.

    (2) La Corte costituzionale, con sentenza 10 giugno 1970, n. 90, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non limita la previsione punitiva a coloro che prendono la parola essendo a conoscenza dell'omissione di preavviso previsto dal primo comma.

    (3) La Corte costituzionale, con sentenza 10 maggio 1979, n. 11, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del secondo periodo del presente comma, nella parte in cui prevede la incriminazione contravvenzionale di coloro che prendono la parola in riunione in luogo pubblico essendo a conoscenza della omissione di preavviso previsto nel primo comma.

    (4) La Corte costituzionale, con sentenza 31 marzo 1958, n. 27, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte relativa alle riunioni non tenute in luogo pubblico, in riferimento all'art. 17 della Costituzione.


    Art. 19.

    (Omissis) (1).

    (1) Articolo abrogato dall'art. 4, l. 18 aprile 1975, n. 110.
    Articolo 20


    Art. 20.

    Quando, in occasione di riunioni o di assembramenti in luogo pubblico o aperto al pubblico, avvengono manifestazioni o grida sediziose o lesive del prestigio dell'autorità, o che comunque possono mettere in pericolo l'ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini, ovvero quando nelle riunioni o negli assembramenti predetti sono commessi delitti, le riunioni e gli assembramenti possono essere disciolti.

    Art. 21.

    E’ sempre considerata manifestazione sediziosa l'esposizione di bandiere o emblemi, che sono simbolo di sovversione sociale o di rivolta o di vilipendio verso lo Stato, il governo o le autorità.

    E’ manifestazione sediziosa anche la esposizione di distintivi di associazioni faziose.

    Art. 22.

    Quando, nei casi preveduti dagli articoli precedenti, occorre disciogliere una riunione pubblica od un assembramento in luogo pubblico o aperto al pubblico, le persone riunite od assembrate sono invitate a disciogliersi dagli ufficiali di pubblica sicurezza o, in loro assenza, dagli ufficiali o dai sottufficiali dei carabinieri reali.

    Art. 23.

    Qualora l'invito rimanga senza effetto, è ordinato il discioglimento con tre distinte formali intimazioni, preceduta ognuna da uno squillo di tromba.
    Articolo 24

    Art. 24.

    Qualora rimangano senza effetto anche le tre intimazioni ovvero queste non possano essere fatte per rivolta od opposizione, gli ufficiali di pubblica sicurezza o, in loro assenza, gli ufficiali o i sottufficiali dei carabinieri reali ordinano che la riunione o l'assembramento siano disciolti con la forza.

    All'esecuzione di tale ordine provvedono la forza pubblica e la forza armata sotto il comando dei rispettivi capi.

    Le persone che si rifiutano di obbedire all'ordine di discioglimento sono punite con l'arresto da un mese a un anno e con l'ammenda da lire 60.000 a 800.000 (1).

    (1) L'ammenda è stata così elevata dall'art. 113, primo comma, l. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in base all'art. 32, secondo comma, della citata l. 689/1981.

 

 
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