
Originariamente Scritto da
Adriano1897
Non mi pare che nel primo punto abbia detto qualcosa di assai diverso. Anche se il fatto che tu continui poi ad affermare che esiste un Siciliano con la S maiuscola omogeneo e ben definito mi lascia un po' perplesso. Ma mi può anche andare bene se mi darai materiale in cui univocamente si afferma e si dimostra che la letteratura (DIALETTALE, prettamente dialettale) Siciliana è scritta in SICILIANO e non in SICILIANO ORIENTALE (per esempio).
Il secondo punto, in vero, non da alcun contributo alla conversazione e non smentisce quello che ho detto io. Anzi, sembra proprio che tu abbia maturato quella idea dopo che tu hai letto il mio post. Il che mi rende abbastanza orgoglioso.
Il terzo punto invece è una minaccia di censura basata sul fatto OVVIO che io, pur non dando per scontato che quello che dico sia vero, faccio delle affermazioni dal momento che credo, presumo, siano vere. Praticamente secondo te tutte le persone che scrivono nei forum dovrebbero essere censurate proprio per questa presunzione di attribuire, a quello che scrivono, la possibilità di essere vere.
Non mi sta bene questo tuo atteggiamento aggressivo: se dico sciocchezze hai vita facile con me in quanto hai la possibilità di rispondermi facilmente! Se non le dico invece hai l'opportunità di correggere il tuo pensiero, nel senso che più credi sia giusto! Siamo galantuomini, non credo abbiamo bisogno di adoperare censure anche perchè non offendo nessuno e non faccio considerazioni sulle proprietà fisiche delle altrui teste.
Nono: tu hai detto che non esiste un siciliano, ma tre diversi siciliani; io ti ho detto che il siciliano è uno con diverse varianti (che a me piace chiamare 'dialetti'). La cosa è assolutamente diversa. Non ho detto che si tratti di un siciliano omogeneo in sé, non l'ho mai detto e non lo sto affermando adesso: ti sto dicendo per l'ennesima volta (e la prossima volta ti censurerò non perché mi danno fastidio in sé le tue tesi, ma perché sto dicendo le stesse cose da giorni, e sembra che tu non comprenda ciò che io dica...) che, per quanto cadenza e minor parte di lessico varino sul territorio, un siciliano-catanese capisce perfettamente il siciliano-palermitano. Quindi il siciliano esiste eccome! Se tu mi avessi detto che non esiste un siciliano scritto standard, allora qui saremmo d'accordo; ma se si parla di siciliano parlato, non posso darti in nessun modo ragione. Nonostante la non esistenza di regole precise sul siciliano scritto (che riguardano, più che altro, i diacritici e non tanto la grammatica), una poesia come questa:
LINGUA E DIALETTU
"Un populu
mittitulu a catina
spuggghiatulu
attuppatici a
vucca,
è ancora libiru.
Livatici u
travagghiu
u passaportu
a tavula unni
mancia
u lettu unni dormi,
è ancora riccu.
Un populu,
diventa poviru e
servu,
quannu ci arrubbanu
a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.
Diventu poviru e
servu,
quannu i paroli non
figghianu paroli
e si mancianu tra
d'iddi.
Minn'addugnu ora,
mentri accordu a
chitarra du
dialettu
ca perdi na corda
lu jornu.
Mentri arripezzu
a tila camulata
chi tesseru i
nostri avi
cu lana di pecuri
siciliani.
E sugnu poviru:
haiu i dinari
e non li pozzu
spènniri;
i giuelli
e non li pozzu
rigalari;
u cantu,
nta gaggia
cu l'ali tagghiati.
U poviru,
c'addatta nte minni
strippi
da matri putativa,
chi u chiama
figghiu
pi nciuria.
Nuàtri l'avevamu a
matri,
nni l'arrubbaru;
aveva i minni a
funtani di latti
e ci vìppiru tutti,
ora ci sputanu.
Nni ristò a vuci
d'idda,
a cadenza,
a nota vascia
du sonu e du
lamentu:
chissi non nni
ponnu rubari.
Nni ristò a
sumigghianza,
l'annatura,
i gesti,
i lampi nta
l'occhi:
chissi non nni
ponnu rubari.
Non nni ponnu
rubari,
ma ristamu poviri
e orfani u stissu."
è perfettamente compresa a Bagheria, a Misterbianco, a Gela, a Custonaci... Lo scrittore in questione è bagherese (Ignazio Buttitta) , ma se avesse scritto per come parla un bagherese (non differente in molto da un palermitano), avrebbe dovuto aggiungere dittongamenti e prolungamenti.
Inoltre, tu sottolinei provocatoriamente che si tratti di letteratura 'DIALETTALE', quando non sai che un dialetto è tale perché sviluppatosi da una lingua madre, mentre il siciliano ha vita a sé stante, come gli altri idiomi italiani. Il siciliano e le lingue italiane sono considerati 'dialetti' dai linguisti italiani per innalzare come unica lingua unificatrice l'italiano, ovvero il fiorentino (che ha avuto anch'essa un'evoluzione assolutamente separata dal siciliano... E per quale motivo, linguisticamente parlando, dovrei considerare lingua solo il toscano e non il mio siciliano? Forse perché non è una lingua nazionale? Ma per favore..!).
Il secondo punto non afferma nulla di ciò che affermi tu. Vediamo se leggi meglio così quello che voglio dirti... Forse hai problemi di vista: non ho detto che i professori spieghino con frasi in siciliano DELIBERATAMENTE per spiegare più velocemente: fatto sta che lo fanno, ed in effetti spiegano più velocemente. Me ne sbatto del motivo per cui dicono frasi in siciliano: me ne frego se lo fanno per rendersi simpatici, perché odiano l'italiano o perché non lo sanno parlare. La questione è che, parlando in siciliano, abbreviano un discorso che in italiano potrebbe essere più lungo. In che lingua te lo devo dire? Con questo ti sto dicendo che sei TU ad aver capito male e chissà cosa credevi che io volessi dire! Sto tentando di affermare che il modo di pensare in siciliano è diverso dal pensare in italiano! Ma forse hai preferito andarmi contro solo per il piacere di farlo... o magari è proprio vero che non hai capito niente...
Le tue supposizioni sono prive di senso, se non sai nemmeno che forma abbia la Sicilia! Non puoi presupporre nulla se non ti basi che sui tuoi schemi mentali. Per questo parlo di 'piedistallo': sembri un 'giudice' in atto di giudicare ciò che nemmeno conosce e di cui, forse, ha sentito solo vagamente parlare da chissà chi, ed il fatto che non comprendi ciò che ti dico ne è la prova. Pensa quello che vuoi, che vuoi che ti dica? Sai quanto me ne frega... L'importante è che tu non venga qui a gridare ai quattro venti che le cose di cui parliamo "non sono vere!!!". Asserire che una cosa 'non è vera' non vuol dire dare un'opinione, ma un giudizio, ed è questo che non accetto.
Il mio atteggiamento aggressivo è presto giustificato: parlo delle stesse cose da giorni (ripeto!) e un po' i coglioni me li sono rotti... Come vedi, ho iniziato a parlarti tranquillamente, ma la tua insistenza e la riproposizione continua degli stessi problemi che non esistono se non nella tua testa, possono far perdere la pazienza.
Come vedi, non sto tentando di convincerti di ciò che dico, al contrario di te (che ti osanni dicendo che io abbia ridimensionato alcune idee grazie al tuo prezioso aiuto, cosa per cui dovresti essere ORGOGLIOSO...
Ma allora vero un cazzo hai capito..!). Resta pure delle tue opinioni, ti ripeto, ma non venire a rompere qui.