Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 27

Discussione: Transnistria

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Exclamation Transnistria

    Transnistria: quaderni, cartelle e separatismo

    28.09.2004 scrive Mihaela Iordache All’inizio dell’anno scolastico i ragazzi della Transnistria che frequentano scuole in lingue rumena non hanno potuto entrare nelle loro classi. Le autorità della repubblica separatista hanno infatti deciso di chiudere le scuole nelle quali si parla in rumeno e di imporre l’uso del russo
    Cartina della Moldova con la Transnistria evidenziata in giallo

    Proteste degli insegnanti a Bucarest, proteste dei giornalisti a Chisinau, capitale della Repubblica della Moldavia. Comunicati uno dopo l’altro dal Ministero degli esteri romeno che esprimono preoccupazione per quello che accade in Transnistria, cioè “una crisi umanitaria senza precedenti”. E l’incapacità delle autorità della Repubblica della Moldavia di gestire la crisi.

    I principali protagonisti e vittime di questa crisi sono i bambini che vogliono continuare a studiare in lingua romena/moldava nonostante le autorità di Tiraspol abbiano deciso di chiudere tutte le scuole con grafia latina. La Moldavia, il Paese più povero d’Europa, si sta confrontando di nuovo con una situazione di crisi, situazione che in realtà c’è sempre stata da quando nel 1992, in seguito ad una guerra civile sanguinosa, la regione della Trasnistria si è autoproclamata indipendente. Ma mai da allora aveva assunto la drammaticità attuale.

    Questo piccolo Paese che è la Moldavia, con una superficie di 33845kmq e che conta 4.200.000 abitanti, ha oscillato per secoli tra Romania, Russia e Turchia. I suoi abitanti di lingua romena/moldava, una lingua latina, sono in maggior parte, circa i due terzi, moldavi di religione cristiana ortodossa, mentre un terzo è rappresentato da russi, ucraini, gagauzi, ecc. La “Bessarabia” - come veniva denominata - fu staccata dalla Romania nella seconda guerra mondiale con il Patto Ribbentrop-Molotov del 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica di Stalin. Diventò così la più piccola delle Repubbliche Sovietiche.

    La pulizia etnica promossa da Stalin fece anche qui migliaia di vittime, molte delle quali sparite nella lontana e gelida Siberia. Riconquistò l’indipendenza solo nel 1991 ma subito scoppiò il conflitto in una sua regione, la Trasnistria. Un conflitto sanguinoso, una guerra civile che si è conclusa dopo 6 mesi con l’intervento dell’esercito russo e con l’autoproclamazione della Repubblica della Transnistria. La guerra fece 700 vittime e migliaia di profughi. I soldati russi, il cui numero non si conosce con precisione ma si parla di più di 2000, si trovano tuttora nel Paese, anche se la Russia si era impegnata a ritirare gli uomini dal territorio moldavo. In queste condizioni una soluzione politica sembra sempre più difficile da trovare.

    La Moldavia confina a Nord, Est e Sud con l’Ucraina e ad Ovest con la Romania. E dal 1992 c’è un “confine” anche interno al Paese, una situazione paradossale, un confine con un Paese che non esiste per tutti gli Stati del mondo che in pratica non lo hanno mai riconosciuto, ma che in realtà c’è.

    E questo Paese che c'è ma non c'è si chiama Repubblica Moldava della Transnistria: una striscia di terra ad est del fiume Nistru (Dnestr). Nella regione della Transnistria vivono 700.000 persone suddivise quasi in parti uguali tra moldavi, russi e ucraini. Ma la lingua parlata prevalentemente rimane il russo. Ed è quello che interessa ora le autorità di Tiraspol, la capitale della repubblica separatista: la lingua.

    Qualche mese fa si è deciso di chiudere tutte le scuole di lingua romena/moldava e di trasferire gli studenti nelle scuole con la grafia cirillica. A luglio è partito il piano da allora sono cominciate le proteste di bambini, genitori e insegnanti che si sono rifiutati di lasciare gli edifici.

    Le situazioni più drammatiche si sono registrate a Tiraspol, Tighina e Rabnita. A Tiraspol e Rabnita continuano le proteste dei genitori nonostante l’intervento delle milizie di Igor Smirnov, il presidente della autoproclamata Repubblica della Transnistria. Il 15 luglio i miliziani sono entrati in forza nel Liceo “Lucian Blaga” di Tiraspol e hanno sequestrato tutte le cartelle scolastiche. In seguito le cartelle sono state distribuite nelle scuole transnistre di alfabeto cirillico. Molti genitori sono stati arrestati e una parte di loro è stata rilasciata nei giorni successivi.

    Le autorità di Tiraspol hanno dato un ultimatum – il 20 settembre. Entro questa data gli studenti dovevano essere iscritti in altre scuole. L’ultimatum scade e a Tiraspol quasi 550 studenti continuano a seguire le lezioni all’aria aperta. Ma le ultime regole vietano alle persone di riunirsi in gruppi di più di tre. Quindi chi non obbedisce rischia. I genitori sono minacciati di perdere il lavoro ed anche la patria podestà. Nel frattempo, il direttore del Liceo “Lucian Blaga” di Tiraspol, Ion Iovcev, è costretto a nascondersi perché a suo nome è stato emesso un mandato di arresto.

    Situazione simile anche nella scuola “Evrica “di Rabnita dove gli studenti non vogliono rinunciare a studiare in romeno e non vogliono leggere più di nascosto i classici romeni. Mentre a Tighina, città dove nel ‘92 scoppiò la guerra civile, il dramma dei bambini di un orfanotrofio è difficle da descrivere. Decisi a non abbandonare l'edificio sono stati privati di acqua e luce, ai bambini è stato anche vietato di ricevere il cibo portato dai rappresentanti OSCE. Ma “la resistenza” dei bambini non è durata molto e sonostati presto buttati in strada. Immediate le condanne da parte del governo rumeno, di Amnesty International, dell’OSCE, degli Stati Uniti, dell’Unione Europea.

    Intanto, Igor Smirnov, leader dei separatisti ha cihesto alla Russia di aumentare in Transinistria i propri effettivi militari. A suo avviso infatti una "forza di pace" si rende necessaria perchè vi sarebbe il rischio di un conflitto armato. Il governo di Chisinau è accusato sulla stampa e nelle diverse proteste di strada per non essere intervenuto per risolvere la crisi delle scuole in Trasnistria. Ma il Presidente moldavo Voronin può fare poco di più che applicare sanzioni economiche per la Transnistria. Quest'ultima però replica tagliando la fornitura di energia elettrica per la Moldavia. Il Presidente moldavo si è reso conto che senza l'appoggio promesso ma mai arrivato di russia ed Ucraina non è in rgaod di gestire la crisi. Proprio per questo in queste settimane ha insistentemente richiesto la partecipazione ai negoziati anche da parte di USA ed UE.

    Finora al tavolo dei negoziati ci sono stati solo Moldova, Transnistria, Russia, Ucraina, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Il comunista Vladimir Voronin ha osato anche, in segno di protesta, non partecipare al summit della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) svoltosi ad Astana in Kazahstan. Al suo posto è andato il Primo ministro Tarlev. Una sfida al "fratello più grande", la Russia.

    Russia e Ucraina non sono comunque d’accordo con la proposta di Voronin di portare al tavolo dei negoziati UE e gli USA. Il capo del Cremlino, Vladimir Putin, ritiene che quanti più saranno i partecipanti al tavolo dei negoziati, tanto più tempo ci vorrà e si rischia che tutto diventi una farsa. Secondo la stampa moldava, Putin starebbe già appoggiando per le prossime elezioni in primavera un altro candidato in Moldavia alle presidenziali. Quindi non più Voronin. Brutte notizie per Voronin arrivano anche dall'Ucraina dove il Presidente Leonid Kucma ha affermato che non applicherà sanzioni economiche alla Transnistria e ha rimproverato Voronin di non aver accettato il progetto di federalismo per la Repubblica di Moldavia che prevedeva anche di inglobare la Transnistria.

    Intanto le schermaglie si accentuano. Il capo della sicurezza di Tiraspol, Oleg Gudamo, ha annunciato che “punirà” il premier moldavo Vasile Tarlev perché aveva dichiarato che i terroristi di Beslan hanno fucilato i bambini con delle armi prodotte in Transistria. Gudamo non ha spiegato, però, che tipo di punizione infliggerà al leader moldavo. In Transnistria le industrie di armi stabilite a Tiraspol e a Bender da Mosca funzionerebbero a pieno regime. Lo dice la stampa, lo notano gli osservatori internazionali.

    A Tiraspol c’è di tutto- armi, esplosivi, organizzazioni terroristiche, movimenti secessionisti e guerriglieri, bande criminali, mafie russe, turche ed albanesi. Un vero El Dorado del contrabbando e degli affari illeciti. Aspetti tali da preoccupare non solo Chisinau e Bucarest, ma anche l'Occidente e Mosca. In realtà le autorità di Tiraspol danno – se danno - spiegazioni solo a Mosca.

    I mille bambini dal liceo “Lucian Blaga” di Tiraspol e “Evrica”di Rabnita della Transnistria che non vogliono arrendersi e insistono a studiare in lingua romena/moldava sembra spaventino anche le milizie separatiste. Per questo è meglio che spariscano le scuole, senza badare al fatto che si violano diritti dell’uomo e delle minoranze, come costata l’OSCE. I 4300 bambini che vivono in Transnistria e desiderano studiare nella lingua dei loro genitori non lo potranno più fare. In molti guardano verso la Romania come l’unica speranza. Ma non tutti potranno permettersi di andare a studiare a Bucarest o a Iasi,una città della Moldavia romena.

    Intanto, quest’anno il Ministero dell’Educazione romeno ha messo a disposizione 60 borse di studio per gli studenti della Transnistria. I giornali di Bucarest hanno invitato i lettori a donare aiuti per i bambini della Transnistria, alimenti e soprattutto libri. Libri in lingua romena per i quali gli studenti di Tiraspol resistono “eroicamente”.

    http://www.osservatoriobalcani.org/a...iew/3428/1/48/

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Messaggi
    1,293
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La lingua "moldava" è un mito.La maggioranza della popolazione della Moldova parla romeno.
    Transnistria è una regione separatista sotto protezione russa.

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Cyprien
    La lingua "moldava" è un mito.La maggioranza della popolazione della Moldova parla romeno.
    Transnistria è una regione separatista sotto protezione russa.
    Ma perchè la Russia è tanto interessata a tale regione???

  4. #4
    motan
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Cyprien
    La lingua "moldava" è un mito.La maggioranza della popolazione della Moldova parla romeno.
    Non è del tutto vero. Il moldavo è simile al romeno, ma non uguale. Se un moldavo parla con un romeno lo capisce al volo che non fa parte della stessa nazione, perchè esistono termini non presenti in una lingua (e viceversa) ed anche l'accento è diverso.
    Spesso il moldavo è definito "parlata" romena, in quanto ha inflessioni ed elementi lessicali che non sono propri del romeno.

  5. #5
    motan
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da arduinus
    Ma perchè la Russia è tanto interessata a tale regione???
    chi lo sa.. gira voce che sia un luogo privilegiato per affari poco chiari e traffici di armi..

  6. #6
    motan
    Ospite

    Predefinito

    Di Jean-Arnault Dérens e Antoine Ageron – Le Courrier des Balkans

    Valeri Letskai ha un ventre imponente. Riceve in un ufficio al quinto piano della sede del Soviet supremo di Tiraspol, la capitale della « Repubblica moldava di Transnistria » che ha proclamato la propria indipendenza separandosi dalla Moldavia dopo un sanguinoso conflitto nel 1992.

    Da allora la situazione militare rimane congelata dalla presenza dei soldati della XIVma armata russa e da "forze di pace" miste.

    L'entità secessionista, che si distende tra la riva sinistra del fiume Dniestr e la frontiera ucraina, ha circa 600.000 abitanti, in maggioranza russi, ucraini e moldavi.

    Dietro alla scrivania di Valeri Letskai una foto del Ministro in tenuta da judoka al fianco dell'emblema della Repubblica, dove non manca la falce ed il martello. L'ufficio è carico di decorazioni: una bandiera russa, una miniatura della Tour Eiffel e molte immagini del Budda. Sulla televisione una riproduzione in plastica di una nave corsara.

    Sulla spianata del Soviet supremo un'immensa statua di Lenin continua a puntare il dito nella direzione del radioso avvenire.
    Alla vigilia delle elezioni parlamentari in Moldavia, un gruppo di studenti attraversava il centro di Tiraspol brandendo dei drappi della Transnistria, e vilipendendo il presidente moldavo, all'urlo di "Voronine fascista".


    Come definireste la natura politica della Repubblica della Transnistria?

    Non abbiamo un'ideologia particolare. Nel nostro parlamento, vi è un solo comunista. L'economia è l'elemento principale. I capi d'impresa sono i veri dirigenti di questa Repubblica. Hanno condotto bene le privatizzazioni, alla loro maniera, perché non abbiamo seguito modelli applicati all'estero, in Russia o in Europa centrale. Ciascuna azienda ha seguito regole proprie ed il solo criterio guida sono stati i soldi.

    La Transnistria è una democrazia?

    Certamente no! Non vi è democrazia in tempo di crisi. Diciamo che abbiamo una forma molto particolare di democrazia. Si potrebbe comparare la Transnistria a ciò che era la Corea del Sud vent'anni fa: un Presidente potente, un esercito potente e dei capi di aziende estremamente potenti. Ma la Transnistria al tempo stesso non è una dittatura. Igor Smirnov, il nostro Presidente, non è certo Saddam Hussein! C'è una divisione dei poteri, ma anche il nostro Presidente è del tutto particolare e non corrisponde all'immagine che di lui si ha all'estero. Vi sono 5-6 gruppi di influenza diversi tra loro.

    Tiraspol ha una degli stadi più grandi dell'Europa dell'est …

    Ne siamo fieri! Questo stadio è stato realizzato dalla compagnia Sheriff, un'impresa privata molto ricca, che non centra nulla con lo Stato. Questa compagnia ha in programma molti altri progetti. Vuole ora realizzare un hotel a cinque stelle. Sheraton e Hilton hanno proposto di costruire l'hotel in un anno,garantendo il 50% dei proventi alla Sheriff, ma la compagnia ha rifiutato quest'accordo perché non era abbastanza vantaggioso.

    La Transnistria è spesso accusata dai Paesi europei di favorire i traffici di sigarette, di droga, di armi e di esseri umani. Cosa rispondete?

    Le pubbliche relazioni sono pubbliche relazioni … L'Europa può dire ciò che vuole. L'Unione europea ha spesso la tendenza a credere che la Transnistria si trovi sulla luna. Ma deve invece comprendere che noi siamo rinchiusi. Cosa possiamo commerciare? Non abbiamo tabacco, non produciamo prodotti esportabili … certamente molti prodotti che arrivano al porto di Odessa transitano per la Transnistria. Ma Odessa non è sul nostro territorio ma su quello ucraino. Se vi sono dei traffici vi sono coinvolti tre attori: l'Ucraina, la Transnistria e la Moldavia. Perché accusare solo la Transnistria?

    Vi è quindi contrabbando?

    Ma certamente sì.

    Cosa fanno le autorità della Transnistria per contrastarlo?

    La Repubblica moldava della Transnistria, l'Ucraina e la Moldavia si battono contro il contrabbando, ma senza grande successo! (risate) Il Presidente Igor Smirnov non è però l'organizzatore ed il capo di questi traffici.

    E per quanto riguarda il traffico d'armi?

    Noi abbiamo un'azienda che produce armi. Per i bisogni della nostra difesa. Non vendiamo armi a nessuno. Se armi da noi prodotte sono fossero state trovate in Cecenia i russi ci avrebbero già uccisi! Se avessimo venduto le nostre armi a Bin Laden o ai palestinesi ci avrebbero uccisi gli USA! La CIA è presente a Tiraspol, lavora e non dorme mica. E non ha trovato nulla … Da due anni abbiamo ufficialmente domandato all'OSCE di effettuare un'ispezione sulle nostre industrie. Siamo in attesa che ci rispondano. L'anno scorso i moldavi avevano addirittura affermato che eravamo in possesso degli elementi per costruire la bomba atomica. C'è stata un'ispezione di quell'agenzia delle Nazioni Unite … non ricordo più come si chiami. Non hanno trovato nulla. L'assenza di prove dimostra che non si tratta che di propaganda contro di noi.

    Temete che i cambiamenti politici in Ucraina metteranno la Transnistria in una posizione delicata?

    Siate chiaro: subiremo un embargo? In passato la Moldavia ha speso tutte le sue risorse militari, politiche ed economiche per ridimensionarci. Ma senza successo. Attualmente la Moldavia conta sull'appoggio dell'Ucraina e dell'Unione europea. Ma qui, il solo attore che conta, è la Russia. Voronin lo sa bene, non ha illusioni su questa questione. La Russia è stata presente in passato, lo è attualmente e lo sarà in futuro. Ciononostante Voronin si fa illusioni in merito all'Europa e all'Ucraina. Sino ad ora l'Ucraina non ha avuto alcuna politica autonoma. Sotto Kouchma l'Ucraina seguiva la Russia. Attualmente vuole avere una politica autonoma, ma queste pretese sono poste su un'illusione. La Russia e gli USA non desiderano alcun embargo, e quindi non vi sarà alcun embargo.

    Ciononostante dal 1 febbraio l'Ucraina non riconosce più i passaporti emessi dalla Transnistria e potrebbe chiudere le frontiere …

    Abbiamo tratto lezione dalle esperienze degli embarghi alla Jugoslavia ed all'Abkazia. In caso di embargo la situazione economica diviene molto difficile. Ho parlato assieme ad alcuni rappresentanti bulgari e rumeni, che mi hanno descritto quanto i loro Paesi abbiano sofferto dal blocco contro la Jugoslavia. In caso di embargo contro di noi la stessa sorte verrebbe subita dall'Ucraina, e nessuno arriverà in suo soccorso, sicuramente non l'Unione europea. L'esempio dell'Abkazia dimostra inoltre che le popolazioni fuggono in caso di embargo. Nessuno vuole morire a causa delle frontiere. Cosa se ne farebbe l'Ucraina di 200.000 rifugiati provenienti dalla Transinistria? L'embargo è poco probabile. Una nuova guerra è anch'essa poco probabile. Noi abbiamo chiarito alla NATO ed all'Europa che siamo pronti, se necessario, a fare una nuova guerra. Ma l'Europa non è pronta a fare di nuovo la guerra contro una regione russa, per i begli occhi di Voronin. Il nostro esercito può mobilitare 40.000 uomini e, nel 1992, abbiamo avuto il sostegno di 10.000 volontari cosacchi dalla Russia. Una guerra qui? La Transnistria sarà un secondo Iraq.

    Quali soluzioni si possono allora individuare per uscire dalla crisi ?

    Ma noi abbiamo la soluzione che ci serve! La nostra Repubblica è la soluzione! Noi siamo favorevoli al piano di federalizzazione della Moldavia proposto due anni fa. Abbiamo preso lezione da tutte le esperienze europee, in particolare quelle dell'Irlanda del Nord, esperienze che riguardano il decentramento dei poteri. Specialisti britannici sono venuti qui per darci consigli e per formarci. Lo statuto dell'Irlanda del Nord ci andrebbe benissimo, lasciando qualche competenza al potere centrale di Kichinev (in moldavo Chisinau, ndr), ma mantenendo una larga autonomia, in particolare mantenendo la nostra polizia. Dieci anni fa l'Europa non aveva alcuna esperienza in merito alla risoluzione dei conflitti. Non conosceva che la forza. Poi si sono sviluppate molteplici esperienze, in particolare quella degli accordi di Pace di Dayton, in Bosnia Erzegovina. La Transnistria appartiene alla Comunità degli Stati indipendenti, ma il nostro conflitto è un conflitto europeo e non un conflitto caucasico o asiatico.

    Cosa significa tutto questo?

    Sono stato spesso in Abkazia, ed ho visto delle differenze con la nostra situazione. Laggiù hanno praticato la pulizia etnica. Qui no. Quando dico alla gente dell'Abkazia che i moldavi sono nostri vicini e che da noi possono vivere in pace rimangono stupiti. Nella nostra Repubblica vivono russi, ucraini, moldavi, bulgari, gagauzi … se si vuole applicare una metodologia asiatica per risolvere un conflitto europeo si farebbe un grave errore. Il tipo di risoluzione di conflitto che si sceglierà in Transnistria avrà implicazioni molto importanti perché determinerà anche la soluzione del conflitto della regione del Karabagh e di altre aree.

    Si potrebbe verificare un ritiro delle truppe russe dalla Transnistria?

    Si sta parlando di politica, non di calcio! Innanzitutto l'Armata russa non è qui. Una grande bandiera russa sventola a Tiraspol, ma l'armata russa non è là. Ci sono 1000 soldati russi, armati in modo molto leggero. In caso di conflitto siamo noi, con i nostri 40.000 uomini, che li dovremo proteggere! Non hanno né blindati né aviazione. Parlare di presenza dell'armata russa non è che uno slogan politico. Anche ad Hong Kong sventolava una grande bandiera della Gran Bretagna, c'era anche qualche soldato britannico. Ma era un fatto simbolico, non erano certo lì per far guerra alla Cina. Gli imperi impiegano molto a morire. D'altronde la maggior parte dei soldati russi sono sì cittadini della Federazione russa, ma sono originari della nostra regione.

    La Transnistria è un protettorato della Russia?

    Ma no! E' la Moldavia di Voronin che è un protettorato della Russia! La Moldavia non ha nulla. Per il petrolio, il gas e la sua energia dipende completamente dalla Russia. Si deve situare il problema della Transnistria nel contesto geopolitica più ampio. Se si guarda solo Tiranspol non si capisce nulla. Il tutto è legato al sistema di sicurezza del Mar Nero. Noi facevamo parte di un sistema di difesa dell'Unione sovietica. Dall'aeroporto di Tiranspol si poteva arrivare ad Istanbul. Per il momento non vi sono altri sistemi di sicurezza che abbiano come epicentro il Mar Nero. Gli USA lo hanno capito. Non l'Unione europea che cerca a tutti i costi di raggiungere il Mar Nero attraverso il Danubio. Questo conflitto non è una continuazione della guerra fredda. La questione del controllo del Mar Nero è anteriore alla nascita dell'Unione sovietica. Gli USA avranno presto proprie basi militari in Romania, sul delta del Danubio ed a Costanza. Ma Vladimir Putin non è Gorbaciov: non mostra le proprie carte, e non ha ancora buttato le sue carte migliori. Noi siamo una delle carte di Putin, come l'Abkazia.

    Questo articolo è di un anno e mezzo fa, ma evidenzia alcune cose poco chiare che ci sono in quella regione..
    tratto da http://www.osservatoriobalcani.org/a...iew/3984/1/48/

  7. #7
    analista militare
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    UE
    Messaggi
    8,017
     Likes dati
    6
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Se non altro non negano l'esistenza dei traffici illeciti su cui si basa la loro esistenza, cercano almeno dei pretesti per giustificarsi.

  8. #8
    analista militare
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    UE
    Messaggi
    8,017
     Likes dati
    6
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La Transnistria è un protettorato della Russia?

    Ma no!

    [...]

    Noi siamo una delle carte di Putin, come l'Abkazia.

  9. #9
    analista militare
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    UE
    Messaggi
    8,017
     Likes dati
    6
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il nostro esercito può mobilitare 40.000 uomini e, nel 1992, abbiamo avuto il sostegno di 10.000 volontari cosacchi dalla Russia. Una guerra qui? La Transnistria sarà un secondo Iraq.
    Mamma mia, che possente armata!

  10. #10
    daniil
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da motan
    Non è del tutto vero. Il moldavo è simile al romeno, ma non uguale. Se un moldavo parla con un romeno lo capisce al volo che non fa parte della stessa nazione, perchè esistono termini non presenti in una lingua (e viceversa) ed anche l'accento è diverso.
    Spesso il moldavo è definito "parlata" romena, in quanto ha inflessioni ed elementi lessicali che non sono propri del romeno.
    La cosiddetta lingua moldava è una pura invenzione di origine sovietica. Nei testi antichi elaborati nel principato di Moldavia si utilizzava indifferentemente le formule “limba romanesca” o “limba moldoveasca”.
    In tutte le regioni storiche che formano la Romania esistono dei vernacoli con le proprie specificità fonetiche, lessicali e, più raramente, morfologiche, ciò però non li rende delle lingue a sé stanti, ma semplici varianti regionali della lingua letteraria. Più o meno la stessa cosa accade in Italia con le varianti regionali dell’italiano (da non confondersi con i cosiddetti dialetti). In ogni caso la parlata moldava non credo sia nemmeno la più “distante” dal romeno letterario, il vernacolo del Banato ad esempio sembra avere dei tratti ancor più specifici.
    Per quanto riguarda l’uso di termini specifici alla “lingua moldava”, in primo luogo va ricordato che questi, in parte, si utilizzano anche nella Moldavia romena (sulla riva destra del Prut), secondariamente i “russismi” specifici alla “lingua moldava” non riguardano il vocabolario di base che è rimane identico a quello romeno.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. CPE in Transnistria
    Di Melkitzedeq nel forum Destra Radicale
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 01-10-06, 15:54
  2. CPE in Transnistria
    Di Melkitzedeq nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-09-06, 00:35
  3. CPE in Transnistria
    Di Melkitzedeq nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-09-06, 23:09
  4. Referendum in Transnistria
    Di Melkitzedeq nel forum Destra Radicale
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 19-09-06, 21:49
  5. Referendum in Transnistria
    Di Bèrghem nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 17-09-06, 10:50

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito