scusa paolo volevo dire il tuo secondo post di questa discussione


scusa paolo volevo dire il tuo secondo post di questa discussione


Mi fa molto piacere, e ti ringrazio. Anche perché resusciti un documento che aveva smesso di fare "audience".
P.S. Questo documento, insieme ad altri contributi di rilievo di altri amici, si trova anche nella sezione "Opinioni" del nuovo sito del Forum per l'Unità (www.repubblicani.org).
Purtroppo un problema tecnico che non è stato ancora risolto (e che ha causato un ritardo nella pubblicazione del sito) non consente di aprirli.
Il sito comunque sarà aggiornato con frequenza settimanale, e contiamo di ovviare presto a questo inconveniente.


GOVERNO: DA REPUBBLICANI EUROPEI OK A PRODI(ANSA) - ROMA, 24 FEB - La Direzione Nazionale MRE (Movimento Repubblicani Europei), riunitasi a Roma oggi 24 febbraio con tutti i rappresentanti regionali per discutere sulla crisi di governo e sui 12 punti programmatici proposti conferma la fiducia al governo Prodi. E' quanto si legge in una nota che cosi' prosegue: 'Considerato che la crisi di governo era largamente prevedibile, visti gli atteggiamenti intemperanti e irresponsabili che l'hanno preceduta, non solo per quanto riguarda la politica estera e non solo ad opera della sinistra massimalista, ma anche di altre componenti della maggioranza; ribadito che essa e' anche frutto di una legge elettorale sciagurata, che ha impedito all'elettorato di scegliere i propri rappresentanti, conferma la propria volonta' di assicurare il voto favorevole sulla fiducia al governo Prodi, in coerenza con il mandato ricevuto dall' elettorato dell'Ulivo, e si riserva di valutare volta per volta l'applicazione delle indicazioni politico legislative derivanti dall'attuazione dei 12 punti programmatici, invitando il Presidente del Consiglio ad esercitare in autonomia le sue funzioni a garanzia di tutte le forze politiche che sostengono il governo e nell'interesse del Paese'.
(ANSA).
COM-TG 24-FEB-07 17:07 NNNN
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senza parole "... nell'interesse del Paese" ???? ma lo sapete che il discorso principale del 21 sera era : " e mo come arrivo alla pensione???"
ci scommettete che qualsiasi sia l'esecutivo durerà 2 anni 6 mesi e 1 giorno PER MATURARE IL DIRITTO ALLA PENSIONE !!!!![]()
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e poi parlano di stabilità e rispetto dei diritti dei lavoratori !!!




Molto volentieri.
Stiamo pensando ad un convegno sulla laicità con altre associazioni di area.
Ti farò sapere senz'altro.


Essere Repubblicani oggi significa essere Uniti o andare con i Cattocom™??


Non siamo una "Casta" per me bisogna finirla di sentirsi superiori.
Scendiamo in mezzo al "Volgo" e anche se siamo in mezzo ai lupi facciamoci riconoscere per quelli che anzichè osannare CASTRO parlano ancora di Mazzini e facciamo capire che prima dei diritti vengono i doveri..
Dovere di rispetto delle istituzioni;
Dovere verso la famiglia e i figli;
Dovere di dimostrare con l'esempio di giusti cittadini agli altri che non è gridando che si ottengono delle prebende o agevolazioni ne nascondendosi dietro le sottane di tutta sta "Pretagnia" Vaticana........![]()
Ciceruacchio
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Il repubblicanesimo
Una teoria della libertà e del governo
Philip Pettit
Traduzione: Paolo Costa
Collana: Campi del sapere
Pagine: 384
Prezzo: Euro 30,99![]()
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In breve
Un ritratto sistematico di una delle prospettive politiche più originali di questi ultimi anni: la riscoperta dell'idea repubblicana di convivenza democratica. Non la sola eguaglianza, ma l'assenza di qualunque forma di dominio sull'altro, garantisce la piena libertà.
Il libro
Questo libro offre un quadro sistematico di una delle prospettive politiche più originali emerse dal dibattito politico di questi ultimi anni. Il repubblicanesimo, nella versione data da Pettit, ambisce infatti a costituire una "terza via" tra liberalismo e comunitarismo, le due teorie concorrenti che hanno dominato il panorama della filosofia politica degli anni ottanta. Muovendo da una concezione della libertà come assenza di dominio, Pettit offre una lettura delle società democratiche in cui risulta centrale l'idea del vivere insieme agli altri da pari, come individui pienamente garantiti nella propria indipendenza. L'idea di liberta come dominio ha affascinanti implicazioni istituzionali e il libro cerca di delineare gli insegnamenti più rilevanti che se ne possono trarre. Alcune di queste implicazioni presentano tratti caratteristicamente repubblicani, come il richiamo all'uguaglianza, alla comunità e alle virtù civiche; altre risultano più sorprendenti, come le tesi che riguardano quali politiche una repubblica dovrebbe perseguire e il tipo di democrazia che dovrebbe realizzare. La libertà come non dominio, scrive Pettit, promuove una concezione della democrazia in cui la contestabilità viene ad assumere il ruolo tradizionalmente assegnato al consenso: il governo deve fare ci" che la gente chiede ma, anche a costo dell'arbitrarietà, i cittadini devono poter contesttare ci" che il governo fa.
Approfondimento
Il repubblicanesimo (1997) è un'opera importantissima, già ampiamente citata nella letteratura filosofica, la cui traduzione è molto attesa. Con questo scritto Philip Pettit è riuscito nell'intento non agevole di offrire un ritratto sistematico di una delle prospettive politiche più originali di questi ultimi anni. Il repubblicanesimo, le cui radici affondano nell'antica Roma, ambisce a costituire una "terza via" tra liberalismo e comunitarismo, le due teorie concorrenti che hanno dominato il panorama della filosofia politica degli anni ottanta. Muovendo da una concezione della libertà come assenza di dominio, Pettit offre una lettura delle società democratiche in cui risulta centrale l'idea del vivere insieme agli altri da pari a pari, come individui pienamente garantiti nella propria indipendenza: essere liberi significa non essere soggetti all'arbitrio di un padrone, di un dittatore o di un qualsiasi controllore che, per quanto umano e gentile, può interferire nella nostra vita. Il libro si rivolge ovviamente agli studenti e agli specialisti delle discipline politico-sociali, ma è di sicuro interesse anche per tutti coloro che seguono i travagli e gli sforzi di rinnovamento delle società liberali contemporanee.