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Discussione: In pensione a 58 anni.

  1. #41
    marea
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    In realtà la riforma dini diceva chiaramente 58 di anzianità o 35 di contributi.

    Si tratta di tornare alla vecchia legge.
    magari ! se la fanno li voto pure io la prossima volta

  2. #42
    marea
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    Citazione Originariamente Scritto da stefanopelloni
    Ferruccio, si metta nei panni di chi, come me, passa la vita in un capannone a fare l'operaio, le assicuro che 40 anni di lavoro di questo tipo logorano eccome!
    Certo è diverso il discorso per gli impiegati, i dipendenti statali ed i militari. Costoro possono lavorarne anche 50 di anni, tanto spesso vanno in ufficio solo per farsi gli affaracci propri e non sono mai stanchi. Anzi, mi racconta un mio amico che lavora nel Pubblico, che ci sono delle gnocche che trovano il tempo anche per fare altre cose
    ecco questi li farei andare in pensione a 70 anni tanto ne fanno poca! invece qualcuno ha avuto la brillantissima idea di babypensionarli così c'è gente che se ne è andata in pensione con 20 anni di anzinità ed ora lavora in nero

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    In realtà la riforma dini diceva chiaramente 58 di anzianità o 35 di contributi.

    Si tratta di tornare alla vecchia legge.
    prodi parla di incentivi, disincentivi...
    ma guarda, queste due parole mi ronzano nelle orecchie.....

    ma non è che le ho già sentite anni fa?

    non ti ricordi?

    ma non c'era un signore coi baffi che parlava di "macelleria sociale"?

    senz'altro tu saprai illuminarmi in merito.

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da svicolone
    prodi parla di incentivi, disincentivi...
    ma guarda, queste due parole mi ronzano nelle orecchie.....

    ma non è che le ho già sentite anni fa?

    non ti ricordi?

    ma non c'era un signore coi baffi che parlava di "macelleria sociale"?

    senz'altro tu saprai illuminarmi in merito.
    Non solo di incentivi e disincentivi ma anche ll'ammontare finale sulla pensione con il calcolo CONTRIBUTIVO e non più RETRIBUTIVO ... cioè un assegno ancora più basso... non si parlava di questo in campagna elettorale e a conferma...

    PENSIONI: ANGELETTI, CON PRODI NON NE ABBIAMO PARLATO

    (AGI) - Roma, 4 sett. - Nella riunione tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e itre leader sindacali, Epifani (Cgil), Bonanni (Cisl) e Angeletti (Uil), non si e' discusso dell'ipotesi di riforma del sistema pensionistico. "Non se ne e' parlato perche' non era in discussione", ha spiegato il numero uno della Uil, Luigi Angeletti. "Noi - ha aggiunto Angeletti - rimaniamo dell'opinione che il problema delle pensioni deve essere risolto con una armonizzazione dei vari sistemi previdenziali. Il problema dell'innalzamento dell'eta' pensionabile, che viene ripetutamente invocato in questi giorni, deve essere risolto soprattutto su base volontaria - ha concluso Angeletti - magari incentivando i lavoratori a comportamenti razionali e facendoli restare al lavoro il piu' possibile".

    Continuate così... ripeto la gente "memorizza"...

    B.

  5. #45
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    Le chiacchiere al "potere" ...


  6. #46
    marea
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa
    Le chiacchiere al "potere" ...


  7. #47
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    comincino a ELIMINARE LE PENSIONI DOPO 27 MESI DI LEGISLATURA DEI PARLAMENTARI!!
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da stefanopelloni

    Ferruccio, si metta nei panni di chi, come me, passa la vita in un capannone a fare l'operaio, le assicuro che 40 anni di lavoro di questo tipo logorano eccome!
    Certo è diverso il discorso per gli impiegati, i dipendenti statali ed i militari. Costoro possono lavorarne anche 50 di anni, tanto spesso vanno in ufficio solo per farsi gli affaracci propri e non sono mai stanchi.

    Anzi, mi racconta un mio amico che lavora nel Pubblico, che ci sono delle gnocche che trovano il tempo anche per fare altre cose
    la vera riforma pensionistica doveva essere fatta almeno 30 anni fa:
    per una vera giustizia sociale e per non creare situazioni come quella a cui stiamo andando incontro, tutti i requisti pensionistici dovevano uniformarsi a quelli del lavoratore privato, CIOE': 35 ANNI DI EFFETTIVI VERSAMENTI E UNA PENSIONE CALCOLATA SUGLI STIPENDI E RELATIVI VERSAMENTI CONTRIBUTIVI, DEGLI ULTIMI 5 ANNI DI LAVORO; STOP.

    se TUTTE le categorie di lavoratori, quindi statali, parastatali, militari, politici, etc. avessero beneficiato degli stessi trattamenti, non ci sarebbe alcun problema pensionistico.


    purtroppo l'INPS si trova costretto a pagare le pensioni di:

    milioni di ex dipendenti con 15-20 anni di lavoro e una età
    anagrafica di 40-50 anni; (stato, parastato, militari, etc.)
    milioni di ore di cassa integrazione e assegni di mobilità;
    milioni di false pensioni di stampo puramente assistenzialista con
    annesso voto di scambio;
    milioni di altre prestazioni a favore di indigenti, poveri, persone
    sole senza alcun familiare, etc.

    è evidente che in questa situazione è impossibile parlare di riforma
    del sistema pensionistico se in esso si trovano spese e prestazione
    che esulano completamente dal rapporto tra, LAVORO E CONTRIBUTI REALMENTE VERSATI IN UN TEMPO DEFINITO.

    qui si vuole fare di tutta un'erba un fascio per creare confusione con
    l'esplicita intenzione di fare pagare tantissimo in contribuzione ai lavoratori, per un tempo più lungo possibile, nella prospettiva di restituire attraverso le pensioni, il meno possibile.

    è del tutto evidente che nella grottesca commedia delle parti, dx,sx,centro, basso e alto approvano la porcata;
    il problema non li riguarda.


  9. #49
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    In realtà la riforma dini diceva chiaramente 58 di anzianità o 35 di contributi.

    Si tratta di tornare alla vecchia legge.
    Ma non per tutti:

    I lavoratori autonomi,o quegli artigiani che lavorano per ditte che richiedono fatture e che loro malgrado devono pagare tutte le tasse e onerosi bollettini INPS, vanno in pensione SOLO dopo 40 anni di versamenti.

    Se negli anni scorsi non avessero assaltato la diligenza INPS con le false pensioni, o con le pensioni "baby", oggi non ci sarebbero problemi a mandare in pensione gente che ha lavorato almeno trentacinque anni;
    e nessuno avrebbe niente da dire sull'innalzamento dell'età pensionabile fino a 65 anni.

    Mi spiego: se negli anni settanta i giovani iniziavano il lavoro a 15 anni dopo la medie, con 35 anni di contributi potevano andare in pensione a 50 anni.

    Ora, dal momento che quasi tutti iniziano a versare contributi dopo i 30 anni, dovendo versare almeno 35 anni di "marchette" giocoforza vanno in pensione dopo aver compiuto i 65 anni.

    Dove sta il problema?

    Nel fatto di aver mantenuto un comportamento da cicale fino allo svuotamento delle casse INPS.

    Chi ha dato ha dato
    chi ha avuto ha avuto
    scurdammuce o passato...

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego
    la vera riforma pensionistica doveva essere fatta almeno 30 anni fa:
    per una vera giustizia sociale e per non creare situazioni come quella a cui stiamo andando incontro, tutti i requisti pensionistici dovevano uniformarsi a quelli del lavoratore privato, CIOE': 35 ANNI DI EFFETTIVI VERSAMENTI E UNA PENSIONE CALCOLATA SUGLI STIPENDI E RELATIVI VERSAMENTI CONTRIBUTIVI, DEGLI ULTIMI 5 ANNI DI LAVORO; STOP.

    se TUTTE le categorie di lavoratori, quindi statali, parastatali, militari, politici, etc. avessero beneficiato degli stessi trattamenti, non ci sarebbe alcun problema pensionistico.


    purtroppo l'INPS si trova costretto a pagare le pensioni di:

    milioni di ex dipendenti con 15-20 anni di lavoro e una età
    anagrafica di 40-50 anni; (stato, parastato, militari, etc.)
    milioni di ore di cassa integrazione e assegni di mobilità;
    milioni di false pensioni di stampo puramente assistenzialista con
    annesso voto di scambio;
    milioni di altre prestazioni a favore di indigenti, poveri, persone
    sole senza alcun familiare, etc.

    è evidente che in questa situazione è impossibile parlare di riforma
    del sistema pensionistico se in esso si trovano spese e prestazione
    che esulano completamente dal rapporto tra, LAVORO E CONTRIBUTI REALMENTE VERSATI IN UN TEMPO DEFINITO.

    qui si vuole fare di tutta un'erba un fascio per creare confusione con
    l'esplicita intenzione di fare pagare tantissimo in contribuzione ai lavoratori, per un tempo più lungo possibile, nella prospettiva di restituire attraverso le pensioni, il meno possibile.

    è del tutto evidente che nella grottesca commedia delle parti, dx,sx,centro, basso e alto approvano la porcata;
    il problema non li riguarda.

    Oddio!

    Per la prima volta leggo argomenti seri in materia!

    Qualcuno finalmente ha capito cosa c’è dietro tutta questa storia che si trascina da anni sulla quale nessuno ha il coraggio di dire qualcosa di sensato!

    A quell’elenco mancano solo le pensioni sociali di invalidità. Quelle che spettano se si subisce qualche danno fisico o si nasce con delle malformazioni.

    Anche quelle pensioni costosissime per lo stato sono a carico dell’INPS e quindi a carico di quei lavoratori che versano i contribuiti credendo che vadano a coprire degli investimenti dai cui introiti dovrebbero pagare la sua pensione di vecchiaia. Col CA…!

    L’INPS ci paga gli oneri sociali che dovrebbe pagare lo stato con le tasse!

    E poi ci vengono a dire che non ci sono i soldi per le pensioni!

    Ma che ci avete fatto con i nostri soldi? Ora si inventano che ci stanno pagando la pensione a chi è già in pensione.

    Ma allora che ci hanno fatto con i soldi che hanno versato chi è già in pensione?

    Non erano sufficienti? Segno che sono state “regalate” delle pensioni e che quindi erano più dei “premi” sociali, dei favoritismi concessi dallo stato. Ma allora perché non li fate pagare DALLO STATO che ha concesso questi favoritismi.

    Ad esempio come fa l’INPS a pagare la pensione ad un parlamentare dopo che questo ha versato contributi solo per un anno?

    Come può aver versato contributi tali da “pagarsi” la pensione?

    E’ ovvio che è un “favoritismo” concesso dallo stato e quindi non ha nulla a che fare con il meccanismo dei versamenti e delle pensioni.

    Pertanto DOVREBBE essere pagato dallo stato e non dai soli lavoratori dipendenti! Tolto dai loro versamenti, dalla loro pensione!!!

    Saluti

 

 
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