
Originariamente Scritto da
Maxadhego
la vera riforma pensionistica doveva essere fatta almeno 30 anni fa:
per una vera giustizia sociale e per non creare situazioni come quella a cui stiamo andando incontro, tutti i requisti pensionistici dovevano uniformarsi a quelli del lavoratore privato, CIOE': 35 ANNI DI EFFETTIVI VERSAMENTI E UNA PENSIONE CALCOLATA SUGLI STIPENDI E RELATIVI VERSAMENTI CONTRIBUTIVI, DEGLI ULTIMI 5 ANNI DI LAVORO; STOP.
se TUTTE le categorie di lavoratori, quindi statali, parastatali, militari, politici, etc. avessero beneficiato degli stessi trattamenti, non ci sarebbe alcun problema pensionistico.
purtroppo l'INPS si trova costretto a pagare le pensioni di:
milioni di ex dipendenti con 15-20 anni di lavoro e una età
anagrafica di 40-50 anni; (stato, parastato, militari, etc.)
milioni di ore di cassa integrazione e assegni di mobilità;
milioni di false pensioni di stampo puramente assistenzialista con
annesso voto di scambio;
milioni di altre prestazioni a favore di indigenti, poveri, persone
sole senza alcun familiare, etc.
è evidente che in questa situazione è impossibile parlare di riforma
del sistema pensionistico se in esso si trovano spese e prestazione
che esulano completamente dal rapporto tra, LAVORO E CONTRIBUTI REALMENTE VERSATI IN UN TEMPO DEFINITO.
qui si vuole fare di tutta un'erba un fascio per creare confusione con
l'esplicita intenzione di fare pagare tantissimo in contribuzione ai lavoratori, per un tempo più lungo possibile, nella prospettiva di restituire attraverso le pensioni, il meno possibile.
è del tutto evidente che nella grottesca commedia delle parti, dx,sx,centro, basso e alto approvano la porcata;
il problema non li riguarda.
