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  1. #11
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    Predefinito Finiti i convenevoli, le domande:

    L''impersonale' "redazione milanese" di 'Orion' - immagino si tratti di te -, dove dice del panorama culturale primigenio della destra radicale, non ti pare incorra in un peccatuccio di omissione? O di rimozione? Conflitti "d'anima" con il padre (putativo)?

  2. #12
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    Predefinito

    Caro MAurizio ora ti toccherà passare delle giornate sul computer a rispindere alle domande.

    Su Quex : è stato pubblicato un articolo recuperato in rete.
    Le domande sono 2:
    - non è possibile la ristampa di tutti e sei i numeri dato che è praticamente impossibile recupoerarli (io in tre anni ne ho trovato solo 1);
    - Molina e Brambilla sono due camerati di San Babila realmete esistiti mi pare ...

    ecco l'articolo:
    ubblicazione del periodico quex""Data:01/10/1978Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:a cura del centro studi quex, via teodosio 60, milano, viene diffuso il primo numero del periodico quex". direttore responsabile fernando molina, nel collegio di redazione nico azzi, edgardo bonazzi, francesco de min, sergio latini, mauro marzorati, maurizio murelli, mario tuti. in realtà quello del direttore responsabile è un nome di copertura di fabrizio zani e via teodosio è l'indirizzo dove a milano risiedono i suoi genitori. il periodico è il frutto di una iniziativa assunta nell'ambiente carcerario da detenuti di estrema destra spesso protagonisti di atti terroristici. giovandosi di collegamenti esterni, soprattutto del contributo di mario guido naldi a bologna, mirano a influenzare l'ambiente "rivoluzionario" di destra secondo linee di duro interventismo. quello di cui ci si deve subito occupare, è scritto nell'articolo di presentazione, è "la zavorra costituita da provocatori, infiltrati, traditori, confidenti di polizia". e difatti compare una rubrica intitolata "ecrasez l'infame" in cui il primo "traditore" additato è marco affatigato, al quale tuti addebita la responsabilità della propria cattura. quanto all'operatività politica si indica la figura del "cacciatore" solitario come esempio cui deve rifarsi chiunque voglia "prendere le armi" contro il regime."Persone Coinvolte:zani, fabrizio alias molina, fernando (direttore) ; azzi, nico ; bonazzi, edgardo ; de min, francesco ; latini, sergio ; marzorati, mauro ; murelli, maurizio ; tuti, mario (redattori) ; affatigato, marco (indicato come traditore)Organizazioni citate:quex", periodico, milano"Note:quex", periodico, n.1, ottobre 1978."
    Titolo:secondo numero di quex""Data:01/05/1979Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce il secondo numero del periodico quex", che si presenta come stampato in francia. direttore responsabile fernando dell'asta, nel collegio di redazione nico azzi, edgardo bonazzi, francesco (franz) de min, sergio latini, angelo croce, mauro marzorati, maurizio murelli, mario tuti, angelo izzo. in realtà, come sarà accertato, il fascicolo è prodotto in italia e quello del direttore è un altro nome di copertura di fabrizio zani, tra i principali promotori dell'iniziativa. in questo numero di "quex" viene lanciata la proposta di costituire i "cuib" (termine ripreso dal filosofo rumeno codreanu che sta per "nido", unità di base del movimento rivoluzionario): "bisogna costituire i cuib. bisogna costituire cioè dei nuclei rivoluzionari di minima entità che incentrino la loro opera sull'azione esemplare". da qui la parola d'ordine "spontaneismo", precisando che la rivista "si riconosce in grandissima parte nelle posizioni rivoluzionarie espresse da franco freda". nella rubrica fissa "ecrasez l'infame" viene indicato come "delatore" giorgio muggiani, del msi (movimento sociale italiano) di milano. col secondo numero "quex" comincia a essere distribuito tramite gli stessi canali di tp (terza posizione)."Persone Coinvolte:zani, fabrizio detto dell'asta fernando (direttore) ; azzi, nico ; bonazzi, edgardo ; de min, francesco detto franz ; latini, sergio ; croce, angelo ; marzorati, mauro ; murelli, maurizio ; tuti, mario ; izzo, angelo (redattori) ; freda, franco (indicato Organizazioni citate:quex", periodico; tp (terza posizione)"Note:quex", periodico, n.2, maggio 1979."
    Titoloubblicazione di quex-documento""Data:01/03/1980Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce quex-documento", ritenuto impropriamente il quarto numero della pubblicazione di estrema destra. in realtà è un numero monografico destinato ad illustrare "una proposta rivoluzionaria": secondo le indicazioni riportate la direzione è a parigi, il direttore responsabile giovanni brambilla, ma anche in questo caso il fascicolo è prodotto in italia e giovanni brambilla è un nome di copertura di fabrizio zani. non compare più il collegio redazionale. preliminarmente il documento affronta quella che definisce "la degenerazione neofascista" spiegando che "il giro delle alleanze e delle lotte fra gli almirante, i rauti, i delle chiaie, i signorelli, i borghese e via dicendo è uno specchio fedele della scarsa saldezza e coerenza di una classe dirigente. individui come delle chiaie, servi delle polizie di tutto il mondo, si qualificano da soli". viene quindi ribadita la posizione centrale che l'azione deve avere nella strategia del movimento: un'azione "esemplare" e "qualificante" attorno alla quale si generi un movimento legionario."Persone Coinvolte:zani, fabrizio alias brambilla, giovanni (direttore) ; delle chiaie, stefano (citato)Organizazioni citate:quex", periodico"Note:quex-documento", numero monografico, marzo 1980."
    Titolo:terzo numero di quex""Data:01/03/1980Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce il terzo numero del periodico quex", che per l'occasione si presenta come "quex intervento". reca l'indicazione di un indirizzo di parigi come redazione e amministrazione e il nome juan del péche come direttore. in realtà come sarà accertato, il fascicolo è prodotto in italia e juan del péche è un nome di copertura di fabrizio zani. nel collegio redazionale compaiono nico azzi, edgardo bonazzi, angelo croce, francesco (franz) de min, angelo izzo, sergio latini, mauro marzorati, maurizio murelli e mario tuti. vengono additati i partiti quali principali avversari del movimento rivoluzionario e nell'elenco viene incluso il msi (movimento sociale italiano), i cui dirigenti, "nella loro quasi totalità, sono truffatori politici". quindi si delineano i principi generali della lotta rivoluzionaria, auspicando qualsiasi alleanza purchè si lotti contro il sistema: "una sola cosa non può più essere ammessa in buona fede: un qualsiasi contagio con le forze del sistema". nella consueta rubrica "ecrasez l'infame" viene indicato come "delatore" maurizio di giovine, "boia con aspirazioni monarchiche"."Persone Coinvolte:zani, fabrizio alias juan del péche (direttore) ; azzi, nico ; bonazzi, edgardo ; croce, angelo ; de min, francesco detto franz ; izzo, angelo ; latini, sergio ; marzorati, mauro ; murelli, maurizio ; tuti, mario (redattori) ; di giovine, maurizio (indicaOrganizazioni citate:quex", periodico."Note:quex", periodico, n.3, marzo 1980."
    Titoloubblicazione di quex-presenza""Data:01/03/1981Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce quex-presenza", che si definisce "bolletino a diffusione interna a cura dei detenuti politici nazionalrivoluzionari, carceri penali di novara". non sono menzionati nè il luogo di stampa nè i nominativi del collegio redazionale. viene ritenuto il quinto numero del periodico, sarà comunque l'ultimo. vi si espongono considerazioni sulle stragi terroristiche compiute in italia e si afferma che "il mondo neofascista è stato il capro espiatorio predestinato di una strategia di potere". e tuttavia, si prosegue in un altro articolo, "buona parte di ciò che ci è piovuto addosso in questi anni lo dobbiamo alla destra conservatrice, reazionaria e golpista. e' necessario che tutti si impegnino nell'opera di individuazione degli agenti provocatori che sono fra di noi". nell'ultimo articolo si afferma che la lotta armata è fallita perché si riteneva che fosse di breve durata e perché è mancata la necessaria convinzione nei momenti chiave. sulla copertina della rivista l'elogio funebre di ciccio e nanni "caduti sul campo dell'onore" con evidente riferimento a francesco mangiameli (ciccio) e maurizio de angelis (nanni)."Persone Coinvolte:mangiameli, francesco detto ciccio ; de angelis, maurizio detto nanni (citati nella pubblicazione)Organizazioni citate:quex", periodico."Note:quex-presenza", bollettino, marzo 1981."
    Titolo:uccisione di buzzi in carcereData:13/04/1981Riferimentimicidio di destraDescrizione Evento:nel carcere speciale di novara, durante l'ora d'aria, muore strangolato ermanno buzzi, unico condannato all'ergastolo per la strage di piazza della loggia a brescia e in attesa del giudizio d'appello. pierluigi concutelli del mpon (movimento politico ordine nuovo) e mario tuti, detenuti nello stesso carcere, si assumono la responsabilità del delitto con un comunicato ai giornali in cui scrivono tra l'altro: la strumentalizzazione dei fatti di brescia, la turpe condotta e la provocata rovina morale e giudiziaria di diversi giovani erano per noi addebiti tali da fargli meritare la morte, a prescindere dalla già sufficiente ragione rappresentata dalla sua attività di delatore e agente provocatore". un mese prima, sulla rivista di estrema destra "quex" era stato scritto che il presunto responsabile della strage di brescia (buzzi) "è risultato comunque essere un confidente dei carabinieri di brescia". tra le possibili motivazioni del delitto verrà avanzata anche la possibile disponibilità della vittima a fare rivelazioni al prossimo processo d'appello."Persone Coinvolte:buzzi, ermanno (vittima) ; concutelli, pierluigi ; tuti, mario (esecutori)Organizazioni citate:mpon (movimento politico ordine nuovo)Noteomunicato del 13 aprile 1981, in sentenza corte d'appello di torino, 21 novembre 1986.
    cmq vi sono alcuni errori e considera chi ha redatto la cronistoria
    Bazooka!!!

  3. #13
    Intellettuale
    Ospite

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    Ciao Maurizio, sul sito orionlibri.com non mi apre la "precisazione" su skorzeny seguita all'articolo di alessandra colla.. problema mio o generale?

    Colgo l'occasione per congratularmi con l'autrice ( di cui condivido quasi sempre le prese di posizione e l'originale modo di scrivere su orion.. , ottimo pure il "l'uomo eco(il)logico" ma mi fermo qui altrimenti corro il rischio di sembrare il solito lecca culo..) per l'articolo. Bello e pure un tantino pesantuccio ( il che non guasta )

    p.s. confesso che su degrelle sono rimasto spiacevolmente allibito, se chiedo lumi chiedo troppo?

    Eja
    Eugenio di Arezzo
    Scusate l'intrusione. Non te la apre perchè è un file con estensione .odt (open document), creato quasi sicuramente con Open Office. Se vuoi aprirlo prima che venga convertito in altro formato, scarica:

    http://it.openoffice.org/

  4. #14
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga
    Ciao Murelli!
    Premetto che non sono più così addentro all'"Area" (c'ho bazzigato tempo fa, cambiando anche posizione, ma mai andando oltre una ordinaria militanza), perché ho preferito dedicarmi a studi e passioni d'altro tipo, e quindi non conosco gli ultimi eventuali sviluppi e "ricette" politiche, se non per quanto posso afferrare da un paio (in media) di collegamenti settimanali.

    Domanda da un milione di euro:
    ma ha ancora senso impegnarsi non dico "da destra" (parolaccia su cui nessuno di noi ormai inciamperebbe, eccetto forse i seguaci di GFini e di Saia), ma da una qualunque posizione rivoluzionario-conservatrice?
    Che cosa c'è rimasto da difendere, a casa nostra?
    Ti ringrazio se vorrai dirci la tua, e mi scuso ancora per la ciclopicità della domanda ...

    Ormriauga (serpe-negli-occhi)
    Uno dei miei quattro "Vangeli" è "Cavalcare la Tigre" di Evola. Lì c'è la risposta. Ma tranquillo, non voglio fare il furbo evitando di rispondere compiutamente. Credo però che la risposta emergerà dalla somma delle risposte che darò qui. In modo superficiale posso anche dire che, come l'ultimo giapponese, c'è chi è incapace di arrendersi. Grosso limite, forse...

  5. #15
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo
    Ripropongo una mia domanda a Maurizio Murelli, un pò articolata eh :

    Qual'è il tuo parere riguardo alla corrente nazional-bolscevica del passato e di oggi, ed in particolare di come si è sviluppata in Russia (vedi Limonov e Dughin) e del perchè, secondo te, in Italia non ha trovato molti favori?
    Grazie.
    Ho valutato quella via. Ne sono anche rimasto affascinato e tentato. In un dato momento ci ho pure creduto. Poi mi sono convinto dell'impraticabilità. L'Italia ha un suo retaggio complesso e, dopo il crollo dell'Impero Romano, l'Italia (con esclusione della parentesi del fascismo che è riuscito a compensarle al suo interno) ha sempre conosciuto la partica di due ortodossie contrapposte. A parte il respiro continentale e quello Mediterraneo, pensa a Guelfi e Ghibellini, fascisti e comunisti, "pagani" e cristiani, fascisti e antifascisti, clericali e anticlericali... altrove è possibile superare lo scarto dell'ortodossia ideologica, da noi no. I retaggi son retaggi, le sedimentazioni son sedimentazioni e in certi campi occorre pragmatismo. Al di là di tutto il fascismo fu molto pragmatico.
    Oggi conosco poco dei nuovi elaborati teorici degli eurasiatisti e dei nazionalcomunisti e/o nazionalbolscevichi. Considero però che da sempre nel nostro magico paese sono venute fuori nuove sintesi e nuove concezioni che hanno fatto lezione nel mondo. Chissà.... Però non sono ostile e non ho pregiudiziali. Cito spesso l'esperienza fiumana proprio perché quello fu uno straordinario esempio di convivenza di formule rivoluzionarie in cerca di sintesi. Da noi pesa anche uno straziante passato (guerra civile) che non passa...

  6. #16
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Viva la vida!
    Ciao Maurizio.
    Mi fa piacere parlare con una persona di alto spessore come te
    Vorrei sapere, se secondo te, la militanza si può svincolare dal discorso Tradizionale?

    Grazie in anticipo
    Ci sono tante di quelle militanze! Mica si può negare la militanza comunista, socialista, anarchica. Il milite è al servizio di un'idea, di una causa. "Tradizione"... qui è un po' più complicata la questione. Fai conto che l'indicazione evoliana (se vogliamo parlare di Tradizione penso che non si possa prescindere dal Barone, no?) di "Cavalcare la tigre" prende in considerazione la possibilità di praticare una militanza politico-sociale senza che l'uomo differenziato, l'uomo della Tradizione vi "aderisca". Anche l'Anarca o l'Avventuriero (la SEB ha pubblicato un bel libro dal titolo "Ritratto dell'Avventurieo") in termini individuali agiscono senza aderire ad una causa "politica". Il problema, se di problema si tratta, è quando si opera come "comunità organica", cioè quando uomini che hanno conosciuto la via della Liberazione si associano. Qui necessariamente gioca l'elemento gerarchico se si rimane in campo tradizionale. È uno dei tanti nodi che quella che viene chiamata "area" deve sciogliere per poter formulare una teoria o una dottrina per i tempi che viviamo.

  7. #17
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Agarda
    Ringrazio nuovamente per la gentilezza e la risposta esaustiva. Corretta la distinzione tra religiosità e questione immigrazione, altrettanto condivisibile l'appoggio a quelle forze che, pur nella loro eterogeneità, lottano contro gli Stati Uniti. Noi Europei, invece? Crede in un rifiorire di culti autoctoni nel cuore del "Vecchio Continente"?

    -Agarda-
    C'è chi sostiene che ci sono "catene iniziatiche" al culto originario che non si nono mai interrotte. Quelli che lo sostengono dicono anche che i maestri ci sono e sono loro a rivelarsi ai potenziali discepoli. Personalmente non sono mai stato chiamato. Quindi non so dire. Di certo non vedo come l'azione del ripristino dei culti tradizionali possa ripartire dal basso. Resta la religiosità, che non è poca cosa. Ma forse il nostro destino è quello di vivere un epoca ove la "fiammella divina" va ricercata in noi stessi. In un certo qual modo è un po' il discorso della "piccola" e "grande guerra santa". Una opportuintà per alcuni. Poi ci sono gli uomini di Fede...

  8. #18
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
    L''impersonale' "redazione milanese" di 'Orion' - immagino si tratti di te -, dove dice del panorama culturale primigenio della destra radicale, non ti pare incorra in un peccatuccio di omissione? O di rimozione? Conflitti "d'anima" con il padre (putativo)?
    No. Veramente la Redazione milanese di Orion si compone di persone diverse. Da sempre "Orion" dice di non essere un organo espressione di unità dottrinaria. Ci sono uomini e donne con molte cose in comune e altre di carattere molto individuale. Anche sulla ricostruzione del "carattere primigenio destra radicale" si hanno opinioni e ricostruzioni diverse. A me pare - nel presentarmi a questo forum - di aver posto correttamente la mia versione. C'è un "panorama culturale" e ci sono interpreti degli elaborati culturali. "Orion" in un dato momento ha detto la sua. Però non riesco a capire a quale passaggio della Redazione di Orion ti riferisci.

  9. #19
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bazooka
    Caro MAurizio ora ti toccherà passare delle giornate sul computer a rispindere alle domande.

    Su Quex : è stato pubblicato un articolo recuperato in rete.
    Le domande sono 2:
    - non è possibile la ristampa di tutti e sei i numeri dato che è praticamente impossibile recupoerarli (io in tre anni ne ho trovato solo 1);
    - Molina e Brambilla sono due camerati di San Babila realmete esistiti mi pare ...

    ecco l'articolo:
    ubblicazione del periodico quex""Data:01/10/1978Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:a cura del centro studi quex, via teodosio 60, milano, viene diffuso il primo numero del periodico quex". direttore responsabile fernando molina, nel collegio di redazione nico azzi, edgardo bonazzi, francesco de min, sergio latini, mauro marzorati, maurizio murelli, mario tuti. in realtà quello del direttore responsabile è un nome di copertura di fabrizio zani e via teodosio è l'indirizzo dove a milano risiedono i suoi genitori. il periodico è il frutto di una iniziativa assunta nell'ambiente carcerario da detenuti di estrema destra spesso protagonisti di atti terroristici. giovandosi di collegamenti esterni, soprattutto del contributo di mario guido naldi a bologna, mirano a influenzare l'ambiente "rivoluzionario" di destra secondo linee di duro interventismo. quello di cui ci si deve subito occupare, è scritto nell'articolo di presentazione, è "la zavorra costituita da provocatori, infiltrati, traditori, confidenti di polizia". e difatti compare una rubrica intitolata "ecrasez l'infame" in cui il primo "traditore" additato è marco affatigato, al quale tuti addebita la responsabilità della propria cattura. quanto all'operatività politica si indica la figura del "cacciatore" solitario come esempio cui deve rifarsi chiunque voglia "prendere le armi" contro il regime."Persone Coinvolte:zani, fabrizio alias molina, fernando (direttore) ; azzi, nico ; bonazzi, edgardo ; de min, francesco ; latini, sergio ; marzorati, mauro ; murelli, maurizio ; tuti, mario (redattori) ; affatigato, marco (indicato come traditore)Organizazioni citate:quex", periodico, milano"Note:quex", periodico, n.1, ottobre 1978."
    Titolo:secondo numero di quex""Data:01/05/1979Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce il secondo numero del periodico quex", che si presenta come stampato in francia. direttore responsabile fernando dell'asta, nel collegio di redazione nico azzi, edgardo bonazzi, francesco (franz) de min, sergio latini, angelo croce, mauro marzorati, maurizio murelli, mario tuti, angelo izzo. in realtà, come sarà accertato, il fascicolo è prodotto in italia e quello del direttore è un altro nome di copertura di fabrizio zani, tra i principali promotori dell'iniziativa. in questo numero di "quex" viene lanciata la proposta di costituire i "cuib" (termine ripreso dal filosofo rumeno codreanu che sta per "nido", unità di base del movimento rivoluzionario): "bisogna costituire i cuib. bisogna costituire cioè dei nuclei rivoluzionari di minima entità che incentrino la loro opera sull'azione esemplare". da qui la parola d'ordine "spontaneismo", precisando che la rivista "si riconosce in grandissima parte nelle posizioni rivoluzionarie espresse da franco freda". nella rubrica fissa "ecrasez l'infame" viene indicato come "delatore" giorgio muggiani, del msi (movimento sociale italiano) di milano. col secondo numero "quex" comincia a essere distribuito tramite gli stessi canali di tp (terza posizione)."Persone Coinvolte:zani, fabrizio detto dell'asta fernando (direttore) ; azzi, nico ; bonazzi, edgardo ; de min, francesco detto franz ; latini, sergio ; croce, angelo ; marzorati, mauro ; murelli, maurizio ; tuti, mario ; izzo, angelo (redattori) ; freda, franco (indicato Organizazioni citate:quex", periodico; tp (terza posizione)"Note:quex", periodico, n.2, maggio 1979."
    Titoloubblicazione di quex-documento""Data:01/03/1980Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce quex-documento", ritenuto impropriamente il quarto numero della pubblicazione di estrema destra. in realtà è un numero monografico destinato ad illustrare "una proposta rivoluzionaria": secondo le indicazioni riportate la direzione è a parigi, il direttore responsabile giovanni brambilla, ma anche in questo caso il fascicolo è prodotto in italia e giovanni brambilla è un nome di copertura di fabrizio zani. non compare più il collegio redazionale. preliminarmente il documento affronta quella che definisce "la degenerazione neofascista" spiegando che "il giro delle alleanze e delle lotte fra gli almirante, i rauti, i delle chiaie, i signorelli, i borghese e via dicendo è uno specchio fedele della scarsa saldezza e coerenza di una classe dirigente. individui come delle chiaie, servi delle polizie di tutto il mondo, si qualificano da soli". viene quindi ribadita la posizione centrale che l'azione deve avere nella strategia del movimento: un'azione "esemplare" e "qualificante" attorno alla quale si generi un movimento legionario."Persone Coinvolte:zani, fabrizio alias brambilla, giovanni (direttore) ; delle chiaie, stefano (citato)Organizazioni citate:quex", periodico"Note:quex-documento", numero monografico, marzo 1980."
    Titolo:terzo numero di quex""Data:01/03/1980Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce il terzo numero del periodico quex", che per l'occasione si presenta come "quex intervento". reca l'indicazione di un indirizzo di parigi come redazione e amministrazione e il nome juan del péche come direttore. in realtà come sarà accertato, il fascicolo è prodotto in italia e juan del péche è un nome di copertura di fabrizio zani. nel collegio redazionale compaiono nico azzi, edgardo bonazzi, angelo croce, francesco (franz) de min, angelo izzo, sergio latini, mauro marzorati, maurizio murelli e mario tuti. vengono additati i partiti quali principali avversari del movimento rivoluzionario e nell'elenco viene incluso il msi (movimento sociale italiano), i cui dirigenti, "nella loro quasi totalità, sono truffatori politici". quindi si delineano i principi generali della lotta rivoluzionaria, auspicando qualsiasi alleanza purchè si lotti contro il sistema: "una sola cosa non può più essere ammessa in buona fede: un qualsiasi contagio con le forze del sistema". nella consueta rubrica "ecrasez l'infame" viene indicato come "delatore" maurizio di giovine, "boia con aspirazioni monarchiche"."Persone Coinvolte:zani, fabrizio alias juan del péche (direttore) ; azzi, nico ; bonazzi, edgardo ; croce, angelo ; de min, francesco detto franz ; izzo, angelo ; latini, sergio ; marzorati, mauro ; murelli, maurizio ; tuti, mario (redattori) ; di giovine, maurizio (indicaOrganizazioni citate:quex", periodico."Note:quex", periodico, n.3, marzo 1980."
    Titoloubblicazione di quex-presenza""Data:01/03/1981Riferimenti:documenti e pubblicazioni di destraDescrizione Evento:esce quex-presenza", che si definisce "bolletino a diffusione interna a cura dei detenuti politici nazionalrivoluzionari, carceri penali di novara". non sono menzionati nè il luogo di stampa nè i nominativi del collegio redazionale. viene ritenuto il quinto numero del periodico, sarà comunque l'ultimo. vi si espongono considerazioni sulle stragi terroristiche compiute in italia e si afferma che "il mondo neofascista è stato il capro espiatorio predestinato di una strategia di potere". e tuttavia, si prosegue in un altro articolo, "buona parte di ciò che ci è piovuto addosso in questi anni lo dobbiamo alla destra conservatrice, reazionaria e golpista. e' necessario che tutti si impegnino nell'opera di individuazione degli agenti provocatori che sono fra di noi". nell'ultimo articolo si afferma che la lotta armata è fallita perché si riteneva che fosse di breve durata e perché è mancata la necessaria convinzione nei momenti chiave. sulla copertina della rivista l'elogio funebre di ciccio e nanni "caduti sul campo dell'onore" con evidente riferimento a francesco mangiameli (ciccio) e maurizio de angelis (nanni)."Persone Coinvolte:mangiameli, francesco detto ciccio ; de angelis, maurizio detto nanni (citati nella pubblicazione)Organizazioni citate:quex", periodico."Note:quex-presenza", bollettino, marzo 1981."
    Titolo:uccisione di buzzi in carcereData:13/04/1981Riferimentimicidio di destraDescrizione Evento:nel carcere speciale di novara, durante l'ora d'aria, muore strangolato ermanno buzzi, unico condannato all'ergastolo per la strage di piazza della loggia a brescia e in attesa del giudizio d'appello. pierluigi concutelli del mpon (movimento politico ordine nuovo) e mario tuti, detenuti nello stesso carcere, si assumono la responsabilità del delitto con un comunicato ai giornali in cui scrivono tra l'altro: la strumentalizzazione dei fatti di brescia, la turpe condotta e la provocata rovina morale e giudiziaria di diversi giovani erano per noi addebiti tali da fargli meritare la morte, a prescindere dalla già sufficiente ragione rappresentata dalla sua attività di delatore e agente provocatore". un mese prima, sulla rivista di estrema destra "quex" era stato scritto che il presunto responsabile della strage di brescia (buzzi) "è risultato comunque essere un confidente dei carabinieri di brescia". tra le possibili motivazioni del delitto verrà avanzata anche la possibile disponibilità della vittima a fare rivelazioni al prossimo processo d'appello."Persone Coinvolte:buzzi, ermanno (vittima) ; concutelli, pierluigi ; tuti, mario (esecutori)Organizazioni citate:mpon (movimento politico ordine nuovo)Noteomunicato del 13 aprile 1981, in sentenza corte d'appello di torino, 21 novembre 1986.
    cmq vi sono alcuni errori e considera chi ha redatto la cronistoria
    E' un materiale molto eterogeneo e pericoloso, generato in una particolare situazione dove i "redattori" non avevano possibilità di concordare nulla. Io ricordo che il primo articolo che inviai fu fermato dalla censura carceraria. Allora scrissi una lettera tentando di far capire che alcuni passaggi di quella lettera dovevano essere tagliati e ricuciti in articolo. Chi lo fece, per quanta buona volontà ci mise, non mi diede soddisfazione. Nel senso che venne fuori qualcosa di un po' diverso da quello che avevo in testa io. Poi, alcuni redattori si sono in seguito persi nelle lande del pentitismo. Forse, da qualche parte, ho ancora i numeri di Quex. Ma anche se li trovassi io non me la sento di ripubblicarli, a prescindere dal dover chiedere l'autorizzazione agli altri alcuni dei quali non è che sono del tutto liberi, ma vivono con una spada di Damocle sulla testa. Però tengo presente questa richiesta. Ne parlerò con chi ha titolo e ci rifletterò. Sinceramente, però, di prima battuta non mi sembra un ottima idea. Ci fosse meno confusione nell'"area" potrebbero rappresentare dei documenti e basta. Temo che qualcuno li accolga come suggerimenti operativi validi oggi, 26 anni dopo!

  10. #20
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    mi interesserebbe sapere come va la situazione organizzativa (e finanziaria) del mondo editoriale dell'area.

    Il problema che vedo è la scarsa disponibilità di titoli e punti-vendita. Io sto in America Latina e ho difficoltà a farmi spedire le edizioni d'area, che non compaiono nei sistemi di smercio internazionali (tipo IBIS). Le edizioni hanno inoltre uno scarso tiraggio e si esauriscono in fretta.

    In pratica mi tocca andare in Italia e fare la spesa nelle (poche) librerie specializzate, riempiendo le valigie di libri...

    Vorrei anche che si pensasse in rieditare diversi titoli degli anni venti-trenta mai ripubblicati.


    p.s. Mi interesso di fascismo anche per lavoro: insegno all'università e mi occupo -tra le altre linee di ricerca- di questo tema.

 

 
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