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Risultati da 51 a 60 di 169
  1. #51
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti
    e' vero che avete appoggiato la canditatura di guaglianone in AN, del quale non condivido la scelta di candidarsi, ma che merita comunque rispetto perchè ha aiutato Gilberto e molti altri camerati...?
    Tutto vero e lacunoso al tempo stesso. Gabriele e Veterano conoscono i termini della questione. Altro non c'è da dire!

  2. #52
    alberico
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    Predefinito L'origine

    Tornassi indietro non lo rifarei.

    Secondo me lo rifaresti. Avete avuto un'ottima intuizione e complimenti per il prodotto (dato che ci avete lavorato in prigionia credo sia stata quasi un'impresa eroica). E' stato uno dei primi testi "d'area" (o di edizioni d'area) che mi è capitato tra le mani. Ne ero affezionatissimo, ma - ahimè- è andato ad arricchire il deposito sequestri della procura di Padova - che, tra l'altro, dopo anni di richieste di dissequestro me lo ha anche perduto. Quindi con Rahn nasce Barbarossa?

  3. #53
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da alberico Visualizza Messaggio
    Tornassi indietro non lo rifarei.

    Secondo me lo rifaresti. Avete avuto un'ottima intuizione e complimenti per il prodotto (dato che ci avete lavorato in prigionia credo sia stata quasi un'impresa eroica). E' stato uno dei primi testi "d'area" (o di edizioni d'area) che mi è capitato tra le mani. Ne ero affezionatissimo, ma - ahimè- è andato ad arricchire il deposito sequestri della procura di Padova - che, tra l'altro, dopo anni di richieste di dissequestro me lo ha anche perduto. Quindi con Rahn nasce Barbarossa?
    Senza garantire nulla perché la prima edizione è super esaurita, ma se ne ritrovo una copia ti cerco e te la faccio avere. Le edizioni Barbarossa si agganciarono, come insegna, ad un circolo universitario di Torino (circolo librario) agganciato a Europa e Civiltà. Un paio di aderenti a quel circolo risiedevano a Saluzzo, dove io ero detenuto. Mi diedero l'opportunità di utilizzare quel "logo". Avrei pprefeito proporre una mia insegna, meno ancorata alla "interpretazione" cattolica del significato di Federico I detto Barbarossa, ma allora non era possibile. In seguito avrei potuto mutare insegna, ma per gratitudine e riconoscenza non l'ho mai fatto.
    Non ero all'altezza di fare l'editore. Avrei dovuto misurare meglio i miei limiti invece di superarli. Così è andata e la storia continua....

  4. #54
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    Grazie Maurizio per la pazienza e per la cortesia con cui rispondi anche alle domande "personali":
    Un quesito su san Babila: i frequentatori di San Babila aderivano ad un unico gruppo (tipo le Sasb) oppure c'erano vari gruppetti che facevano riferimento ai vari bar?
    e ancora : i membri di Avanguradia Nazionale e La Fenice frequentavano San Babila oppure no? (il dubbio mi è venuto leggendo il bellissimo Avene selvatiche)...
    Bazooka!!!

  5. #55
    Voce controvent
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    Predefinito Ciao Maurizio

    Ho trovato per caso e, lo ammetto, per la prima volta la rivista "Orion" -anche se non era la prima volta che ne sentivo parlare- e l'ho letta rimanendo positivamente colpito per la "scoperta" (almeno in un primo tempo).
    Volevo innanzitutto farti i complimenti per il tuo Editoriale su "Orion" n°261 giugno 2006 in quanto condivido, in gran parte, la tua analisi dell'Area, specialmente per quanto riguarda il discorso <<tolleranza verso i fratelli / intolleranza verso il mondo "esterno">> specie se vogliamo sfondare (come è naturale per il Fascismo) nel sociale.
    Poi volevo anche i complimenti ad Alessandra Colla per l'articolo "Noblesse oblige" sui Savoia; molto ironico e sferzante veramente!
    Piccola nota di disappunto: non mi trovo assolutamente d'accordo con Francesco Boco nella sua recensione di "Biopolitica". Riguardo a questo, mi sorge una domanda, forse sciocca e sicuramente dovuta alla mia formazione cattolica (che non dinnego, anzi...): come può collocarsi nella Strada della Tradizione la teoria che in quell'articolo è esposta (dove io per Tradizione intendo ANCHE la Legge Naturale)?
    Attendo una risposta
    Alessandro -Arezzo-

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Senza garantire nulla perché la prima edizione è super esaurita, ma se ne ritrovo una copia ti cerco e te la faccio avere. Le edizioni Barbarossa si agganciarono, come insegna, ad un circolo universitario di Torino (circolo librario) agganciato a Europa e Civiltà. Un paio di aderenti a quel circolo risiedevano a Saluzzo, dove io ero detenuto. Mi diedero l'opportunità di utilizzare quel "logo". Avrei pprefeito proporre una mia insegna, meno ancorata alla "interpretazione" cattolica del significato di Federico I detto Barbarossa, ma allora non era possibile. In seguito avrei potuto mutare insegna, ma per gratitudine e riconoscenza non l'ho mai fatto.
    Non ero all'altezza di fare l'editore. Avrei dovuto misurare meglio i miei limiti invece di superarli. Così è andata e la storia continua....
    In effetti, qualcuno edotto di patrii pettegolezzi si domanda come mai assertori dell'impersonalità e della gerarchia, a un certo punto, invece di approfondire ordinatamente le proprie qualità, si misero in proprio. Dopo aver gonfiato i polmoni in toccanti proclami di 'discendenza'. Chissà...

  7. #57
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna K. Valerio Visualizza Messaggio
    In effetti, qualcuno edotto di patrii pettegolezzi si domanda come mai assertori dell'impersonalità e della gerarchia, a un certo punto, invece di approfondire ordinatamente le proprie qualità, si misero in proprio. Dopo aver gonfiato i polmoni in toccanti proclami di 'discendenza'. Chissà...
    Ma non è da servi/e dar retta ai pettegolezzi? Vuol vedere pubblicata la lista di quelli che riguardano Franco Giorgio Freda? O di chi altri? Ad ogni buon conto: 1) A fasi alterne io sono stato in piena armonia con Freda. Di certo fin quando lui è stato detenuto e poi espatriato. Abbiamo rotto mentre lui era fuori intorno agli anni '90. Abbiamo poi ricomposto in seguito. I motivi non la riguardano. È capitato spesso che uomini procedenti sulla stessa via ad un certo punto prendessero strade diverse, così è stato per noi.
    2) Quando le Edizioni Barbarossa videro la luce (se è di questo che parla perchè con questo linguaggio allusivo e contorto che vorrebbe imitare quello di Freda e alla fine ne fa la parodia è difficile capire cosa vuole sapere da me) Freda era espatriato... Freda sa cosa io feci a proposito del tentativo di un suo ex collaboratore amico che tentò la "scalata" alle edizioni...
    3) Torni ad occuparsi di letteratura erotica e non tenti di fare la furba con me, direttamente o su mandato, rispetti il ruolo dei ranghi, e mantenga le distanze.

  8. #58
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da bazooka Visualizza Messaggio
    Grazie Maurizio per la pazienza e per la cortesia con cui rispondi anche alle domande "personali":
    Un quesito su san Babila: i frequentatori di San Babila aderivano ad un unico gruppo (tipo le Sasb) oppure c'erano vari gruppetti che facevano riferimento ai vari bar?
    e ancora : i membri di Avanguradia Nazionale e La Fenice frequentavano San Babila oppure no? (il dubbio mi è venuto leggendo il bellissimo Avene selvatiche)...
    Non concordo con il tuo giudizio sul bellissimo libro: "Avene selvatiche". Tra l'altro Magris non è nuovo a queste strane scoperte. Ha introdotto allo stesso modo il primo libro dello scalatore scultore Corona. Il "caso" gli avrebbe fatto avere in mano il manoscritto che, giudicato "capolavoro" lui avrebbe promosso editorialmente. Mah! Quanto all'autore anonimo si ha ragione di credere che sia un elemento alquanto squallido dalla carriera deliqunziale poco raffinata. La fotografia che fa di San Babila non corrisponde alla realtà. Recentemente ho avuto occasione di descrivere ad un giornalista scrittore lo scenario San Babila e ho cercato di raccontare quel luogo e quel tempo con i miei occhi di diciottenne e non con quelli dell'ormai ex ragazzo.
    San Babila comincia ad assumere la sua fisionomia dopo che la federazione del MSI allora in corso Monforte fu chiusa e trasferita. Si parla del 1971-72. Con l'avvento della segreteria di Almirante si decise di buttare fuori dal partito un po' di gente e altra se ne andò di propria iniziativa. C.so Monforte termina in San Babila luogo dove già stazionava una umanità varia genericamente "di destra" (figli di papà, criminali e persino qualche travestito di lusso). San Babila è divisa dalla Statale, regno dei Katanga, da un viale, c.so Europa. Capitò così che S. Babila divenne da una parte il posteggio di chi era uscito (o era stato buttato fuori) dal MSI, dall'altra l'ambito bersaglio dei Katanga. I simpatizzanti di Ordine Nuovo e quelli di Avanguardia che non avevano sedi proprie si incontravano lì. Insomma, un lugo ove stazionavano tipi di diversa natura e interesse che però avevano in comune la necessità di affermarsi e di contrastare gli assalti dei rossi.
    I bar erano luoghi frequantati dagli studenti durante il pomeriggio e dagli "irregolari" come me la sera... Non c'erano bar di elezione, se cos' si può dire.

  9. #59
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Voce controvent Visualizza Messaggio
    Ho trovato per caso e, lo ammetto, per la prima volta la rivista "Orion" -anche se non era la prima volta che ne sentivo parlare- e l'ho letta rimanendo positivamente colpito per la "scoperta" (almeno in un primo tempo).
    Volevo innanzitutto farti i complimenti per il tuo Editoriale su "Orion" n°261 giugno 2006 in quanto condivido, in gran parte, la tua analisi dell'Area, specialmente per quanto riguarda il discorso <<tolleranza verso i fratelli / intolleranza verso il mondo "esterno">> specie se vogliamo sfondare (come è naturale per il Fascismo) nel sociale.
    Poi volevo anche i complimenti ad Alessandra Colla per l'articolo "Noblesse oblige" sui Savoia; molto ironico e sferzante veramente!
    Piccola nota di disappunto: non mi trovo assolutamente d'accordo con Francesco Boco nella sua recensione di "Biopolitica". Riguardo a questo, mi sorge una domanda, forse sciocca e sicuramente dovuta alla mia formazione cattolica (che non dinnego, anzi...): come può collocarsi nella Strada della Tradizione la teoria che in quell'articolo è esposta (dove io per Tradizione intendo ANCHE la Legge Naturale)?
    Attendo una risposta
    Alessandro -Arezzo-
    Non essendo io cattolico ho una diversa concezione della Tradizione. Ciò non mi impedisce di avere buoni rapporti con alcuni cattolici. E non ho mai avuto problemi ad ospitare in "Orion" articoli da loro scritti.
    "Orion" non è una rivista dottrinaria, ma una rivista che riflette come uno specchio la realtà di un "ambiente". Per certi versi è una sorta di rotocalco dove però, attraverso la linea redazionale che fa riferimento alla mia persona, quando è il caso, si indica una linea. Più volte ho dato l'immagine di una sorta di carta geografica: "Orion" indica dove e come stanno le cose, poi il lettore si ORIENTA da sé in base alla propria natura ed equazione.
    Se un cattolico avesse inviato in redazione un articolo sensato in risposta a quello di Boco, quell'articolo sarebbe stato pubblicato senza problemi. Poi magari io avrei detto la mia.

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Ma non è da servi/e dar retta ai pettegolezzi? Vuol vedere pubblicata la lista di quelli che riguardano Franco Giorgio Freda? O di chi altri? Ad ogni buon conto: 1) A fasi alterne io sono stato in piena armonia con Freda. Di certo fin quando lui è stato detenuto e poi espatriato. Abbiamo rotto mentre lui era fuori intorno agli anni '90. Abbiamo poi ricomposto in seguito. I motivi non la riguardano. È capitato spesso che uomini procedenti sulla stessa via ad un certo punto prendessero strade diverse, così è stato per noi.
    2) Quando le Edizioni Barbarossa videro la luce (se è di questo che parla perchè con questo linguaggio allusivo e contorto che vorrebbe imitare quello di Freda e alla fine ne fa la parodia è difficile capire cosa vuole sapere da me) Freda era espatriato... Freda sa cosa io feci a proposito del tentativo di un suo ex collaboratore amico che tentò la "scalata" alle edizioni...
    3) Torni ad occuparsi di letteratura erotica e non tenti di fare la furba con me, direttamente o su mandato, rispetti il ruolo dei ranghi, e mantenga le distanze.
    Vedo che finalmente ha dismesso il tono umile e untuoso da preticello (da servo che è divenuto caposervo?) con cui da un po' arringa la folla di pol.
    Le risponderò rapida.
    Volutamente gioco a fare dell'autoironia sui pettegolezzi: non sono pettegolezzi, sono fatti e io li conosco più che bene. (Quelli che riguardano Freda temo non mi possano interessare: se sono veridici mi sono già noti; sennò sono opera di fantasia).
    Il mio linguaggio è semplicemente allusivo, per ora, per riguardo al Lei e al Suo decoro - per quel tanto che il Suo decoro c'entra con l'ideologia cui io mi richiamo (e, per approssimazione, anche Lei) -: certo potrebbe diventare terribilmente preciso.
    L'imitazione non è una mia pratica abituale, sibbene l'ammirazione.
    Io esprimo un naturale stupore, sconcerto - e sì, lo ammetto: disappunto - nei confronti di chi, invece di operare, secondo la propria funzione e qualità (quindi, va da sé, in maniera subordinata), per l'Idea, che già aveva i suoi affilati custodi, si è "messo in proprio", facendo sì che il narcisismo venisse appagato ma che la cosiddetta comunità politica divenisse più povera di mezzi e braccia per "l'agguato alla storia".
    Lei sa bene che le Edizioni di Ar nacquero nel 1963 e che non c'era bisogno d'altro. Erano opera d'audacia, costretta nelle maglie delle vendette ideologiche di Stato: non avrebbero sgradito, all'inizio degli anni Ottanta (quando la SEB ha mosso i suoi primi passi), la disponibilità e la fedeltà di soldati politici, e messi del libro, 'in ordine'. Nemmeno la scusa - che Lei allegò - di avvicinare, con testi minori, i lettori ai volumi capitali di Ar, potrebbe, se genuina, restituirLe la ragione che il soprassalto individualistico Le tolse.
    La Sua armonia-disarmonia con Freda è caso Suo personale. Non interessa me né la comunità. Certo immagino non Le abbia fatto piacere essere rifiutato dal Fronte Nazionale, ma a quel punto Lei si era emancipato da un pezzo dal "padre d'anima" d'antan, dando non eccellenti prove di sé. Tentò di fare il... "figliol prodigo"?
    Insubordinati e ambiziosi alla scalata alle Edizioni di Ar fiorirono senza posa: ma il mal comune, in questo caso, non frutta il mezzo gaudio.
    E vengo al punto 3). Signor Murelli, io credo che Lei potrebbe darmi della sapida materia prima per tornire novellette erotiche sui fanciulli (non è un refuso) in fiore davvero realistiche. Vogliamo approfondire l'argomento proprio qui, dove tutti ci sentono?
    Intanto, se non conosce altro delle mie cure, Le consiglio, per purgarsi l'anima libidinosa d'antan (o per esaltarla...), almeno "L'Anticristiano" di Nietzsche e il libro su Piazza Fontana. E pensi bene a come intende trattare con me. "Il ruolo dei ranghi"! Io lo rispetto infatti... Con quale titolo vorrebbe dunque impormisi, Lei? Quello - che Le riconosco senza difficoltà - di stakanovista de "La settimana enigmistica"?
    Ad maiora, signor Murelli...

 

 
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