Io non ho avuto la fortuna di vederlo giocare.
Ho chiesto a mio padre, che mi ha detto di averlo visto molte volte e che era uno che era un signore anche quando "entrava" secco.
L'ho potuto ammirare da dirigente, quando parlava, nei momenti in cui l'Inter non era la Grande Inter di oggi.
Mai fuori posto, sempre elegante, sincero, schietto, pulito.
Oggi può sembrare facile elogiarlo: però quando tutti, trasversalmente, gli riconoscono una signorilità e un pudore fuori del comune, qualcosa deve pur aver lasciato quest'uomo in questo mondo.
Grazie a te Giacinto per quello che hai fatto e per quello che ci hai lasciato.
Ti sia lieve la terra.




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