



Caro Cipe,
non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.
Massimo Moratti


IL CAPITANO: "GIACINTO CI MANCHERA' TANTISSIMO"
"C'è un immenso dolore da parte di tutti noi e da parte di tutta la famiglia nerazzurra. Giacinto ci mancherà moltissimo perché era una persona straordinaria, un essere umano molto molto buono, in tutti i sensi. Ha fatto parte e farà sempre parte della storia dell'Inter. Oggi è un giorno molto triste anche perché lui è sempre stato vicino a noi, vicino a tutti. Ripeto: Giacinto ci mancherà tantissimo".
PETRUCCI: "LO SPORT PERDE UN GRANDE CAPITANO"
ROMA (ANSA) - "Il mondo dello sport piange oggi uno dei suoi 'Grandi Capitani', che per lunghi e gloriosi anni è stato l'emblema della nostra nazionale di calcio". Così il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ricorda il campione nerazzurro morto oggi a 64 anni. "Con Facchetti si ammaina un'autentica bandiera dell'Italia calcistica risorta - continua ancora Petrucci -, quella che trionfò ai Campionati Europei del 1968 in Italia e quella che ci emozionò, nella memorabile avventura dei Campionati Mondiali del 1970 in Messico con il secondo posto. Facchetti è stato un campione in campo e fuori. Esemplare da giocatore come in seguito lo è stato da dirigente sportivo, ha impersonificato i più puri valori dello sport ispirati ad una rigida condotta morale. Tutto il mondo dello sport, che da oggi si sente più povero, si stringe intorno alla sua famiglia e all'Inter, nel ricordo delle sue imprese e di quegli autentici valori etici e di umanità che ha sempre trasmesso, con il suo esempio, a milioni di giovani italiani".
MATARRESE: "PER LO SPORT È UNA PERDITA IMMENSA"
ROMA (ANSA) - "Un dolore straziante, una perdita immensa sotto l'aspetto umano quanto sportivo. Ci impegneremo ancora di più per ricostruire tutti insieme un calcio così come piaceva a lui". Antonio Matarrese, presidente della Lega calcio, ha voluto ricordare così Giacinto Facchetti, campione e presidente dell'Inter scomparso oggi.
BURGNICH: "GIACINTO RESTERA' IMMORTALE NELLA GALLERIA DEL CALCIO"
FIRENZE (ANSA) - "Oggi se ne è andato, ma Giacinto resterà immortale nella galleria del calcio, accanto ai più grandi di questo sport, perché lui lo ha innovato, lui è stato il precursore dei terzini d'attacco. Con il suo modo di giocare non si preoccupava di controllare gli avversari, erano loro che dovevano marcarlo". Tarcisio Burgnich ricorda così Giacinto Facchetti, morto oggi a Milano all'età di 64 anni. Per dodici anni erano stati compagni di squadra in quella che fu l'Inter di Helenio Herrera. Il compagno di reparto dell' Inter Mondiale ricorda un episodio del rapporto con Facchetti che sottolinea l' umanità dell'ex presidente dell' Inter."Sapeva che conducevo senza impegni la mia vita da pensionato. Così un anno fa mi ha chiamato chiedendomi di tornare a collaborare per l'Inter, in qualità di osservatore dalla Toscana. D'altronde è sempre stato un ragazzo eccezionale, di una umanità immensa". "Assieme a Boninsegna, Guarneri e tutti gli altri eravamo stati a trovarlo a luglio. Mostrava segnali di ripresa, invece... Oggi sono colpito da un grande dolore, tra noi c'é sempre stato un legame profondo - conclude l'ex interista - È stato un uomo da imitare e un calciatore esemplare che in poco tempo era riuscito a raggiungere i vertici dell'Inter e della nazionale italiana. Di lui ricorderò il carattere forte e i suoi gol, quanti ne ha segnati! E faceva il terzino...".
MAZZOLA: "SONO COMMOSSO"
ROMA (ANSA)- "L'ho saputo stamattina. Sapevo che stava male, ma non si pensa mai che possa veramente arrivare la morte". Sandro Mazzola non riesce a trattenere la commozione parlando della scomparsa di Giacinto Facchetti, un compagno di gioventù con cui ha condiviso lunghi anni nella storica Inter di Herrera. "In questo momento mi vengono in mente ricordi legati più alla persona - ha detto Mazzola intervenendo all'emittente Radio-Radio - ad esempio gli scherzi sul fatto che portava il 43 di scarpe mentre si diceva che i grandi giocatori non dovessero avere più del 42". Facchetti era soprannominato 'il gigante buono' per i suoi atteggiamenti dentro e fuori il campo: "Un nomignolo giusto - ha aggiunto - perché nonostante la sua forza fisica era un uomo molto corretto in tutti i sensi". Mazzola ricorda bene anche le qualità tecniche dell'ex compagno: "È stato il primo grande terzino fluidificante - ha sottolineato - ha fatto una cinquantina di gol da terzino, partiva dalla fascia ed aveva dei tempi di inserimento molto buoni. Oltre alla forza fisica sapeva giocare anche a pallone".
CASTAGNER: "ERA TROPPO FACILE VOLERGLI BENE" '
PERUGIA (ANSA) - "Se ne va un uomo al quale era sin troppo facile voler bene, simbolo di un calcio lontano dalle polemiche": così Ilario Castagner ricorda Giacinto Facchetti. "Uno - dice Castagner - che non penso potesse avere nemici, cosa che nel mondo del calcio è quanto mai difficile. Nei due anni che ho trascorso all'Inter ho avuto la prova che fosse un uomo e un dirigente che non andava mai oltre le righe. Al quale era normale affezionarsi. Tutto ciò rende ancor più dolorosa, per tutti noi che lo conoscevamo, la sua scomparsa". Castagner, ex tecnico nerazzurro ed oggi responsabile tecnico del Perugia e commentatore televisivo, ha aggiunto: "Il buon senso e la pacatezza di Facchetti mancheranno non solo all' Inter, ma a tutto il mondo del calcio".
IL MILAN: "BANDIERA DI COMPORTAMENTO E STILE, ERA E RESTERA' SEMPRE UNO DEI SIMBOLI PIU' VERI DI MILANO"
MILANO (ANSA) - "Era e resterà per sempre uno dei simboli più veri e autentici del patrimonio di una Milano calcistica irripetibile e indimenticabile": così sul sito rossonero, il Milan ha rivolto "vere e sentite condoglianze ai congiunti di Giacinto Facchetti ed a tutti i suoi amici, i suoi collaboratori che hanno lavorato e condiviso emozioni con lui in tanti anni dedicati all'Inter". "Sportivo vero - si legge sul sito del Milan - appassionato di calcio nel senso più partecipe del termine, ha fatto del comportamento e dello stile una bandiera sia in campo che fuori. Tutti gli sportivi milanesi e gli sportivi di tutta Italia erano in ansia per lui ormai da mesi. Oggi, la notizia. Tutti i tifosi del Milan, e tutte le persone che vivono e lavorano nel Milan, l'hanno accolta costernati".
JUVENTUS: "SCOMPARE BANDIERA DEL CALCIO MONDIALE"
TORINO (ANSA) - Con la scomparsa di Facchetti si perde "un simbolo e una bandiera del calcio mondiale". Con queste parole , pubblicate sul suo sito internet, la Juventus partecipa al lutto per la morte del presidente dell'Inter. "La Juventus - si legge sul sito - apprende con infinita tristezza la notizia della scomparsa di Giacinto Facchetti si unisce al dolore della sua famiglia, dell'Inter e dei suoi tifosi e di tutti gli sportivi italiani per la perdita di un simbolo e di una bandiera del calcio mondiale".
RIVERA: "CAMPIONE FUORI PRIMA CHE IN CAMPO"
ROMA (ANSA) - "Abbiamo perso una persona eccezionale. Lo è sempre stato, prima da giocatore, poi da dirigente. Nonostante fosse un campione in campo, sul piano umano valeva anche di più che su quello sportivo. È un pezzo della mia vita che se ne va". Gianni Rivera, che con Giacinto Facchetti ha vissuto da avversario tanti derby milanesi e da compagno quasi altrettante avventure in azzurro, così ricorda il presidente dell'Inter scomparso oggi. Ma nonostante tanti anni passati insieme in nazionale e le numerose sfide di San Siro "ora che se n'é andato mi riesce difficile tirare fuori dalla memoria un ricordo, un aneddoto particolare - prosegue Rivera - perché Giacinto era uno che non andava mai sopra le righe, talmente equilibrato... E poi forse anche perché sul prato del Meazza ci vedevamo da lontano. Lui difensore sulla fascia sinistra, io spesso schierato dalla parte opposta".
GATTUSO: "GRAN DOLORE LO AMAVANO TUTTI"
FIRENZE, 4 set - "La scomparsa di Facchetti è un gran dolore, perché era un vero uomo di sport, un atleta mai odiato, anzi amato anche dai tifosi avversari". Così Rino Gattuso, dal raduno della Nazionale, esprime il suo cordoglio per la morte del presidente dell' Inter, ex campione azzurro degli anni Settanta. Gattuso ha poi ricordato un episodio di alcuni anni fa quando si espresse a favore di Zambrotta, da tutti criticato per una simulazione non ammessa in una partita di Campionato . "Mentre tutti attaccavano me, Facchetti mi telefonò e mi fece i complimenti: non è da tutti, disse, dire quello che pensi davvero".
BENIGNI (PRESIDENTE ASCOLI): "UN BRUTTO GIORNO PER TUTTI"
ANCONA (ANSA) - Il presidente dell'Ascoli ha appreso con grande commozione della morte di Giacinto Facchetti. "Non solo l'Inter perde un grande uomo e un dirigente di alto livello, ma è un brutto giorno per tutto il calcio italiano che sentirà la mancanza di Facchetti". Un uomo che "in un periodo delicato come quello che attraversa questo sport avrebbe potuto certamente dare un forte contributo per superarlo". Benigni ricorda Facchetti come uomo e come giocatore. "Un grande atleta e una persona squisita. Con Facchetti - conclude Benigni rivolgendo un pensiero affettuoso ai familiari e all'Inter - ho sempre avuto un buon rapporto sia a livello di società che in Lega. La sua scomparsa mi addolora molto".
PANIZ: "HA RAPPRESENTATO EPOCA DI SUCCESSI"
ROMA (ANSA) - "Esprimo vivo cordoglio alla famiglia e all'Inter per la scomparsa di un campione dentro e fuori il terreno di gioco. Giacinto Facchetti ha rappresentato un'epoca di successi sportivi ed umani, esempio vivissimo di lucida dedizione alla propria squadra ed alla propria società ma anche di un comportamento educato e collaborativo nei confronti dei compagni di squadra, degli avversari e di tutto il mondo del calcio e dello sport. L'Inter e l'Italia perdono un grande punto di riferimento". Lo afferma, in una nota, l'on. Maurizio Paniz, presidente dello Juve Club Montecitorio.
LANDOLFI: "TRISTI TUTTI SPORTIVI ITALIANI"
ROMA (ANSA) - "La morte di Giacinto Facchetti rattrista non solo i tifosi interisti ma tutti gli sportivi italiani. Con lui se ne va non solo un campione dalla classe purissima ma un esempio di correttezza, di sportività e di onestà di cui ha dato prova dentro e fuori il rettangolo di gioco. Da oggi il calcio italiano è sicuramente più povero". Lo afferma Mario Landolfi, deputato di An.
LA RUSSA: "NESSUNO HA POTUTO PARLARNE MALE "
MILANO (ANSA) - "Quando uno muore tutti ne parlano bene, ma la sua grandezza è che nessuno è mai riuscito a parlane male in vita". È questo il commento a caldo alla notizia della morte di Giacinto Facchetti di Ignazio La Russa, a Milano per un vertice con il sindaco Letizia Moratti. Il capogruppo di An alla Camera, tifoso nerazzurro, ha poi raccontato di aver ricevuto una telefonata dal presidente dell'Inter a fine luglio. "Mi ha detto - ha spiegato La Russa - che sarebbe andato qualche giorno in vacanza prima di tornare in ospedale. L'ho incoraggiato, ma purtroppo sapevamo che la sua era una battaglia impossibile".
COSSUTTA: "SE NE VA IL SIMBOLO DEL CALCIO ONESTO"
ROMA (ANSA) - "Se ne va un uomo esemplare e scrupoloso. Con lui se ne va un simbolo del calcio onesto". Così Armando Cossutta, senatore del Pdci e interista doc, ricorda "l'amico" Giacinto Facchetti, scomparso oggi a 64 anni. "Da interista provo un dolore immenso e un'amarezza profonda: abbiamo perso un campione del calcio italiano. Se ne va - aggiunge Cossutta - una persona gentile e cortese, dedita da sempre al suo lavoro, prima come calciatore e poi come dirigente. È il momento di stringerci attorno a Moratti e a tutta la squadra".
FOLENA: "UMANAMENTE FANTASTICO"
ROMA (ANSA) - "Una persona straordinaria, completamente atipica nel mondo del calcio". Così Pietro Folena, deputato del Prc e interista, ricorda Giacinto Facchetti, presidente dell'Inter. "L'ho conosciuto - prosegue Facchetti - e umanamente era fantastico, oltre che essere stato un giocatore indimenticabile. Una delle ragioni per cui l'Inter è rimasta fuori dalle vicende di 'calciopoli' è legata proprio alla personalità del suo presidente Facchetti".
COSMI: "SE NE VA UN ESEMPIO"
PERUGIA (ANSA) - "Con Giacinto Facchetti se ne va un esempio di quello che significhi essere un dirigente sportivo, all' insegna della lealtà, della signorilità e della competenza ed in un momento come questo, per il calcio è una grande perdita". Serse Cosmi ha reagito così alla morte del presidente dell' Inter. "Non è facile vedere uno che dal campo passa alla scrivania - ha detto il tecnico perugino - riuscendo a portare avanti gli stessi valori che lo avevano sempre contraddistinto da calciatore, non tradendo mai il rispetto dell' educazione e dei giusti comportamenti, come ha sempre fatto Facchetti". Per Cosmi "la perdita più grande è senz' altro per l' Inter e per i suoi tifosi". "Ma in questo momento - ha concluso - tutti ci sentiamo privati di qualcuno verso il quale la stima era unanime".
MELANDRI: "RAPPRESENTANTE DELLO SPORT PULITO"
ROMA (ANSA) - "Apprendo con dolore la notizia della morte di Giacinto Facchetti, un grande uomo e un protagonista indimenticabile della storia dello sport italiano". Così il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Giovanna Melandri, ha voluto ricordare il campione nerazzurro scomparso oggi. "Bandiera della nazionale e dell'Inter, ha saputo, una volta ritiratosi dal calcio giocato - prosegue il ministro -, dimostrare grandi doti manageriali restando, negli anni, degno rappresentante di un calcio pulito e esempio per i giovani di quei valori di lealtà sportiva e rispetto dell'avversario che hanno fatto di lui un grande campione, sia in campo che fuori. La morte di Facchetti rappresenta una grave perdita per lo sport italiano. Esprimo la mia vicinanza alla moglie Giovanna e ai figli".
LANDINI: "UN ESEMPIO DI STILE PER TUTTI"
LUCCA, (ANSA) - "La scomparsa di Giacinto Facchetti lascia un vuoto difficilmente colmabile nel mondo del calcio e dello sport italiano in generale. Personalmente ho perso un grande amico. Abbiamo condiviso per anni la camera quando eravamo compagni di squadra all'Inter e con lui ho ricordi bellissimi anche in maglia azzurra. Un amico vero, un signore dentro e fuori dal campo, un esempio di stile per i giovani: per lui la serietà e l'onestà venivano prima di tutto". Così Spartaco Landini, attuale ds della Lucchese, ricorda Giacinto Facchetti.
BERGOMI: "ERA IL MIO PUNTO DI RIFERIMENTO"
LONDRA (ANSA) - "Un giorno più triste non potevo immaginarlo". Giuseppe Bergomi, una delle bandiere nerazzurre, commenta così da Londra la morte del presidente dell'Inter. "Era il mio punto di riferimento in società, una persona squisita, un esempio per tutti. Giacinto era considerato il top non solo nell'Inter ma anche nel calcio internazionale come ho avuto modo di constatare seguendo le partite nel mondo come commentatore. Un uomo buono, gentile e onesto stimato e apprezzato da tutti. Come calciatore - conclude Bergomi - non ho avuto il piacere di vederlo giocare ma posso dire, da collega difensore, che uno che fa 59 gol da terzino non può che essere un calciatore straordinario".
RIVA: "ERA IL CAPITANO DELLA MIA GENERAZIONE"
FIRENZE (ANSA) - Il capitano di una intera generazione, quella di Gigi Riva. Così Rombo di tuono, capocannoniere di tutti i tempi in azzurro e ora capo delegazione della Nazionale campione del mondo, ricorda Giacinto Facchetti. "Lui era il capitano di una generazione - ha detto Riva - una persona splendida, un dirigente onesto, una faccia pulita". Riva ha confessato che durante la malattia "non ho avuto il coraggio di chiamarlo". "Con Facchetti sono diventato campione d'Europa e vice campione del mondo. Lui era un atleta perfetto, non aveva vizi di alcun genere. Ricordo che in Nazionale stavamo tutti e due sulla fascia sinistra e quando avevo qualche difficoltà lui mi incitava e incoraggiava, da vero capitano. Da calciatore, come poi nella vita, mai un problema. E la Nazionale per lui era il massimo".
CASINI: "UNO DEI SIMBOLI DEL NOSTRO PALLONE"
ROMA (ANSA) - "Mi unisco ai tifosi dell'Inter e a tutti gli italiani ricordando le straordinarie imprese sportive e umane di uno dei simboli del nostro calcio. Giacinto Facchetti rimarrà sempre nei nostri cuori di appassionati di calcio e in quelli di tutti gli sportivi italiani". Lo afferma in una nota l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.
BORDON: "COME UN FRATELLO MAGGIORE"
FIRENZE (ANSA) - "Per me era come un fratello maggiore...". Il dolore per la morte di Giacinto Facchetti piomba su Coverciano ed ha il volto di Ivano Bordon, portiere dell' Inter per tutti gli anni Settanta e ora nello staff tecnico azzurro. L' ex numero uno nerazzurro non riesce a trattenere la sua emozione e scoppia in lacrime interrompendo il suo ricordo dopo pochi minuti. "Quando dalle giovanili dell' Inter arrivai in prima squadra - aveva detto Bordon prima di andar via coprendosi gli occhi con gli occhiali - fui messo in stanza con Facchetti, era il 1969 e allora si usava così. Lui era un esempio per tutti, cercava di aiutare tutti. È un peccato che i giovani di oggi non l' abbiamo potuto conoscere come calciatore". Bordon aveva ricordato anche, con affetto, quando nel '78, dopo un infortunio alla spalla, Facchetti era andato al Mondiale dell' Italia come capitano non giocatore. "L' avevo sentito al telefono 15 giorni fa - ha aggiunto Bordon - Gli dissi: Quando torno dalla Nazionale ti vengo a trovare...'".
SEN.BURANI: "UN UOMO PARTICOLARMENTE SENSIBILE"
MILANO (ANSA) - "Giacinto Facchetti chiamò più volte in Commissione, quando noi sollecitammo la Lega per alcuni progetti in favore dell'infanzia: era un uomo particolarmente sensibile e perbene e voglio ricordarlo così". Lo afferma la sen. Maria Burani Procaccini, presidente uscente della Commissione Parlamentare Infanzia. "È stato un giocatore straordinario - dice Burani - e le 94 presenze in nazionale e di titoli conquistati lo dimostrano, ma era anche un manager attento ed onesto, così come la sua società calcistica a cui è stato sempre molto legato. Ma voglio che la gente sappia - conclude Burani - che, fuori dai riflettori, Giacinto Facchetti si adoperava per le iniziative in favore dell'infanzia".
CONCIA: "UOMO DEGNO DI GRANDE RISPETTO E STIMA"
ROMA (ANSA) - "La morte di Giacinto Facchetti rattrista tutti gli sportivi italiani". Lo afferma Paola Concia, responsabile nazionale dei Ds per lo Sport. "Se ne è andato non solo un grande campione - aggiunge - ma anche una persona degna di grande rispetto e stima per il suo comportamento sempre esemplare. Un dirigente che avrebbe potuto dare ancora tanto al calcio con il suo impegno e i suoi valori".
VELTRONI: "SE NE È ANDATO IN SILENZIO,CON LO STILE TIPICO DELLA SUA VITA"
ROMA (ANSA) - "Se ne va una persona mite, dolce per bene, una delle figure più belle del calcio italiano". Così il sindaco di Roma Walter Veltroni, a margine della conferenza stampa di presentazione del Basket Party, ha ricordato il presidente dell'Inter Giacinto Facchetti, scomparso oggi a 64 anni. "Aveva inventato un modo di giocare al calcio, se ne è andato in silenzio - ha aggiunto Veltroni - con lo stile e la sobrietà che l'hanno caratterizzato per tutta la vita. Esprimo il dolore, la solidarietà e l'affetto della città di Roma alla famiglia, a Massimo Moratti, alla società e alla squadra dell'Inter".
FORMIGONI: "ATLETA ESEMPLARE, PERSONA LEALE"
MILANO (ANSA)- "Piango la morte di un uomo che ha dato molto allo sport del nostro Paese e della nostra Regione. Mi rammarico per la sua precoce scomparsa". Lo ha scritto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in una lettera inviata alla famiglia di Giacinto Facchetti per esprimere il suo cordoglio. Formigoni, ricordando il presidente dell'Inter morto in seguito ad una malattia, ha sottolineato il carattere di Giacinto Facchetti: "Un uomo che è stato atleta esemplare, dirigente sportivo di grande livello, persona aperta e leale".
CIOCCHETTI: "MAI SOPRA LE RIGHE, GRANDE CALCIATORE, OTTIMO DIRIGENTE"
ROMA (ANSA) - "Il mondo del calcio piange la scomparsa di un grande calciatore e di un ottimo dirigente. Prima in campo e poi dietro ad una scrivania, Facchetti si è sempre contraddistinto per bravura ma anche per sobrietà, lealtà e compostezza". Così Luciano Ciocchetti, responsabile nazionale dell'Udc per lo sport, ricorda Giacinto Facchetti. "Un uomo di sport - continua Ciocchetti - che non è mai andato sopra le righe né ha mai pronunciato una parola fuori luogo. Facchetti resta per il calcio italiano un esempio e un modello da seguire".
DALLA CHIESA: "SIMBOLO DI UNO SPORT PULITO"
MILANO (ANSA) - "Con Giacinto Facchetti scompare un simbolo della grande Inter, ma soprattutto un campione e un simbolo di un altro calcio, pulito, giocato con lealtà e correttezza. Del calcio che fa innamorare i bambini e che dà un senso alla passione sportiva di milioni di spettatori". Lo ha detto Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all'Università e alla Ricerca. "In un calcio incerto se recuperare credibilità o riaffondare nella palude c'é solo da sperare che la carriera di Facchetti venga vissuta e indicata come un esempio - ha concluso Dalla Chiesa -. All'Inter l'orgoglio di averlo avuto come calciatore e come presidente".
PANATTA: "SCOMPARE AMICO E GRANDE ATLETA"
ROMA (ANSA) - "Con la morte di Giacinto scompare un grande amico, ma anche un atleta unico, che ha saputo coniugare grandi doti sportive, con una non comune umanità ed un amore vero per il calcio al quale ha dedicato tutta la sua vita". Lo afferma l'ex campione di tennis Adriano Panatta, assessore allo Sport della Provincia di Roma, commentando la scomparsa di Giacinto Facchetti.
RUSCONI: "UN SIMBOLO DI CREDIBILITA' NEL MONDO"
ROMA (ANSA) - L'on. Antonio Rusconi, componente per la Margherita della Commissione Sport della Camera, così commenta la morte del Presidente dell'Inter Giacinto Facchetti: "È una scomparsa gravissima, per l'Inter e per il calcio italiano, per la credibilità della figura a livello nazionale e internazionale. Un campione esempio di correttezza e lealtà. In questi mesi drammatici per il calcio nazionale è comunque rimasto un simbolo di credibilità nel mondo".
LETIZIA MORATTI: "UNA GRANDE PERDITA PER MILANO"
MILANO (ANSA) - "Ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo per la grande umanità, la generosità, la professionalità e la bontà: è una grande perdita per il mondo del calcio e per la città di Milano". È questo il commento del sindaco di Milano, Letizia Moratti, alla notizia della morte di Giacinto Facchetti.
FIORELLO: "È STATO GRANDE IN TUTTO"
ROMA (ANSA) - "È uno di quei rari casi in cui tutto quel che si dice quando viene a mancare una persona è vero": elegante ma non privo di ironia il commento di Fiorello, di provata fede interista, appena appresa la notizia della scomparsa di Giacinto Facchetti. "Grande persona e grande uomo; poi anche grande calciatore, grande sportivo, grande interista, insomma grande tutto - dice Fiorello - :la morte di Giacinto Facchetti è uno di quei rari casi in cui tutto quel che si dice quando viene a mancare una persona è vero. Oltre ai ricordi di quando lo vidi correre sul campo nel 1970 nella partita Catania-Inter, decisiva per la mia fede calcistica, ho in mente una bella immagine recente di questa estate a Taormina: ci siamo incontrati in albergo, io ero lì con 'Volevo fare il ballerino'. L ho invitato al mio show, lo ha visto seduto in prima fila e ci siamo divertiti insieme. Io e tutta la mia famiglia - conclude Fiorello - siamo vicini alla moglie e ai suoi figli".
DILIBERTO: "HA RAPPRESENTATO SPORT ONESTO"
ROMA (ANSA) - "Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Giacinto Facchetti. Egli ha rappresentato davvero il calcio onesto e leale, ha sempre fatto prevalere le ragioni dello sport, della gara pulita e del confronto aperto agli interessi di parte". È quanto afferma il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. "Il mondo sportivo - sottolinea Diliberto - perde una figura di grande spessore che, tuttavia, lascia un insegnamento di cui il calcio ha particolarmente bisogno in questi giorni difficili".
Ufficio Stampa




Facchetti, il saluto dei "cugini"
Milan: "Simbolo di epoca irripetibile"
Appena avuta la notizia della scomparsa di Facchetti, molte sono state le testimonianze d'affetto. Fra i primi i cugini del Milan. "Facchetti era e resterà per sempre uno dei simboli più autentici del patrimonio di una Milano calcistica irripetibile e indimenticabile. Una bandiera in campo e fuori. Tutti i tifosi e le persone che vivono e lavorano nel Milan rivolgono sentite condoglianze ai congiunti e a tutti gli amici".
Appena diramata la triste notizia della scomparsa di Giacinto Facchetti, innumerevoli sono state le testimonianze di cordoglio nei confronti della famiglia e degli amici del presidente dell'Inter. Amici, "avversari" sportivi si sono subito impegnati a far sentire la loro vicinanza, a cominciare dai cugini rossoneri che, tramite un comunicato ufficiale, hanno voluto esprimere la loro vicinanza alla famiglia Facchetti, ricordando i meriti di un uomo che nella sua lunga carriera si è sempre distinto per signorilità e onestà. "Giacinto Facchetti era e resterà per sempre uno dei simboli più veri e autentici del patrimonio di una Milano calcistica irripetibile e indimenticabile. Sportivo vero, appassionato di calcio nel senso più partecipe del termine, ha fatto del comportamento e dello stile una bandiera sia in campo che fuori. Tutti gli sportivi milanesi e gli sportivi di tutta Italia erano in ansia per lui ormai da mesi. Oggi, la notizia. Tutti i tifosi del Milan, e tutte le persone che vivono e lavorano nel Milan, l'hanno accolta costernati. Per questo rivolgono vere e sentite condoglianze ai congiunti di Giacinto Facchetti e a tutti i suoi amici, i suoi collaboratori che hanno lavorato e condiviso emozioni con lui in tanti anni dedicati all'Inter".
Poi è stata una continua girandola di commenti, di tristi prese di posizione, a partire dall'altro sotrico "avversario", la Juventus. "La Juventus apprende con infinita tristezza la notizia della scomparsa di Giacinto Facchetti e si unisce al dolore della sua famiglia, dell'Inter e dei suoi tifosi e di tutti gli sportivi italiani per la perdita di un simbolo e di una bandiera del calcio mondiale". Commossa nel dolore anche la Figc: "La notizia della scomparsa di Facchetti ha destato profonda commozione tra i giocatori azzurri, in raduno a Coverciano, e in Federazione". "Un dolore straziante, una perdita immensa sotto l'aspetto umano quanto sportivo. Ci impegneremo ancora di più per ricostruire tutti insieme un calcio così come piaceva a lui" il commento di Antonio Matarrese, presidente della Lega calcio.
Poi è la volta degli amici, a cominciare dal compagno di Nazionale Dino Zoff: "Una persona straordinaria. Con lui ho passato tanti anni in Nazionale. Avevamo un ottimo rapporto che è continuato negli anni. Un ragazzo straordinario. Una grave perdita, la perdita di un amico". Tocca quindi a quella che, dopo Facchetti, può essere definita l'altra bandiera nerazzurra, Giuseppe Bergomi: "Non era solo la bandiera dell'Inter, era un bandiera di tutto il calcio italiano. Sono stato in contatto con lui fino all'ultimo, ha provato anche a portarmi all'Inter. Tutti hanno sempre riconosciuto le sue qualità anche a livello internazionale, me ne sono reso conto durante gli ultimi Mondiali. Giacinto ha scoperto di essere malato dopo un intervento al menisco. Mi sono sempre informato sulle sue condizioni, ho parlato spesso con Riccardo Ferri che giocava con lui a tennis. Nelle ultime settimane la situazione era peggiorata terribilmente... Quando scompare qualcuno, si dice sempre che è morta una persona splendida. In questo caso, è veramente così". Infine, la parola ad un rivale storico, quel Gianni Rivera avversario in mille battaglie: "Non ho parole. Giacinto per me era un amico un ex compagno di nazionale, ma era un padre ed un uomo esemplare. Ancor più che sul piano sportivo, Giacinto, era un uomo sportivo he lavorava sempre in punta di piedi senza mai cercare la polemica. Sono queste piccole cose che fanno capire quanto gli uomini valgono e sono importanti. Anche in Nazionale, quando si giocava insieme ha sempre dato il massimo senza spavalderia. Un uomo vero un dirigente che il calcio italiano avrebbe potuto rivalutare ancora di più".


Per 94 volte ha vestito la maglia azzurra con la quale fu campione d'Europa Quattro scudetti e due coppe dei campioni Secondo i mondiali del '70. Detiene tuttora il primato di 70 volte con la fascia di capitano della Nazionale
Era la bandiera e il simbolo dell’Inter, della Grande Inter di Helenio Herrera e dell’orgoglio nerazzurro dei Moratti, Angelo e Massimo. Questo era, e resterànel ricordodi tutti, Giacinto Facchetti, terzino sinistro classe 1942 e monumento del calcio italiano nel mondo.
Facchetti nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 18 luglio. Da ragazzo, oltre al calcio, pratica atletica leggera, sport in cui ottiene ottimi risultati grazie al suo fisico poderoso. Alto, possente ed elegante, Facchetti cominciò la sua carriera la Trevigliese come attaccante. Nel 1961 Helenio Herrera lo volle nell'Inter impiegandolo come laterale sinistro con compiti sia difensivi che offensivi. Facchetti inventò in pratica il ruolo del moderno terzino d'attacco.
Il 21 maggio 1961 lo stadio Olimpico di Roma ospita l’esordio in serie A: l’Inter batte i giallorossi 2-0. La domenica successiva il debutto nel tempio del calcio, San Siro. E' lui a segnare il primo dei tre gol nerazzurri. Nell’Inter di Helenio Herrera Facchetti si conquista stabilmente un posto sulla fascia sinistra di difesa interpretando, tra i primi in Europa, il ruolo di terzino fluidificante. E’ uno dei grandi protagonisti dell’Inter del mago Herrera, con cui vince 4 scudetti (1963, 1965, 1966 e 1971), 2 coppe dei Campioni (1964 e 1965), 2 coppe Intercontinentali e 1 Coppa Italia. In totale, con la maglia nerazzurra, disputa 476 partite di campionato.
Esordì in Nazionale il 27 marzo 1963, chiamato dal ct Edmondo Fabbri per un incontro di qualificazione agli Europei a Istanbul contro la Turchia. Facchetti collezionò 94 presenze (e tre gol) in maglia azzurra (un record superato in seguito solo da Zoff e recentemente da Paolo Maldini, Del Piero, Nesta e Cannavaro). A soli 24 anni divenne capitano della Nazionale e lo fu per 70 incontri, primato tuttora ineguagliato. Ha disputato tre Mondiali: nel 1970, in Messico, gioca la storica Italia-Germania 4-3 e si laurea vice campione del mondo. Con la Nazionale divenne campione d'Europa nel 1968.
Nel 1971 vince il quarto scudetto della sua carriera mentre nel 1978, dopo aver portato a casa anche una Coppa Italia, dà l’addio al calcio. Numeri da record in serie A per il terzino goleador: 475 partite e 59 reti (totale in carriera 634 con 75 gol). Chiusa la carriera, Facchetti continua da protagonista dentro la società.
Dopo aver ricoperto il ruolo di vice presidente dell'Atalanta, Massimo Moratti lo volle con lui all'Inter nominandolo direttore generale. Dopo la morte di Peppino Prisco ricoprì il ruolo di vice presidente e, dopo le dimissioni dello stesso Moratti, fu nominato presidente nel gennaio 2004, il diciannovesimo nella storia del club nerazzurro. Sotto la sua gestione, l’Inter vince due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. Alla straordinaria carriera sportiva e agli allori vinti con il suo club e la nazionale, vanno aggiunte le qualità umane. L’eleganza e la compostezza che tutti, nel mondo del calcio e non, riconoscevono al «terzino gentiluomo». Oggi, come ha scritto il sito dell’Inter, ci ha lasciato prima di tutto una persona per bene.


Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
si unisce al cordoglio per la scomparsa di Giacinto Facchetti: ''Partecipo commosso al profondo dolore della famiglia per la morte di Giacinto Facchetti, uno dei maggiori protagonisti della storia dello sport italiano - recita un messaggio del capo dello stato -. Resta di esempio per le nuove generazioni l'attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager''.




[SILVIA]SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!!!!!![/SILVIA]


sono appena rientrato da Sant'Ambrogio...![]()