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Risultati da 1 a 10 di 39

Discussione: Su Raphael

  1. #1
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito Su Raphael

    Un saluto, essendo la prima volta che intervengo qua.

    Volevo chiedervi un parere sul lavoro di Raphael e delle edizioni Asram Vidya più in generale. Stuart Mill mi ha segnalato un brano in cui si parla di lui nel sito vedanta.it. Volevo però sentire le opinioni dei frequentatori di questo forum, sia sul lavoro propriamente legato al mondo induista (traduzioni, rispetto della tradizione, ecc.), sia sulle opere legate all'Europa (ho acquistato un paio di testi dedicati all'Orfismo, che mi sono parsi interessanti).

  2. #2
    Vittima del kali yuga
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    Predefinito

    allora, le questioni che poni, sono molto interessanti.

    Raphael (posto un brano che conoscerai, ma sarà interessante per gli altri):

    Raphael
    Difficile parlare di Raphael, né è possibile definirlo, si potrebbe dire di lui che è un metafisico, un advaitin, un platonico, etc. Ma sarebbero definizioni che sorgono esclusivamente perché ha trattato queste tematiche nei suoi libri, pubblicati dall'Editrice che pubblica le sue opere, da sempre, in Italia: le Edizioni Asram Vidya.
    Qualsiasi etichetta potrebbe essere calzante, ma ugualmente nessuna. Per questo in queste pagine lo chiameremo Maestro, con umiltà e non certo per affermare il nostro essergli discepoli e quindi quasi ad impadronirci della luce metafisica di cui rifulge.
    Non possiamo non chiamarlo Maestro perché è grazie alla sua opera e a quella di chi con lui opera, che oggi in Italia, se non in Occidente, la Filosofia dell'Essere o Filosofia Realizzativa, specialmente il suo ramo indiano, quello noto come Advaita Vedanta, è conosciuto. Raphael ha tradotto e commentato le più importanti opere della filosofia Advaita, opere di Gaudapada, Shankara, senza però dimenticare quei rami tradizionali che in Occidente o in Medio Oriente hanno risuonato della stessa nota. Porgendo il nostro omaggio a questo Maestro, in realtà lo porgiamo a tutti coloro che nel tempo e nel silenzio hanno incarnato l'insegnamento tradizionale. Li ringraziamo per suo tramite, perché i suoi libri ce li hanno resi più vicini, comprensibili, intimi. E sempre attraverso lui porgendogli omaggio, lo porgiamo a tutti quei Maestri, che a noi non sono noti, ma conosciuti solo ai loro discepoli, perché un Maestro è tale quando, attraverso il suo insegnamento, altri discoprono la propria Pura Realtà identica alla Realtà Assoluta.
    Di lui non sono noti i dati anagrafici, né è più raggiungibile dal pubblico da quando si è ritirato nel silenzio, lasciando che fossero i suoi libri a parlare in sua vece.
    Chi lo ha conosciuto quando ancora teneva degli incontri aperti al pubblico, lo descrive come una personalità affascinante, umile, disponibile, totalmente immersa nella tradizione e operante solo al fine di preservare e mantenere vivente la stessa.
    Per questo motivo non è possibile definire il suo insegnamento, egli non ha un suo insegnamento, lo possiamo considerare un trasmettitore della Tradizione e questa non appartiene, né potrebbe, a qualcuno. Nelle sue opere tratta ed espone i vari rami tradizionali supportandoli tutti come se vi appartenesse, ma nonostante la grande padronanza che mostra, si intuisce chiaramente che Egli non appartiene a nessuno di questi. E' come se fosse oltre tutti i rami, privo di quella egoità che sola potrebbe permettergli di riconoscersi in uno o più di questi. E questo dovrebbe potersi dire di ogni realizzato non duale, pertanto la nostro non è l'affermazione di una unicità puntuale, quanto l'affermazione di un Unità totale fra l'Essere di ogni Maestro e la Realtà Assoluta.
    Ugualmente i suoi discepoli, i suoi collaboratori, tengono un basso profilo e non sono conosciuti al pubblico, e pur proseguendo e aiutando l'opera del Maestro operano in anonimato, usando nel caso dei libri lo pseudonimo di "Gruppo Kevala".
    Non si può non ammirare l'opera di questo Maestro che, in un era dove l'apparire sembra essere lo scopo principale della vita, è riuscito ad insegnare ai suoi allievi come la forma sia più importante dell'apparenza e come la sostanza è più importante della forma.
    Riportiamo una brano tratto da un periodico dove viene data di Raphael una descrizione, descrizione che calzerebbe non solo a Lui, ma a qualsiasi Realizzato.
    «Raphael è colui che, come dice Plotino, si "vergogna di stare in un corpo", avendo avuto da sempre una propensione per uno stato di pura essenza di essere.
    Ciò implica che, fin da giovane, la sua condizione si è palesata come stato metafisico di là da ogni apparenza formale o fenomenica.
    Questo comporta altresì che riguardo alla semplice individualità, quale "ombra" di "ciò che si è", non è il caso di spendere alcuna parola; equivarrebbe a voler conoscere più il vestito che la persona indossa piuttosto che la vera identità della persona stessa.
    Quel "ciò che si è" (e che siete anche tutti voi che leggete) non ha storia, non ha memoria, non ha esperienza: quindi non ha né passato né futuro.
    L'"ombra", o l'apparenza, non ha realtà ontologica né validità logica perché è l'effetto dell'avidya (non-conoscenza). Che significato può avere parlare di qualcosa che appare e dispare all'orizzonte della pura Consapevolezza e che è causa di oblio di "ciò che si è"?
    Così, questo nome Raphael, se per voi è fonte di stimolo a comprendere l'Essenza che siete voi stessi a certi livelli, allora ha compiuto il suo scopo; se invece il vostro intento è di voler soddisfare una semplice curiosità di ordine formale, oggettivo e individuale, è dimostrato che qualunque tipo di curiosità, per le sua particolare natura, per quanto estesa e particolarizzata, non può portare alcun beneficio né progresso.»





    Si è occupato dal punto di vista teorico e ptratico, di varie tradizioni, dall'advaita vedanta all'orfismo.



    Le edizioni ashram vidya pubblicano tutte le sue opere, più varie di Gadapada e Sankara, nonchè testi delle scuole nyaya , yoga e samhkya.
    Ti consiglio vivamente, se già nmon lo conosci, www.advaita.it, girando girando (le prime volte non li troverai tutti) troverai una serie di articoli e addirittura testi sacri antichi commentati da Sankara, da Raphael etc
    Per capire meglio l'advaita vedanta, va capito cos'è il vedanta e chi è Sankara.
    Il vedanta, letteralmente, (il) fine del Veda, è la parte conclusiva, quella che 'tira le somme' dell'insegnamento vedico.
    I Veda sono: Rig V. Sama V. Yaur V. Atharva V.

    il Vedanta si basa sulle prime 12 upanishad (upanishad significa sedersi ai piedi di un maestro), sul bramha sutra e sulla Bhagavad Gità.
    L'advaita vedanta è la scuola non-duale, quella che va oltre sia il dualismo, che il monismo.
    Sri Sankara, è ritenuto essere un avatar divino, che inm soli 32 anni di vita, non solo codificò definitivamente l'advaita vedanta su indicazioni del suo param guru, Gadapada, ma riformò l'intero induismo.
    Da lui discende, cosa normale e necessaria nell'induismo, una linea ininterrotta (o meglio, di più) ch arriva fino a oggi, condizione appunto necessaria per insegnare.
    Raphael si allaccia a questa Tradizione, però nei suoi libri opera le connessioni necessarie con le altre: ermetismo, orfismo, pitagorismo, etc

  3. #3
    Vittima del kali yuga
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    p.s. benvenuto qui.
    Allora, per le altre domande, un attimo di pazienza

  4. #4
    Vittima del kali yuga
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    allora, sulle traduzione, ne ho fatta una del secondo capitolo degli istituti di Vishnu, che puoi trovare qui:

    traduzione di alcuni brani sulla società arya tratti dagli istituti di Vishnu


    http://www.politicaonline.net/forum/...25#post4488625

    poi ecco delle discussioni che ti converrebbe leggere per farti un'idea:

    La divisione della società vedica

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=283651

    L'olocausto Degli Hindu'

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=282556





    dalla bhagavad gità: i veggenti (rishi)

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=282447

    questo sulle civiltà antiche:
    civilità dell'onore Vs civiltà della vergogna (by Frumentarius)

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=280911

    stato, graal, impero, tradizione, ermetismo

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=257065

    idem

    Maestri indiani: gaudapada e sankara

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=275258

    Maestri indiani: Ramana Marashi e Ramakrishna

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=275267

    Gli avatara


    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=275284

    metafisica e non dualità

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=275305

    induismo: conte Pio F. Ronconi

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=277238

    ovviamente alcune di queste sono brevissim: appena 1-2 messaggi, ma ti possono essere utili

    maestri indiani: Sri Caithanya Mahaprabu

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=277597


    Le divinità indù

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=277601


    questo su aspetti meno noti dell'India:

    i rajput, i samurai indiani.


    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=272711

    di sotto, una raccolta di leggi degli antrichi arya, sulle caste etc

    le leggi degli arya

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=272076



    le leggi di manu

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=272078

    questo è un link con ottimi articoli:
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=270193

    evola:

    la caduta dell'idea di stato: evola e i veda nonchè altri suoi articoli


    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=256399

    bibliografia

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=257735

    feste e tradizioni varie:

    feste indiane


    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=255355

  5. #5
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    il materiale è molto.
    Su orfismo , pitagorismo, posso consigliarti i libri di Raphael.
    Di suo, ho letto solo la triplice via del fuoco, poi vari brani delle opere di Sankara etc
    Sull'occidente conosco la tradizione ermetica...

    Poi se fai richieste più precise (intendi tradizioni, cioè metafisica pura e forme di stato tradizionali, o anche musica, costumi etc?) posso farti sapere altro: FERMO RESTANDO, CHE IO DA 0 A 100 SO 5 ANTIOKOS SUL TEMA SA 100, quindi se non compare qui sollecitalo pure tramite pvt

  6. #6
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    vediamo che dice Antiokos

    ecco Antiokos c'era, ora non più

  7. #7
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    per Arthur I, questo sintetizza la concezione indù della società:
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=251023

  8. #8
    Antiokos
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    mmm... da quello che ho capito mi si chiede un parere sul "famoso" Raphael, non sull'Induismo in sè, come credevo, ma su di lui come autore, poi se sbaglio correggetemi.
    Su Raphael pur avendo letto qualche suo lavoro, non vorrei deludere Stuart che mi tratta (spero scherzando ) come un oracolo, non credo di potere esprimere un giudizio esauriente, devo dire che a essere sincero, di quel che ho letto di lui, non è che mi abbia convinto più di tanto, come tutti i sedicenti "maestri", o comunque ritenuti tali da altri... a volte la sua visione sembra quasi New Age, non è un'autore che mi sento di consigliare... poi ognuno ha i suoi gusti...

  9. #9
    Vittima del kali yuga
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    boh, io avevo interpretato il suo messaggio:
    ia sul lavoro propriamente legato al mondo induista (traduzioni, rispetto della tradizione, ecc.), sia sulle opere legate all'Europa (-
    come riferito all'induismo, però forse per la fretta, non l'ho interpretato bene, forse hai ragione tu, e si riferiva sempre alle opere Asrham Vidya...
    speriamo ci illumini lui...
    sul resto, beh, la competenza la possiedi, inutile negarlo.
    Però, dissento dal giudizio su Raphael new age: ho legiucchiato un pò di libri suoi in libreria, e oltre a tutto, pare sia a favore delle caste, niente new age quindi... Sulle opere sue, ho letto interamente solo la triplice via del fuoco, che corrisponde a quanto detto da altri, poi non so... probabilmente ne sai di più

  10. #10
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito

    Eccomi! Allora, la domanda era effettivamente rivolta solo a Raphael e alle edizione della Asram Vidya (grazie comunque Stuart per il resto).
    Antiokos dice di sentire un che di new age. Ho l'impressione che ciò derivi non tanto da pecche inerenti la sua visione della realtà induista, quanto da una sorta di "perennialismo light", limitato al mondo indo-europeo (nel senso, in questo caso, di India e Europa, "geo-culturalmente" parlando).
    Parlando di traduzioni, volevo sapere come le loro edizioni sono viste tra coloro che leggono con assiduità i testi tradizionali indù (e lo fanno tendando di conservare una visione appunto tradizionale).
    Di nuovo grazie.

    P.S.: x Stuart - Ho letto l'MP.

 

 
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