



Il senso del cameratismo, a mio avviso, risiede soprattutto nell'essere ciascuno maestro ed allievo dell'altro, in un rapporto che non può limitarsi alla semplice compiacenza reciproca. Bisogna essere pronti a pungolarsi di continuo, cercando di raggiungere pochi, concreti, irriducibili elementi comuni. Invalicabili, però.






«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger
Un decalogo interessante magari fosse pensabile poterlo applicare: con questo branco di pecore che chiamiamo popolo italiano solo a pensare di farlo sbirciare a qualcuno mi vengono in mente certe "strane" idee (presente p38 et simili?)


Non ci siamo. La Mistica non è intesa come santificazione di un popolo ma come costituzione interna del Miles. Non dovremmo preoccuparci affatto della sua applicabilità di massa (che poi è molto più possibile di quanto lo sia la trasformazione dell'area intesa nella sua integralità...) ma applicarla a noi. Ciascuno a se stesso. Di qui il discrimine per partire, per non più stagnare. Di qui e non dalle costruzioni astratte di tipo ideologico, teologico o sulle questioni di tifo che concernono inesistenti "scontri di civiltà" che, se mai si verificassero, ci vedrebbero solo spettatori o vittime e mai protagonisti.
E tengo a sottolineare che chi istituì la scuola di Mistica rappresentava anche l'ala sociale e ribellistica del fascismo. Questo a scanso di equivoci e per capire bene come ogni cosa sia strettamente legata all'altra, nonché il fatto che Mistica non c'è se non verificata e applicata.
Non è casuale, a mio vedere, neanche il fatto che il Decalogio sia riproposto ora dalla componente più sociale (non solo teoricamente ma nei fatti) della cd area.




Non è del tutto esatto...il Decalogo della Scuola di Mistica Fascista, fondata da Niccolò Giani e da altri giovani fascisti del GUF di Milano il 10 aprile 1930, nasce dal discorso pronunciato da Arnaldo Mussolini in occasione dell'inaugurazione del terzo anno di attività della Scuola.
I punti del decalogo sono frasi estrapolate dal quel discorso a cui appartiene anche la citazione su Cristo che ho riportato qualche messaggio più in alto.
Arnaldo Mussolini, fratello prediletto e fedelissimo collaboratore del Duce, era il punto di riferimento umano e spirituale per i giovani della Scuola di Mistica. Arnaldo era profondamente cattolico (a lui va gran parte del merito del Concordato del 29) e molti punti del decalogo riflettono una chiara morale di ispirazione Evangelica (provate a rileggerli con attenzione e la cosa vi apparirà piuttosto evidente).
Anche Niccolò Giani, fondatore e animatore della Scuola di Mistica, che volle intitolare a Sandro Italico Mussolini (figlio di Arnaldo prematuramente scomparso), era cattolico convinto. In occasione della commemorazione di Giani, caduto eroicamente in guerra, Fernando Mezzasoma ebbe a dire di lui:"Egli credeva in Dio, nel Dio di noi italiani fascisti e cattolici".
Lupo1982 ha comunque pienamente ragione quando sostiene che i giovani mistici erano fanaticamente intransigenti sul piano sociale: del resto ogni cristiano ha il dovere di schierarsi dalla parte degli ultimi e degli oppressi...
A chi volesse approfondire il tema della Mistica Fascista segnalo i seguenti testi: Aldo Grandi-Gli eroi di Mussolini-Bur; AA.VV.-Arnaldo Mussolini.La rivoluzione restauratrice-Europa; Luca Fantini-Essenza mistica del fascismo totalitario-1dicembre1943; Arnaldo Mussolini-Coscienza e dovere-Raido.
Oltre agli scritti del compianto Cesare Mazza (per i pochi fortunati che riescono a trovarne ancora qualcuno in circolazione), l'uomo che più di tutti ha tentato di trasmettere il patrimonio ideale della Mistica Fascista ai giovani nati nel dopoguerra.
Fermo restando che condivido quanti hanno sostenuto che più che una questione intellettuale e dialettica la Mistica bisognerebbe cercare di viverla quotidianamente...nella comunità militante a cui appartengo ci proviamo da diversi anni ma quando dopo mille sacrifici crediamo di aver fatto dei passi in avanti sulla via del miglioramento di noi stessi vediamo sempre una distanza enorme tra noi e gli esempi che tentiamo di seguire...