pubblico qui uno sfogo di un utente di indymedia
non so voi, ma io quando stavo a Roma molte volte ho avuto la stessa sensazione di rabbia, di sconforto: una città dove ogni giorno c'è un traffico impazzito che ti riempie di nervosismo, dove i collegamenti funzionano male(che ci crediate o no quando stavo a Torre angela per andare in centro ci mettevo 1 ora e mezzo) e le periferie sono ancora in buona parte lasciate a se stesse, dove gli ospedali funzionano male(ne ho esperienza diretta, una volta al pronto soccorso dell'umberto I ho visto uno che probabilmente aveva una frattuta (si vedeva pure il sangue) fasciata alla bell' e meglio a cui hanno detto di aspettare xche non era un caso "urgente"
) dove però si spendono un sacco di soldi per notti bianche, abbellimento del centro etc etc quando poi i soldi non ci sono per migliorare le periferie...insomma come la vedete la Roma di oggi? c'è chi la vede così....
Sabato notte, l’una circa. Piazza dei Navigatori, sulla Cristoforo Colombo, non è nemmeno una piazza: è una curva di un’autostrada che divide la Garbatella da Tor Marancia. Scendo dall’ultimo autobus. La corsia opposta della Colombo è chiusa al traffico. Penso al nubifragio che ha paralizzato Roma. Invece no, una vigilessa mi dice che c’è una maratona notturna. E’ una simpaticissima iniziativa del sindaco, che rende ancor più spettrale questa zona di Roma, la fottutissima città eterna. Basta farsi due passi in una notte così per scoprirne i lati peggiori.
Vado oltre i pizzardoni, e scorgo un gruppetto di uomini e donne sui cinquanta. Suppongo siano curiosi della maratona, ma mi pare strano che scendano di notte: a occhio e croce non andranno nemmeno al cinema da vent’anni. Allora mi fermo con loro. Non sono tifosi, ma manifestanti: protestano contro la prostituzione, cioè presidiano la strada che normalmente ospita il traffico umano più antico del mondo. Sono pochi, provoco questi quattro stronzi : “Non risolverete niente, i viados al massimo andranno da un’altra parte. Finché c’è clientela c’è prostituzione, e di clienti le vostre case sono piene”. Risponde uno stupito di dover pure giustificarsi, un così bravo cittadino: “Almeno se ne andranno da altri, faremo un po’ per uno”. Litighiamo un po’, ma hanno il cervello blindato. Le peggiori sono le mogli con i loro sorrisetti imbarazzati. Sono state abbordate da me che le ho viste sul marciapiedi, proprio come capita alle loro nemiche numero uno di stanotte. La signora ha un dubbio: non è che le scambiano per mignotte, stasera? Tiro avanti.
Pochi metri e arrivo davanti al comprensorio sgomberato l’altro giorno. I “moldavi” (così li chiamano nel quartiere, anche se c’erano diversi asiatici tra gli evacuati) sono tornati e hanno piantato una decina di tende davanti alla loro ex-casa. Mi avvicino, per curiosità e per capire come va. Spunta una faccia. E’ quella di uno a cui rode parecchio, dopo una giornata passata nella tendopoli sotto il diluvio. Non credo abbia voglia di due chiacchiere. Decido di non fermarmi alla tendopoli. A pochi metri da lì, all’altro ingresso dello stabile sgomberato, c’è un’altra piccola tribù. Sono poliziotti. Presidiano il cancello per evitare il ritorno dei moldavi, soprattutto stanotte che diluvia. Per tornare a casa devo passare davanti a loro. Loro avranno più voglai di chiacchierare, vedrai. Ovviamente mi fanno: “Dica?”. “Che ti devo dire?”, rispondo. Per la guardia è già una mezza provocazione. Me la prendo anche con loro, state facendo una cosa schifosa, li vedete da qui i bambini nelle tende. Un palazzo gigantesco vuoto, famiglie che dormono sotto la pioggia su un lato e altri dieci stronzi pagati per passare la notte all’addiaccio perché anche gli immigrati (donne e bambini compresi) la passino così. Vergognatevi. Quello risponde, è un coatto in uniforme e parla come Borghezio: “Se ne andassero a casa loro” e altri qualunquismi di repertorio. Ma non va oltre, anche lui passerà una notte del cazzo e si rende conto che c’è poco di cui essere orgogliosi. Dopo un po’ mi confessa di aver lasciato entrare qualcuno a riscaldarsi un paio d’ore, e quasi se ne vergogna. Ho addirittura il terribile dubbio che si tratti di un bravo cristo.
Ne ho abbastanza di questo schifo e poi dietro l’angolo c’è un concerto di clacson che scassa il cazzo. Forse con loro riuscirò a litigare sul serio: si tratta di quegli stronzissimi automobilisti che usano il clacson pure per salutare la madre, o se avvistano un culo da 300 metri mentre litigano al cellulare. Ma stasera quasi solidarizzo con loro. Sono bloccati dall’ultima chicca della notte: la processione al Divino Amore. Un centinaio di persone che imboccano la via Ardeatina di notte a piedi con le candele in una mano e il rosario nell’altra. Come cazzo si fa, penso. Non si può andare avanti così. Ma con i virtuosi del clacson e i pellegrini de noantri non ci posso litigare: continuerebbero a parlare al cellulare o a salmodiare prendendomi per un pazzo mannaro e i vigili mi porterebbero via. Torno a casa, alla radio almeno c’è una traccia di Will Oldham e un po’ il rodimento mi passa. Non date retta a chi parla bene di Roma da quando c’è Veltroni. A Roma si fa una vita di merda purché qualcun altro stia ancor più nella merda. Roma è una città di merda.
http://italy.indymedia.org/news/2006...nt.php#1150561




) e le periferie sono ancora in buona parte lasciate a se stesse, dove gli ospedali funzionano male(ne ho esperienza diretta, una volta al pronto soccorso dell'umberto I ho visto uno che probabilmente aveva una frattuta (si vedeva pure il sangue) fasciata alla bell' e meglio a cui hanno detto di aspettare xche non era un caso "urgente"
) dove però si spendono un sacco di soldi per notti bianche, abbellimento del centro etc etc quando poi i soldi non ci sono per migliorare le periferie...insomma come la vedete la Roma di oggi? c'è chi la vede così....
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