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  1. #1
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Unhappy Roma di veltroni, una città di......

    Sabato notte, l’una circa. Piazza dei Navigatori, sulla Cristoforo Colombo, non è nemmeno una piazza: è una curva di un’autostrada che divide la Garbatella da Tor Marancia. Scendo dall’ultimo autobus. La corsia opposta della Colombo è chiusa al traffico. Penso al nubifragio che ha paralizzato Roma. Invece no, una vigilessa mi dice che c’è una maratona notturna. E’ una simpaticissima iniziativa del sindaco, che rende ancor più spettrale questa zona di Roma, la fottutissima città eterna. Basta farsi due passi in una notte così per scoprirne i lati peggiori.

    Vado oltre i pizzardoni, e scorgo un gruppetto di uomini e donne sui cinquanta. Suppongo siano curiosi della maratona, ma mi pare strano che scendano di notte: a occhio e croce non andranno nemmeno al cinema da vent’anni. Allora mi fermo con loro. Non sono tifosi, ma manifestanti: protestano contro la prostituzione, cioè presidiano la strada che normalmente ospita il traffico umano più antico del mondo. Sono pochi, provoco questi quattro stronzi : “Non risolverete niente, i viados al massimo andranno da un’altra parte. Finché c’è clientela c’è prostituzione, e di clienti le vostre case sono piene”. Risponde uno stupito di dover pure giustificarsi, un così bravo cittadino: “Almeno se ne andranno da altri, faremo un po’ per uno”. Litighiamo un po’, ma hanno il cervello blindato. Le peggiori sono le mogli con i loro sorrisetti imbarazzati. Sono state abbordate da me che le ho viste sul marciapiedi, proprio come capita alle loro nemiche numero uno di stanotte. La signora ha un dubbio: non è che le scambiano per mignotte, stasera? Tiro avanti.

    Pochi metri e arrivo davanti al comprensorio sgomberato l’altro giorno. I “moldavi” (così li chiamano nel quartiere, anche se c’erano diversi asiatici tra gli evacuati) sono tornati e hanno piantato una decina di tende davanti alla loro ex-casa. Mi avvicino, per curiosità e per capire come va. Spunta una faccia. E’ quella di uno a cui rode parecchio, dopo una giornata passata nella tendopoli sotto il diluvio. Non credo abbia voglia di due chiacchiere. Decido di non fermarmi alla tendopoli. A pochi metri da lì, all’altro ingresso dello stabile sgomberato, c’è un’altra piccola tribù. Sono poliziotti. Presidiano il cancello per evitare il ritorno dei moldavi, soprattutto stanotte che diluvia. Per tornare a casa devo passare davanti a loro. Loro avranno più voglai di chiacchierare, vedrai. Ovviamente mi fanno: “Dica?”. “Che ti devo dire?”, rispondo. Per la guardia è già una mezza provocazione. Me la prendo anche con loro, state facendo una cosa schifosa, li vedete da qui i bambini nelle tende. Un palazzo gigantesco vuoto, famiglie che dormono sotto la pioggia su un lato e altri dieci stronzi pagati per passare la notte all’addiaccio perché anche gli immigrati (donne e bambini compresi) la passino così. Vergognatevi. Quello risponde, è un coatto in uniforme e parla come Borghezio: “Se ne andassero a casa loro” e altri qualunquismi di repertorio. Ma non va oltre, anche lui passerà una notte del cazzo e si rende conto che c’è poco di cui essere orgogliosi. Dopo un po’ mi confessa di aver lasciato entrare qualcuno a riscaldarsi un paio d’ore, e quasi se ne vergogna. Ho addirittura il terribile dubbio che si tratti di un bravo cristo.

    Ne ho abbastanza di questo schifo e poi dietro l’angolo c’è un concerto di clacson che scassa il cazzo. Forse con loro riuscirò a litigare sul serio: si tratta di quegli stronzissimi automobilisti che usano il clacson pure per salutare la madre, o se avvistano un culo da 300 metri mentre litigano al cellulare. Ma stasera quasi solidarizzo con loro. Sono bloccati dall’ultima chicca della notte: la processione al Divino Amore. Un centinaio di persone che imboccano la via Ardeatina di notte a piedi con le candele in una mano e il rosario nell’altra. Come cazzo si fa, penso. Non si può andare avanti così. Ma con i virtuosi del clacson e i pellegrini de noantri non ci posso litigare: continuerebbero a parlare al cellulare o a salmodiare prendendomi per un pazzo mannaro e i vigili mi porterebbero via. Torno a casa, alla radio almeno c’è una traccia di Will Oldham e un po’ il rodimento mi passa. Non date retta a chi parla bene di Roma da quando c’è Veltroni. A Roma si fa una vita di merda purché qualcun altro stia ancor più nella merda. Roma è una città di merda.

    http://italy.indymedia.org/news/2006...nt.php#1150561

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    Sabato notte, l’una circa. Piazza dei Navigatori, sulla Cristoforo Colombo, non è nemmeno una piazza: è una curva di un’autostrada che divide la Garbatella da Tor Marancia. Scendo dall’ultimo autobus. La corsia opposta della Colombo è chiusa al traffico. Penso al nubifragio che ha paralizzato Roma. Invece no, una vigilessa mi dice che c’è una maratona notturna. E’ una simpaticissima iniziativa del sindaco, che rende ancor più spettrale questa zona di Roma, la fottutissima città eterna. Basta farsi due passi in una notte così per scoprirne i lati peggiori.

    Vado oltre i pizzardoni, e scorgo un gruppetto di uomini e donne sui cinquanta. Suppongo siano curiosi della maratona, ma mi pare strano che scendano di notte: a occhio e croce non andranno nemmeno al cinema da vent’anni. Allora mi fermo con loro. Non sono tifosi, ma manifestanti: protestano contro la prostituzione, cioè presidiano la strada che normalmente ospita il traffico umano più antico del mondo. Sono pochi, provoco questi quattro stronzi : “Non risolverete niente, i viados al massimo andranno da un’altra parte. Finché c’è clientela c’è prostituzione, e di clienti le vostre case sono piene”. Risponde uno stupito di dover pure giustificarsi, un così bravo cittadino: “Almeno se ne andranno da altri, faremo un po’ per uno”. Litighiamo un po’, ma hanno il cervello blindato. Le peggiori sono le mogli con i loro sorrisetti imbarazzati. Sono state abbordate da me che le ho viste sul marciapiedi, proprio come capita alle loro nemiche numero uno di stanotte. La signora ha un dubbio: non è che le scambiano per mignotte, stasera? Tiro avanti.

    Pochi metri e arrivo davanti al comprensorio sgomberato l’altro giorno. I “moldavi” (così li chiamano nel quartiere, anche se c’erano diversi asiatici tra gli evacuati) sono tornati e hanno piantato una decina di tende davanti alla loro ex-casa. Mi avvicino, per curiosità e per capire come va. Spunta una faccia. E’ quella di uno a cui rode parecchio, dopo una giornata passata nella tendopoli sotto il diluvio. Non credo abbia voglia di due chiacchiere. Decido di non fermarmi alla tendopoli. A pochi metri da lì, all’altro ingresso dello stabile sgomberato, c’è un’altra piccola tribù. Sono poliziotti. Presidiano il cancello per evitare il ritorno dei moldavi, soprattutto stanotte che diluvia. Per tornare a casa devo passare davanti a loro. Loro avranno più voglai di chiacchierare, vedrai. Ovviamente mi fanno: “Dica?”. “Che ti devo dire?”, rispondo. Per la guardia è già una mezza provocazione. Me la prendo anche con loro, state facendo una cosa schifosa, li vedete da qui i bambini nelle tende. Un palazzo gigantesco vuoto, famiglie che dormono sotto la pioggia su un lato e altri dieci stronzi pagati per passare la notte all’addiaccio perché anche gli immigrati (donne e bambini compresi) la passino così. Vergognatevi. Quello risponde, è un coatto in uniforme e parla come Borghezio: “Se ne andassero a casa loro” e altri qualunquismi di repertorio. Ma non va oltre, anche lui passerà una notte del cazzo e si rende conto che c’è poco di cui essere orgogliosi. Dopo un po’ mi confessa di aver lasciato entrare qualcuno a riscaldarsi un paio d’ore, e quasi se ne vergogna. Ho addirittura il terribile dubbio che si tratti di un bravo cristo.

    Ne ho abbastanza di questo schifo e poi dietro l’angolo c’è un concerto di clacson che scassa il cazzo. Forse con loro riuscirò a litigare sul serio: si tratta di quegli stronzissimi automobilisti che usano il clacson pure per salutare la madre, o se avvistano un culo da 300 metri mentre litigano al cellulare. Ma stasera quasi solidarizzo con loro. Sono bloccati dall’ultima chicca della notte: la processione al Divino Amore. Un centinaio di persone che imboccano la via Ardeatina di notte a piedi con le candele in una mano e il rosario nell’altra. Come cazzo si fa, penso. Non si può andare avanti così. Ma con i virtuosi del clacson e i pellegrini de noantri non ci posso litigare: continuerebbero a parlare al cellulare o a salmodiare prendendomi per un pazzo mannaro e i vigili mi porterebbero via. Torno a casa, alla radio almeno c’è una traccia di Will Oldham e un po’ il rodimento mi passa. Non date retta a chi parla bene di Roma da quando c’è Veltroni. A Roma si fa una vita di merda purché qualcun altro stia ancor più nella merda. Roma è una città di merda.

    http://italy.indymedia.org/news/2006...nt.php#1150561

    Non sono di Roma e sono abituato a vivere in centri urbani di medio-piccole dimensioni quindi non posso avere la minima idea di quello che possa essere vivere in una città di 2,8 milioni di persone, per di più capitale di uno stato.
    Credo che come tutti i sindaci delle grandi città, Veltroni stia tentando di lucidare la parte più visibile della città, un pò come le massaie che lucidano tre volte l'argenteria per poi nascondere la sporcizia sotto il tappeto del bagno di servizio.
    Ho sentito e letto di queste lamentele un pò dappertutto: Napoli, Milano, Palermo, Torino, Genova, Bologna, Bari, Firenze.
    Veltroni non è diverso dagli altri, purtroppo per Roma.
    Comunque le mie non possono che essere impressioni personali costruite attraverso i resoconti di chi ci vive, quindi hanno poco valore.

    A luta continua

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Non sono di Roma e sono abituato a vivere in centri urbani di medio-piccole dimensioni quindi non posso avere la minima idea di quello che possa essere vivere in una città di 2,8 milioni di persone, per di più capitale di uno stato.
    Credo che come tutti i sindaci delle grandi città, Veltroni stia tentando di lucidare la parte più visibile della città, un pò come le massaie che lucidano tre volte l'argenteria per poi nascondere la sporcizia sotto il tappeto del bagno di servizio.
    Ho sentito e letto di queste lamentele un pò dappertutto: Napoli, Milano, Palermo, Torino, Genova, Bologna, Bari, Firenze.
    Veltroni non è diverso dagli altri, purtroppo per Roma.
    Comunque le mie non possono che essere impressioni personali costruite attraverso i resoconti di chi ci vive, quindi hanno poco valore.

    A luta continua
    Premettendo che sono anch'io abituato a vivere in centri urbani di piccole, nelle varie visite fatte a Roma negli ultimi tempi ho potuto vedere quel tipo di gestione urbanistica opulenta che mi sembra stia prendendo piede in un pò tutte le grandi città italiane: massima attenzione e grande dispendio di risorse per tutti quei servizi, quei luoghi e quei grandi eventi che possono fungere da vetrina per una città e per un'amministrazione pubblica (trasporti, centro, quartieri residenziali di lusso, "notti bianche", che peraltro adesso si stanno organizzando un pò ovunque) e mancanza di interesse per vaste zone della città, lasciate all'incuria ed al degrado. Ovviamente le mie sono solo le impressioni di un viaggiatore occasionale, non so poi come effettivamente stiano le cose.

  4. #4
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    mah una cosa ti posso dire, io a roma ci ho vissuto 6 anni(fino a 1 mese fa...) quello che ti posso dire è che roma ha un sacco di problemi: traffico impazzito, periferie mal collegate(quando stavo a torre angela ci mettevo 1 ora e mezza x arrivare al centro ) e in buona parte ancora lasciate a se stesse, ospedali che non funzionano(ne ho esperienza diretta, al pronto soccorso di un ospedale di roma ho visto un tizio che credo avesse una frattura fasciata alla bell'e meglio, e si vedeva anche il sangue) che non lo facevano entrare xche x loro non era "urgente"....oltre al fatto che il pronto soccorso era sovraffollato, facevano visite di 2 minuti massimo a testa e tra l'altro del problema che avevo io non ci hanno capito niente.......insomma co tutti sti problemi veltroni va a spendere miliardi per notti bianche, per rimettere al posto il centro e non si trovano i soldi x migliorare le periferie...

  5. #5
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    Matrix, vivo a Roma da 20 anni e ti assicuro che per quanto le periferie abbiano ancora molto da migliorare, di passi avanti ne hanno fatti molti...ed è merito anche di Veltroni...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    Sabato notte, l’una circa. Piazza dei Navigatori, sulla Cristoforo Colombo, non è nemmeno una piazza: è una curva di un’autostrada che divide la Garbatella da Tor Marancia. Scendo dall’ultimo autobus. La corsia opposta della Colombo è chiusa al traffico. Penso al nubifragio che ha paralizzato Roma. Invece no, una vigilessa mi dice che c’è una maratona notturna. E’ una simpaticissima iniziativa del sindaco, che rende ancor più spettrale questa zona di Roma, la fottutissima città eterna. Basta farsi due passi in una notte così per scoprirne i lati peggiori.

    Vado oltre i pizzardoni, e scorgo un gruppetto di uomini e donne sui cinquanta. Suppongo siano curiosi della maratona, ma mi pare strano che scendano di notte: a occhio e croce non andranno nemmeno al cinema da vent’anni. Allora mi fermo con loro. Non sono tifosi, ma manifestanti: protestano contro la prostituzione, cioè presidiano la strada che normalmente ospita il traffico umano più antico del mondo. Sono pochi, provoco questi quattro stronzi : “Non risolverete niente, i viados al massimo andranno da un’altra parte. Finché c’è clientela c’è prostituzione, e di clienti le vostre case sono piene”. Risponde uno stupito di dover pure giustificarsi, un così bravo cittadino: “Almeno se ne andranno da altri, faremo un po’ per uno”. Litighiamo un po’, ma hanno il cervello blindato. Le peggiori sono le mogli con i loro sorrisetti imbarazzati. Sono state abbordate da me che le ho viste sul marciapiedi, proprio come capita alle loro nemiche numero uno di stanotte. La signora ha un dubbio: non è che le scambiano per mignotte, stasera? Tiro avanti.

    Pochi metri e arrivo davanti al comprensorio sgomberato l’altro giorno. I “moldavi” (così li chiamano nel quartiere, anche se c’erano diversi asiatici tra gli evacuati) sono tornati e hanno piantato una decina di tende davanti alla loro ex-casa. Mi avvicino, per curiosità e per capire come va. Spunta una faccia. E’ quella di uno a cui rode parecchio, dopo una giornata passata nella tendopoli sotto il diluvio. Non credo abbia voglia di due chiacchiere. Decido di non fermarmi alla tendopoli. A pochi metri da lì, all’altro ingresso dello stabile sgomberato, c’è un’altra piccola tribù. Sono poliziotti. Presidiano il cancello per evitare il ritorno dei moldavi, soprattutto stanotte che diluvia. Per tornare a casa devo passare davanti a loro. Loro avranno più voglai di chiacchierare, vedrai. Ovviamente mi fanno: “Dica?”. “Che ti devo dire?”, rispondo. Per la guardia è già una mezza provocazione. Me la prendo anche con loro, state facendo una cosa schifosa, li vedete da qui i bambini nelle tende. Un palazzo gigantesco vuoto, famiglie che dormono sotto la pioggia su un lato e altri dieci stronzi pagati per passare la notte all’addiaccio perché anche gli immigrati (donne e bambini compresi) la passino così. Vergognatevi. Quello risponde, è un coatto in uniforme e parla come Borghezio: “Se ne andassero a casa loro” e altri qualunquismi di repertorio. Ma non va oltre, anche lui passerà una notte del cazzo e si rende conto che c’è poco di cui essere orgogliosi. Dopo un po’ mi confessa di aver lasciato entrare qualcuno a riscaldarsi un paio d’ore, e quasi se ne vergogna. Ho addirittura il terribile dubbio che si tratti di un bravo cristo.

    Ne ho abbastanza di questo schifo e poi dietro l’angolo c’è un concerto di clacson che scassa il cazzo. Forse con loro riuscirò a litigare sul serio: si tratta di quegli stronzissimi automobilisti che usano il clacson pure per salutare la madre, o se avvistano un culo da 300 metri mentre litigano al cellulare. Ma stasera quasi solidarizzo con loro. Sono bloccati dall’ultima chicca della notte: la processione al Divino Amore. Un centinaio di persone che imboccano la via Ardeatina di notte a piedi con le candele in una mano e il rosario nell’altra. Come cazzo si fa, penso. Non si può andare avanti così. Ma con i virtuosi del clacson e i pellegrini de noantri non ci posso litigare: continuerebbero a parlare al cellulare o a salmodiare prendendomi per un pazzo mannaro e i vigili mi porterebbero via. Torno a casa, alla radio almeno c’è una traccia di Will Oldham e un po’ il rodimento mi passa. Non date retta a chi parla bene di Roma da quando c’è Veltroni. A Roma si fa una vita di merda purché qualcun altro stia ancor più nella merda. Roma è una città di merda.

    http://italy.indymedia.org/news/2006...nt.php#1150561
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    SE VIENI A MILANO E' LUNGAMENTE
    PEGGIORE.

    ALMENO li' a rm le fanno le maratone.

    qui assolutamente nulla.

    SOLO LA SPETTRALE E DESOLANTE PERIFERIA SENZA ASSOLUTAMENTE NULLA.

    TRA FORSE E NIENTE

    E' MEGLIO FORSE.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da nitti63 Visualizza Messaggio
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    SE VIENI A MILANO E' LUNGAMENTE
    PEGGIORE.

    ALMENO li' a rm le fanno le maratone.

    qui assolutamente nulla.

    SOLO LA SPETTRALE E DESOLANTE PERIFERIA SENZA ASSOLUTAMENTE NULLA.

    TRA FORSE E NIENTE

    E' MEGLIO FORSE.
    Effettivamente concordo con Nitti...Milano è davvero spettrale, ma non è solo la periferia...se escludiamo le "notti bianche", la zona dei Navigli ed alcune parti del centro "pieno" (piazza Duomo, San Babila, ecc...)...tutta la città è profondamente spettrale quando cala la notte...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  8. #8
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    si ma almeno a Milano per arrivare dal centro alla periferia ci metti un attimo...avevo un amico che ha parenti a Bresso(poco fuori Milano) che ci metteva se ricordo bene solo 30-40 minuti per arrivare fino al centro...a Roma invece a venire da un paese limitrofo sarebbe un odissea con i mezzi pubblici per arrivare al centro(e pensare che c'è chi è costretto a farla ogni giorno, per lavoro! )

  9. #9
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    matrix, la distanza tra un paese dell'interland milanese ed il centro di Milano è come da piazza Venezia ad un quartiere come l'Eur...inoltre Milano è in pianura e senza resti nel sottosuolo, perciò puoi scavare quanto ti pare, ed ha strade larghe in cui gli autobus passano meglio (a Roma invece pensa solo alla Cassia che è molto strategica ma è strettissima...).

  10. #10
    Neutrino NO-TUNNEL
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    vabbè anche roma è per lo più in pianura ma cmq il vero problema che è che a Milano ci sono MOLTI PIU MEZZI PUBBLICI che a Roma, nonostante Roma sia più grande; ad esempio a Milano è pieno di Metropolitane leggere, a Roma non ce ne sono x niente!

 

 
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