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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da CioniMario Visualizza Messaggio
    argomenti?
    basterebbe andassi a piglia' tutte le grullate che il polito ha scribacchiato finch' è stato a la direzzione del foglietto rancione ... pareve si mettesse d'accordo col panzone prima di scrivelle....

    o che ... te tu ti sei messo a leggello solo ora?
    Hai perfettamente ragione.

  2. #22
    i' marchese del grullo
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    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Ancora fanno tutti finta di non capire che tutto questo casino è stato organizzato soltanto per permettere a Berlusconi di acquisire la TIM. Io credo che Berlusconi e Tronchetti abbiano agito di comune accodo. Alla fine avranno anche la faccia tosta di dire che ciò sarà per il bene dell'Italia.
    Il polverone alzato da Bondi, Cicchitto, Schifani e compagni di merenda non può avere che questo obiettivo.
    mi sa che c'hai ragione te ....

  3. #23
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Antonio Polito
    Antonio Polito non è del tutto normale, anzi protenderei per il pensare che sia del tutto cretino.
    Prima chiede "meno statalismo", poi parla di Pil (che è il criterio in assoluto più statalista per misurare il benessere) e verso la fine arriva alla chicca degli investimenti esteri. Gli investitori esteri per investire hanno bisogno proprio di una struttura come lo Stato che tuteli i loro interessi di non lavoratori che premono un pulsante su una tastiera.
    Una "sinistra" davvero antistatalista proporrebbe la proprietà dei mezzi di produzione ai produttori liberamente riuniti in cooperative, le quali si scambierebbero beni e servizi senza l'intermediazione del denaro inteso nel suo valore d'uso, valore che può essere ad esso attribuito solo dallo Stato.
    Perciò non vi sarebbero né Pil (perché buona parte degli scambi avverrebbe in forme non monetarizzate), né investitori esteri, eccetera.
    Il "low cost" tanto caro all'esterofilo polito non sarebbe garantito dallo Stato, ma dalla corrispondenza MR=MC derivante dalle relazioni di fiducia che verrebbero in essere in una tale società non per forza grazie alla bontà degli esseri umani, quanto alle relazioni di interdipendenza che si instaurano, per cui se tu mi freghi oggi, io domani non ti fornisco il bene o il servizio che produco.
    E' fin troppo facile essere antistatalsiti a parole o a metà, contro lo Stato per quello che non ci sta bene e subito richiamando energicamente la sua presenza quando ci fa comodo altrimenti.

  4. #24
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor Visualizza Messaggio
    Antonio Polito non è del tutto normale, anzi protenderei per il pensare che sia del tutto cretino.
    Prima chiede "meno statalismo", poi parla di Pil (che è il criterio in assoluto più statalista per misurare il benessere) e verso la fine arriva alla chicca degli investimenti esteri. Gli investitori esteri per investire hanno bisogno proprio di una struttura come lo Stato che tuteli i loro interessi di non lavoratori che premono un pulsante su una tastiera.
    Una "sinistra" davvero antistatalista proporrebbe la proprietà dei mezzi di produzione ai produttori liberamente riuniti in cooperative, le quali si scambierebbero beni e servizi senza l'intermediazione del denaro inteso nel suo valore d'uso, valore che può essere ad esso attribuito solo dallo Stato.
    Perciò non vi sarebbero né Pil (perché buona parte degli scambi avverrebbe in forme non monetarizzate), né investitori esteri, eccetera.
    Il "low cost" tanto caro all'esterofilo polito non sarebbe garantito dallo Stato, ma dalla corrispondenza MR=MC derivante dalle relazioni di fiducia che verrebbero in essere in una tale società non per forza grazie alla bontà degli esseri umani, quanto alle relazioni di interdipendenza che si instaurano, per cui se tu mi freghi oggi, io domani non ti fornisco il bene o il servizio che produco.
    E' fin troppo facile essere antistatalsiti a parole o a metà, contro lo Stato per quello che non ci sta bene e subito richiamando energicamente la sua presenza quando ci fa comodo altrimenti.

    finalmente: una voce fuori dai girotonti idioti.

    Esmor, il tuo punto di vista è di tutto rispetto.
    il problema sta, a mio parere, nelle ideologie sia di destra che di sinistra: ovvero nella loro assenza, assenza di chiare idee sul ruolo dello stato in economia.
    L'analisi di Polito e la gaffe di Rovati mostrano in contemporanea solo alcune delle tante contraddizioni che esistono nella maggioranza del governo.
    E un'analisi delle radici - Prodi ancora iritofilo e democristiano ribollito, rifondazione, i poteri delle banche, i cattolici adulti e i laici beati - mostra un'immagine di una coalizione che difficilmente potrà fare nient'altro che annaspare.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  5. #25
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    60 anni fa, quando ero piccolino, mi dicevano che queste teorie erano ormai state sepolte. Probabilmente non era vero, dato che vanno ancora in giro.

    P.S.: parlavo sopratutto della proprietà dei mezzi di produzione.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    E’ tornato il socialismo reale all’italiana, su carta intestata Palazzo Chigi



    Dice Tony Giddens che il socialismo è morto.
    Non aveva ancora letto il progettino
    che Rovati ha spedito a Tronchetti Provera.
    Né l’intervista di Bersani, che si propone di
    “riformare il capitalismo italiano”. Le parole
    contano. E’ tornata la “politica industriale”, e
    rispunta pure la “nuova programmazione
    economica”. La chiameranno Nep? Gli anni
    ruggenti delle privatizzazioni sono finiti, i capitalisti
    senza capitali arrancano. E allora vai
    con il revival del socialismo reale all’italiana,
    che dal Duce a Beneduce non è mai morto.
    La rivoluzione liberale sta finendo in soffitta,
    e un riformista non sarà mai abbastanza incazzato
    con Berlusconi per averla screditata,
    predicandola senza farla. Le delusioni generano
    illusioni: il paese ha ripreso a credere
    alla favola che più stato e meno mercato possano
    darci l’Eldorado. Che alibi, per chi a sinistra
    non ha mai smesso di pensarlo. La gloriosa
    battaglia dei taxi rischia di restare nei
    libri di storia come un atto di eroismo isolato
    e sfortunato, cui fece seguito la controrivoluzione.
    Il socialismo, almeno nell’accezione
    occidentale, è alta spesa pubblica più elevata
    redistribuzione. Come lo chiama Salvati,
    “keynesismo-welfarismo”. Ha funzionato, eccome
    se ha funzionato, fino alla metà degli
    anni Settanta, garantendo all’Europa una
    lunga stagione di prosperità e di coesione sociale.
    Solo che è finito da un quarto di secolo.
    Per una ragione molto semplice: i paesi europei
    non riescono più a produrre la ricchezza
    necessaria a finanziare il miracolo. Perché
    l’energia non è più a buon mercato, perché
    gli ex poveri del mondo si sono messi a farci
    la concorrenza, e perché la tassazione ha raggiunto
    livelli non sopportabili dalle classi
    medie. Infatti, da un quarto di secolo, nessun
    paese riesce più ad avere insieme forte crescita,
    grande welfare e basso deficit. Bisogna
    scegliere. E bisogna scegliere la crescita.
    Politicamente parlando, bisogna scegliere
    tra libertà, uguaglianza e solidarietà. I liberali
    sono per la libertà, i socialisti per l’uguaglianza
    e i cristiani per la solidarietà. L’Ulivo,
    via Partito democratico, dice di voler fondere
    alla pari le tre tradizioni politiche con i relativi
    valori. Invece è impossibile, senza stabilire
    una gerarchia adatta ai tempi: prima la
    libertà. Dalla Finanziaria alla Telecom, la
    scelta è sempre obbligata. Ed è la scelta tra
    “pubblico” e “statale”. L’interesse pubblico
    non è la proprietà privata di Telecom, ma l’efficienza
    del servizio telefonico e il suo basso
    costo. La moderna giustizia sociale è il low
    cost. Far rispettare le regole: di altro lo stato
    non deve occuparsi, meno che mai su carta
    intestata della presidenza del Consiglio. Il
    “pubblico” non è la Cassa depositi e prestiti,
    ed è davvero un paradosso che a riconsegnarcela
    sotto forma di stato-imprenditore
    siano stato Tremonti (keynesiano di complemento).
    L’azienda “pubblica” per eccellenza
    in Italia c’è già: l’Alitalia. Lì è tutto pubblico:
    debiti, disservizi e sfascio. Grazie, abbiamo
    già dato. Pubblico è la “public company”, non
    una nuova Iri delle reti. Di interesse pubblico
    non è come ripianare i debiti di Tronchetti,
    che di Telecom possiede il 18 per cento, ma
    come non farli pagare a chi possiede il restante
    80 per cento del capitale. Il “pubblico”
    è là fuori, nel famigerato mercato; e speriamo
    che Guido Rossi si rilegga i suoi libri, prima
    di decidere quali interessi tutelare nella società
    che ora presiede.
    Il fatto è che la sinistra non può cavarsela
    aggiungendo semplicemente un po’ di libertà
    al suo cavallo di battaglia dell’uguaglianza.
    Perché senza la libertà oggi ti scordi pure l’uguaglianza.
    Lo stato non è più la soluzione dei
    problemi, è sempre più spesso il problema.
    Ho seguito le vicende Telecom nel chiuso della
    certosa toscana di Pontignano, in mezzo a
    una piccola folla di inglesi riuniti in seminario.
    Non riferisco i giudizi sullo spettacolo,
    per carità di patria. Cito solo qualche dato
    per il confronto con un paese che ha scelto il
    mercato. Ognuno di loro produce 36.590 dollari
    di ricchezza all’anno contro i nostri
    31.400: siamo ormai sotto la media degli europei
    occidentali e prossimi al sorpasso spagnolo.
    Se faccio la somma per 4 persone, una
    famiglia italiana perde ogni anno 20 mila dollari
    rispetto a una inglese. Vuoi vedere che il
    mercato è di sinistra? Rispettandone le regole,
    la Gran Bretagna l’anno scorso ha attratto
    165 miliardi di dollari di investimenti stranieri
    contro i 16 dell’Italia: dieci volte tanto.
    Non stupisce, in un paese in cui le trattative
    private con potenziali investitori stranieri finiscono
    in un comunicato del pres-del-cons.
    Antonio Polito
    Cosa vuole che le dica?

    E’ ovvio che si tratta dell’ennesimo voltagabbana. Dell’ennesimo venduto al “miglior offerente” .

    Gente che è pronta a mandare al macero ideali e credi politici per una manciata di denaro in più. D’altra parte non si campa di soli ideali ed un bel portafoglio pieno dà molte più soddisfazioni e ci fa vivere meglio e più contenti.

    Non trovo niente di aggiungere sulla persona.

    Riguardo al suo articolo non meriterebbe neanche una analisi superficiale (per questo nessuno le risponde). Pochi sono disposti ad argomentare sulla mer…

    L’esaltazione del liberismo estremo addirittura oltre il precedente governo non è degno di alcuna replica essendo una esaltazione senza alcuna motivazione. Disprezzo del socialismo ed esaltazione del liberismo estremo del mercato senza aggiunta di ragioni o di motivazioni. Affermazioni ed esaltazioni prive di alcuna giustificazioni o motivazioni. Come si può commentare uno slogan?

    Come si può affermare “, bisogna scegliere tra libertà, uguaglianza e solidarietà.”? Come se le tre cose debbano per forza contraddirsi.

    Affermare che la “moderna giustizia sociale è il low cost” e che “di altro lo stato non deve occuparsi” non solo è uno sminuire il ruolo dello stato ma nasconde un profondo menefreghismo del benessere della gente come se tutto fosse legato al mantenere bassi i costi …anche se poi nessuno ha il denaro neanche per pagarsi quei servizi/prodotti “low cost”!

    Ma che ragionamento è?

    Come il dire:” …senza la libertà oggi ti scordi pure l’uguaglianza. Lo stato non è più la soluzione dei problemi, è sempre più spesso il problema.” Significa disinteressarsi assolutamente delle condizioni sociali. Segno di un individuo che mette al primo posto solo il suo benessere personale e non quello di tutta la società. Una mentalità del tipo: “io sto bene degli altri non me ne può fregare di meno”.

    Questa logica settecentesca non può che portare a conflitti sociali, lotte, guerre ed odio!

    Anche questo riferimento esaltante al sistema inglese che ha creato la condizione per creare i terroristi in casa non è degno di essere discusso per la superficialità di una analisi che non esamina minimamente le ragioni di uno squilibrio tra le due società.


    Ripeto si tratta di mer…allo stato puro. Scusi pertanto tutti quelli che non hanno potuto neanche aprire un dibattito su argomentazioni (ma poi quali?) che non stanno in piedi.

    Saluti

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    c'era una small print all'inizio dell'articolo pubblicato ieri che ho postato:

    Con questo articolo Antonio Polito inizia
    la sua collaborazione con il Foglio.



    Personalmente me ne compiaccio.
    Pure io.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    60 anni fa, quando ero piccolino, mi dicevano che queste teorie erano ormai state sepolte. Probabilmente non era vero, dato che vanno ancora in giro.

    P.S.: parlavo sopratutto della proprietà dei mezzi di produzione.
    Dario già allora era sordo da un orecchio.
    Ricordi? Si parlava anche di dittatura del proletariato e baggianate simili.
    Salvo pochi mattoni scampati in Italia nostalgica, queste teorie sono davvero state sepolte definitivamente con il crollo del muro.
    Ma Dario non se ne è accorto...
    .

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  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    Statalizziamo E Nazionalizziamo Tutto!!!!
    E finiamo come la Bolivia...

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    finalmente: una voce fuori dai girotonti idioti.

    Esmor, il tuo punto di vista è di tutto rispetto.
    il problema sta, a mio parere, nelle ideologie sia di destra che di sinistra: ovvero nella loro assenza, assenza di chiare idee sul ruolo dello stato in economia.
    Il problema a mio avviso è che le definizioni di "destra" e "sinistra" abbiano esaurito il loro significato. Blair è forse di "sinistra" nel senso classico del termine ? E che dire degli Ananda Marga con la Teoria dell'Utilizzazione progressiva (Prout, www.prout.it ) di Sarkar che furono definiti dei "fanatici di estrema destra" nonostante gli interessanti spunti di riforme economiche in senso sociale ? Anche per questo ho usato "sinistra" tra virgolette fin dal messaggio precedente, in quanto non mi ritrovo in questa etichetta, così come non mi identifico nell'Unione.

 

 
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