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Discussione: TelecomGate

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Iniziative di questa portata fatte da un collaboratore stretto di Prodi a nome del governo non lo definirei gossip....
    Ti assicuro che è Gossip, 1) perchè Rovati non è membro del governo 2) perchè non era ne una proposta ne tanto meno una proposta del governo...

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Il teorema però appare già smontato.
    Negli interrogatori Tavaroli ha dichiarato di non avre mai riferito nulla a T.P. delle intercettazioni illegali.
    Quindi per T.P., vale la regola Prodi.
    Poteva non sapere ciò che andava facendo un suo strettissimo collaboratore ed amico
    Quindi la sua era una mania.
    Che ci facesse poi con queste informazioni..................
    Mah..................

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da VIVIBILITY Visualizza Messaggio
    Quindi la sua era una mania.
    Che ci facesse poi con queste informazioni..................
    Mah..................
    Io infatti, come te, nutro serissimi dubbi sulle dichiarazioni di questi collaboratori fatte ad arte per "Salvare" il capo.
    Ma nutro dubbi Bipartizan.
    Qualcuno invece è pronto a credere ciecamente all' "Ignoranza" di Prodi ed a negare quella di Tronchetti Provera.

  4. #44
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    Il tutto farebbe pensare anche a una specie di Orwell 1984.
    Tutte queste informazioni ad uso e consumo di chi?
    Perche nn si indaga in questa direzione?

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da VIVIBILITY Visualizza Messaggio
    Il tutto farebbe pensare anche a una specie di Orwell 1984.
    Tutte queste informazioni ad uso e consumo di chi?
    Perche nn si indaga in questa direzione?
    In Italia, dove non esiste da decenni un'informazione indipendente il 1984 di Orwel non è poi cos' lontano !!!!

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    In Italia, dove non esiste da decenni un'informazione indipendente il 1984 di Orwel non è poi cos' lontano !!!!
    una specie di grande fratello diretto dai servizi segreti?

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da VIVIBILITY Visualizza Messaggio
    una specie di grande fratello diretto dai servizi segreti?
    Questo non lo so, quello che invece so per certo è che da decenni giornali e TV (Non solo Berlusconiane) sembrano impegnati non già nell'informare (compito che dovrebbe essere prioritario) bensì a "Plasmare" l'opinione pubblica.

  8. #48
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    Predefinito Telecom? Un film dell'orrore...

    Profondo Rossi, Profondo Rosso

    by Dario Argento

    A distanza di 30 anni, Dario Argento "torna sul luogo del delitto", rivisitando il suo capolavoro con un nuovo titolo: "Profondo Rossi, Profondo Rosso".


    La Trama

    Roma, teatro Ambra Jovinelli. La giornalista Lilli Gruber presiede una conferenza dal titolo "Bandiera Rossa:
    l'indottrinamento di massa e il conflitto generazionale nell'epoca della globalizzazione". In sala presenti una ventina di morti de sonno, più Vincenzo Mollica e la troupe RAI esterna 1 di Roma.
    "... ed è perciò importante ribadire che, sebbene l'ideologia sia tramontata e la sinistra non abbia più niente da dire, è tuttavia fondamentale che i nostri figli vengano educati al rispetto di certe idee e valori, non foss'altro che per il fatto che, prendendo domani la tessera giusta, possono comunque ritrovarsi con un bel posto in banca, alle poste oppure nei mass-media e perfino essere eletti al Parlamento Europeo..."
    Nel bel mezzo di questo esaltante discorso, pieno di alti contenuti morali e soprattutto pratici, due spettatori piuttosto annoiati, Guido Rossi e Marco Tronchetti, parlottano fra loro e si guardano attorno:
    - Ascolta Guido, ma tua madre, Romana, non doveva venire anche lei a sentire la Gruber?
    - In effetti me l'aveva promesso ma non la vedo... sai, è sempre piena di impegni e ultimamente anche un po' strana... ieri diceva che doveva andare all'ONU, ierilaltro all'ufficio reclami della Telecom..
    - Mah, magari è andata dal parruchiere per farsi aggiustare quella sua testa quadra!!
    - Ah ah, buona questa, Marco...
    "... e quindi non sarebbe male, pedagogicamente parlando, far ascoltare della buona musica ai neonati già nella culla. Io ai miei figli ho fatto ascoltare tante volte "Bandiera Rossa" e devo dire che i risultati si sono visti. Uno è diventato no-global, l'altro si è convertito all'Islam... insomma, bisogna seminare bene per poi raccogliere!... "
    - Ascolta Guido, io ne ho le p**** piene, andiamo via, dai!
    - Ok Marco, facciamoci un giro.
    Mentre i due si allontanano, un'anziana signora, seminascosta nelle ultime file, osserva in maniera torva la giornalista che esprime le sue conclusioni:
    "... l'importante, ripeto, non è il se né il come realizzare l'ideale, bensì come guadagnarci sopra, alla faccia di tutto e di tutti, "Bandiera Rossa " compresa, non so se mi spiego..."

    Sono passate poche ore, la nostra brava giornalista si sta riposando nel suo modesto appartamentino terra-tetto in Trastevere, quando fuori dalla porta sente risuonare un motivo ben noto...
    "Avanti Popolo, alla riscossa, Bandiera Rossa, Bandiera Rossa..."
    Incuriosita la Gruber apre la porta, ma una figura avvolta da un impermeabile le si scaglia contro, colpendola ripetutamente con una falce ed un martello. Le grida della donna echeggiano in strada, proprio quando Guido e Marco passano di lì un po' brilli...
    - Ehi Guido, ma qui stanno ammazzando qualcuno!
    - Ma no, Marco, e poi che vuoi che sia... de quarcosa se deve pure morì.. eh eh!
    - Ma che c**** dici, Guido, io vado a vedere!
    Marco si precipita su per il palazzo ed entra nell'appartamento, la cui porta è divelta. Facendosi più guardingo, Marco si dirige verso il salone. Alle pareti alcuni quadri in stile futurista, fra i quali, per un attimo, al nostro pare di intravedere un'insolita composizione di ritratti. Nell'aria aleggia uno strano odore di Mortadella...
    Per terra il cadavere della Gruber.
    Pochi minuti dopo Marco, fattosi largo fra poliziotti ed infermieri, viene avvicinato da un tipo singolare...
    - Salve, è lei il supertestimone oculare?
    - ehm, sì sono io... a chi devo...
    - Mi presento, sono Angelo Rovati, titolare dell'omonima Agenzia Investigativa Artigianale. Venga pure a trovarmi, sto proprio sotto Palazzo Chigi...
    Il Rovati scivola un biglietto da visita nelle mani del Tronchetti e sparisce. Il Tronchetti non può fare ameno di notare che il biglietto è stampato su carta intestata della Presidenza del Consiglio.
    - Accidenti, hai visto Guido? Questo è un tizio altolocato, altro che Agenzia Artigianale...
    - Eh, già, non sempre l'abito fa il consulente...
    - ... se è per questo neppure il Premier!!
    - Ah ah!
    - ... Ascolta Guido, io vorrei tornare un attimo di sopra, c'è un particolare che non mi torna..
    - Ma no, Marco, lascia perdere. In certe cose è meglio non immischiarsi troppo, poi c'è il rischio che qualche PM ti metta di mezzo con delle intercettazioni taroccate... Piuttosto, vieni alla Festa dell'Unità a Centocelle, se magna e se beve, così ti rilassi un po', dài...
    - Massì, Guido, hai ragione, tu sì che sei un amico...

    Alla festa dell'Unità in realtà si mangia abbastanza da schifo, per cui Marco ad un certo punto si alza, piuttosto agitato e si dirige verso il bancone dei libri d'occasione.
    - Vediamo che c'hanno qua... Das Kapital, il Corano, i diari di Matteotti, Bakunin, i libretti rossi di Mao, i libretti erotici di Nilde Iotti... cacchio, ma son 40 anni che han sempre la stessa roba!
    - Heilà, Tronchetti, ma sa che il mondo è proprio piccolo!?
    - Rovati, lei qua?
    - Eeeh, sa com'è... uno magari non ci crede, però ormai farsi vedere alla Festa dell'Unità è più conveniente che farsi vedere in chiesa la domenica... Senta Tronchetti, lei ha l'aria di uno che si sta annoiando... si legga questo, è interessante. L'abbiam stampato noi delle Edizioni Artigianali Rovati SnC, con carta riciclata gentilmente offerta dalla Presidenza del Consiglio...
    - Accidenti Rovati, ma lei ha degli agganci notevoli... Vediamo... "Delitti Sinistri - Viaggio fra i Crimini Rossi degli ultimi 30 anni"... mmmhh, interessante, questo me lo leggo subito, grazie Rovati... Rovati?!... ma dov'è andato?..
    - Heilà Marco, ma dove t'eri ficcato?
    - Guido! scusa sai, ma quel bollito di rospo alla cantonese sarà pure un piatto multiculturale, però m'ha un po' rinfacciato...
    - e non fare il Califano, dài! piuttosto quel libro cos'è?!
    - Me l'ha dato il Rovati, poi è sparito dalla circolazione... guarda qua che bell'elenco di "morti sinistre":
    Banchieri sinistri: Sindona e Calvi.
    Tangenti sinistre: Gardini e Cagliari
    Tesorieri sinistri: Marcello Stefanini
    Attentati sinistri: Falcone, Borsellino, Bologna...
    - Marco, te l'ho già detto, lascia perdere! Sono cose che fanno male alla salute, rilassati!
    - Sì, però è interessante. Senti qua: ... il cadavere di Raul Gardini fu trovato disteso fra le coperte, mentre la pistola giaceva sul comodino accanto al letto del "suicida". Al capezzale di Enimont fu chiamato, come amministratore straordinario, Guido Rossi... Guido Rossi?? Mah, Guido, tu ne sai niente? Guido, dove sei?!
    Marco si guarda attorno, ma dell'amico nessuna traccia. Dopo aver cercato per un po', Marco torna a casa un po' confuso e si assopisce. Improvvisamente uno squillo lo ridesta.
    - 'azz, ma chi è a quest'ora? ... ah, il cellulare... fortuna che non è la rete fissa. Pronto? Chi parla?
    - Signor Tronchetti, venga, c'è bisogno di lei per un riconoscimento...

    Marco giunge sulle rive del Tevere, dove trova, sotto la campata del Ponte delle Eminenze Grige, i corpi penzolanti di due impiccati. Con orrore riconosce i corpi di Guido Rossi e Angelo Rovati, dai quali emana un sinistro odore di Mortadella. Il funzionario di polizia si avvicina:
    - Allora, Tronchetti, li riconosce?
    - Sì, sono proprio loro... ma c'è qualcosa che non torna. Come hanno fatto ad arrampicarsi fin lassù?! E poi hanno i capelli rasati, ieri invece li avevano di una lunghezza normale...
    - Beh, non mi sembra così strano: anche i kamikaze, prima di suicidarsi, si depilano minuziosamente, sa' signor Tronchetti?
    - Ma no, cosa dice? E poi loro non sono musulmani. Magari comunisti sì, ma musulmani ancora no...
    Improvvisamente un'intuizione.
    - Accidenti, come non pensarci prima? Sono entrambi senza capelli, quindi CALVI! Calvi, il Ponte dei Frati Neri a Londra e il Ponte delle Eminenze Grige qui a Roma... e questo persistente odore di Mortadella... ma sì, ci sono!
    - Hey, Tronchetti, ma dove va? 'Anvedi questo...

    Tornato sulla scena del primo delitto, Marco Tronchetti inizia a fare 1 + 1, ma acnhe 2 + 2, 3 x 2 e così via. gli elementi del puzzle si compongono nella sua mente come in un tabulato della TIM, ma c'è ancora qualcosa che non quadra, finché...
    - Eppure la mamma di Guido a teatro non si è vista... o forse non l'abbiamo vista noi! Ma sì, ci sono... questo specchio! Entrando qua dentro ieri sera mi era parso di vedere una composizione anomala di ritratti e invece... i quadri qua intorno sono dei ritratti, ma nello specchio avevo visto la faccia dell'assassina!
    - Bravo Marco Tronchetti, ma era meglio se non ci arrivavi!
    - Romana Prodi!
    - Sì, proprio io. Guido aveva cercato di tenerti fuori da tutta questa storia ma tu non l'hai ascoltato. Povero figlio mio!
    - Ma allora il suicidio Gardini, le tangenti Enimont al PCI-PDS, l'affidamento a Guido Rossi, tutto si tiene!
    - Certo, Marco e non sarebbe saltato fuori niente se quella approfittatrice della Gruber non avesse sputato sul piatto in cui mangia, così davanti a tutti! Bastarda! Quando sento parlar male del Partito non ci vedo più!
    E quell'ingrato di Rovati, poi! Dare alle stampe un libro così compromettente e pure su carta riciclata della Presidenza! Oggi cominci a riciclare la carta, domani i capitali, il passo è breve, io me ne intendo! Le dimissioni dal mondo dei vivi erano il minimo...
    - Sì ok, ma adesso ragioniamo, Romana...
    - Io non sono una persona che ragionaaaaaa! Aaaaaaaaaahhh!
    La donna si scaglia contro Marco brandendo falce e martello, ma l'uomo riesce a schivare il colpo e a gettarsi sul pianerottolo, dove peró inciampa fragorosamente. Romana fa per scagliarsi di nuovo su di lui, quand'ecco il miracolo: un mastino napoletano, attratto dal forte odore di Mortadella e sfuggito ai suoi padroni, si avventa alla giugulare di Romana, sgozzandola e lasciandola in un lago di sangue.
    Marco, ancora tremante, vede scendere dal piano di sopra una squadra di punkabbestia, proprietari del cane e quindi suoi salvatori.
    "Wow, fortuna che i comunisti quando non sanno che fare s'ammazzano fra loro" pensa fra sé Marco, osservando davanti a sé il cadavere di Romana Prodi in mezzo ad una pozza di sangue rosso, ma proprio rosso esagerato... PROFONDO ROSSO!

    Fine

    Pietro Aretino

  9. #49
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    Predefinito Telecom e gli "affari" di Prodi

    Ma in che Paese viviamo? Si è chiesto ieri Marco Tronchetti Provera, ex numero uno di Telecom. E oggi, semplicemente, suo maggiore azionista attraverso Pirelli. Ma in che Paese viviamo? ci chiediamo noi. Viviamo in un Paese che vede uno dei suoi uomini più potenti, azionista di televisioni e giornali, con centinaia di milioni di euro in banca per stock option che nel passato si è autoelargito, costretto a chiedere aiuto. E per di più in una conferenza stampa.

    Non siamo qui a difendere il «ricco signore», come si è autodefmito, per un particolare spirito di condivisione delle sue «sciagure». Anzi non ci interessano affatto. Siamo qui, perché conosciamo questo lezzo. Siamo qui perché sappiamo cosa voglia dire entrare in quel vortice di cui oggi è vittima Tronchetti e che ieri lo vedeva indifferente. Siamo qui perché capiamo perfettamente cosa voglia dire l'anonima denuncia che Tronchetti fa contro una certa «zona grigia» interessata a mestare nel torbido. Siamo qui perché sappiamo cosa vuol dire rispolverare vecchi conti in Svizzera o a Montecarlo, e crearci attorno misteri di irregolarità e ipocriti non detti di ladrocini. Siamo qui perché sappiamo quanto una certa politica possa danneggiare l'impresa.

    In un Paese civile la grande impresa deve avere un rapporto con l'esecutivo. È normale che ciò avvenga. Ma la relazione non si può limitare al solo ossequioso bacio della pantofola. Il cattivo odore della vicenda Telecom è in questo. Non vi fate ingannare dallo scandalo delle intercettazioni. Esso è grave, senza dubbio. E non vi fate ingannare, tanto meno, dalle questioni finanziarie e patrimoniali di Telecom: esse sono perfettamente gestibili. Non si tratta di un caso Parmalat (questa sì tenuta in piedi dalla «buona» frequentazione del Palazzo).

    II nocciolo della questione è che, per quanto debole, questo esecutivo ha la forza di condizionare le sorti dei vertici di un'azienda come Telecom. È la forza del burocrate, che non firma la carta al ministero. O la ragione del sindacato che blocca la riorganizzazione. Pensate che ci sia qualche manager che in Alitalia possa fare come Tronchetti? Magari urlando che gli scioperi in corso lo stanno distruggendo. 0 qualcuno si può immaginare i vertici di aziende con Enel, Eni o Finmeccanica (con parte del capitale ancora in mano al Tesoro) che non concordino da questo momento in poi tutto con Palazzo Chigi? Pura fantasia. Il caso Telecom è tutto qua. In questo devastante segnale che la presidenza del Consiglio fornisce al mercato: operazioni contro il nostro volere no pasaran.

    II primo segnale si è avuto ad inizio legislatura: con il blocco all'operazione tra Autostrade e gli spagnoli di Abertis voluto dall'esecutivo di Prodi. Dietro alla buffonesca etichetta dell'interesse pubblico e della rilevanza nazionale, il neostatalismo prodiano mette la bocca e le mani su tutto. Verrebbe voglia di chiedere al governo quali siano i settori dell'economia nazionale liberi dal loro interessamento.

    Quello che succede è che a Palazzo Chigi siede un premier senza partito (e probabilmente senza maggioranza). E le cui uniche truppe sono quelle che si è garantito negli affari. Ecco perché per Prodi e i suoi Iri-seniors occorre non perdere d'occhio e condizionare anche il minimo dettaglio della corporate Italia. Tronchetti se ne è accorto. E tanti prima di lui.




    Credo che questo articolo tratto da "Il Giornale" sia una seria riflessione su cosa sta succedendo in Italia a causa di un mal governo!

    Penso inoltre che l'opinione pubblica non debba dimenticare un tale scandalo così come facilmente ha dimenticato il caso UNIPOL e COOP!!!

    La mia riflessione va in un'unica direzione a quando lo sgambetto a Prodi???

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    ma ci sei o ci fai?
    io credo tu sia una persona seria, pero' a leggere questo post non sembrerebbe.
    Da cosa lo deduci? Puoi essere più chiaro?

 

 
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