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Discussione: È il mio orgoglio.

  1. #61
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Mi piace l'accenno alla questione dell'immigrazione ed alla "pochezza" mentale e politica, è davvero il caso di dirlo, della posizione del "rifiuto categorico". Questo non significa che sia buona quella di "accettazione incondizionata".
    Gli immigrati è gente sradicata che subisce le mattane del mondialismo. Su questa immensa marea umana tutti ci si buttano a pesce: i cattolici per farne soldati di Dio; i musulmani per farne soldati di Dio e avanguardie di trasformazioni politiche a loro confacenti; i "rossi" per farne massa di manovra per ogni tipo di inciviltà (droga, omosseualità, liberismo fine a sè stesso, contestazione di ogni idea di stato e nazione etc.); gli industriali ne fanno carne da sfruttamento.... Insomma, tutti manovrano per la trasformazione e il "riciclo" dell'immigrato. La "destra" (o i fascisti) invocano l'unica cosa che non potrà essere praticata: il rigetto a mare. Invocano l'anacronismo e la velleità. Di fatto la destra (o il neofascismo) è una piccola componente umana emarginata e marginale. Avesse dalla sua potenza e il consenso pari a quello che oggi ha Forza Italia non potrebbe comunque ottenere quello che dice di volere. Potrei dilungarmi qui per spiegare il perché. Ma basti dire che già il far parte della Comunità Europea impedisce quel tipo di soluzione. Quindi? Non so, mi sarei aspettato dai razzisti più fanatici una soluzione tipo l'India delle caste, per dirne una, cosa al limite dell'assurdità ma già più praticabile che il rigetto a mare. Così, su questo tema "ci" condannniamo alla inconcludenza.
    Sull'economia? Non parliamone. Il massimo che esprimiamo è l'applicazione della socializzazione. C'è qualcuno tra coloro che la propongano che abbia provato un modello di fattibilità considerando la reale situazione? No. Ma la socializzazione è fascista e non sono passati 60, il mondo è ancora quello là (immensamente agricolo con qualche industria urbana, economia di stato-nazione, la globalizzazione un incubo che non si avvererà mai e i Cinesi sarebbero sempre stati a casa loro a piantar riso).
    La questione è sconcertante: è sconcertante che un problema sociale così evidente venga affrontato con una visione non politica, cioè con la visione localistica e familistica per cui l'ospite puzza come il pesce dopo qualche giorno, o con la atavica diffidenza paesana verso il "forestiero" o con il "moglie e buoi dei paesi tuoi"...
    Non voglio poi accennare alle incoerenze personali per cui ci vestiamo di vestiti "internazionali", utilizziamo elettrodomestici e telefonini "internazionali", ma "rifiutiamo incondizionatamente" i flussi migratori. Come se i beni ed i servizi che consumiamo non fossero di per sè la premessa di quei movimenti...
    Occorre una terza via: io la chiamo "INTEGRAZIONE SELETTIVA".
    Purtroppo, se non con le persone intelligenti e realiste, e spesso sincere, non è possibile parlarne o le risposte ricevute sono le "urla plebee" o vecchie ed inattuali proposizioni da anni '30.
    Ne scrissi anche su Orion, citando la Tradizione della Roma repubblicana, di come seppe integrare gli stranieri...di un passo di Tito Livio in merito.
    Dobbiamo fare molti passi in avanti. Ed essere molto più decisi: Orion deve saper anticipare con coraggio, deve essere avanguardia.
    Che cosa ne pensi?
    Purtroppo io ho fatto il mio tempo. Sto qui e altrove a conversare, ma non ho più possibilità di essere preso in considerazione dalle nuove leve. Che giustamente si fanno la loro storia e prendono dal "vecchio" quel che vogliono. Sono tutti sicurissimi di sè stessi, queste nuove leve. Che vuoi che vengano ad ascoltare e leggere quel che diciamo in "Orion"? Perché dovrebbero farlo? Il mondo gira egualmente e come sempre è capitato, qualcosa di non previsto rimescolerà le carte. Il modello di sviluppo occidentale è destinato a zompare per aria. Prima o poi. Voglio sperare che quando ciò accadrà sia presente un Movimento serio che abbia digerito tutto: fascismo rivoluzionario, fascismo regime, fascismo resistenziale, neofascismo-destra radicale e chiamandosi "X" veda tra le sue fila, con posti di priorità, quel tipo umano che fu tanto nella Roma Imperiale quanto in quella repubblicana, che fu ghibellino, che fu di quà e di là nel Risorgimento, che fu presente nel '900 sia nelle tricee che a Fiume, alla marcia su Roma e nella lotta in mezzo mondo contro l'oro e l'usura, e poi, quando tutto sembrava perduto non si è arreso ed è riemerso tra le macerie. È un sogno e, anche se c'è chi sostiene che la cosa è poco tradizionale, è pure una speranza. E per questo fin che posso vado avanti, con "Orion" e con i miei tentativi poco ortodossi.

  2. #62
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    Predefinito che bello riuscire ad andare oltre...

    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Il modello di sviluppo occidentale è destinato a zompare per aria. Prima o poi. Voglio sperare che quando ciò accadrà sia presente un Movimento serio che abbia digerito tutto: fascismo rivoluzionario, fascismo regime, fascismo resistenziale, neofascismo-destra radicale e chiamandosi "X" veda tra le sue fila, con posti di priorità, quel tipo umano che fu tanto nella Roma Imperiale quanto in quella repubblicana, che fu ghibellino, che fu di quà e di là nel Risorgimento, che fu presente nel '900 sia nelle tricee che a Fiume, alla marcia su Roma e nella lotta in mezzo mondo contro l'oro e l'usura, e poi, quando tutto sembrava perduto non si è arreso ed è riemerso tra le macerie. È un sogno e, anche se c'è chi sostiene che la cosa è poco tradizionale, è pure una speranza.
    .

  3. #63
    Canon
    Ospite

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    Gaio Mario : che roba è l'integrazione selettiva ?

    M.Murelli : però "su Orion" non potrebbe ricevere un contro-editoriale romano de E' il mio orgoglio ?

  4. #64
    M. Murelli
    Ospite

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    M.Murelli
    : però "su Orion" non potrebbe ricevere un contro-editoriale romano de E' il mio orgoglio ?
    Questo non è detto. Io su "Orion" ho opsitato molto volenteri tesi opposte alle mie e chi legge "Orion" sa benissimo che la sua peculiarità è proprio quella di rappresentare un pluralismo omogeneo di tendenze e pensiero. Basta controllare per vedere che dico il vero.

  5. #65
    Canon
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    [FONT=Arial Black]
    Questo non è detto. Io su "Orion" ho opsitato molto volenteri tesi opposte alle mie e chi legge "Orion" sa benissimo che la sua peculiarità è proprio quella di rappresentare un pluralismo omogeneo di tendenze e pensiero. Basta controllare per vedere che dico il vero.
    Non voleva proprio essere una critica e quello che ha appena affermato lo si trova in molte pagine scritte della rivista oltre ai suoi interventi.

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    .
    Occorre una terza via: io la chiamo "INTEGRAZIONE SELETTIVA".
    Purtroppo, se non con le persone intelligenti e realiste, e spesso sincere, non è possibile parlarne o le risposte ricevute sono le "urla plebee" o vecchie ed inattuali proposizioni da anni '30.
    Ne scrissi anche su Orion, citando la Tradizione della Roma repubblicana, di come seppe integrare gli stranieri...di un passo di Tito Livio in merito.
    Dobbiamo fare molti passi in avanti. Ed essere molto più decisi: Orion deve saper anticipare con coraggio, deve essere avanguardia.
    Che cosa ne pensi?
    Non so cosa tu intenda per "integrazione selettiva", ma io credo che sulla questione immigrazione si possano tenere posizioni che siano al tempo stesso pragmatiche e coerenti.
    Innanzitutto, deve essere sciolto un nodo di fondo, ovvero se il nostro modello di Europa è multirazziale o meno.
    Se come nel mio caso la risposta è la seconda, la battaglia per l'inversione di tendenza è imprescindibile e può essere combattuta anche con programmi realistici che seguono analisi corrette.
    Innanzitutto, in questo momento noi assistiamo in Europa occidentale a due flussi principali di migrazioni: uno dal sud del mondo e uno dall'est europeo.
    E' irrealistico affermare che si deve favorire la seconda e tamponare il più possibile la prima?
    In questa strada va ad esempio il referendum svizzero approvato pochi giorni fa dal 70% della popolazione. E' irrealistico dire che se l'immigrazione clandestina l'ha bloccata (o comunque ridotta in maniera significativa) la democratica Australia, non possiamo farlo anche noi?
    Volere un'europa di europei è razzista?è illusorio?
    Certo che il "ributtiamoli a mare" è risposta impolitica, ma questo non significa che ci si debba rassegnare a subire la storia, invece che provare a farla.
    Certo, siamo pochi , marginali e rissosi, chi lo nega? Ma da qualche parte in Europa qualcosa si muove, a volte in modo confuso, spesso con commistioni che possiamo non amare, ma comunque rivelando segni di vitalità che lasciano margini di speranza.
    Allora il punto è cercare di indirizzare in senso antagonista questi sommovimenti che comunque iniziano a percepirsi anche se ancora non a casa nostra, "grandezza significa dare una direzione" , diceva un tedesco, e il ruolo dei nostri intellettuali o di chi comunque per la sua storia ha acquisito "credito di fiducia" nell'ambiente dovrebbe in questi tempi difficili essere innanzitutto questo.
    Vedo che Adinolfi sta interpretando questo ruolo, Murelli anche, l'importante è però rifuggere dai determinismi e non pensare che gli eventi siano implasmabili e che le onde non si possa tentare di dominarle invece che subirle.

    (ho divagato rispetto al messaggio quotato, ma credo di essere ancora in tema col topic)

  7. #67
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Canon Visualizza Messaggio
    Non voleva proprio essere una critica e quello che ha appena affermato lo si trova in molte pagine scritte della rivista oltre ai suoi interventi.
    Tranquillo. Ma dal momento che la tua affermazione poteva avere una lettura imprecisa ho preferito mettere i puntini sulle i e anche sulle u. a beneficio di chi non conosce "Orion"

  8. #68
    Canon
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Tranquillo. Ma dal momento che la tua affermazione poteva avere una lettura imprecisa ho preferito mettere i puntini sulle i e anche sulle u. a beneficio di chi non conosce "Orion"
    Si riferiva genericamente e superficialmente all'utilizzo del termine "destra" .

  9. #69
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72 Visualizza Messaggio
    Non so cosa tu intenda per "integrazione selettiva", ma io credo che sulla questione immigrazione si possano tenere posizioni che siano al tempo stesso pragmatiche e coerenti.
    Innanzitutto, deve essere sciolto un nodo di fondo, ovvero se il nostro modello di Europa è multirazziale o meno.
    Se come nel mio caso la risposta è la seconda, la battaglia per l'inversione di tendenza è imprescindibile e può essere combattuta anche con programmi realistici che seguono analisi corrette.
    Innanzitutto, in questo momento noi assistiamo in Europa occidentale a due flussi principali di migrazioni: uno dal sud del mondo e uno dall'est europeo.
    E' irrealistico affermare che si deve favorire la seconda e tamponare il più possibile la prima?
    In questa strada va ad esempio il referendum svizzero approvato pochi giorni fa dal 70% della popolazione. E' irrealistico dire che se l'immigrazione clandestina l'ha bloccata (o comunque ridotta in maniera significativa) la democratica Australia, non possiamo farlo anche noi?
    Volere un'europa di europei è razzista?è illusorio?
    Certo che il "ributtiamoli a mare" è risposta impolitica, ma questo non significa che ci si debba rassegnare a subire la storia, invece che provare a farla.
    Certo, siamo pochi , marginali e rissosi, chi lo nega? Ma da qualche parte in Europa qualcosa si muove, a volte in modo confuso, spesso con commistioni che possiamo non amare, ma comunque rivelando segni di vitalità che lasciano margini di speranza.
    Allora il punto è cercare di indirizzare in senso antagonista questi sommovimenti che comunque iniziano a percepirsi anche se ancora non a casa nostra, "grandezza significa dare una direzione" , diceva un tedesco, e il ruolo dei nostri intellettuali o di chi comunque per la sua storia ha acquisito "credito di fiducia" nell'ambiente dovrebbe in questi tempi difficili essere innanzitutto questo.
    Vedo che Adinolfi sta interpretando questo ruolo, Murelli anche, l'importante è però rifuggere dai determinismi e non pensare che gli eventi siano implasmabili e che le onde non si possa tentare di dominarle invece che subirle.

    (ho divagato rispetto al messaggio quotato, ma credo di essere ancora in tema col topic)
    Non ti preoccupare. Non hai divagato affatto. Questa storia dell'immigrazione è ormai una storia centrale per la "destra radicale" o comunque per quelle forze che sono venute dopo e che oggi non vogliono definirsi destra radicale.
    La questione dell'immigrazione, dunque, è nella mia storia.
    Però permettimi di essere franco. Australia? Svizzera? Io vedo solo che dopo aver buttato giù il muro di Berlino le più forti democrazie tentano di costruirne altri. In Israele per le ragioni che sappiamo, ma anche in America per contrastare l'emigrazione messicana. È stata stanziata una cifra astronomica per erigere un muro supertecnologizzato e super protetto. Quello che già ora c'è non ce la fa a contenere. L'Australia in mezzo all'Oceano e la Svizzera non ancorata ai trattati della Comunità europea dunque non sono esempi calzanti come lo è invece quello degli USA. Solo che gli USA hanno un problema solo a sud e comunque sono già una società multirazziale per quanto dominata da una "casta". Noi abbiamo ben altri problemi. A cominciare dal denatalità e dal fatto che alcune nazioni sono già multietniche o multirazziali. La Francia ha una situazione irreversibile. L'Inghilterra grazie alla sua tradizione coloniale idem. Olanda non parliamone. La Germania i guai se li è andati a cercare con il lanternino. Ormai è vero: ci sono mpiù minareti che camini a Berlino.
    Si è creata una dinamica tale ove ogni cosa è incastrata dentro l'altra per cui è difficile stabilire qual'è il bandolo della matassa. Figuriamoci trovarlo.
    Può anche essere che tra 10, 20 30 anni quel che sarà rimasto delle genti europee troverà il modo di reagire, ma nel frattempo?. Guarda, io faccio una previsione. Sai quando verranno fatte buone leggi contro l'immigrazione e trovata una soluzione al problema? Quando parte degli immigrati europei saranno in Europa classe politica con poteri. Saranno loro ad avere il coraggio di fermare le successive ondate migratorie. Come il famoso Ministro di polizia francese: chi meglio di un ex delinquente per fermare i delinquenti?
    Il problema è che COMUNQUE non ci sarà nulla nell'immediato a livello di azione politica efficace e di contenimento. Quasiasi idea si abbia del problema. Ma la "destra radicale" avrebbe vie alternative da percorrere. Per esempio il concetto di INTEGRAZIONE non è sinonimo di ASSIMILAZIONE. Per l'assimiliazione, come è naturale che sia, sono i "sinistri" e i "capitalisti". Già su questo punto ci sarebbe molto da lavorare. L'assimilazione è irreversibile, l'integrazione no. E non solo: l'integrazione è contro l'ideale mondialista. Riflettete, fratelli, riflettete prima di prendermi a cannonate per questa affermazione.

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Non ti preoccupare. Non hai divagato affatto. Questa storia dell'immigrazione è ormai una storia centrale per la "destra radicale" o comunque per quelle forze che sono venute dopo e che oggi non vogliono definirsi destra radicale.
    La questione dell'immigrazione, dunque, è nella mia storia.
    Però permettimi di essere franco. Australia? Svizzera? Io vedo solo che dopo aver buttato giù il muro di Berlino le più forti democrazie tentano di costruirne altri. In Israele per le ragioni che sappiamo, ma anche in America per contrastare l'emigrazione messicana. È stata stanziata una cifra astronomica per erigere un muro supertecnologizzato e super protetto. Quello che già ora c'è non ce la fa a contenere. L'Australia in mezzo all'Oceano e la Svizzera non ancorata ai trattati della Comunità europea dunque non sono esempi calzanti come lo è invece quello degli USA. Solo che gli USA hanno un problema solo a sud e comunque sono già una società multirazziale per quanto dominata da una "casta". Noi abbiamo ben altri problemi. A cominciare dal denatalità e dal fatto che alcune nazioni sono già multietniche o multirazziali. La Francia ha una situazione irreversibile. L'Inghilterra grazie alla sua tradizione coloniale idem. Olanda non parliamone. La Germania i guai se li è andati a cercare con il lanternino. Ormai è vero: ci sono mpiù minareti che camini a Berlino.
    Si è creata una dinamica tale ove ogni cosa è incastrata dentro l'altra per cui è difficile stabilire qual'è il bandolo della matassa. Figuriamoci trovarlo.
    Può anche essere che tra 10, 20 30 anni quel che sarà rimasto delle genti europee troverà il modo di reagire, ma nel frattempo?. Guarda, io faccio una previsione. Sai quando verranno fatte buone leggi contro l'immigrazione e trovata una soluzione al problema? Quando parte degli immigrati europei saranno in Europa classe politica con poteri. Saranno loro ad avere il coraggio di fermare le successive ondate migratorie. Come il famoso Ministro di polizia francese: chi meglio di un ex delinquente per fermare i delinquenti?
    Il problema è che COMUNQUE non ci sarà nulla nell'immediato a livello di azione politica efficace e di contenimento. Quasiasi idea si abbia del problema. Ma la "destra radicale" avrebbe vie alternative da percorrere. Per esempio il concetto di INTEGRAZIONE non è sinonimo di ASSIMILAZIONE. Per l'assimiliazione, come è naturale che sia, sono i "sinistri" e i "capitalisti". Già su questo punto ci sarebbe molto da lavorare. L'assimilazione è irreversibile, l'integrazione no. E non solo: l'integrazione è contro l'ideale mondialista. Riflettete, fratelli, riflettete prima di prendermi a cannonate per questa affermazione.

    Il modello culturale non assimilazionista è imho possibile quando si è in grado di gestire i flussi, e quando questi non sono tali da costituire un pericolo concreto per la stessa sopravvivenza etnica dell'ospitante.
    Abbiamo esempi, in Italia, come quello significativo della comunità Arbereshe (albanese) e quello più ridotto ma comunque suggestivo della microcomunità grecana, e di fronte a questo tipo di integrazioni in cui l'ospite riesce a mantenere la propria specificità e storia non posso che avere un atteggiamento di rispetto.
    Ma nel nostro caso parliamo di flussi di dimensioni spaventose: qui il punto non è la xenofobia, ma la consapevolezza che le dimensioni del fenomeno richiedono un'inversione di tendenza pena la sparizione dell'Europa come noi la conosciamo.
    Quindi, sono franco anch'io, non credo alla possibilità di "modello multiculturale" così come declinato da De Benoist e Nouvelle Droite, perchè tale modello è concepibile in situazione di normalità, ma non adatto a gestire una situazione di emergenza. Il multiculturalismo presuppone che la cultura e le etnie ospiti siano in condizioni numeriche tali da permettere all'ospitante di sopravvivere anch'egli con la sua cultura e comunità di riferimento, che deve ovviamente rimanere quella leader.
    Se i numeri sono tali rischiare di sovvertire questi rapporti di forza, saltano gli equilibri e si accendono le micce, le banlieux sono state un primo esempio, pochi giorni fa c'è stata una rivolta a Bruxelles in condizioni simili, altre inevitabilmente se ne accenderanno.

    Certo, rimane il punto cruciale della nostra inconsistenza politico-numerica, ma questo vale a prescinderre dal modello proposto.
    E' ovvio, e in questo seguo il tuo ragionamento, che in epoca UE non si può pensare a una soluzione italiana ma solo a una posizione europea, e anche in questo siamo molto indietro in termini di contatti, strategie comuni, ecc.
    Non ti tiro dunque cannonate, ma rilancio anche a te, ovviamente col rispetto che ti è dovuto, l'invito a riflettere su questa tematica.
    Che ovviamente non è l'unica, ci mancherebbe, ma non credo possa essere considerata "non cruciale".
    Invito anche i lettori del topic, come spunto di riflessione, alla lettura di "Brevi riflessioni sull’emigrazione/immigrazione", pubblicato su Alburno
    http://www.alburno.it/numero26/pagina34/pagina34.htm

 

 
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