riporto questo brano a favore di un più largo diritto alle armi da fuoco.
Lo Stato deve dare la possibilità ai suoi cittadini, in determinate situazioni di legittima difesa ed entro determinati limiti, di difendersi dalle aggressioni criminali con le proprie forze.
In vari Stati d'Europa questo diritto viene vietato per via di una cultura degenerata che privilegia l'aggressore alla vittima: l'aggressore usa armi da fuoco che può facilmente reperire nel mercato nero, cosi come coltelli ed altre armi, mentre i cittadini che devono difendersi, le vittime, devono affrontare lunghe beghe burocratiche per avere un'arma da fuoco e spesso vedono negato questo diritto.
Questa cultura degenerata considera i criminali come "vittime della società" ed in base a questa idea, devono essere tutelati, con maggiore priorità rispetto ai proprietari aggrediti, con la giustificazione che "la proprietà vale meno della vita umana": ma subire queste continue violenze, va ad intaccare proprio il diritto dei cittadini onesti di vivere e lavorare in tranquillità ed arrivare alla fine del mese, compreso il diritto di difendere se stessi e la propria attività da cui dipende in collegamento stretto la vita propria e quella della propria famiglia.
In ogni rapina esistono alcune caratteristiche oggettive: il danno psicologico ovvero la sensazione di terrore nelle vittime; la vìolazione della propria proprietà abitativa o commerciale; il danno economico; spesso a queste si aggiungono anche danni fisici e umiliazioni inflitte dagli aggressori, violenze sessuali sulle donne. Per questo la legge deve privilegiare la vittima e non l'aggressore.
Le forze dell'ordine, per quanto efficienti e pronte, nella maggior parte dei casi non possono prevedere i crimini e nemmeno riuscire a sventarli mentre questi avvengono. Di conseguenza, la maggior parte delle volte, i proprietari di casa o del proprio negozio, per esempio, devono semplicemente subire l'aggressione, e poi, finito l'evento, contattare le forze dell'ordine per denunciare il fatto e sperare in un poco probabile recupero del solo danno economico.
E' importante che in questi casi i cittadini abbiano il diritto di poter scegliere di difendersi da soli, con il possesso e l'uso legittimo di armi da fuoco. La legge non può ostacolare questo fondamentale diritto di un cittadino, e nemmeno può incriminarlo di omicidio, se questo per difendersi da una rapina uccide uno dei suoi aggressori.
E' vero che rendendo più facile l'accesso alle armi da fuoco, inevitabilmente aumenta il rischio che ci sia qualcuno che le usa per fini sbagliati. C'è anche da dire che, per esempio, le leggi che negli Usa regolano l'accesso alle armi da fuoco sono troppo larghe. La legge deve garantire che non sia troppo facile accedere alle armi da fuoco: queste devono essere concesse solo a persone che abbiano superato un apposito colloquio psicologico, che abbiano almeno 30 anni di età, che abbiano frequentato per un breve periodo un poligono nel quale vengono istruiti sul come utilizzare correttamente la propria arma, ed acquisito tale conoscenze. Inoltre va concesso il diritto ad una sola arma da fuoco per ogni persona e deve esistere un motivo fondato per questo possesso, come per esempio l'abitare in una zona ad alto tasso di criminalità o avere una casa di valore o una attività economica da difendere, quale un negozio, una fabbrica, eccetera. Restano da escludere inoltre le vere e proprie armi da guerra, armi automatiche che sparano colpi in serie, bombe a mano, mitragliatori e simili.




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hefico:

