A me pare che il testo si riferisca a chi compra CD vergini all'estero con lo scopo di rivenderli in Italia.
Non credo proprio che chi compra un oggetto per uso personale da un altro paese UE debba poi pagare allo stato italiano la differenza delle tasse.
Altrimenti ogni volta che passi la frontiera in auto o in treno, ti chiederebbero cosa hai comprato, e dovrebbero fare tutti i conti...
E se per caso la tassa fosse piu' alta nel paese d'acquisto, la SIAE ti restituisce la differenza?
Magari tecnicamente e' anche vero... certi siti internet applicano IVA diversa a seconda del paese di destinazione. Comunque se la SIAE vuol farsi pagare 20 centesimi a cd vuoto comprato in Svizzera, vada pure a cercarseli uno per uno chi li ha comprati!
Questa tassa e' un'ipocrisia ignobile: o si decide che e' vietato copiare e allora non c'e' alcun bisogno di una tassa sui supporti vuoti (perche' altrimenti questo significa far pagare agli onesti le colpe di chi infrange la legge), o si liberalizza tutto e a quel punto mi andrebbe anche bene di pagare un fisso sui cd vuoti e le connessioni internet.





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