Sembrerà strano e forse paradossale…ma io sono d’accordo con Baltik…ovviamente nel fondamento metodologico ma non nella lettura valoriale di esso( il rapporto tra materialismo e monoteismo..) anche se – ma la questione è ancora tutta da chiarire realmente in ogni sua portata- il monoteismo dei cristiani non è monoteismo né assoluto né radicale ma è monoteismo trinitario pur senza essere politeismo e neppure modalismo .
Comuqnue facendomi carico divulgativamente della categoria semplice del monoteismo come a me appartenente e a me relativa(cosa di cui dubito nel senso or ora presentato) ritengo assolutamente fondata e fondante l’ipotesi e l’opinione di Batik
E’ perfettamente vero. In quanto cristiano io non posso non essere materialista proprio in funzione del mistero( dogma è vocabolo troppo pesante e troppo offensivo…mito è vocabolo troppo nobile e come tale ambiguo…)dell’incarnazione . La prospettiva del cristianesimo è assolutamente storicistica e in questo senso qui io sono materialista .in quanto l’orizzonte storico non solo viene assunto da Gesù di Nazareth(Gesù Cristo per i cristiani) come la scenografia strutturale del suo intero evento ma viene assunto come necessario, strutturalmente necessario, per ogni prospettiva di salvezza o meglio di deificazione e lo stesso orizzonte della deificazione dice molto di più in concretezza rispetto al termine-esso stesso troppo carico di mistificazioni-di salvezza
Sotto questo aspetto bisognerebbe ancora indagare su quanto perniciosa potrebbe essere stata l’ellenizzazione del cristianesimo e bisognerebbe comunque nel contempo sempre sottolineare la provvidenziale rottura del cristianesimo dall’ebraismo stesso..Il tema ad esempio dell’immortalità dell’anima non è presente in nessun modo nella profesisone di fede niceno- cistantinopolitana laddove invece si professa la ben concreta resurrezione dei corpi cosi come la meditazione di Paolo(per i cristiani San Paolo) sulla croce come strumento in cui Cristo stesso crocifigge ogni legge e ogni sapienza e quindi la legge e la sapienza ebraica rende Gesù Cristo nel suo essere concretamente ed antinomicamente il Dio- uomo ,la materialità del Dio - uomo ,l’unico pontifex possibile, pensabile e realizzabile
Ovviamente ancora una volta il cristianesimo dovrebbe pensar se stesso fuori da ogni logica perennalista e fuori da ogni logica della teologia delle forme ..ma questo è insieme un altro discorso ,tutto interno all’interno del cristianesimo stesso come la sua tentazione ,la sua scimmia, la sua deriva da felice monoteismo trinitario a monoteismo radicale ed assoluto
E resta –mi resta- sempre il problema dell’esperienza di una preghiera cristiana che sappia mantenere border line la concretezza del suo orizzonte storicista, la sua identità antiperennalista e il suo non ridursi a monoteismo radicale o peggio ad ignobile Cristomonismo
Altrettanto volgare è la tentazione di noi cristiani a che giustamente Baltik denuncia citando Schelling ma essa tentazione- a mio avviso- non nasce dall’opzione materialista che seppur strutturale è stata castrata e svilita o attraverso l’ellenizzazione o attraverso il ritorno molto contemporaneo ad una lettura del cristianesimo come fatto interno all’ebraismo –ma proprio dalla deriva perennalista che in quanto e perché tale tutto deve portare ad unità società civile compresa.
Grazie per l’ospitalità
Padre Giovanni Festa





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non per niente mi sono auto-appellato Keraunos... 