
Originariamente Scritto da
ConteMax
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca...lo326382.shtml
Droga, prete arrestato a Perugia
In casa 500 grammi di stupefacenti
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Un sacerdote di 43 anni è stato arrestato a Perugia dopo che, nella sua casa nel centro della città, la guardia di finanza ha sequestrato un pacco contenente circa mezzo chilo di stupefacenti, tra cocaina e marijuana. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sulle indagini. La droga sarebbe di qualità purissima, proveniente dall'estero, forse dal Sudamerica. L'ipotesi di reato è detenzione e spaccio si droga.
Il religioso è stato bloccato nella serata di lunedì nella sua abitazione. Il sacerdote era finora sconosciuto alla procura di Perugia e il suo nome è saltato fuori in maniera inaspettata durante le indagini. A lui le fiamme gialle sono arrivati, infatti, esaminando diversi elementi investigativi. L'ipotesi di reato è detenzione e spaccio di droga. Tra oggi e domani il sacerdote comparirà davanti al gip di Perugia per la convalida dell'arresto.
Un equivoco
"Si è solo reso disponibile a consentire il recapito presso il suo domicilio di un pacco del quale ignorava il contenuto", ha spiegato Nicola Di Mario, legale del sacerdote. Il religioso, secondo l'avvocato, stava assistendo spiritualmente una persona in un cammino di recupero.
Per questo il prete, pur volendo rispondere al gip nell'interrogatorio di convalida del fermo, non intende assolutamente fornire il nome della persona alla quale era destinato il pacco. Il sacerdote è ora rinchiuso da solo in una cella del carcere del capoluogo umbro.
Don Stefano confessa: “La cocaina era per me”
Al peso delle prove inutile contrapporre la leggerezza delle bugie. Così don Stefano Ciacca, quarantatrè anni, perugino, parroco da circa dieci anni, un viso tondo e pacato, una collezione di filmini porno nascosta in casa, il ricordo dei suoi migliori amici di persona corretta e caritatevole, una scia di cocaina di almeno un chilo, po’ Jeckyll dei buoni e Hyde dei cattivissimi, metà don Abbondio e metà Lucifero, ha confessato: «Dio mi assista, devo dirvi tutto tutto: il pacco di cocaina fatto arrivare dal Costarica era anche per me. Sì, è vero, assieme a Michele avevamo deciso di fare questa cosa. I soldi? In verità non so cosa avremmo fatto con questi denari. Non so, davvero, non so cosa mi sia capitato. Ma adesso voglio dire tutto. Posso dirvi anche da chi abbiamo preso la cocaina, chi ci ha spedito quel mezzo chilo…». […] ieri mattina davanti al magistrato Dario Razzi, don Ciacca, già responsabile delle vocazioni, una sorta di trainer dei futuri sacerdoti, ha smentito quella versione così stonata che lo voleva involontario-destinatario-intermediario («il pacco non era per me») e ha raccontato un’altra storia buffa. Ma stavolta vera. […] Una verità buffa la sua, perché farsi spedire un pacco di mezzo chilo di cocaina dal Costarica come fosse una friggitrice del Postal Market, con destinatario la Curia arcivescovile e pensare di farla franca non è da tutti.
http://uaar.it/news/2006/09/19/don-s...na-era-per-me/
Don Stefano confessa: “La cocaina era per me”
Al peso delle prove inutile contrapporre la leggerezza delle bugie. Così don Stefano Ciacca, quarantatrè anni, perugino, parroco da circa dieci anni, un viso tondo e pacato, una collezione di filmini porno nascosta in casa, il ricordo dei suoi migliori amici di persona corretta e caritatevole, una scia di cocaina di almeno un chilo, po’ Jeckyll dei buoni e Hyde dei cattivissimi, metà don Abbondio e metà Lucifero, ha confessato: «Dio mi assista, devo dirvi tutto tutto: il pacco di cocaina fatto arrivare dal Costarica era anche per me. Sì, è vero, assieme a Michele avevamo deciso di fare questa cosa. I soldi? In verità non so cosa avremmo fatto con questi denari. Non so, davvero, non so cosa mi sia capitato. Ma adesso voglio dire tutto. Posso dirvi anche da chi abbiamo preso la cocaina, chi ci ha spedito quel mezzo chilo…». […] ieri mattina davanti al magistrato Dario Razzi, don Ciacca, già responsabile delle vocazioni, una sorta di trainer dei futuri sacerdoti, ha smentito quella versione così stonata che lo voleva involontario-destinatario-intermediario («il pacco non era per me») e ha raccontato un’altra storia buffa. Ma stavolta vera. […] Una verità buffa la sua, perché farsi spedire un pacco di mezzo chilo di cocaina dal Costarica come fosse una friggitrice del Postal Market, con destinatario la Curia arcivescovile e pensare di farla franca non è da tutti.