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  1. #1
    disillusa
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    Predefinito Una domanda sul perdono.

    Gesù ha parlato del perdono, della necessità di amare i propri nemici e di porgere l'altra guancia.

    La domanda ora (senza intento polemico) è:ma questo atteggiamento di perdono totale, non rischia di diventare fonte di frustrazione per il credente, condannandolo ad una vita sottomessa in cambio della promessa della salvezza eterna?
    Certe reazioni fanno parte della natura umana e costituiscono una valvola di sfogo all'aggressività, reprimerle in questo modo va contro natura e rischia di creare dei danni a livello psicologico...?

  2. #2
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    Nietzsche la pensava così. Anche per questo era anticristiano.

    Credo però che perdonare sia una somma virtù, difficile da praticare. La predisposizione al perdono evita le reazioni a catena, aiuta al raggiungimento della pace sociale.

    Perdono ed espiazione, perché non c'è pace senza giustizia.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura Visualizza Messaggio
    Gesù ha parlato del perdono, della necessità di amare i propri nemici e di porgere l'altra guancia.

    La domanda ora (senza intento polemico) è:ma questo atteggiamento di perdono totale, non rischia di diventare fonte di frustrazione per il credente, condannandolo ad una vita sottomessa in cambio della promessa della salvezza eterna?
    Certe reazioni fanno parte della natura umana e costituiscono una valvola di sfogo all'aggressività, reprimerle in questo modo va contro natura e rischia di creare dei danni a livello psicologico...?
    il per-dono cristiano - iper-dono, dono che va al di là del dono -, è rivoluzionario: infatti rovescia e supera totalmente la logica veterotestamentaria dell'okkio x okkio, dente x dente, che pure è un passo avanti in senso moderato delle faide primitive, consentendo di fermare e invertire la spirale del maleppeggio, che non è liberatoria, ma distruttrice (vedasi Israele-Palestina etc etc etc).

    Quando Gesù dalla croce invoca al Padre il perdono per chi lo ha messo sulla croce, in quel momento riesce ad abbracciare tutta l'umanità, compresa quella che lo rifiuta.

    Te lo immagini NSGC che dice: Padre, a questi daje 'na bbella legnata ?

    Forse come tanti di noi avrai pregato per amici e parenti ... ma ... hai mai provato a pregare - una forma di dono, di iper-dono - per quelli che ti hanno fatto del male?

    'E molto liberatorio, sai? Fa molto bene, oltre che a loro, a te stessa !!!


  4. #4
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    non capisco perchè il perdono deve essere fonte di frustrazione?
    La gioia di perdonare è fonte di speranza non solo per la vita eterna... ma per le piccole storie di tutti i giorni...

    Poi non capisco perchè perdono è sinonimo di sottomissione? Forse che il perdono sovrasta la giustizia? Penso di no...

    Comunque la capacità di perdonare è difficile da ottenere e per questo bisogna mantenersi in allenamento costante chiedendo allo Spirito di farci comprendere prima l'immensa misericordia di Dio

  5. #5
    שמע ישראל
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    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura Visualizza Messaggio
    Gesù ha parlato del perdono, della necessità di amare i propri nemici e di porgere l'altra guancia.

    La domanda ora (senza intento polemico) è:ma questo atteggiamento di perdono totale, non rischia di diventare fonte di frustrazione per il credente, condannandolo ad una vita sottomessa in cambio della promessa della salvezza eterna?
    Certe reazioni fanno parte della natura umana e costituiscono una valvola di sfogo all'aggressività, reprimerle in questo modo va contro natura e rischia di creare dei danni a livello psicologico...?
    Il perdono di cui parla Gesù non è un "costringersi" a perdonare. E', invece, una condizione dell'animo che si raggiunge dopo aver acquisito la consapevolezza che Gesù, pur potendo sbatterli tutti all'inferno, non ha condannato ma perdonato chi lo ha torturato e appeso ad una croce. Ed era il Figlio di Dio. E questo, chi non ha fede, non potrà mai caprlo, ma solo cercare di interpretarlo con le misere armi del razionalismo. Il "costringersi" a perdonare è controproducente e non ha senso. E' un "voto di scambio" o un "ricatto" nei confronti di Dio. Ovvero : io perdono ma tu mi mandi in Paradiso. I ricatti, si sa, con Dio non attaccano.

  6. #6
    שמע ישראל
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    "-Che cosa direbbe l'umanità se, seguendo Gesù sul Calvario, lo vedesse improvvisamente voltarsi adirato verso un uomo che gli ha datop un calcio e gridargli: «Sai chi sono io?». No. Gesù non s'è voltato, per difendersi, verso coloro che lo insultavano; non ha gridato i suoi meriti o la sua identità alla folla che lo crocifiggeva; soprattutto non li ha odiati interiormente, pensando che li avrebbe condannati all'inferno quanto prima. La novità dell'amore di Gesù sta tutta qui; ed Egli l'aveva così ben insegnato e Luca così ben raccolto. «Ma a voi che ascoltate dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano; benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi calunniano. A chi ti percuote su di una guancia, porgi anche l'altra; e a chi ti prende il mantello, non impedire di toglierti la tunica» (Lc 6, 27ss). È inconfondibile lo spirito di Gesù, è talmente unico! E Paolo, che fu senza dubbio il migliore interprete di tale spirito, nel profondo del cuore di Cristo, quando vorrà dare la linea programmatica della posizione del cristiano dinanzi a Dio e al mondo, dirà nella lettera ai Filippesi: «Abbiate in voi quel sentire che era in Gesù, il quale, sussistendo in natura di Dio, non considerò questa sua uguaglianza con Dio come una rapina, ma vuotò se stesso assumendo la forma di schiavo e, facendosi simile all'uomo, umiliò se stesso fattosi ubbidiente sino al punto di morire su una croce» (Fil 2, 5). Qui sta il sunto di tutte le virtù e di tutte le perfezioni. «Abbiate in voi il sentire di Gesù». Questo «sentire di Gesù», questa sua «sete di abbassarsi» per obbedire al Padre e per salvare l'uomo, resterà per sempre il capolavoro dell'amore del Cristo. Ecco perché non è sufficiente la verità e la giustizia; ecco perché siamo invitati ad andare oltre. Più avremo in noi questa «spinta verso il basso ad imitazione di Gesù», più l'umiltà regnerà nel nostro cuore e la pace inonderà la nostra vita. In fondo, in queste poche righe c'è in gioco la santità dell'uomo sulla terra.-"

    Fratel Carlo Carretto

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da InOnda Visualizza Messaggio
    non capisco perchè il perdono deve essere fonte di frustrazione?
    La gioia di perdonare è fonte di speranza non solo per la vita eterna... ma per le piccole storie di tutti i giorni...

    Poi non capisco perchè perdono è sinonimo di sottomissione? Forse che il perdono sovrasta la giustizia? Penso di no...

    Comunque la capacità di perdonare è difficile da ottenere e per questo bisogna mantenersi in allenamento costante chiedendo allo Spirito di farci comprendere prima l'immensa misericordia di Dio
    Non nascondiamoci dietro un dito: perdonre è difficilissimo, oltre che cosa che fa soffrire, perché si reprime l'istinto di scaricare la rabbia. E' ipocrita negarlo.

    Nondimeno perdonare è utile, anche se non c'è pace senza giustizia.

  8. #8
    disillusa
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    Citazione Originariamente Scritto da luca e giovanni Visualizza Messaggio
    il per-dono cristiano - iper-dono, dono che va al di là del dono -, è rivoluzionario: infatti rovescia e supera totalmente la logica veterotestamentaria dell'okkio x okkio, dente x dente, che pure è un passo avanti in senso moderato delle faide primitive, consentendo di fermare e invertire la spirale del maleppeggio, che non è liberatoria, ma distruttrice (vedasi Israele-Palestina etc etc etc).

    Quando Gesù dalla croce invoca al Padre il perdono per chi lo ha messo sulla croce, in quel momento riesce ad abbracciare tutta l'umanità, compresa quella che lo rifiuta.

    Te lo immagini NSGC che dice: Padre, a questi daje 'na bbella legnata ?

    Forse come tanti di noi avrai pregato per amici e parenti ... ma ... hai mai provato a pregare - una forma di dono, di iper-dono - per quelli che ti hanno fatto del male?

    'E molto liberatorio, sai? Fa molto bene, oltre che a loro, a te stessa !!!


    Non hai risposto alla mia domanda.

  9. #9
    disillusa
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    Citazione Originariamente Scritto da InOnda Visualizza Messaggio
    non capisco perchè il perdono deve essere fonte di frustrazione?
    La gioia di perdonare è fonte di speranza non solo per la vita eterna... ma per le piccole storie di tutti i giorni...

    Poi non capisco perchè perdono è sinonimo di sottomissione? Forse che il perdono sovrasta la giustizia? Penso di no...

    Comunque la capacità di perdonare è difficile da ottenere e per questo bisogna mantenersi in allenamento costante chiedendo allo Spirito di farci comprendere prima l'immensa misericordia di Dio

    Ti hanno già risposto.
    Cmq posso fare il mio esempio.
    Ho ricevuto uno sgarbo molto brutto e intenzionale da un parente prossimo dal quale non mi aspettavo una cosa del genere.
    Sono rimasta molto amareggiata e non ho letteralmente dormito per due giorni dalla delusione.
    Non mi sento di perdonare, non per il momento, anche in considerazione del fatto che il parente in questione, non pago della cattiveria, ha approfittato della cosa per andare a fare pettegolezzi su di me in giro.
    Ho bisogno di elaborare la rabbia e di darle sfogo.
    Se non lo facessi, se mi imponessi di perdonare, mi sentirei frustrata due volte: per l'ingiustizia subita e per non aver saputo difendere i miei sentimenti.

  10. #10
    disillusa
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    Citazione Originariamente Scritto da Rollingstone Visualizza Messaggio
    Il perdono di cui parla Gesù non è un "costringersi" a perdonare. E', invece, una condizione dell'animo che si raggiunge dopo aver acquisito la consapevolezza che Gesù, pur potendo sbatterli tutti all'inferno, non ha condannato ma perdonato chi lo ha torturato e appeso ad una croce. Ed era il Figlio di Dio. E questo, chi non ha fede, non potrà mai caprlo, ma solo cercare di interpretarlo con le misere armi del razionalismo. Il "costringersi" a perdonare è controproducente e non ha senso. E' un "voto di scambio" o un "ricatto" nei confronti di Dio. Ovvero : io perdono ma tu mi mandi in Paradiso. I ricatti, si sa, con Dio non attaccano.

    Ok. Quindi secondo il tuo discorso il perdono vale solo se è una condizione spontanea dell'animo, derivante dalla fede.
    Che è innata.
    In sostanza la capacità di perdonare non dipende da noi, quindi non vedo perchè dovrebbe avere colpa chi non riesce a perdonare.

 

 
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