











Non diciamo stupidate. Il livello di pressione fiscale varia in base a molti elementi, propri di ciascuna nazione. Nessuno può dire qual'è quello ottimale per tutti, perchè non esiste. É qui che la curva di Laffer diventa praticamente inutile, e sarebbe comunque adattabile a moltissimi aspetti del mondo economico. Per trovare il livello ottimale bisognerebbe andare per tentativi, cosa assolutamente inapplicabile. Sarebbe come se una azienda, per stabilire il prezzo di un nuovo prodotto, anzichè basarsi sulle ricerche di mercato andasse per tentativi.
Assolutamente improponibile.


Ricordiamoci che i ragionamenti lafferiani prevedono la flat tax
"Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.


Piero Scaruffi ha pubblicato alcuni articoli sulle tasse in USA e su Reagan, che mi sembrano interessanti. Innanzi tutto perchè fanno vedere come molte "idee innovative" e di "finanza creativa" di Berlusconi e di Tremonti siano già state provate negli anni '70 con scarsi risultati, e vengono adesso considerate solo propaganda elettorale. Si trova qui: http://www.scaruffi.com/us/9.html
Alcuni brani:
La rivolta fiscale degli anni '80, cavalcata magistralmente da Ronald Reagan e maldestramente dal suo successore George Bush, continua a generare "aftershocks", scosse di assestamento. Il sentimento popolare e' sempre piu' anti-governativo. Da quando nel 1978 la California (ai tempi governata proprio da Reagan) voto' in referendum una legge (la famosa "Proposition 13" del 1978), che rese illegale da parte dello stato aumentare le imposte sugli immobili, le elezioni si sono vinte quasi sempre promettendo riduzioni di tasse.
Negli anni '90 pero' il movimento si scontra contro una realta' tragica, che e' a sua volta un derivato della politica fiscale di Reagan: la crescita abnorme del debito pubblico. I sondaggi dimostrano che lo stesso cittadino tenacemente opposto alle tasse ritiene saldare il deficit pubblico il problema con la priorita' assoluta. Questo atteggiamento in apparenza contradittorio e' in realta' perfettamente coerente con la convinzione piu' radicata del cittadino medio: che il governo non sappia governare le finanze pubbliche, che voglia far pagare ai cittadini i propri sperperi.
Sono innumerevoli i movimenti popolari sorti per opporsi alle tasse.Irwin Schiff, autore di "The federal mafia", e' diventato un eroe nazionale, tanto della destra quanto della sinistra, da quando nel 1974 ha smesso di pagare le tasse appellandosi a una frase dubbia della Costituzione secondo la quale le tasse federali sarebbero "volontarie", non obbligatorie"
N.d.R: non vi sembra di sentir parlare Berlusconi e Tremonti? Sciopero fiscale? Tax day?![]()
...I democratici si sono pertanto concentrati sugli aspetti di giustizia sociale. Mario Cuomo, governatore dello stato del New York, e' stato esemplare nella sua coerenza ideologica: i debiti si pagano aumentando le tasse, e lo scopo dei politici e' fare in modo che a pagare siano soprattutto i ricchi. Gli e' costato il posto di governatore.![]()


Stavo per scriverlo io. Sembra che tutti, in Italia, abbiano dimenticato il flop della teoria, basata appunto su un atto di fede, durante i primi 2 anni della prima amministrazione Reagan. Lo stesso Reagan la abbandonò prima che fosse troppo tardi per recuperare i danni prima delle successive elezioni presidenziali.


Strano, nel mondo reale risulta che le entrate tornarono ad aumentare in corrispondenza all'aumento della pressione fiscale, ma in misura inferiore al deficit provocato dall'approccio Keynesiano (massicce e crescenti commesse pubbliche) della seconda parte della prima amministrazione Reagan e di tutto il suo secondo mandato.
Il mondo delle leggende è sicuramente meglio di quello reale, tanto squallido, dove la curva di laffer è una bufala.
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