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Risultati da 31 a 40 di 52

Discussione: Bibliografia

  1. #31
    Vittima del kali yuga
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    Il desiderio, è come un fuoco insaziabile. Grazie alla barca della conoscenza certamente varcherai tutto l'oceano del male (b. gità)
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    perchè tali supermercati sono le roccaforti del mondialismo, e tutto ciò che gravita intorno alla feltrinelli, la sinistra da salotto etc è la versione 'presentabile', radical chic, della devastazione mondialista, che distrugge e livella...
    però aggiungo che finire in galera e rendersi quindi inutili, non vale la pena per così poco.
    poi qualche lato positivo a volte lo si trova in certi ipermercati.

  2. #32
    Vittima del kali yuga
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    Il desiderio, è come un fuoco insaziabile. Grazie alla barca della conoscenza certamente varcherai tutto l'oceano del male (b. gità)
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    Predefinito romanzo: la morte di Vishnu

    Manil Suri
    Morte di Vishnu (La)
    Mondadori - Collana: Oscar - Piccola Biblioteca
    n. 376 - Pagine 303 - Formato 15,5x18,5 - Anno 2004 - ISBN 8804533390
    Argomenti: Narrativa, Buddhismo - Induismo
    Esaurito - Temporaneamente non disponibile

    Note: Traduzione di Silvia Orsi
    Caratteristiche: brossura

    Note di Copertina
    Manil Suri recupera la mitologia induista e colloca le varie divinità nell'odierna Bombay, facendole rivivere in alcuni personaggi che riflettono i gruppi sociali e religiosi dell'India contemporanea. Tutti abitano in un fatiscente caseggiato di Bombay, straordinaria metafora dell'esistenza, in cui i diversi piani corrispondono ai vari gradi del cammino verso l'illuminazione. A raccontarci, nel volgere di ventiquattr'ore, volgari desideri e nobili aspirazioni dei protagonisti - da quelle più mondane di riscatto sociale a quelle più nobili di ascesi e purificazione - è lo spirito di Vishnu, vecchio ubriacone senzatetto in cui si adombra il dio della Trimurti. Straordinariamente ricco e vivace, capace di rappresentare un'India vera e inedita, "La morte di Vishnu" mostra la verve narrativa e la profonda comprensione dell'animo umano di Manil Suri, capace di giocare con superstizioni, fanatismo, crudeltà dell'apparato sociale in pagine ora suadenti e comiche, ora drammatiche e toccanti, che compongono una illuminante parabola della condizione umana.

    Dall'edizione "Mondadori - Scrittori italiani e stranieri"
    Ma Vishnu è sconvolto. Padmini, dice piangendo, è Padmini che vuole. Vaga per giorni in cerca di lei, ma la profezia si avvera: Padmini non si trova. Adesso però è un dio. Può trovarla. Basta che getti uno sguardo sulla città e può snidarla, in qualunque buco si nasconda. Può baciarla, stringerla, amarla, sdraiarla sul pavimento se vuole. E non perderla più di uista. Perché questo pensiero non lo attrae più? Perché il desiderio del corpo di Padmini si attenua fino a diventare soltanto un aroma evanescente nella memoria? Un aroma che ha in sé il profumo del mango, l'umidità dell'acqua e il sapore del tè.

    Che cosa distingue il fatiscente caseggiato di Bombay al centro di questo romanzo dagli analoghi edifìci di qualunque altra città? Il fatto, si direbbe, che qui anche gli spazi comuni sono abitati. Nell'ingresso, infatti, vive da anni il povero Vishnu, un senzatetto a cui è stato accordato quell'angolino in cambio di piccoli servigi. Ma nel salire le scale si capisce rapidamente che l'unicità di quel palazzo sta nel suo essere una straordinaria metafora, dove i diversi piani e la colorita popolazione che vi abita corrispondono ai vari gradi dell'esistenza nel cammino verso l'illuminazione. E si capisce, con altrettanta immediatezza, che siamo immersi in un romanzo di grande originalità, in cui Manil Suri recupera la mitologia induista e la riambienta nell'odierna Bombay, incarnandola in personaggi che rispecchiano i gruppi sociali e religiosi dell'India di oggi.
    Protagonisti di La morte di Vishnu sono dunque gli abitanti di quel palazzo, ognuno con il suo carico di desideri e aspirazioni, da quelle più mondane di riscatto sodale a quelle più nobili di ascesi e purificazione. Ce li racconta lo spirito di Vishnu, vecchio ubriacone in cui si adombra il dio della Trimurti, che in apertura di romanzo giace moribondo nell'atrio, mentre due donne litigano furiosamente perché ne l'una ne l'altra è disposta a soccorrerlo. Nelle ventiquattr'ore in cui si sviluppa l'azione assistiamo così ai bisbetici diverbi degli Asrani e dei Pathak, due famiglie in cui si dispiega l'ipocrisia piccolo borghese, e facciamo la conoscenza di Ahmed, un musulmano ossessionato dalla fede, il cui mistero cerca di penetrare con rigide pratiche di automortificazione; incontriamo Kavita, una ragazzina che vive la sua esistenza come fosse un etemo melodramma, e così fino all'ultimo piano, dove il pacifico Vinod si dedica alla meditazione nel ricordo della moglie. Sarà proprio in casa sua che precipiteranno gli eventi, al termine di un'incredibile giornata densa di sconvolgimenti che non risparmiano nessuno.
    Straordinariamente ricco e vivace, tessuto su una fitta rete di corrispondenze con la tradizione e la spiritualità induiste, ma capace anche di rappresentare alla Dickens un'India vera e inedita, La morte di Vishnu è stato accostato ai grandi romanzi che d ha dato la narrativa indiana di lingua inglese. Manil Suri mostra un'autentica verve narrativa e una profonda comprensione dell'animo umano giocando con superstizioni, fanatismo, crudeltà dell'apparato sodale in pagine ora suadenti e comiche, ora drammatiche e toccanti, che compongono un'originale parabola della condizione umana.




  3. #33
    Vittima del kali yuga
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    Predefinito recensione: dall'India, di herman hesse

    Dall'India
    Mondadori - Collana: Oscar - Scrittori del 900
    n. 1331 - Pagine XXXVIII - 378 - Formato 12,5x19,5 - Anno 2003 - ISBN 8804447893
    Argomenti: Narrativa, Letteratura tedesca, Biografie - Autobiografie - Diari - Interviste
    Normalmente spedito in 1-2 gg. lavorativi
    Prezzo di copertina € 7.80

    Promozione - Prezzo: € 6.63
    Sconto promozionale 15.00%
    - Risparmio € 1.17




    Note: A cura di Volker Michels - Traduzione di Claudio Groff e Elisabetta Potthoff - Introduzione di Elisabetta Potthoff
    Caratteristiche: brossura, copertina plastificata

    Note di Copertina
    ANNOTAZIONI, DIARI, POESIE, CONDIDERAZIONI E RACCONTI

    Dall'India comprende gli appunti presi da Hesse durante il viaggio attraverso il continente indiano dell'autunno 1911, insieme ai più importanti testi saggistici e narrativi dedicati a quell'affascinante paese. Documento umano, psicologico e culturale di enorme valore, questi scritti, oltre a essere testimonianza di un interesse assai vivo e diffuso nel mondo intellettuale europeo di inizio Novecento, rappresentano per Hesse lo specchio di un emblematico pellegrinaggio: il tentativo di fuga dalle angustie del presente, da un vincolo familiare divenuto oppressivo, ma anche e soprattutto il ritorno alle proprie radici, alla culla rigenerante della civiltà. L'India perde così la sua connotazione geografica per trasformarsi nel simbolo della ricerca universale di identità e completezza, immagine mitica che troverà espressione in opere immortali come Siddharta o Il giuoco delle perle di vetro.

    Dall'anticipazione
    Oltre agli appunti relativi al viaggio intrapreso nel continente indiano tra il settembre ed il dicembre 1911, questo volume comprende anche i più importanti testi saggistici e narrativi di Hesse che prendono in considerazione temi indiani. Documento umano, psicologico e culturale di notevole valore, questi scritti sono la testimonianza di un interesse del resto assai vivo e diffuso nel mondo intellettuale europeo a cavallo del secolo scorso, di cui già Schopenhauer era stato fine e sensibile interprete. Anche per Hesse, dunque, l'India (di fatto il viaggio si sarebbe limitato alle prime tappe a Ceylon, Sumatra e in Indonesia) divenne meta di un emblematico pellegrinaggio: tentativo di fuga dalle angustie del presente, da un vincolo familiare divenuto oppressivo, ma anche e soprattutto ritorno alle proprie radici, alla lontana culla di una civiltà che elargisce vivificante rigenerazione. In tal modo, nell'elaborazione letteraria l'India perderà sempre di più la sua connotazione geografica per trasformarsi nell'agiografia della leggenda, intesa come ricerca universale dell'identità spirituale, che avrebbe poi trovato espressione in opere come Siddharta, Pellegrinaggio in Oriente, Il giuoco delle perle di vetro. Comme ebbe a dire lo stesso Hesse: "L'Oriente non era soltanto un paese o una dimensione geografica, ma era la casa e la gioventù dell'anima, era dovunque ed in ogni luogo, era l'unione di ogni tempo".



  4. #34
    Vittima del kali yuga
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    Predefinito recensione: la civiltà indiana e noi

    Louis Dumont
    Civilta' indiana e noi
    Adelphi - Collana: Piccola Biblioteca Adelphi
    n. 195 - Pagine 172 - Formato 10.5x18 - Anno 1986 - ISBN 8845902153
    Argomenti: Saggistica
    Normalmente spedito in 1-2 gg. lavorativi
    Prezzo di copertina € 10.00

    Promozione fino al 6/1/2007 - Prezzo: € 8.50
    Sconto promozionale 15.00%
    - Risparmio € 1.50




    Note: Traduzione di: Amalia Pezzali - Flavio Poli
    Caratteristiche: brossura

    Note di Copertina
    Più ostica ancora della sua letteratura folta di dèi è sempre apparsa all'Occidente la concezione indiana della società. Così il sistema delle caste si è attirato numerose condanne, fondate su conoscenze assai vaghe. Poco prima di pubblicare il suo fondamentale "Homo hierarchicus", che ha al suo centro un'interpretazione della società delle caste, Louis Dumont ha voluto con questo breve saggio sgombrare il cammino dagli equivoci più tenaci che lo ostruiscono. Fedele all'insegnamento di Mauss, si è preoccupato innanzi tutto di ciò che risultava dall'"inventario delle categorie" indiane e occidentali. E subito ha rilevato discordanze tali da giustificare molti malintesi. A differenza dell'Occidente, per esempio, l'India scinde gerarchia e potere. Il sacerdote è il primo fra gli uomini, ma non rivendica il potere. Il re regna, ma è sottomesso spiritualmente al sacerdote. Più in generale, quella interdipendenza che in Occidente è data dall'intreccio delle attività economiche, per l'India è una categoria religiosa: anzi, si potrebbe dire, la categoria, su cui tutto si costruisce. Nulla, nella visione indiana, esiste in quanto isolato. Tutte le volte in cui noi vediamo l'individuo indivisibile che opera, l'India percepisce la totalità. Per essa, in accordo con una concezione antichissima, l'individuo è il rinunziante, colui che opera fuori dal mondo, non all'interno di esso. Una tale struttura mentale, del tutto opposta a quella occidentale, è però capace di sostenere un edificio quanto mai complesso e articolato. Dumont ci aiuta a riconoscerne le nervature e insieme ci costringe a riconoscere la singolarità e improbabilità delle nostre categorie: primo passo per capire l'India e noi stessi.


  5. #35
    calici amari
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill Visualizza Messaggio
    perchè tali supermercati sono le roccaforti del mondialismo, e tutto ciò che gravita intorno alla feltrinelli, la .
    ...la Feltrinelli è un supermercato? Credevo fosse una libreria...

  6. #36
    calici amari
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    Aggiungo: Tao te ching... (ma ce ne sono altri interessanti da leggere)

  7. #37
    Vittima del kali yuga
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    Citazione Originariamente Scritto da Regina di Coppe Visualizza Messaggio
    ...la Feltrinelli è un supermercato? Credevo fosse una libreria...

    parlavamo della feltrinelli dell'auchan

    poi la feltrinelli, in particolare, come impostazione...

    chiuso ot

    il tao te ching è presente in moltissime edizioni, non ne conosci qualcuna in particolare?

  8. #38
    calici amari
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill Visualizza Messaggio
    il tao te ching è presente in moltissime edizioni, non ne conosci qualcuna in particolare?
    tutte le edizioni sono interessanti e al tempo stesso non lo sono, perché non c'è una edizione definitiva, nel senso che il cinese può essere interpretato e tradotto in vari modi; la stessa sequenza delle frasi è stata ricostruita arbitrariamente perché non si conosce quella vera; penso quindi che l'edizione migliore è quella che ciascuno ricava dalle varie letture, in base alle proprie esperienze personali e alla propria introspezione...
    Comunque, almeno per quel che riguarda la sequenza il problema può essere aggirato: ogni singola frase vale di per sé... Certo una lettura sistematica potrebbe dare dei significati diversi o ulteriori... fa parte di una ricerca personale...
    Il massimo sarebbe poter tradurre direttamente dai testi originali... Ma almeno per me, temo che questo sia impossibile, con le mie conoscenze attuali della lingua cinese...

  9. #39
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    come è quella di Evola?

  10. #40
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    non saprei...

 

 
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