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  1. #61
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    Nessuno va più in chiesa....nessuno si fa più prete...la crisi di funzionamento della Chiesa è enorme , e se va avanti così , potrebbe , per la prima volta in 2000 anni portare l'istituzione verso la fine.....
    Eppure loro , Papa , Cardinali , Vescovi , continuano a comportarsi come se negli ultimi 3 -400 anni non fosse successo nulla.
    Anzi no , fosse successo un qualche cosa (Illuminismo , Rivoluzione Francese ecc. ) che è solo un incidente della Storia , un fatto bizzarro , anomalo e passeggero , nulla a confronto del millenarismo Vaticano......
    Preso coraggio dall'esito del referendum sulla procreazione assistita , essi ritengono che si sia tornati al 1600 , subito dopo il concilio di Trento....
    Verrebbe da dire : sono problemi loro.
    Ma non è così , perchè godono di un immenso potere , che fa si che quando parlano , trovano udienza e riscontro in vasti strati della politica italiana , e si noti bene , non solo a destra....
    Ma la domanda è : può un paese come l'Italia , una delle potenze economiche mondiali , diventare ostaggio di una ristretta cerchia di Cardinali Vaticani e delle loro idee reazionarie , oscurantiste , dogmatiche , controriformiste e anticonciliari ?

  2. #62
    Maestrina Lisergica
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    Citazione Originariamente Scritto da Max50 Visualizza Messaggio
    Ma la domanda è : può un paese come l'Italia , una delle potenze economiche mondiali , diventare ostaggio di una ristretta cerchia di Cardinali Vaticani e delle loro idee reazionarie , oscurantiste , dogmatiche , controriformiste e anticonciliari ?
    E' la sfortuna di vivere in un paese clericale (che non è sinonimo di religioso...).

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da azerty Visualizza Messaggio
    E' la sfortuna di vivere in un paese clericale (che non è sinonimo di religioso...).
    Hai detto bene clericale ... di certo non religioso

    Lou Delfin

  4. #64
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da azerty Visualizza Messaggio
    E' la sfortuna di vivere in un paese clericale (che non è sinonimo di religioso...).
    Citazione Originariamente Scritto da loudelfin Visualizza Messaggio
    Hai detto bene clericale ... di certo non religioso

    Lou Delfin
    una breve lettura per farvi riflettere su cosa sia forse una "persona", e se gli "scientisti" (non gli scienziati) di oggi possono dare una risposta a questa domanda.




    Un problema filosofico, non scientifico

    Poco prima di morire, il biochimico
    Erwin Chargaff disse che “la parola
    ‘anima’ è perduta per sempre. Ma è contro
    questi misteri che la tanto osannata genetica
    andrà a sfracellarsi. Cercare di capire cosa
    fa respirare l’uomo significa farlo cessare
    di respirare”. Quest’aruspice della Vienna
    ebraica sapeva che una scienza chiusa
    nella non dimostrabilità dell’anima era più
    rassicurante di una che tenta di scannerizzarla.
    Il neodarwinismo, vittima della propria
    iridescente decadenza, vuole dimostrare
    che la coscienza è un fenomeno biologico,
    al pari della digestione e del battito
    cardiaco, come il cloruro di cesio. Ma se fosse
    così, potremmo riflettere su noi stessi?
    Quale agglomerato chimico potrebbe elaborare
    un giudizio morale? Il teologo inglese
    Keith Ward liquida la neuroetica come
    l’ultima beffa scientifica: “Inizia a spiegare
    il mondo e finisce per vederlo come un’illusione”.
    Secondo il saggista di New Republic
    Leon Wieseltier “questo scientismo, secondo
    cui la scienza può spiegare l’intera condizione
    umana, mentale e fisica, è una delle
    superstizioni nel nostro tempo”. Per il
    biologo del disegno intelligente, Michael
    Behe, “non c’è relazione fra scienza e coscienza.
    La scienza espande la conoscenza,
    dandoci l’opportunità di fare la cosa giusta.
    Ma non può dirci cosa è bene e male”.
    Non si trova nei neuroni il principio del
    comandamento “non uccidere”. Così il filosofo
    inglese Roger Scruton: “Il problema
    della coscienza è filosofico, non scientifico.
    Possiamo osservare i processi cerebrali, i
    neuroni e le sinapsi, mai la coscienza”. E
    l’anziano filosofo ateo Anthony Flew: “Parlare
    di coscienza significa parlare di fede e
    di comportamento umano, materia che la
    scienza non può investigare”. Siamo di fronte
    a una prestidigitazione pseudoscientifica,
    secondo cui l’omosessuale ha un “gene
    gay”, la violenza dipende da un Dna criminale,
    la donna che squadra il vuoto ha il gene
    della depressione e il bevitore quello
    dell’alcolismo. Adam Sedgwick, mentore di
    dell’“Origine delle specie” scrisse una lettera
    all’allievo: “C’è una parte morale-metafisica
    della natura e una fisica. Tu ignori
    il collegamento. Se fosse possibile romperlo
    (e grazie a Dio non lo è), l’umanità
    soffrirebbe di un danno che potrebbe brutalizzarla”.
    La biopsia della coscienza, tirata
    a lustro sotto il prefisso neuro, svilisce
    l’uomo raffigurandolo come un pezzo di
    Dna in un involucro di membrana e mucosa.
    Vita fertilizzata, ispezionata, compressa,
    iniettata, testata, gradata e approvata.
    François Jacob scrisse che “l’introduzione
    del contingente nel mondo vivente, a opera
    di Darwin e Wallace, rappresenta per la
    biologia il ‘tutto è permesso’ di Ivan Karamazov”.
    Tutto infatti è stato detto. Richard
    Hernstein e Charles Murray nel 1994 annunciarono
    che gli scarsi risultati degli
    afroamericani nei test scolastici avevano
    una componente genetica. Bruce Lahn ha
    scoperto segni di recente evoluzione nel
    cervello di alcuni gruppi etnici, legando
    razza e intelligenza. E gli evoluzionisti Gregory
    Cochran e Henry Harpending hanno
    cercato di svelare la natura genetica dell’intelligenza
    ebraica, legandola all’abilità
    finanziaria.
    Se l’origine di felicità e tristezza, virtù e
    vizio, affonda nel pantano biologico, rivolgiamoci
    alla farmacologia e all’ingegneria
    molecolare per trovare consolazione alla
    nostra angoscia. E alla stupidità, stando a
    sir James Watson, il Nobel che invita a “curare”
    geneticamente i bambini “stupidi”.
    Oltre un certo limite, la visione scientista
    diventa un basilisco che uccide ciò che vede
    e vede uccidendo. Ma se si vede attraverso
    tutto, tutto diventa trasparente. Come
    la lastra cerebrale di quell’incosciente di
    Terri Schiavo. Avvelenata da una scienza
    colposa inghiottita dentro gli anatemi del
    cugino di Darwin, Francis Galton, che trascorse
    la vita fra i teschi. Quando i vorticosi
    dervisci neuronali raggiungeranno il culmine
    della frenesia, forse ci diranno che la
    causa della guerra di Bosnia si trova nella
    serotonina di Karadzic e Mladic.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  5. #65
    Maestrina Lisergica
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    una breve lettura per farvi riflettere su cosa sia forse una "persona", e se gli "scientisti" (non gli scienziati) di oggi possono dare una risposta a questa domanda.




    Un problema filosofico, non scientifico

    Poco prima di morire, il biochimico
    Erwin Chargaff disse che “la parola
    ‘anima’ è perduta per sempre. Ma è contro
    questi misteri che la tanto osannata genetica
    andrà a sfracellarsi. Cercare di capire cosa
    fa respirare l’uomo significa farlo cessare
    di respirare”. Quest’aruspice della Vienna
    ebraica sapeva che una scienza chiusa
    nella non dimostrabilità dell’anima era più
    rassicurante di una che tenta di scannerizzarla.
    Il neodarwinismo, vittima della propria
    iridescente decadenza, vuole dimostrare
    che la coscienza è un fenomeno biologico,
    al pari della digestione e del battito
    cardiaco, come il cloruro di cesio. Ma se fosse
    così, potremmo riflettere su noi stessi?
    Quale agglomerato chimico potrebbe elaborare
    un giudizio morale? Il teologo inglese
    Keith Ward liquida la neuroetica come
    l’ultima beffa scientifica: “Inizia a spiegare
    il mondo e finisce per vederlo come un’illusione”.
    Secondo il saggista di New Republic
    Leon Wieseltier “questo scientismo, secondo
    cui la scienza può spiegare l’intera condizione
    umana, mentale e fisica, è una delle
    superstizioni nel nostro tempo”. Per il
    biologo del disegno intelligente, Michael
    Behe, “non c’è relazione fra scienza e coscienza.
    La scienza espande la conoscenza,
    dandoci l’opportunità di fare la cosa giusta.
    Ma non può dirci cosa è bene e male”.
    Non si trova nei neuroni il principio del
    comandamento “non uccidere”. Così il filosofo
    inglese Roger Scruton: “Il problema
    della coscienza è filosofico, non scientifico.
    Possiamo osservare i processi cerebrali, i
    neuroni e le sinapsi, mai la coscienza”. E
    l’anziano filosofo ateo Anthony Flew: “Parlare
    di coscienza significa parlare di fede e
    di comportamento umano, materia che la
    scienza non può investigare”. Siamo di fronte
    a una prestidigitazione pseudoscientifica,
    secondo cui l’omosessuale ha un “gene
    gay”, la violenza dipende da un Dna criminale,
    la donna che squadra il vuoto ha il gene
    della depressione e il bevitore quello
    dell’alcolismo. Adam Sedgwick, mentore di
    dell’“Origine delle specie” scrisse una lettera
    all’allievo: “C’è una parte morale-metafisica
    della natura e una fisica. Tu ignori
    il collegamento. Se fosse possibile romperlo
    (e grazie a Dio non lo è), l’umanità
    soffrirebbe di un danno che potrebbe brutalizzarla”.
    La biopsia della coscienza, tirata
    a lustro sotto il prefisso neuro, svilisce
    l’uomo raffigurandolo come un pezzo di
    Dna in un involucro di membrana e mucosa.
    Vita fertilizzata, ispezionata, compressa,
    iniettata, testata, gradata e approvata.
    François Jacob scrisse che “l’introduzione
    del contingente nel mondo vivente, a opera
    di Darwin e Wallace, rappresenta per la
    biologia il ‘tutto è permesso’ di Ivan Karamazov”.
    Tutto infatti è stato detto. Richard
    Hernstein e Charles Murray nel 1994 annunciarono
    che gli scarsi risultati degli
    afroamericani nei test scolastici avevano
    una componente genetica. Bruce Lahn ha
    scoperto segni di recente evoluzione nel
    cervello di alcuni gruppi etnici, legando
    razza e intelligenza. E gli evoluzionisti Gregory
    Cochran e Henry Harpending hanno
    cercato di svelare la natura genetica dell’intelligenza
    ebraica, legandola all’abilità
    finanziaria.
    Se l’origine di felicità e tristezza, virtù e
    vizio, affonda nel pantano biologico, rivolgiamoci
    alla farmacologia e all’ingegneria
    molecolare per trovare consolazione alla
    nostra angoscia. E alla stupidità, stando a
    sir James Watson, il Nobel che invita a “curare”
    geneticamente i bambini “stupidi”.
    Oltre un certo limite, la visione scientista
    diventa un basilisco che uccide ciò che vede
    e vede uccidendo. Ma se si vede attraverso
    tutto, tutto diventa trasparente. Come
    la lastra cerebrale di quell’incosciente di
    Terri Schiavo. Avvelenata da una scienza
    colposa inghiottita dentro gli anatemi del
    cugino di Darwin, Francis Galton, che trascorse
    la vita fra i teschi. Quando i vorticosi
    dervisci neuronali raggiungeranno il culmine
    della frenesia, forse ci diranno che la
    causa della guerra di Bosnia si trova nella
    serotonina di Karadzic e Mladic.
    Con tutto il rispetto, ma questo ha tutta l'aria d'un articolo forzato, fazioso che pretende di smantellare affermazioni e prese di posizione che non esistono...

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Scientist Visualizza Messaggio
    Secondo me c'è un "bug" di fondo in merito a questi dibattiti, lo si evince anche da qualche post dei forumisti "pro-chiesa". Tipo "tu credi veramente all'evoluzione?", oppure: "tu credi che l'uomo...". E' proprio questo il problema, lo scienziato NON CREDE... SA! Al limite IPOTIZZA quando si tratta di teorie, ma una volta provate tali teorie DIVENTANO FATTI!
    Quindi anche il parlare di opinioni lascia il tempo che trova, io posso avere un'opinione che la penna sia rossa, tu che sia nera, ma una volta che la vediamo scrivere non si tratta più di diverse opinioni ma di un pensiero vero ed uno sbagliato
    ... ovviamente parlo di fatti dimostrabili e non certo dell'esistenza di Dio o altre riflessioni teologico-filosofiche.
    sinceramente qesto modo di vedere la scienza è un po' facilone e ingenuo. in realtà lo scienziato non sa mai nulla di certo. la VERA differenza è che il metodo scientifico è naturalmente aperto al cambiamento e alla confutazione, mentre la fede, per definizione, tende ad auto promuoversi e a rimanere immutabile e indiscutibile.

  7. #67
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da azerty Visualizza Messaggio
    Con tutto il rispetto, ma questo ha tutta l'aria d'un articolo forzato, fazioso che pretende di smantellare affermazioni e prese di posizione che non esistono...
    Con tutto il rispetto, volevo soltanto fare il punto su certi "eccessi" scientisti - questi sì faziosi - più che scientifici che ci dobbiamo sorbire al giorno d'oggi da persone che si dicono scienziati ma non hanno mai letto un solo testo di filosofia.
    ti inviterei a leggere qualche saggio - non propriamente scientifico - di Einstein.
    .

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  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio

    Per il biologo del disegno intelligente, Michael
    Behe, “non c’è relazione fra scienza e coscienza.
    La scienza espande la conoscenza,
    dandoci l’opportunità di fare la cosa giusta.
    Ma non può dirci cosa è bene e male”.



    Dunque un biologo del disegno intelligente (divino) è un paradosso voler dimostrare l'indimostrabile cioè l'intervento di entità metafisica nell'evoluzione umana ... e tu la chiami scienza questa ... oppure un tentativo maldestro di rovesciare teorie consolidate e dimostrate, di impedire di studiare e capire?

    Perchè questo accanimento? Perchè?

    Non risulta che esista una scienza che indichi ciò che è bene e ciò che male mentre invece lo pretende la filosofia e teologia rteligiosa (nell'occidente cristiana) ... le scienze sui basano sul metodo empirico, ipotizzano e cercano di dimostare, verificano .. teorie sono nate e sono state smontate da altre (vedi la relatività) senza che questo creasse traumi come avviene per le gerarchie ecclesastiche.

    La Scienza non è una religione, non è una filosofia e non ha nessun pensiero da imporre. Il post nnasce dalla presa di posizione del cardinale che ritiene il festival troppo laicista ...

    Lou Delfin

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    una breve lettura per farvi riflettere su cosa sia forse una "persona", e se gli "scientisti" (non gli scienziati) di oggi possono dare una risposta a questa domanda.




    Un problema filosofico, non scientifico

    Poco prima di morire, il biochimico
    Erwin Chargaff disse che “la parola
    ‘anima’ è perduta per sempre. Ma è contro
    questi misteri che la tanto osannata genetica
    andrà a sfracellarsi. Cercare di capire cosa
    fa respirare l’uomo significa farlo cessare
    di respirare”. Quest’aruspice della Vienna
    ebraica sapeva che una scienza chiusa
    nella non dimostrabilità dell’anima era più
    rassicurante di una che tenta di scannerizzarla.
    Il neodarwinismo, vittima della propria
    iridescente decadenza, vuole dimostrare
    che la coscienza è un fenomeno biologico,
    al pari della digestione e del battito
    cardiaco, come il cloruro di cesio. Ma se fosse
    così, potremmo riflettere su noi stessi?
    Quale agglomerato chimico potrebbe elaborare
    un giudizio morale? Il teologo inglese
    Keith Ward liquida la neuroetica come
    l’ultima beffa scientifica: “Inizia a spiegare
    il mondo e finisce per vederlo come un’illusione”.
    Secondo il saggista di New Republic
    Leon Wieseltier “questo scientismo, secondo
    cui la scienza può spiegare l’intera condizione
    umana, mentale e fisica, è una delle
    superstizioni nel nostro tempo”. Per il
    biologo del disegno intelligente, Michael
    Behe, “non c’è relazione fra scienza e coscienza.
    La scienza espande la conoscenza,
    dandoci l’opportunità di fare la cosa giusta.
    Ma non può dirci cosa è bene e male”.
    Non si trova nei neuroni il principio del
    comandamento “non uccidere”. Così il filosofo
    inglese Roger Scruton: “Il problema
    della coscienza è filosofico, non scientifico.
    Possiamo osservare i processi cerebrali, i
    neuroni e le sinapsi, mai la coscienza”. E
    l’anziano filosofo ateo Anthony Flew: “Parlare
    di coscienza significa parlare di fede e
    di comportamento umano, materia che la
    scienza non può investigare”. Siamo di fronte
    a una prestidigitazione pseudoscientifica,
    secondo cui l’omosessuale ha un “gene
    gay”, la violenza dipende da un Dna criminale,
    la donna che squadra il vuoto ha il gene
    della depressione e il bevitore quello
    dell’alcolismo. Adam Sedgwick, mentore di
    dell’“Origine delle specie” scrisse una lettera
    all’allievo: “C’è una parte morale-metafisica
    della natura e una fisica. Tu ignori
    il collegamento. Se fosse possibile romperlo
    (e grazie a Dio non lo è), l’umanità
    soffrirebbe di un danno che potrebbe brutalizzarla”.
    La biopsia della coscienza, tirata
    a lustro sotto il prefisso neuro, svilisce
    l’uomo raffigurandolo come un pezzo di
    Dna in un involucro di membrana e mucosa.
    Vita fertilizzata, ispezionata, compressa,
    iniettata, testata, gradata e approvata.
    François Jacob scrisse che “l’introduzione
    del contingente nel mondo vivente, a opera
    di Darwin e Wallace, rappresenta per la
    biologia il ‘tutto è permesso’ di Ivan Karamazov”.
    Tutto infatti è stato detto. Richard
    Hernstein e Charles Murray nel 1994 annunciarono
    che gli scarsi risultati degli
    afroamericani nei test scolastici avevano
    una componente genetica. Bruce Lahn ha
    scoperto segni di recente evoluzione nel
    cervello di alcuni gruppi etnici, legando
    razza e intelligenza. E gli evoluzionisti Gregory
    Cochran e Henry Harpending hanno
    cercato di svelare la natura genetica dell’intelligenza
    ebraica, legandola all’abilità
    finanziaria.
    Se l’origine di felicità e tristezza, virtù e
    vizio, affonda nel pantano biologico, rivolgiamoci
    alla farmacologia e all’ingegneria
    molecolare per trovare consolazione alla
    nostra angoscia. E alla stupidità, stando a
    sir James Watson, il Nobel che invita a “curare”
    geneticamente i bambini “stupidi”.
    Oltre un certo limite, la visione scientista
    diventa un basilisco che uccide ciò che vede
    e vede uccidendo. Ma se si vede attraverso
    tutto, tutto diventa trasparente. Come
    la lastra cerebrale di quell’incosciente di
    Terri Schiavo. Avvelenata da una scienza
    colposa inghiottita dentro gli anatemi del
    cugino di Darwin, Francis Galton, che trascorse
    la vita fra i teschi. Quando i vorticosi
    dervisci neuronali raggiungeranno il culmine
    della frenesia, forse ci diranno che la
    causa della guerra di Bosnia si trova nella
    serotonina di Karadzic e Mladic.
    quest'articolo non ha molto senso. cita solamente un sacco di affermazioni forti che riguardano una parte della scienza. dove vuole arrivare? innanzitutto nella scienza non c'e' dogmatismo, per uno scienziato che cerca il gene per tutto ce ne sono altri che contestano l'approccio, magari dando vita ad un dibattito costruttivo che guarda caso nelle fedi non c'e' mai. poi cos'altro vuole dire questo articolo? vuol dire che la scienza non puo' rispondere a tutto? bella scoperta. e allora? viene detto che non si puo' fare riduzionismo su temi come la coscienza, benissimo, sono daccordo, ma sono uno psicologo, sono uno scienziato e lo ammetto, non sono un prelato e non è necessario esserlo per riconoscere i limiti della scienza. e ribalto la questione: cosa puo' dirci DAVVERO la fede su una cosa come la coscienza o la morale? puo' riproporre i suoi dogmi, magari molto ragionevoli e saggi, formulati nei secoli da uomini piu' o meno saggi e illuminati. ma cosa puo'dirci davvero?
    E COME ACCOSTARE UN DISCORSO DEL GENERE ALL'ACCUSARE LA SCIENZA DI VOLER RIDURRE I GAY A MALATI GENETICI??? QUI CASCA L'ASINO: LA SCIENZA DAL 1973 HA DICHIARATO L'OMOSESSUALITA UNA NON MALATTIA. PUNTO. NEL 2006 INVECE CI SONO PRETI CHE BENEDICONO LE MUTANDE DI POVERI RAGAZZI GAY VIOLENTATI DALLE LORO FAMIGLIE CATTOIDIOTE PERCHE' SONO PECCATORI, QUI VICINO A CASA MIA, VICONO A FIRENZE, C'E' UN FAMOSO SACERDOTE CHE FA GLI ESORCISMI AI GAY. 2006. CHI E' DAVVERO A RISCHIO DI FARE RIDUZIONISMO ED ESSERE CIECO DIFRONTE ALLE GRANDI DOMANDE DELLA VITA E DEL MONDO? LA CHIESA DICE CHE LA SCIENZA NON DA RISPOSTE, CHE BANALIZZA. LA CHIESA COSA FA? CI DICE CHE IL MONDO E' PIU' GRANDE DI NOI E CHE CERTI MISTERI DEVONO RIMANERE TALI? BELLE RISPOSTE, COMPLIMENTI.

  10. #70
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    Con tutto il rispetto, volevo soltanto fare il punto su certi "eccessi" scientisti - questi sì faziosi - più che scientifici che ci dobbiamo sorbire al giorno d'oggi da persone che si dicono scienziati ma non hanno mai letto un solo testo di filosofia.
    ti inviterei a leggere qualche saggio - non propriamente scientifico - di Einstein.
    guarda, sinceramente spesso la sensazione di certi "eccessi scientisti" è colpa della divulgazione della scienza, e non della scienza in sè, quasi sempre MOLTO prudente, perche' gli scienziati difficilmente fanno affermazioni forti come "scoperto il gene della depressione, del vizio, della virtu" e bla bla bla. Inoltre, se ci sono filoni scientifici estremi, stai sicuro che vengono contestati e discussi nell'ambito delle scienze stesse. c'e' un certo equilibrio naturale nella ricerca perche' per definizione si mette sempre in discussione. nella fede questo non accade.

 

 
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