No. Non ci posso credere. Ancora il biscottino. Ancora. Ancora. Ancora. E il tè e il caffè, e l'intingere, e la faccina sarcastica d'ordinanza. Ancora. Non finirà mai, no.
Forse conoscete ALICE. Anzi, A.L.I.C.E. (Artificial Linguistic Internet Computer Entity). Si trova su un sito, è un'intelligenza artificiale (di genere femminile) con cui si può conversare (in inglese) tendenzialmente all'infinito e su qualunque argomento. E' un'esperienza divertente, solo che dopo poco (molto poco) ti rendi conto che qualcosa non va, che ci sono ripetizioni, stilemi, incoerenze rispetto alla tua frase precedente. Se tu fossi lì per una vera conversazione, ti annoieresti mortalmente.
Ecco, io a volte ho la sensazione che alcuni interventi di Augustinus non possano provenire da un wetware, da un cervello umano intriso di sangue. Mi sembrano originati da un programma, al quale il programmatore ha dato un set di argomenti abbastanza complessi e articolati (non ho detto molto, ho detto abbastanza), una sbalorditiva capacità di quoting, ma una certa debolezza sul piano dell'interattività. E' un programma che ha uno scopo, ma lo raggiunge in modo troppo chiaramente automatico, automico. Insomma, se mi stessero facendo il test di Turing, qualche dubbio lo avrei
Perché non è possibile che ancora siamo sul biscottino e sul tè. Non è possibile che sia Augustinus. Può solo essere un A.U.G.U.S.T.I.N.U.S. (Artificiale Utente Generato all'Unico Scopo di Terminare Istantaneamente Nuovi Ulteriori Sviluppi). Oddio, sarà così?, perché altrimenti no, non è possibile, il biscottino e il tè ancora una volta no, non è umano, suvvia...
Rivorrei l'Augustinus composto da derivati del carbonio e spegnerei l'A.U.G.U.S.T.I.N.U.S. fatto di derivati del silicio. Se fosse possibile. Grazie, eh.
B.






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