NAPOLI - Nuovo agguato nel centro di Napoli: un uomo è morto e una donna straniera è rimasta ferita a Porta San Gennaro. Nella zona in quel momento vi erano numerose persone. La vittima è Vincenzo Prestigiacomo: è stato ucciso con quattro colpi di pistola alla testa esplosi a distanza ravvicinata, da poco più di un metro. I sicari hanno utilizzato uno o due revolver, calibro 22: sul luogo infatti non sono stati trovati bossoli. La vittima aveva da poco parcheggiato il suo motorino ed era entrata nel bar davanti Porta San Gennaro, nel centro storico di Napoli. All'uscita del locale, Prestigiacomo è stato affrontato dagli assassini. Trentatre anni, abitava nello storico rione Sanità ed era imparentato con la potente famiglia Misso. Secondo gli accertamenti della squadra mobile, Prestigiacomo aveva sposato Celeste Misso, figlia del boss Giuseppe Misso. Le indagini sarebbero orientate soprattutto sullo scontro che negli ultimi anni vede contrapposti i Misso a una fazione scissionista. Il delitto è avvenuto in una zona ritenuta «territorio» sotto il controllo dei Misso.
La persona rimasta ferita è Fraga Tudor, una cittadina rumena di 32 anni. La donna si trovava in un bar quando è stata colpita alla gamba da un proiettile di striscio. L'episodio è avvenuto sotto gli occhi di decine di passanti e pendolari; la zona, infatti, si trova tra Piazza Cavour e Via Foria, a due passi da via del Duomo, un'area densamente popolata, centro commerciale e con le due stazioni della Metropolitana nei pressi. Ci sono stati momenti di terrore con un fuggi fuggi generale quando sono stati uditi i colpi di pistola.
POZZUOLI (Napoli) — Per gelosia ha ucciso a coltellate un ragazzo diciottenne, Daniele Del Core, e ne ha ridotto in fin di vita un altro, Loris De Roberto, che era poi il suo presunto rivale in amore. Ma di anni, l'assassino, ne ha appena 16: due in meno delle sue vittime. E non è un baby-killer o un guaglione di camorra, come quelli che sabato sera, alla stessa ora, massacravano ad Arzano, nella parte opposta della provincia vesuviana, Patrizia Marino, una che con i clan e le faide criminali aveva avuto a che fare più di una volta ed è stata freddata sotto gli occhi della figlia dodicenne. Salvatore, fino all'altra sera, non aveva conti in sospeso con la giustizia. Era un adolescente come tanti altri. Ha ammazzato perché non sopportava che la sua ragazza frequentasse nuovamente l'ex fidanzato. Un mese fa, probabilmente, aveva organizzato la prima spedizione punitiva contro Loris De Roberto, finita nel nulla grazie all'intervento di amici comuni. Poi, sabato, i due si sono incontrati casualmente dinanzi a un bar di Pozzuoli, sul litorale flegreo, dove abita la ragazzina al centro della contesa. Ne è nato l'ennesimo diverbio, sfociato subito in rissa. Daniele Del Core ha cercato di dividere i due litiganti, ma è stato trafitto dalla lama di un coltello a serramanico impugnato da Salvatore. È morto poco dopo il ricovero in ospedale. Loris De Roberto, invece, è stato ferito gravemente: i medici l'hanno operato d'urgenza per arginare le emorragie interne al polmone e al fegato. La prognosi, però, è tuttora riservata. Salvatore è stato arrestato durante la notte nella sua casa di Napoli, dove aveva nascosto in una borsa gli abiti insanguinati. Dopo l'uccisione di un rapinatore e il ferimento di un altro (minorenne) ad opera del tabaccaio che avevano aggredito, un'ennesima escalation di terrore sta colpendo la provincia partenopea: tre delitti in appena due giorni. Accanto alla violenza di stampo camorristico, straripa anche quella che ormai si è insinuata tra le pieghe della vita quotidiana. Ed è per questo che molti chiedono l'invio dell'esercito in città. A cominciare da Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato. «Proporrò di riunirci a Napoli — dice — per testimoniare la nostra solidarietà alle forze dell'ordine e insisto sulla necessità di inviare l'esercito in quelle zone». Un'ipotesi auspicata pure da Roberto Calderoli (Lega Nord) ma avversata da Antonio Bassolino, «governatore» della Campania: «Ci sono la criminalità organizzata e quella di strada. Che farebbe l'esercito? Abbiamo bisogno di più poliziotti e carabinieri, ma anche di più scuola, più cultura e più valori».
POGGIOMARINO (NAPOLI) - Un giovane di 19 anni di Poggiomarino (Napoli), Fabio Raiola, è stato ferito gravemente con una coltellata durante una lite. A colpirlo è stato Michele Iervolino, di 21 anni, già arrestato con l'accusa di tentato omicidio. Il motivo dell'aggressione sarebbe stata, secondo quanto accertato dai carabinieri di Torre Annunziata, «una parola di troppo». Raiola, ora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale civile di Scafati (Salerno), si trovava domenica sera in piazza Mazzini a Poggiomarino, dove è stato accoltellato da Iervolino. Ad allertare i carabinieri sono stati gli operatori del 118. L'aggressore è stato rintracciato e arrestato poco dopo. I carabinieri hanno anche trovato e sequestrato il coltello con il quale Raiola è stato ferito.
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Semplicemente terrificante.




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