
Originariamente Scritto da
alzir
Cosa succederebbe se la riforma dell'economia nazionale prendesse le mosse dal ridimensionamento delle remunerazioni delle istituzioni pubbliche?
Se si stabilisse che, a cominciare dal Presidente della repubblica, Presidente del consiglio, ministri, parlamentari, presidenti di regione, consiglieri, segretari nazionali dei sindacati, Presidenti RAI, magistrati, primari di cliniche "pubbliche" ecc ecc ecc, la remunerazione mensile, non può superare, ad esempio, i 6000 o 7000 euro, adeguandoci, in tal modo, a quelli che sono gli "stipendi" di Francia o Germania?
Sarebbe possibile, in un tal contesto, riadeguare e rivalutare, se non raddoppiare, gli stipedi e le pensioni, di coloro che, pur operando, o avendo operato nel "pubblico", percepiscono remunerazioni da fame?