Riprendo perché ho usato un termine che è facile interpretare male.
Lungi da me misurare la grandezza di un popolo dalle capacità produttive. Altrimenti sarei qui ad incensare gli USA in totemica devozione.
Anzi, dico di più: lungi da me misurare proprio le grandezze dei popoli. Io non faccio paragoni e classifiche di sorta (primo perché non sono nessuno per farlo, secondo, più importante perché trovare termini di paragone su sistemi sì complessi è banalizzante), mi limito ad apprezzare o disprezzare talune caratteristiche.
In ogni caso, il caso di Sparta è emblematico: la problematicità territoriale ha spinto a sviluppare una società così legata alla vita come Sparta che la innalzerei come esempio della meravigliosa capacità umana. Sparta è davvero un inno all'uomo.
La sua civiltà è "ricca" non perché ha accumulato tanti tesori tangibili, ma perché ne ha lasciati in eredità altrettanti di intangibili per noi.
La parabola cristiana dei talenti non è poi una cazzata così grossa: Sparta partiva con un "gap" territoriale enorme, ma grazie agli sforzi dei suoi uomini ha tramutato in gloria tutto ciò. Questo per me è davvero un motivo di gloria per tutti gli uomini, non lo sto a paragonare con i "molli" persiani. Sono convinto che se gli spartiati fossero nati nell'Eden non sarebbero stati spartiati.





Rispondi Citando
