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oggettivista
ma allora xchè dice di credere in cristo :mmm: ?.
finge, per intrufolarsi meglio e isolare i cattolici veri da quelli hippie, e far dominare questi ultimi.
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oggettivista
dici che è un vaticanosecondsta come eq :mmm: :sofico: ?.
Attenzione che io sono un vaticanosecondista molto bacchettone quando necessita. :giagia:
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oggettivista
Quando guardo in fondo al mio cuore avverto la necessità di impegnarmi in associazioni di volontariato che mi fanno sentire utile al mio prossimo e mi riempiono il cuore di gioia.
Le frasi, come la tua, che cercano di fare leva sull'altrui credulità non fanno altro che rafforzare il mio ateismo.
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oggettivista
Lo so, lo so :giagia:. Come valuti la
risposta che ho dato ad Orwell ?. Mi interessa avere il tuo parere ;)
Molto semplice, se nell'ipotetico caso tu avessi anche un comportamento simile a quello di un santo, il merito è di Cristo.
Poi se io posso fare qualcosa per ricondurti a lui in modo che tu non abbia a rischiare la tua ipotetica santità comportamentale bene, altrimenti ci penserà lui a meno che tu decida di rifiutarlo in piena consapevolezza fino in fondo.
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oggettivista
Non mi consta che vi siano prove oggettive tali da provare la metempsicosi o l'esistenza di Dio. Nè l'intuizione personale unita ai tortuosi ragionamenti filosofici possono esserci d'aiuto in tal senso.
ma insomma!! :incav:
io comunque mi riservo sempre un opzione.....quella di essere matto :sofico:
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euvitt
ma insomma!! :incav:
io comunque mi riservo sempre un opzione.....quella di essere matto :sofico:
Mi sembra un'opzione interessante.
Dopo aver letto io sono certissimo di essere diverso e quindi, in altri termini: matto.
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euvitt
ma insomma!! :incav:
io comunque mi riservo sempre un opzione.....quella di essere matto :sofico:
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assurbanipal
Mi sembra un'opzione interessante.
Dopo aver letto io sono certissimo di essere diverso e quindi, in altri termini: matto.
Secondo un neurologo la religione è un disturbo neurologico quindi credo possa essere d'accordo con voi :sofico:.
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eq...
Molto semplice, se nell'ipotetico caso tu avessi anche un comportamento simile a quello di un santo, il merito è di Cristo.
Poi se io posso fare qualcosa per ricondurti a lui in modo che tu non abbia a rischiare la tua ipotetica santità comportamentale bene, altrimenti ci penserà lui a meno che tu decida di rifiutarlo in piena consapevolezza fino in fondo.
Fammi capire. Qualcuno ti ha detto che è esistito un tipo che è morto e risorto per la remissione dei tuoi/nostri cosiddetti peccati :mmm:.
Perchè continui a credere a chi ti racconta questo genere di storie e non rifletti sul fatto che giustappunto solo di storie di tratta ?.
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oggettivista
Non riesco a determinare il senso del tuo ragionamento. Esiste un discorso filosofico, quello che viene intrapreso dalla filosofia perenne di Platone, Plotino, dalla filosofia del Vedante etc..., in cui, almeno tu sei di tale avviso, la questione di Dio diviene una questione di necessità.
Non mi consta che vi siano prove oggettive tali da provare la metempsicosi o l'esistenza di Dio. Nè l'intuizione personale unita ai tortuosi ragionamenti filosofici possono esserci d'aiuto in tal senso.
Dio diventa una necessità quando il pensiero Greco comincia a testimoniare esplicitamente la distanza infinita tra l'essere e il nulla..e a ritenere, con Platone, che l'esperienza debba testimoniare l'oscillazione tra i due termini..la necessità scaturisce cioè da un preciso disegno teoretico..se infatti le cose si generano dal niente allora il niente è un positivo significare..per evitare una tale assurdità la filosofia evoca il luogo da cui ogni cosa proviene e in cui è ricondotta nella sua essenza..il luogo nella quale è sempre salva e conservata..spogliandosi unicamente dell'accidentale..questo luogo è al contempo l'imperituro, eterno, immutabile e la legge che regola l'oscillazione..la storia della metafisica è la storia di un progressivo rigorizzarsi dei tratti caratteristici dell'immutabile..sul fondamento tuttavia di una comprensione inautentica del significato dell'essere..
Non so che idea tu abbia di una di-mostrazione oggettiva di Dio..il punto è piuttosto che se il divenire è inteso come lo sporgere dal nulla da parte degli eventi e il loro progressivo ritornarci allora Dio non è una questione di fede..ma di assoluta necessità..sino a quando non si capisce che la sua presenza..che dovrebbe salvaguardare il mutare della realtà (o piuttosto il senso, l'interpretazione che il mortale attribuisce a tale mutare) rende a sua volta impossibile questo stesso oscillare..e il cuore della filosofia attuale ha il compito appunto di rilevare questa coerenza e di restituire la trasformazione del mondo alla sua innocenza originaria..anche la proposta di Nietzsche incitava a rimanere fedeli alla terra e a non dare ascolto a coloro che parlano di sovrumane speranze..avvelenatori dell'anima..
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Platone
E' qualcosa di infinitamente più luminoso ed immenso..in confronto al quale ogni theosis, immortalità, atman, dissolvimento del dualismo, salvezza per opera di Dio risultano altrettanto infinitamente più pessimiste..
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LEONIDA
Si, si, io però volevo capire se il paradiso del Platy era meglio del nostro...
finora non ci ho capito una mazza.
:19016:
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eq...
A me pare che il paradiso del Platy manchi del concetto di Giustizia, ma se glielo faccio notare so già che mi dirà che la giustizia è un concetto umano che quando oltrepasseremo se lo "concepiremo" sarà completamente altro rispetto a quello che possiamo pensare nel nostro isolamento.
Solo che sto pensiero a parole sue viene meglio. :giagia:
sta dicendo che l'essere umano,per sua stessa esistenza libera, virtualizza Dio e la Sua creazione in questo mondo e negli altri (si ho detto altri e non altro)
per cui il Dio di umana costruzione è il miglior dio (minuscolo ovviamente) concepibile e stessa cosa per il paradiso di umana concezione
Io per esempio essendo stonato non potrò aver accesso al paradiso dove si cantano in eterno le lodi a Dio :piango:
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UgoDePayens
Cosa c'è di più bello, luminoso e immenso del contemplare il Dio creatore, il Dio misericordioso, il Dio tuttosanto?
..il comprendere che tale contemplazione è contemplazione di noi stessi..che non vi è alcuna distinzione tra l'eterno e il caduco, lo stante e il diveniente, l'epistème e la realtà accidentale sulla quale l'epistème si impone..la più elevata teofania impallidisce in confronto..come l'ombra degli abissi marini si oppone al bagliore insostenibile del sole..