
Originariamente Scritto da
Platone
Dio diventa una necessità quando il pensiero Greco comincia a testimoniare esplicitamente la distanza infinita tra l'essere e il nulla..e a ritenere, con Platone, che l'esperienza debba testimoniare l'oscillazione tra i due termini..la necessità scaturisce cioè da un preciso disegno teoretico..se infatti le cose si generano dal niente allora il niente è un positivo significare..per evitare una tale assurdità la filosofia evoca il luogo da cui ogni cosa proviene e in cui è ricondotta nella sua essenza..il luogo nella quale è sempre salva e conservata..spogliandosi unicamente dell'accidentale..questo luogo è al contempo l'imperituro, eterno, immutabile e la legge che regola l'oscillazione..la storia della metafisica è la storia di un progressivo rigorizzarsi dei tratti caratteristici dell'immutabile..sul fondamento tuttavia di una comprensione inautentica del significato dell'essere..
Non so che idea tu abbia di una di-mostrazione oggettiva di Dio..il punto è piuttosto che se il divenire è inteso come lo sporgere dal nulla da parte degli eventi e il loro progressivo ritornarci allora Dio non è una questione di fede..ma di assoluta necessità..sino a quando non si capisce che la sua presenza..che dovrebbe salvaguardare il mutare della realtà (o piuttosto il senso, l'interpretazione che il mortale attribuisce a tale mutare) rende a sua volta impossibile questo stesso oscillare..e il cuore della filosofia attuale ha il compito appunto di rilevare questa coerenza e di restituire la trasformazione del mondo alla sua innocenza originaria..anche la proposta di Nietzsche incitava a rimanere fedeli alla terra e a non dare ascolto a coloro che parlano di sovrumane speranze..avvelenatori dell'anima..