



Il diritto di voto dei senatori a vita, anche se non si evincesse direttamente dalla Costituzione, deriverebbe comunque da una consolidata prassi costituzionale.
Che questa "prassi" (se non diritto) abbia una rilevanza costituzionale si ricava anche dall'annosa querelle sul numero dei senatori a vita di nomina presidenziale (che non avrebbe senso di esistere se non avessero diritto di voto).


Aggiungo qualche considerazione a quanto già detto in appoggio a Kronos.
Io ritengo che i Senatori a vita proprio in quanto non eletti abbiano il dovere morale di appoggiare il Governo in passaggi istituzionali della vita poilitica come ad esempio la finanziaria. In questo mi sento confortato da recenti dichiarazioni di Cossigam che ha prpprio così giustificato il suo voto favorevole al decreto fiscale.
Invece se proprio vogliamo, un corretto atteggiamento istituzionale, vorrebbe che i Senatori a vita si astenessero dall'appoggiare atti squisitamente politici, in particolare quando il loro voto possa risultare determinante.


Io ho postato un articolo di un professore universitario con 50 anni di esperienza nell'ambito accademico. Il fatto che l'abbia postato non equivale a condividerne i contenuti, evidentemente. Esiste però una prassi costituzionale, che vuole che i senatori a vita siano equiparati ai senatori eletti. Ciò è indubitabile. La ragione per la quale i costituenti decisero di introdurre la figura dei senatori a vita è ben lungi dall'intenzione di voler creare una "camera dei lords". Anzi la loro scelta è legata, stante alle relazioni della Costituente ( di cui è possibile prendere visione sul sito camera.it), dalla volontà di inserire in parlamento dei soggetti che, per le qualità espresse nella vita sociale, economica, intellettuale etc. potessero dare un apporto significativo allo sviluppo del nostro paese. Nelle intenzioni, la carica di senatore a vita per meriti, non voleva essere un "premio" quanto piuttosto una "chiamata" utile per il Paese in virtù delle qualità del senatore. Ragioni di opportunità "costituzionale" avrebbero escluso secondo i primi costituzionalisti la possibilità per tali senatori di esprimere la fiducia al governo ( o viceversa sfiduciare un governo). Il voto quindi andrebbe loro riconosciuto su tutte le leggi, compresa la finanziaria, ma non sulla "scelta" dell'esecutivo, e ciò perchè non avevano alcuna investitura popolare. Tutti i costituzionalisti oggi escludono che possa parlarsi di investitura indiretta per quanto riguarda i senatori a vita, posto che è il Presidente della Repubblica a nominarli, il quale a sua volta non è soggetto a investitura popolare ( diretta).
Le prassi costituzionali sono tante...e più importanti riguardano le attribuzioni del Presidente della Repubblica e il diritto di esternazione. Il PdR non può infatti prendere posizione su atti di indirizzo politico, nè manifestare la propria opinione su tali atti. Non può entrare in Parlamento mentre è in carica. Sono prassi legate ad esigenza di opportunità, e quindi non sanzionate in alcun modo a meno che le condotte costituiscano fattispecie delittuose ( vedi caso Cossiga e "patacche bollenti").


Puoi chiedere al tuo Professore universitario con 50 anni di esperienza ( ma quanti anni ha ti conviene sbrigarti ) se un Senatore a vita puo' essere eletto Presidente del Senato.
Se non ricordo male i bananas caldeggiavano questa eventualita'.
Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!
DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!


Allora è vero che all'Università esistono Professori non preparati... Spero che il suo parere sia solo per Libero altrimenti si deve scrivere da solo il manulae su cui fare studiare i propri studenti...


Ma chi è questo? Ma cosa dice?




Questo a me sembra un idiota.
D'altronde arrampicandosi sugli specchi per difendere una teoria senza fondamento si rischia di fare brutta figura.
Il ragionamento presuppone vi sia differenza fra il titolo di "senatore elettivo" e di "senatore a vita".
La costituzione non è stata scritta per gli azzeccagarbugli.
Se la costituente avesse voluto il solo diritto di tribuna per i senatori lo avrebbe specificato nell'articolo 59.
Anzi, secondo me l'articolo 67 "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato" implica che tutti i deputati/senatori hanno gli stessi diritti/doveri, primo fra tutti quello di votare secondo coscenza per il bene esclusivo della nazione e non in funzione degli interessi di partito (ma questo e' un altro discorso)