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Discussione: L'odio verso di noi

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da ARTISTA Visualizza Messaggio
    Se vi scandalizzate tanto dei posts su Padania, perchè li leggete?
    Non ergetevi a giudici, in questo forum si parla della realtà Padana
    senza conoscerla o per sentito dire.
    Quando qualcuno cerca di spiegarvela parlate di ipocrisia.
    Un pò di modestia e di ascolto farebbe bene se non altro per capire!
    Della stessa modestia e capacità di ascolto sarebbe il caso che Vi armiate anche Voi Padani quando parlate del Sud, evitando di censurare chi prova a parlare con Voi; guarda caso, poi, si censurano sempre chi gli interventi a valore aggiunto, che possono mettere in dubbio il dogma del Nord superiore al Sud, del Nord che finanzia e mantiene il Sud.

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Actilius Visualizza Messaggio
    Ogniqualvolta mi trovo a leggere i post sul forum della Padania, noto un numero enorme di segnalazioni antimeridionali, che scadono spesso nel becero, nel violento, nel razzista, nel qualunquista.
    Premesso che molti nostri conterranei indubbiamente hanno fatto, e fanno di tutto per screditare la nostra gente, ciò non toglie che questi commenti fanno male.Ogni qualvolta provo ad intervenire, e sempre in toni civili ed educati, spesso mi trovo i post cancellati e censurati dai moderatori, cosa che reputo assolutamente non corretta e contraria alle logiche di un forum e del confronto che tale " piazza " virtuale deve garantire.
    Da tali post, comunque, mi sembra che i popoli padano alpini abbiano quasi come esclusivo elemento di coesione più l'odio verso i Meridionali: una Nazione deve fondersi su tanti altri elementi in comunanza, e l'odio verso gli altri non dovrebbe rientrare tra questi.
    Detto ciò, visto che pare ignorino come la condizione del Sud, oltre che dovuta a noi, è dovuta ad una sistematica razzia effettuata in passato delle nostre terre; è dovuta ad una ripartizione assolutamente sperequatica delle risorse del Piano Marshall; è dovuta alla predoneria fatta da politici (spesso del Sud) e imprese medio - grandi (tutte del Nord) dei fondi della Cassa del Mezzoggiorno ed europee; tutto ciò detto, quindi, vorrei dar vita ad un post in cui documentare questo trasferimento di ricchezza e di fondi dal Sud al Nord.
    Mi aiutate?
    E' gente chiusa che non sanno nemmeno difendere le loro idee. Poi non capisco questo becero razzismo che hanno nei confronti di altri italiani.
    Per dirla tutta, non ti danno nemmeno il piacere di rompergli le palle.

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Ducezio Visualizza Messaggio
    E' gente chiusa che non sanno nemmeno difendere le loro idee. Poi non capisco questo becero razzismo che hanno nei confronti di altri italiani.
    Per dirla tutta, non ti danno nemmeno il piacere di rompergli le palle.
    Ciao Ducezio, bentornato.
    2010:

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da ARTISTA Visualizza Messaggio
    La lega non è piu' un movimento autonomista è solo un piccolo partito asservito ai voleri del nano di arcore e anche del fascista fini!
    Purtroppo si è venduta al nemico per un piatto fdi lenticchie.
    Poi vorrei chiarire ancora che i toni e gli atteggiamenti usati da alcuni dirigenti
    non erano e non sono condivisi da tutti, e tali modi erano usati non per il bene della lega, ma al contrario.
    Prova solo ad immaginare se il comportamento del calderolo (dentista di Bergamo) può essere utile o meno al partito?'!
    Credo che questi problemi a voi non interessino, ad og ni modo le sorti della lega da noi non interessano quasi più a nessuno.
    Il futuro a mio avviso, potrà essere solo dei movimenti autonomisti che sono nati su basi nuove e sono diretti da persone oneste e motivate.
    Opportuno sarebbe un minimo di coordinamento tra tutti gli autonomisti-indipendentisti che superando le reciproche differenze ci consenta di colpire uniti il nemico comune!
    Come sempre roma dive et impera!
    Condivido pienamente.

  5. #35
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    Sono decisamente scettico riguardo alla possibilità di alleanze tar movimenti autonomistici del Nord e del Sud. Le istanze di cui questi gruppi sono portatori discendono, naturalmente, dalla visione che essi hanno dell'Italia: e questa è completamente diversa da Nord a Sud, così come è differente la concezione prevalente dello Stato stesso.
    Il Nord della piccola e media impresa si sente stritolato da uno Stato ("Roma") che viene accusato di soffocare le identità e di imporre troppe regole in cui le comunità non si riconoscono, oltre che naturalmente di esigere troppe tasse a fronte di servizi spesso mediocri.
    All'opposto, al Sud lo Stato è visto come troppo lontano e/o troppo poco autorevole; si rimprovera ai governi di cedere troppo spesso ai potentati locali (quando non a quelli criminali) al punto che i cittadini si sentono più garantiti da questi che dalle istituzioni; è così sentita la carenza di diritti riconosciuti e garantiti che per tanti (troppi) meridionali l'unico modo per condurre una vita dignitosa senza pericolose contiguità con il crimine organizzato è ottenere un "posto statale", per tanti anni la più grande aspirazione di milioni di persone.
    Se a ciò aggiungiamo la diffidenza reciproca e l'accusa strisciante che ciascuna delle parti fa all'altra di essere la causa principale dei suoi problemi, non vedo quale identità di obiettivi si possa trovare.
    Ciascuno dovrebbe trovare in sé le forze per ottenere ciò a cui aspira, e scegliere come compagni di viaggio quelli con cui effettivamente vuole condividere il proprio futuro.

  6. #36
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    L'economia è quella che sposta sia gli uomini che i confini delle nazioni!
    Criticare lo Stato al di fuori di un'analisi di questo contesto è solo un ripetere frasi vuote di sostanza anche se cariche di retorica discorsiva: vanno bene solo per fare politica per l'ottenimento di un posto a palazzo Madama e cadere nel perenne giro di mazzette!
    Il problema dell'Italia, da quando è unita, è sempre stato il funzionamento dell'anonima Banca d'Italia separata dallo Stato già per l'emissione di banconote e del Signoraggio.
    Se le persone si riconosceranno con obiettivi uguali per far sì che questo potere bancario venga spezzato, e l'economia torni nella gestione delle proprie mani con modalità differenti nell'emissione del denaro (ora in mano alla Bce), non ha importanza se si è padani o meridionali, poiché l'intento è uno nel bene di tutti!



    ************************************************** *****
    ************************************************** *****


    http://digilander.libero.it/sdag.info/articolo_18.htm
    18. La Vera Origine dei Prezzi
    by Dani

    Una delle relazioni sulla quale la maggior parte degli economisti si trovano d'accordo, anche per evidenti e ripetute prove empiriche, è quella tra la variazione della quantità di moneta e la variazione dei prezzi. Ma qual è la causa prima tra queste due, la moneta o i prezzi?
    La moneta è quel particolare bene che permette di scambiare qualsiasi bene e servizio all'interno di una comunità. In passato molte sono state le monete (cioè mezzi di scambio) utilizzate per scambiarsi beni e servizi, ad esempio l'oro, il grano, metalli preziosi in generale o perfino conchiglie come in certe isole polinesiane. Prima ancora esisteva il baratto, cioè lo scambio di un bene con un altro bene senza l'utilizzo di un bene che fungesse da mezzo di scambio.
    Oggigiorno la moneta è metallica e cartacea. O almeno questo è quello che viene detto. In realtà oggi oltre il 90% della moneta in circolazione non è fisica, bensì virtuale: viaggia infatti attraverso semplici trasferimenti bancari senza che vi sia connesso alcunché di fisico. E' come se il mezzo di scambio fossero le mele e, sebbene risultino esserci 100 mele nel sistema considerando tutti gli scambi fatti in un certo istante, in realtà ne esistono solo 10, ad esempio.
    Ora, un fatto del genere può essere spiegato dalla velocità di circolazione di moneta se consideriamo la variazione nel tempo della moneta circolante, ma se consideriamo un certo istante allora le cose cambiano. Se potessimo cioè fermare il tempo e vedere in un certo istante quanto denaro sembra circolare nel mondo, potremmo rimanere stupiti nel vedere che, sebbene risultino esserci solo 10 euro in carta e metallo, risultino essercene 100 nel sistema. Quindi dovremmo domandarci: da dove saltano fuori quei soldi se non esistono fisicamente?
    Dietro questa banale domanda sta la chiave per comprendere la vera origine dell'inflazione ed anche l'origine della grande disuguaglianza di ricchezza nel nostro pianeta. Ma andiamo con ordine.
    Abbiamo detto che oggi la maggior parte della moneta è virtuale. Ma è un bene che sia così oppure no? Bèh, direi proprio di no! Proprio qui sta il problema.
    La moneta, in quanto bene come un altro, è un qualcosa di fisico. Può essere anche della semplice carta o del metallo, ma deve pur sempre essere un qualcosa di fisico. E' semplicemente quel bene che viene preferito rispetto a tutti gli altri come mezzo di scambio perché tutti lo accettano, e quindi può a sua volta essere scambiato con qualsiasi altro bene.
    Dato che è il mezzo di scambio, allora la moneta è anche il bene più diffuso, ed in quanto tale la sua quantità in valore presente nel sistema influenza il prezzo di tutti gli altri beni e dei servizi.
    In sostanza, se la moneta aumenta nel sistema, dato che è il bene che tutti accettano come contropartita di un qualsiasi bene o servizio, allora sarà anche il più domandato. La moneta è il bene la cui domanda nel mercato è massima. Per la semplice ed ovvia legge di mercato per la quale se la domanda di un bene aumenta, allora a parità di offerta il prezzo aumenta, avremo che se la domanda di moneta aumenta allora il suo prezzo aumenta.
    Ma cos'è il prezzo della moneta? E' come per qualsiasi altro bene il valore di quel bene per unità. Ad esempio, dire che il prezzo della moneta euro è aumentato significa che adesso posso comprarne meno a parità di disponibilità. Ma dove la compro la moneta?
    Qui sta la sorpresa: come per tutti i beni, anche la moneta ha il suo produttore ed il suo venditore, ma nel caso della moneta il produttore ed il venditore coincidono e consistono nel sistema bancario.
    Le banche sono i negozi del bene moneta. E quindi è nelle banche che vado a comprare la moneta, ed il prezzo che pago per comprarla è l'interesse. La particolarità del bene moneta è però che non posso mai comprarlo definitivamente, in quanto si tratta sempre di un prestito. Cioè il venditore del bene moneta (la banca) non mi vende il suo bene ma me lo presta a fronte di un prezzo (interesse).
    Perché succede questo? Se la moneta è un bene come un altro allora non dovrebbe succedere! Una volta pagato il prezzo del bene (interesse) allora il bene dovrebbe essere mio! Invece non è così. Perché?
    Perché il sistema bancario è una truffa legalizzata. Le banche non prestano il denaro che hanno in deposito ma, per l'esistenza di un coefficiente di riserva frazionale che di solito è abbastanza basso (anche meno del 5%) , esse possono prestare più soldi di quelli che hanno veramente. Se una banca ha 100 di depositi, allora con un coeff. di riserva del 10% può prestare denaro fino a 10 volte il valore dei suoi depositi. Ciò significa che se ho 100 di depositi (raccolta) e ne presto (impiego) 500, cosa possibilissima con il sistema attuale, allora creo dal nulla 400! E questo è ciò che fanno le banche continuamente, creare denaro dal nulla, semplicemente digitando cifre su un computer.
    Con questo sistema si viene ad avere molto più denaro virtuale di quello realmente esistente. Ed il denaro virtuale in realtà non esiste!
    Il sistema bancario così come oggi è strutturato continua a sopravvivere semplicemente perché la gente continua ad avere fiducia nelle banche e non conosce esattamente il meccanismo di funzionamento della creazione del denaro.
    Se il prezzo della moneta euro ( l'interesse) aumenta, allora la gente ne comprerà meno. In sostanza, nel sistema attuale, se le banche aumentano gli interessi allora presteranno meno soldi e viceversa. Se le banche prestano meno soldi allora vi sarà meno moneta in circolazione. E di conseguenza la gente comprerà meno, la domanda nel mercato diminuirà e i produttori saranno costretti a diminuire i prezzi. Ma se il prezzo della moneta continua a rimanere alto, allora a causa della scarsità di moneta nel sistema si creerà una stagnazione o peggio una recessione economica, tanto più quanto la moneta necessaria è maggiore di quella realmente presente.
    Quindi un aumento del prezzo della moneta, provoca una diminuzione dei prezzi degli altri beni. Ed è vero anche che una diminuzione del prezzo della moneta (diminuzione del tasso d'interesse) provoca un aumento dei prezzi degli altri beni.
    Vale quindi la relazione tra variazione della quantità di moneta e variazione del prezzo dei beni. Ma vale solo in un senso. Perché? Perché i prezzi dei beni non hanno alcuna influenza sulla quantità di moneta nel sistema, e nemmeno la variazione dei prezzi sulla variazione della quantità di moneta. La moneta presente nel sistema, infatti, dipende come per ogni altro bene da quanta se ne offre e quindi dai produttori, cioè dalle banche.
    Se le banche tengono gli interessi alti, allora favoriranno la diminuzione dei prezzi ma anche la crisi economica, ma se li tengono bassi allora favoriranno l'aumento dei prezzi ed una crescita economica. Se così fosse, l'economia non sarebbe poi una cosa così difficile, ma le cose sembrano essere più complesse. Questo proprio per il motivo sopra spiegato che il sistema bancario può creare ( e nella realtà crea) denaro dal nulla e per di più lo fa pagare attraverso l'interesse.
    I prezzi dei beni e servizi sul mercato dipendono dalla domanda e dall'offerta di tali beni, ma la domanda e l'offerta dipendono entrambe dalla quantità di moneta (denaro) disponibile, e quindi dalla quantità di moneta in circolazione. In sostanza, il problema dell'inflazione è un problema che non va ricercato né nel lato dell' offerta (produttori, grossisti, commercianti, fornitori) né nel lato della domanda (consumatori) ma piuttosto nel sistema bancario.
    E la cosa bizzarra è che non solo le banche sono produttori-consumatori del bene moneta (attraverso i prestiti), ma ne sono anche compratori (attraverso i depositi)! Ed oltretutto il loro stesso bene è anche il loro fattore produttivo fondamentale! E' come se una ditta che produce libri ne fosse anche il venditore (e fin qui è abbastanza normale) e ne fosse anche il compratore (cioè comprerebbe libri suoi o di altri, come fanno le banche che accettano in deposito non solo denaro prestato (creato) da loro, ma anche da altre banche). Ed è come se i libri comprati dalla stessa ditta che produce libri fossero un fattore produttivo fondamentale per l'impresa stessa. Ovvio che ciò non ha senso, a meno che l'impresa non faccia in realtà compra-vendita di beni altrui, ed abbia un guadagno sull'intermediazione.
    Risulta quindi che la moneta, cioè il bene di scambio, necessita di una gestione particolare, una volta che viene accettato da tutti come mezzo di scambio. Nel momento cioè in cui la gente sceglie un certo bene particolare come mezzo di scambio e questo ottiene il monopolio, allora tale monopolio necessita di una gestione particolare. Dato che è naturale che la gente alla fine scelga un solo mezzo di scambio che renda semplici gli scambi, allora la situazione di monopolio della moneta non può essere gestita da privati, come avviene oggigiorno attraverso il sistema bancario.
    E la situazione ideale per ogni monopolio necessario (l'unico veramente necessario ed utile è quello della moneta) è che venga gestito dalla comunità. Ed è naturale che la gente scelga dei suoi rappresentanti per gestire gli affari della comunità in suo nome, e dovrebbe quindi essere compito del Governo la gestione del monopolio della moneta.
    Il Governo stesso dovrebbe creare la moneta e gestirne la quantità in circolazione, evitando in questo modo la creazione di debito pubblico e la necessità di elevate imposte. E dovrebbe creare moneta di credito, non di debito. Cioè il Governo dovrebbe creare moneta dal nulla e farla pagare con un certo tasso di interesse ai membri della comunità. Ma in quanto moneta di credito, non verrebbe richiesta indietro. Non sarebbe cioè un prestito, bensì una vera e propria vendita il cui prezzo del bene moneta è costituito dall'interesse pagato.
    Le imposte sarebbero in una tale situazione provvedimenti saltuari necessari per mantenere equilibrata la quantità di moneta nel sistema, e controllare in tal modo la variazione dei prezzi.
    Il Governo stesso quindi dovrebbe creare moneta, e le banche dovrebbero essere delle semplici casseforti o dei semplici intermediari che si assumono il rischio di prestare denaro altrui, e che danno le dovute garanzie ai prestatori. Le banche dovrebbero cioè avere un coefficiente di riserva del 100%, cioè se ho in deposito 100 allora posso prestare non più di 100 e me ne assumo le responsabilità, garantendo adeguatamente i depositanti e gli investitori.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys Visualizza Messaggio
    Ciao Ducezio, bentornato.
    Grazie!

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Ducezio Visualizza Messaggio
    E' gente chiusa che non sanno nemmeno difendere le loro idee. Poi non capisco questo becero razzismo che hanno nei confronti di altri italiani.
    Per dirla tutta, non ti danno nemmeno il piacere di rompergli le palle.

    Noto con piacere che da parte vostra non c'e' alcuna forma di razzismo nei nostri confronti!!!!!

    E poi scusa perchè gli altri italiani, voi siete italiani!

  9. #39
    itaglia=paese miserabile
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    Citazione Originariamente Scritto da Vanvitelli Visualizza Messaggio
    Sono decisamente scettico riguardo alla possibilità di alleanze tar movimenti autonomistici del Nord e del Sud. Le istanze di cui questi gruppi sono portatori discendono, naturalmente, dalla visione che essi hanno dell'Italia: e questa è completamente diversa da Nord a Sud, così come è differente la concezione prevalente dello Stato stesso.
    Il Nord della piccola e media impresa si sente stritolato da uno Stato ("Roma") che viene accusato di soffocare le identità e di imporre troppe regole in cui le comunità non si riconoscono, oltre che naturalmente di esigere troppe tasse a fronte di servizi spesso mediocri.
    All'opposto, al Sud lo Stato è visto come troppo lontano e/o troppo poco autorevole; si rimprovera ai governi di cedere troppo spesso ai potentati locali (quando non a quelli criminali) al punto che i cittadini si sentono più garantiti da questi che dalle istituzioni; è così sentita la carenza di diritti riconosciuti e garantiti che per tanti (troppi) meridionali l'unico modo per condurre una vita dignitosa senza pericolose contiguità con il crimine organizzato è ottenere un "posto statale", per tanti anni la più grande aspirazione di milioni di persone.
    Se a ciò aggiungiamo la diffidenza reciproca e l'accusa strisciante che ciascuna delle parti fa all'altra di essere la causa principale dei suoi problemi, non vedo quale identità di obiettivi si possa trovare.
    Ciascuno dovrebbe trovare in sé le forze per ottenere ciò a cui aspira, e scegliere come compagni di viaggio quelli con cui effettivamente vuole condividere il proprio futuro.
    Condivido, in effetti l'essere autonomisti a Verona o a Parma è molto diverso
    dall'esserlo a Napoli o a Taranto, du mondi tra loro lontani, quasi all'antitesi,
    due mondi che come questi post stanno a dimostrare non dialogano, e non riescono a trovare punti di incontro, prendiamone atto.
    Ma detto senza retorica, questo paese si sta sfasciando forse non riusciamo
    a rendercene conto appieno, ma il sistema non è in grado di autoriformarsi,
    sembrerà una banalità ma i detentori del potere non molleranno mai un millimetro di questo potere sino a quando non saranno obbligati a farlo.
    Il nord ha cominciato la battaglia autonomista nei primi anni ottanta, con 1
    deputato ed un senatore, e con quel movimento è riuscito ad avere nel 1996 il 10,3% su scala nazionale ed a sfiorare il 30% nelle regioni Padane.
    Di questo patrimonio cosa è rimasto? NULLA, non è rimasto più nulla, solo
    un venduto che mette magliette stupide e offende in maniera sconsiderata
    (ma che è stato ministro ed ora è vice presidente del senato di questo
    sgangherato paese).
    Perchè dico queste cose?
    Per un motivo molto semplice, l'esperienza insegna.
    Il regime della corruzione partitocratica romana ha una forza immensa, e quando non riesce a colpire un nemico frontalmente lo compra!
    Berlusconi è nato per questo, quando il regime ha capito (1996-97) che non avrebbe fermato il movimento padano con i carabinieri e la magistratura, lo ha comprato con i soldi del berlusca (1999) e lo ha soffocato nell'abraccio mortale.
    Questo stato indegno sta morendo, soffocato dalla sua incapacità ma morendo cercherà di distruggere quelli che individua come suoi nemici, la lega nata dal popolo è stata uccisa comprando i dirigenti, i vostri movimenti meridionali dovranno essere molto molto forti per resistere!
    Ad ogni modo, pur avendo un comune nemico, siamo popoli diversi lontani e
    diffidenti gli uni verso gli altri.
    Sarà più dura ma ognuno dovrà combattere la propria guerra, per la propria libertà.

  10. #40
    Gaeta resiste ancora!
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    gentile "ospite",
    faccio prima un piccolo inciso quelli del forum padano fannno bene a censurare a chi viene a rompere le palle (magari e facessero così anke qui cn certi figuri) ma male con chi si vuole confrontare seriamente.
    Detto qst, la vs lotta è iniziata negli anni '80 e leggendoti par essere stata momentanemante sconfittta. La nostra inizò nn appneana nacque questo stato truffladino chimato italia ed è terminata qnd hanno ucciso l'ultimo resistente, partigiano napolitano o se preferisci "brigante". Poi solo resistenza passiva, emigramdo in America o altrove. Siamo diventati come gli ilioti nell'antichità.
    In Sicilia la resistenza è finita con la consessione dello statuto autonomo che non è stato mai applicato.
    Ma x una serie di fattori: revanescismo cattolico, nascita della lega nord, riscoperta dei libri di De Sivo e di altri autori legittimisti, lentamente stiamo prendendo coscienza dei nostri problemi, della nostra identità. Temo xò che sia ancora lontano il giorno in cui eleggeremo un ns deputato in parlamento, d'altra parte + forte è ed è stato il lavaggio del cervello vs di noi che siamo, nolenti o volenti, i nipotini dei briganti e dei lazzaroni.
    Probabilmente è vero che non si può cooperare xkè 150 anni di matrimonio forzato ci ha fatto detestare reciprocamente e scusami le'sempio banale anke tu ke sei venuto qui esordeno ma a sud chi lavora?
    nn hai proprio fatto un intervento costruttivo.

    Interessante la tua analisi sul sistema italiano allo sbando, ma se esso nn è capace di rigeneararsi e se la lega è fuori gioco e nel l'antico regnod elle due sicilie dominano coem dal 1861 ad oggi i signorotti mafiosi e feudali, sostanzialmente l'altra faccia di qst stato, mi spieghi cosa prevedi x il futuro?
    Il sistema è a rischio implosione ma nn c'è niente e nessunoc he possa sostituire i vari prodi berlusconi et company, almeno in chiave identitaria.

 

 
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