



[quote=Aleramo]
Tranquillo, non ho intenzione di scrivere molto! Sono decisamente incompetente rispetto a voi su quello che riguarda il regno delle due sicilie.
Scriverò tra i monarchici mi sa
E grazie per il benvenuto
[quote=Aleramo]
Non preoccuparti che di gente piemontese in gamba ne è pieno il mondo!
Sui monarchicipuoi scrivere anche quì: vista la parentela che "ci" unisce!!!
Benvenuto Aleramo e se passi per Alamo...Hasta luego!!!
Come si chiama di nome la scrittrice napoletana?....Sibilla Aleramo?
Nun è pe' caso che tu....??????????




http://www.neoborbonico.org/neotest/...d=49&Itemid=30
Borbone e Savoia
Scritto da Masaniello
lunedì 07 novembre 2005
A quanti mi chiedono:…ma i Borbone di oggi perché non ci aiutano, magari consultando il loro archivio, a stabilire quanto avvenuto al momento dell’annessione? E la Chiesa, perché non dice la sua?
Bene, chiarisco ciò che penso io. E tengo a sottolineare che è solo il mio pensiero e l’errore non lo escludo a priori, non essendo né uno storico, né un addetto ai lavori e chiedo all’Associazione Neoborbonica di assolvermi.
I Borbone ed i Savoia erano parenti allora, così come lo sono oggi. Cominciamo da qui: perché dovrebbero schierarsi e con chi? Contro chi?
Se, per assurdo, dovessero farlo, sarebbero comunque una parte in causa, importante, come i Savoia, per ciò interessata e, per quanti li avversano, (non dimentichiamo che ancora oggi “autorevoli” giornalisti parlano di “amministrazione borbonica” senza conoscere a fondo la storia dei Borbone), non sarebbero credibili proprio per questo motivo. Noi possiamo solo avvalerci dei documenti ritrovati negli archivi dello Stato, dei Comuni, e in quelli di privati, diversamente anche noi non saremmo credibili, ma faremmo solo congetture e supposizioni. E non è ciò che vogliamo.
A questi ritrovamenti pensano gli studiosi, i ricercatori di ambo gli schieramenti e nessuno può contestarli, semprechè i documenti vengano letti e non interpretati per proprio uso e consumo: come qualche volta accade.
Noi spesso avversiamo quanti, all’epoca, ed oggi ancora, scrivevano contro i Borbone: (chi ha mai scritto a favore?) chiamandoli “prezzolati del regime”. Non dobbiamo dimenticare però che dopo l’annessione, gli scrittori non potevano scegliere da che parte stava la ragione, il diritto, le leggi internazionali, basta soffermarsi sul come sono stati fatti ed ottenuti i vari plebisciti nella penisola meridionale. Potevano scegliere? No, certamente. Se volevano continuare a scrivere dovevano, pena l’accusa di “borbonismo” e le conseguenti pene, scrivere dell’alto valore risorgimentale, del padre della Patria, ecc... (ma, a proposito, non si parla mai delle mamme: la Castiglione, la Rosina ed altre..ne parleremo in un capitolo a parte) così come fa oggi il nostro Presidente. La differenza sta nel fatto che il nostro Presidente parla di questi valori risorgimentali senza mai dire quali sono e cercando di evitare che il suo gregge si disperda. Gli scrittori “prezzolati” sì. Magari inventandoseli, così come fece la coppia Diotallevi nel famoso fotomontaggio osceno della Regina Maria Sofia con un atto disonorevole. Quindi lasciamo i Borbone alla loro vita e rispettiamo la loro volontà di non schierarsi, come amano fare i Savoia, attraverso le loro associazioni e movimenti politici.
Altro discorso è per la Chiesa di Roma.
Tutti noi sappiamo quanto la Chiesa ha influito su questa dinastia cattolicissima e forse potremmo anche dire che gli errori commessi nella politica estera di
Ferdinando II, vedi contratto per l’estrazione dello zolfo, così come la proposta fatta da Cattaneo per un’Italia federalista: Pio IX disse: No. I Borbone lo ascoltarono. Per motivi religiosi, certo. Sappiamo tutti dell’assillo di Francesco II, l’ultimo Re di Napoli, per quella santa donna di sua mamma Maria Cristina, una Savoia, non dimentichiamolo.
Quindi non aspettiamoci suffragi e commenti né dai Borbone né dalla Chiesa.
Quell’epoca è finita. Finita per sempre. Nel nostro Paese non ci sono più troni per nessuno: né per i Borbone né per i Savoia. Noi continuiamo a cercare le verità nascoste del risorgimento, un risorgimento a senso unico che lascia l’ex Regno delle due Sicilie in balia della criminalità e del malgoverno e non parlo di quello attuale che ha permesso il ritorno dei Savoia in Italia, ma di tutti i governi che hanno seguito l’amministrazione savoiarda. Una colonia al servizio del vincitore che questi governi hanno ereditato. (Non che prima andasse meglio, per carità).
Spero di aver chiarito ciò che penso senza aver irritato alcuno e senza schieramenti preconcetti.
La storia non appartiene agli uomini, ma appunto alla storia. Ai fatti.
Masaniello


Sibilla Aleramo credo fosse un nome d'arte; la mia memoria è pessima ma mi pare fosse alessandrina e avesse vissuto in centro italia.
Comunque Aleramo era il primo marchese del monferrato, a cui(secondo il mito) l'imperatore aveva promesso tutto il territorio che sarebbe riuscito a percorrere a cavallo in tre giorni. Vabbè è una vaccata ma mi è sempre piaciuta.
La storia delle annessioni dei Savoia è un po' particolare. In realtà il loro territorio iniziale non era molto vasto. Hanno proceduto per annessioni anche in piemonte.
RIguardo alla Liguria il discorso è più complicato; se si escludono Genova e qualche altro centro la storia ligure è sempre stata collegata a quella piemontese. E viceversa
Giusto per tornare al monferrato, del suo territorio facevano parte moltissime zone che attualmente sono liguria.
La zona da cui vengo io è formalmente in piemonte, ma è legata più dalla liguria che da torino, il nostro stesso dialetto è un ibrido con quello ligure.
Basta ho finito la lezione che sono fuori tema alla grande!
Interessante l'articolo che hai postato.
S'era capito che scherzavo quando parlavo dei monarchici?


[quote=Aleramo;5003218]...................
Basta ho finito la lezione che sono fuori tema alla grande!
S'era capito che scherzavo quando parlavo dei monarchici?[/quote]
Non preoccuparti che forse susciterai Odio!!!![]()
Tanto a parlar di loro è sempre per scherzo!![]()




Pe' durmì bbuon, s'addà mangià primma de i a corca: Stinco re' puorco co' spezie e co' cialdina di polenta padana; comme dessert 'no bicchiere re' Bourbon pe' 'nzuppà rint li biscuotti Savoiardi e doppo 'na bbona tazzulella re' café fatta co' 'na cialdina bene schiacciata rint'a la macchinetta napuletana!!![]()


"La vedova scalza" di un autore sardo, Salvatore Niffoi
Ecco il brano, parzialmente pronunciato in sardo da tziu Imbece (zio Imbece) e rivolto alla protagonista del romanzo (fra parentesi aggiungo la traduzione in italiano dalla lingua sarda): << Guerra e pace, guerra e pace. In attesa di terre promesse e mai date, di un progresso mai visto. Macos! Macos che cavaddus semos! (Matti! Matti come cavalli siamo!). Carne sarda nei deserti di Libia e Abissinia, carne sarda tra le nevi del Carso. E pruite? (E perché?). Per fare bella figura? Per dimostrare che eravamo fieri? Per un pezzo di terra che non ci hanno mai dato? Razza maledetta di delinquenti nati quando non servivamo a nessuno; intrepida gente quando ci mandavano a morire come topi! Maleittos sos Savoias e sa nazione! (Maledetti i Savoia e la nazione). Zaccatevele (prendetevele) in culo le medaglie d'oro, le bandiere le croci al merito, le citazioni sui bollettini di guerra, i riconoscimenti di Cadorna, la sublime audacia e l'eroica fierezza dei sassarini (sassaresi). Ma non eravamo banditi da cacciare come i cinghiali, a "cazza grussa"? (caccia grossa?)>>.


Di questo libro io ve ne posso procurare centinaia di copie e ad un prezzo di costo (4 euro)...
X il resto a lavare la testa l ciuccio si perde l'acqua e il sapone !
nn ci resta che ignorare quel forumCaro Princ. Citeriore sono interessato al libro
contattami
Grazie
ReLazz