No veramente la mia descrizione rimane valida, e mi hai fornito un validissimo esempio di quello che affermavo.
Più che altro vorrei sapere quali sarebbero le parziali vittorie in termini realpolitici dei due che citi.
Ci provò Freda, ed in parte fallì. Ci prova De Benoist, ed in parte fallisce.
Bisogna intenderci su cosa definiamo indirizzi ideali e cosa definiamo progetti politici reali.
Appunto.Nel frattempo... dobbiamo anche intenderci sugli obiettivi. Andare al governo? Allora va bene il PDL. E poi? Una volta al governo? Che si fa? Si cambia il PDL?
Ma va là... (per dirla con Ghedini)
Il problema è che nella DR c'è il Risiko perenne tipo "alleanze geopolitiche con X contro l'alleanza geopolitica Y" , ma manca una vera capacità di porsi obiettivi concreti nel piano del fattibile.





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- ovvero: i comunisti o i sinistri. Certamente, questo Stato lo hanno creato loro e i loro obiettivi sono i medesimi dei loro padroni. Eppure - nonostante la gente abbia più o meno inconsciamente capito che ci stanno portando alla deriva rappresentata dalla società multirazziale, dal liberalcapitalismo sfrenato, dall'americanizzazione selvaggia - riescono a mantenersi ben saldi in tutti i gangli vitali condizionando il sistema-Italia - mass-media, organizzazioni e associazioni varie, sindacati, istituzioni (ultimamente molto poco, ma presto tornano) e magistratura. Loro fanno una nettissima differenziazione tra la teoria (es. Marx), la pratica, la tattica etc (es. Lenin, Mao) e il lato romantico (es. i partigiani, Che Guevara etc), la militanza e la vita. Creano un modello che poi riesce ad arroccarsi nei punti chiave della società - tant'è che cambiano i Partiti, cambiano le situazioni, cambia il modo di porsi, ma il sovversivo lo riconosci sempre.
