
Originariamente Scritto da
simonespiga
Nassiriya, 1 dic. - E' finita. La bandiera italiana e' stata ammainata nella base militare di Camp Mittica, il quartier generale italiano a Nassiriya. Gli ultimi 44 militari, tra bersaglieri e carabinieri, sono ora in viaggio per rientrare in Italia. Il tricolore e' stato ammainato, piegato accuratamente e consegnato nelle mani del ministro della Difesa, Arturo Parisi, che ha partecipato alla cerimonia di commiato del contingente in Iraq. Era la stessa bandiera che i bersaglieri del I Reggimento della Brigata Garibaldi avevano issato nel giugno del 2003, quando la missione e' iniziata.
Antica Babilonia e' costata in questi tre anni e mezzo un miliardo e mezzo di euro. Ma l'immagine indelebile di questa operazione militare e' certamente legata ai 39 morti che l'Italia ha lasciato sul terreno e soprattutto al 12 novembre 2003 quando un camion bomba si lancio' contro la base Maestrale, sede dei carabinieri, e costata la vita a 17 militari, 5 dell'esercito e 12 carabinieri a due civili, mentre rimasero feriti altri 20 militari e un numero mai quantificato di iracheni. E ancora la memoria va alle micidiali battaglie dei ponti (cosi' definito perche' lo scenario in cui si sono svolte erano proprio i ponti che a Nassiriya attraversano il fiume Eufrate), quella di aprile del 2004, quelle del 17 maggio che costarono la vita al caporal maggiore Matteo Vanzan, quella di agosto 2004 con le immagini di un'ambulanza civile crivellata di colpi. Poi quell'unico sparo che il 21 gennaio 2005 colpi' il maresciallo-capo Simone Cola mentre si trovava in volo su un elicottero. E ancora l'elicottero che si schianta in pieno deserto e uccide i quattro componenti dell'equipaggio.
Poi un susseguirsi di ordigni che esplodono al passaggio dei convogli italiani e uccidono, feriscono. Poi ancora gli incidenti stradali causa di morte di numerosi militari. (AGI)