
Originariamente Scritto da
FdV77
In merito alle peste leggevo in giro che la cosa migliore è non spostare alcuna armata o agente dalla città in cui si è manifestata, sperando che prima possibile se ne vada così come è arrivata; altro non so dirti, nella mia partita ancora non si è vista (autogufata, ci scommetto...).
Sull'espansione temo di essere d'accordo, anche se io sto subendo un'altalena di bilanci in rosso o in positivo che davvero mi lascia perplesso: ho espanso il mio dominio sulla francia meridionale e, manco faccio in tempo a fiatare e riassettare le armate, che sia Veneti che Tedeschi mi dichiarano guerra apparentemente senza spiegazioni! Resisto all'assalto crucco, neppure troppo convinto, ma ecco che i cani tetteschi mi sguinzagliano contro 3 assassini, che io con i miei non riesco a neutralizzare. I Serenissimi, dal canto loro, con quel maledettissimo esercito di navi mi blooccano i porti e decimano la mia armata marittima; io, incazzato, dovevo sfogarmi con qualcuno, quindi prendo e vado a radere al suolo l'incolpevole napoli

I Siciliani mi lanciano contro 3 armate contemporanemente, con numero complessivo però pari al mio esercito di "attacco rapido", ovvero formato da un generale con guardia di cavalieri pesanti, coaudiuvati da 4 truppe di cavalleria leggera e 3 di cavalieri in armatura: metto in fila di 2 orizzontalmente il generale e davanti piazzo su 3 file orizzontalmente tutti gli altri cavalieri... una potenza di carica a dir poco disumana: un mare di soldati a cavallo che galoppa convinta contro chi si trova davanti, siano balestrieri, fanti, lancieri o chi vogliono loro, spazzati via in un paio di cariche, con quelli che restano in rotta anche dopo aver perso solo il 20% della singola truppa! Splendido... Anche se così facendo è inevitabile perdere un po' di cavalieri e, primna di attaccare nuovamente, è il caso di sostituirli o riaddestrarli.
Infine una chicca che mi ha reso orgoglioso di un mio generale: faccio una vaccata, nel senso che non ho selezionato le armate che avevo in mente per costituire un esercito da mandare contro i francesi, quindi seleziono solo il generale e lo mando in pieno territorio tedesco. I figli di giovanna d'arco, ovviamente, non si lasciano sfuggire l'occasione e mi mandano addosso un esercito ben assortito: generale con cavalleria pesante (20 uomini), catapulta, 2 armate di balestreri, 1 di lancieri e qualche altro fante molto stupido; io sghignazzo, salvo poi accorgermi della cagata fatta una volta che mi prospettano le forze in campo: praticamente il rapporto era di 1 a 10! Ammetto che il primo istinto è stato quello di ritirarmi ma, sfortuna (o fortuna, meglio), i turni di movimento erano ultimati e anche nella mappa di battaglia non mi lasciava andare oltre i margini di gioco.
Devo combattere, mi dico. Penso come affrontare la battaglia, non certo nell'ottica di vincere ma di far perdere più truppe possibili al nemico.
Corro da una parte all'atra della mappa, con i balestrieri che mi corrono dietro, ovviamente senza prendermi; ad un certo punto noto che il nemico comincia a disperdere le forze: alcuni mi seguono, altri con meno convinzione, altri restano quasi sul posto; è il momento, mi dico: prima carica, con i miei cavalieri disposti su 2 file orizzontali, così da massivizzare la potenza d'urto; prima truppa di balestrieri annientata, qualche soldato in rotta. Sorrido, mi rintano in un altro angolo della mappa, visto che avanzavano i lancieri. Altri balestrieri mi vengono contro, ripeto la carica, decimati anche questi. Contadini appiedati, idem, stesso risultato. Guardo la barra degli schieramenti in campo e noto che siamo quasi 50-50. Ad un certo punto prendo un rischio e lancio i miei cavalieri alla carica contro la loro gurdia del generale, che, non aspettandosi tanto ardore, perde tempo a disposrsi e viene anch'essa decimata, con rotta del generale... Gaudente, lancio l'ultima carica, non dopo aver fatto riposare i cavalli, contro quello che rimane di un esercito che ebbe l'aria convinta ma che, alla prova dei fatti, non ha fatto altro che far lievitare l'esperienza del mio generale.
Cazzo, che serata
