Il diritto al consenso informato e, persino, il diritto a non subire trattamenti sanitari verso cui non si esprime consenso sono stabiliti, anche da questa società... tanto più nell'ottica libertaria la natura aggressiva contro la propria persona di attività condotte con respiratori e strumentazioni varie è incontestabile. Se non si ha diritto di alienare la propria vita, si ha sicuramente quello a non venire aggrediti nei suddetti modi.
Penso che logicamente si abbia anche il diritto a che queste azioni, una volta verificatesi con il consenso, ma divenute forme aggressive negandolo a posteriori, siano interrotte.
Fin qui l'esempio di Lizard regge benissimo, cosi come la sua frase finale.
Il problema semmai si pone per l'eutanasia attiva, nei casi in cui la mera sedazione non sia sufficiente ad un trapasso "tranquillo"....o addirittura non ci sia nessun caso di accanimento terapeutico...qui ci sarebbe da discutere...anche in ottica libertaria....





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bene, appurato che l'esempio welby non regge, il problema resta pero'...
