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Discussione: Cuba senza Castro

  1. #51
    Guardia Rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano Visualizza Messaggio
    Ecco un altro espertone!

    Torna a studiare e poi puoi tornare a discutere.
    ah sì, sarei io quello che deve tornare a studiare?


    ora capisco da dove nascono tutti i problemi che affliggono l'Italia....

    povera Italia

  2. #52
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano Visualizza Messaggio
    No mio caro. Le persone che muoiono di fame nel Mondo SONO IN CONTINUA DISCESA.

    Il mondo del 1700 e il mondo del 2006 sono due posti molto diversi: nel primo il 95% della popolazione mondiale era malnutrita, ignorante e faceva il contadino a vita.

    Oggi "solo" (sono comunque troppi) 100.000.000 di persone è denutrita, l'educazione ha fatto passi da gigante e siamo tutti (e ripeto, tutti) più ricchi.

    Il povero Indiano è comunque più ricco oggi che 50 anni fa.


    Con questo non dico che nel mondo non ci sia la povertà: però l'unico modo per sconfiggerla è il Capitalismo, un Capitalismo Etico e Sano.

    Il capitalismo etico e sano, ora come ora, non c'è. L'attuale sistema sta degradando sempre più rapidamente, e la soppressione continua dei diritti dei lavoratori sta aumentando il divario tra chi ha tanto e chi ha poco se non niente. In queste condizioni è facile prevedere un crollo del sistema, perchè chi non ha condizioni di lavoro eque ed un giusto salario non fa parte della classe consumatrice, indebolendo l'economia.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  3. #53
    Basileus ton Romaion
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    ah sì, sarei io quello che deve tornare a studiare?


    ora capisco da dove nascono tutti i problemi che affliggono l'Italia....

    povera Italia

    Dai senatori del PDCI?

  4. #54
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano Visualizza Messaggio
    Senti io la storia la studio come professione, e ho anche letto tutta l'Opera Omnia di Eric J. Hobsbawn, il più grande storico vivente (nonchè dichiarato Comunista).

    Quindi vedi di dare una ripassata prima di venire qui a discutere.

    P.S.: Ah, e tutte le cose che ho citato qui sono ritrovabili nel manuale "L'Ottocento" e il "Novecento" di Franco Della Peruta, che certo non è di destra...
    Benissimo, ma se mi parli di socialdemocrazie che governano *quando e dove*, senza un quadro generale, ignorando le lotte e i movimenti, ignorando la rivoluzione d'Ottobre e quello che ha rappresentato in termini di riscatto per l'umanita', permettimi ma ho dei dubbi che tu sia di parte.

    Non mi risulta che il capitalismo abbia fatto la guerra fredda alla Scandinavia.

  5. #55
    Hanno assassinato Calipari
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    Germania e Inghilterra (in alleanza coi Liberali Democratici)
    ---

    Una bella carta da visita, insomma non hanno contato un cazzo o sono stati spazzati da Hitler.

    Tra l'altro quei socialdemocratici oggi sarebbero considerati ultracomunisti, tanto per dire come cambiano i tempi.

    La grossa distinzione all'epoca tra comunisti e socialisti e' che i primi avevano una strategia: prendere il potere. I secondi chiedevano "perfavore, potete non far lavorare i bambini?".

    E' una questione culturale, senza il comunismo, cioe' l'idea dell'uomo libero dai vincoli sociali e materiali, non ci sarebbe stato quel balzo in avanti dell'umanita'.

    Non per nulla Marx si studia a scuola, mentre dei socialisti dell'epoca non ci ricordiamo quasi nulla.

    Per farti un esempio, la Lega Nord in Italia ha imposto una propulsione su certi temi che e' stata BEN OLTRE il suo peso elettorale. Poi si e' afflosciata in maniera ridicola, vabbe', pero' spero di aver fatto capire il concetto.

  6. #56
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    Juanita: mio fratello Fidel
    è un tiranno, ma non lo odio

    NEW YORK. «Il sangue è un legame forte, sa? Fidel è sempre mio fratello, e sono preoccupata perché sta soffrendo». Il regalo di Juanita Castro al Lider Maximo per il suo ottantesimo compleanno, che cade oggi, è questo: l'affetto di una sorella da cui lo separano quarantadue anni di esilio e di panni sporchi lavati in pubblico.

    Juanita, 73 anni, è cresciuta con Fidel vicino alla piantagione di Birán, dove il padre Angel si era costruito un'esistenza decente lavorando lo zucchero. All'inizio lei aveva creduto alla rivoluzione, ma poi era rimasta delusa dalla deriva autoritaria. Quando nel 1963 era morta la mamma, Lina Ruz González, la distanza dal fratello Lider Maximo si era allargata.

    Quindi nel 1964 era arrivata la rottura pubblica, con la fuga prima in Messico e poi a Miami, insieme agli oppositori più accaniti del regime. Nel 1965 la sorella minore di Fidel era diventata persino la protagonista di un film girato da Andy Warhol, "The Life of Juanita Castro", che prendeva in giro lui e la retorica machista della revolucion. Il Lider Maximo e Raul, sospettati di amare i travestimenti transessuali, erano interpretati da donne. Certe cose non è facile dimenticarle, anche quando passa parecchio tempo. E poi Juanita, sul piano politico, non rimpiange nulla. Però adesso che il fratello sta male la sua voce non nasconde l'emozione, dal telefono della farmacia che gestisce a Miami: «Certo che mi piacerebbe risentirlo ancora prima di morire. Ma preferisco non parlare della morte».

    Cosa sa della salute di suo fratello?
    «Ho le notizie di cui avevo parlato nei giorni scorsi. Era in condizioni stabili ed era uscito dal reparto di cura intensiva. Io parlo con L'Avana ogni due o tre giorni, e mi tengono informata».

    Cosa ricorda di suo fratello?
    «Non lo vedo da più di 30 anni. Ho sofferto a causa della rivoluzione. Per tutti noi era una cosa molto idealistica, che avrebbe portato a buoni cambiamenti politici. Poi però fu instaurato un regime comunista, e tra me e mio fratello si è creata una divergenza politica. Ma questo non vuol dire che io non mi preoccupi per lui».

    Sul piano personale che memorie ha?
    «La nostra era una famiglia normale, felice. Ho i ricordi di bambini che giocavano insieme, amati dai loro genitori».

    Da piccolo Fidel aveva già una personalità forte?
    «Certo, molte forte. Però il problema adesso non è il suo carattere, ma il regime. Io spero che la democrazia si affermi, anche se non sono sicura che tornerei a Cuba».

    Qual è la ragione per cui ha lasciato il suo paese?
    «L'unico motivo è stato il regime».

    Quando lei andò via denunciò il governo, dicendo che era corrotto e dittatoriale. La pensa ancora così?
    «Non c'è mai stata una riconciliazione con mio fratello, e io ho sempre continuato a parlare con chiarezza contro il regime».

    Che persona è Raul, l'altro suo fratello a cui Fidel ha affidato il governo? È in grado di reggere il paese?
    «Per me è difficile giudicare, perché ormai ho vissuto più tempo a Miami che a Cuba. Ma il problema è il regime, non le personalità».

    Perché ha criticato la comunità degli esiliati, quando hanno detto di sperare nella morte di Castro?
    «Io ho criticato loro e loro hanno criticano me. Hanno il diritto di celebrare, lo rispetto. Però anche io ho il diritto di dire che mio fratello ha il mio stesso sangue, e non penso sia giusto festeggiare in questa situazione. Non lo farei neanche con un mio nemico».

    Come giudica la politica americana verso L'Avana?
    «Gli Stati Uniti hanno una linea dura con Cuba. Sentono la necessità di prendere una posizione forte. Ma noi non vogliamo che qualcuno venga sull'isola a risolverci i nostri problemi. I problemi dei cubani dovrebbero essere risolti in prima persona dai cubani stessi, magari con aiuti. Non abbiamo bisogno di nessuno che venga a liberarci. Dobbiamo farlo da soli, il destino è nelle nostre mani».

    Di che riforme avrebbe bisogno Cuba?
    «La cosa importante è che diventi libera, senza nessun dittatore. Quando questi quarantasette anni saranno finiti, Cuba sarà libera».

    Vede i cubani andare ad eleggere il loro capo?
    «Sì, certo. Nascerà una democrazia con le elezioni».

    Ha un messaggio per gli italiani?
    «Apprezzo il loro governo. Se vogliono aiutare i cubani ad essere più aperti, sarebbe un vantaggio. Però sta a noi risolvere i nostri problemi».

    Vorrebbe rivedere Fidel?
    «In lui, per me, convivono due persone: il dittatore e mio fratello. Ma io vorrei veder riunite tutte le famiglie cubane, perché non si può costruire un paese forte sull'odio».
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  7. #57
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    Ridicolo citare Keynes, e non vedere i piani quinquennali! E' una lettura della storia assurda e completamente autoreferenziale.

    Ma porca miseria, se nel giro di pochissimi anni si passa da avere zero *e non mi puoi dire che Bismark inventa lo stato sociale senza farmi sorridere...* ad avere molto, questo scatena una serie di domande nelle persone che portano ognuno di noi a darsi una risposta. Allora fu: "Allora anche io posso aspirare a tutto cio'".

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da marcejap Visualizza Messaggio
    Il capitalismo etico e sano, ora come ora, non c'è. L'attuale sistema sta degradando sempre più rapidamente, e la soppressione continua dei diritti dei lavoratori sta aumentando il divario tra chi ha tanto e chi ha poco se non niente. In queste condizioni è facile prevedere un crollo del sistema, perchè chi non ha condizioni di lavoro eque ed un giusto salario non fa parte della classe consumatrice, indebolendo l'economia.
    Il divario da un lato aumenta tra poveri e ricchi, e dall'altro aumenta in funzione delle rendite.

    Quanti si godono i guadagni di borsa, speculando? Questo comporta una trasformazione dei rapporti economici, in quanto la rendita non e' piu' un processo ereditario ma distribuito, a mo' di piramide.

    E un intricato legame tra politica e vertici della piramide fa da inquietante sfondo...

  9. #59
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    Ridicolo citare Keynes, e non vedere i piani quinquennali! E' una lettura della storia assurda e completamente autoreferenziale.

    Ma porca miseria, se nel giro di pochissimi anni si passa da avere zero *e non mi puoi dire che Bismark inventa lo stato sociale senza farmi sorridere...* ad avere molto, questo scatena una serie di domande nelle persone che portano ognuno di noi a darsi una risposta. Allora fu: "Allora anche io posso aspirare a tutto cio'".
    Tu ignori tutto il pensiero liberale da John Stuart Mill in giù. Che il capitalismo andasse regolato ci erano arrivati prima dei "favolosi" piani quinquennali dell'URSS.

    Tu hai una visione della storia autoreferenziale: dai ad un singolo evento storico (la rivoluzione d'ottobre) un valore talmente grande da far sembrare la Rivoluzione Neolitica (la nascita della Civiltà) e la Rivoluzione Industriale (la rivoluzione di tutti i mezzi di produzione e del ciclo economico umano formatisi dopo la Rivoluzione neolitica) due scaramucce.

  10. #60
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    La rivoluzione d'Ottobre è stato il riuscito colpo di stato di un gruppo di leaders ben determinati.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

 

 
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