



ma Ardimentoso che fine ha fatto?


Al centro di questo ciclo c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Il sole era dunque venerato come forza misteriosa e vitale: vederlo perdere forza d'inverno e ridurre il suo corso nel cielo, era un'esperienza tragica, vista come una minaccia alla propria sopravvivenza. Che doveva essere esorcizzata con opportuni riti. Da qui ebbero origine le più antiche feste collegate al solstizio d’inverno. Durante queste feste venivano accesi dei grandi fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che dovevano ridare forza al sole indebolito.


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" Gli inquisitori hanno tentato di spezzare i nostri corpi,
e di catturare le nostre anime.
Ci hanno chiesto di rinnegare i nostri padri
e di maledire il nostro sangue.
Hanno distrutto le nostre case
e bruciate le nostre donne.
Hanno tentato di uccidere la speranza,
e ci hanno detto che tu eri morto,
che mai saresti ritornato,
che il freddo e la notte ti avevano seppellito.
Ma noi sappiamo
che tu sei vivo,
che tu tornerai trionfante.
Noi sappiamo che tu ardi
nel più profondo dei nostri cuori
e che brucerai
nel più profondo del cuore dei nostri figli,
e dei figli dei nostri figli,
ETERNAMENTE,
perchè tu sei la forza che guida le nostre braccia
e porta la nostra spada.
Tu sei messaggio di libertà
e manifestazione di ogni vita.
E' per questo,
per la fiamma e la roccia,
per la fonte e l'albero,
che ti salutiamo.
Tu, verso cui si innalza il volo delle oche selvatiche,
Tu, odiato dai preti e amato dai guerrieri,
Tu, nostro fratello nel riposo e nel combattimnto,
Tu, l'invincibile,
Tu, il Sole. "
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